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	<title>Commenti per tempografico</title>
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	<description>notizie in fuga ... quotidiano di satira politica e non</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jun 2011 16:48:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Referendum: un elettore alle urne. &#8220;Una scrutatrice mi scruto&#8217; negli occhi e fu si al primo sguardo&#8221; di business daily</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/06/12/referendum-un-elettore-alle-urne-una-scrutatrice-mi-scruto-negli-occhi-e-fu-si-al-primo-sguardo/comment-page-1/#comment-1245</link>
		<dc:creator>business daily</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 16:48:53 +0000</pubDate>
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		<description>E allora SOLO ALLORA POTRA&#039; REALMENTE DARE NON UNA SPERANZA NON UNA ILLUSIONE MA UNA CERTEZZA DI UN MONDO MIGLIORE PER NOI E LE NOSTRE FUTURE GENERAZIONI.. Non c&#039;era niente da vincere con questo sistema proporzionale ma solo da misurare le forze in campo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E allora SOLO ALLORA POTRA&#8217; REALMENTE DARE NON UNA SPERANZA NON UNA ILLUSIONE MA UNA CERTEZZA DI UN MONDO MIGLIORE PER NOI E LE NOSTRE FUTURE GENERAZIONI.. Non c&#8217;era niente da vincere con questo sistema proporzionale ma solo da misurare le forze in campo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cinque Fiabe in Cinque Righe di Editor &#38; Co</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/06/02/cinque-fiabe-in-cinque-righe/comment-page-1/#comment-1190</link>
		<dc:creator>Editor &#38; Co</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 16:13:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tempografico.com/?p=5054#comment-1190</guid>
		<description>Cara Chiara, 
tutto vero cio&#039; che dici o forse verosimile. La sincerita&#039; non ti manca e cercheremo di non farla mancare anche noi. Noi parliamo semplicemente della disintegrazione della realta&#039;, del linguaggio, della grammatica, del senso compiuto, della fantasia. Forse non sempre ci riesce. Di certo non siamo scrittori professionisti. Ci lasciamo prendere dalla suggestione  e la morale di sicuro non e&#039; pertinente alla nostra espressione. Detto questo, ci piace il dibattito e ti siamo grati delle tue osservazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Chiara,<br />
tutto vero cio&#8217; che dici o forse verosimile. La sincerita&#8217; non ti manca e cercheremo di non farla mancare anche noi. Noi parliamo semplicemente della disintegrazione della realta&#8217;, del linguaggio, della grammatica, del senso compiuto, della fantasia. Forse non sempre ci riesce. Di certo non siamo scrittori professionisti. Ci lasciamo prendere dalla suggestione  e la morale di sicuro non e&#8217; pertinente alla nostra espressione. Detto questo, ci piace il dibattito e ti siamo grati delle tue osservazioni.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cinque Fiabe in Cinque Righe di Chiara</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/06/02/cinque-fiabe-in-cinque-righe/comment-page-1/#comment-1178</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 03:06:51 +0000</pubDate>
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		<description>Le mando una mia favola per sdrammatizzare il mio precedente commento

                             L&#039;ALBERO DELLE MELE


C&#039;era una volta un grande giardino abitato dal Sole. 
Non vi era traccia di buio perché la Luna non era stata ancora creata e il Tempo non aveva bisogno di scendere sulla pendola per scandire in parti uguali il confine tra la Notte e il Giorno.  
Nel giardino c&#039;erano alberi pieni di fiori e di frutti dai mille colori. 
Questo posto non aveva un suo nome perché c&#039;era solo Silenzio, e il Silenzio non sa leggere né scrivere. E&#039; analfabeta.
C&#039;erano molti animali, ma  non c&#039;erano pensieri, né buoni, né cattivi. 
C&#039;erano solo suoni: di passi nell&#039;erba, di fronde nel vento, di onde nel mare, di sbadigli di talpe e di canti di allodole.
L&#039;unico ad annoiarsi di tanta Armonia sempre uguale, era un bipede chiamato Uomo.  
Uomo non sapeva come perdere tempo per arrivare in ritardo al suo appuntamento con l&#039;eterno presente. Era sempre puntuale!
Fu così che nacque la Donna. 
Gli somigliava. Aveva solo i seni più gonfi, i capelli più lunghi e il sesso concavo. 
L&#039;Uomo la guardò incuriosito e lei fece altrettanto. Non si scambiarono neanche una parola perché la Parola non era stata ancora creata. 
Si fiutarono. Si sfiorarono. Si confrontarono. Furono i loro sorrisi a riconoscersi: le loro dentature erano identiche!
Fu così che nacque la prima coppia dell&#039;Umanità.
L&#039;Uomo e le Donna passeggiavano mano nella mano nel giardino, senza una meta di Sonno perché non c&#039;era ancora Stanchezza. Guardavano i frutti degli alberi, senza desiderio perché La Fame non esisteva. 
Giocavano con gli animali e con i fiori per ingannare il Tempo, ma il Tempo non c&#039;era.

Un giorno la Donna trovò una mela rossa, caduta per sbaglio da un albero. La raccolse e sentì il suo profumo. Le sue labbra curiose si aprirono e i denti arditi la penetrarono. 
Fu così che nacque il Sapore. 
La Donna ne mangiò la metà e, estasiata da quel nuovo piacere, corse dall&#039;Uomo per condividerlo con lui.
L&#039;uomo non si fece pregare due volte, e mangiò con avidità l&#039;altra metà della mela.
Ma il serpente, invidioso, fece la spia al padrone del giardino che, suo malgrado, fu costretto a punirli. Tutta colpa di una mela sugosa caduta da un albero!
L&#039;Uomo e la Donna furono cacciati dal giardino... Ma dove esiliarli? Bel problema! Non esisteva altro luogo al di fuori di quello... 
Fu così che nacque la Terra e, con lei, il Tempo e il Calendario, la Fame e la Sete, la Notte e il Giorno, il Caldo e il Freddo, la Vita e la Morte. 
Anche il Melo ebbe la sua punizione per essersi permesso di lasciar cadere sull&#039;erba un suo frutto e di averlo fatto spartire dall&#039;Uomo e dalla Donna. Tutte le sue mele furono condannate a cadere sulla terra tagliate in due metà apparentemente identiche una all&#039;altra, ma che, in realtà, combaciavano con una soltanto: la loro. 
Fu così che nacque il Chaos, la fenditura dell&#039;ordine delle cose che spalancò le porte alla confusione e al dizionario dei sinonimi e dei contrari che, da allora, è divenuto l&#039;unico testo attendibile per risolvere l&#039;inattendibilità della retorica furba dei Gatti e delle Volpi. Sono sempre loro, gli stessi che ingannarono l&#039;ingenuo Pinocchio, ma non sono più soli: la favola li ha resi famosi in tutto il mondo e Walt Disney, con il suo cartone animato, li ha trasformati in vere e proprie star. Ora hanno anche un sito su Internet e un fan club. 
Hanno pubblicato un manuale dal titolo: &quot;Promettere è meglio di dare&quot; che è stato tradotto in tutte le lingue. Persino in latino. Per il Vaticano.   

Sono divenuti i burattinai delle parole senza voce che ogni giorno ascoltiamo in radio e in televisione o leggiamo su quotidiani e riviste. Recitano ogni giorno sulle nostre piazze, mossi da fili invisibili che scompaiono dalla nostra scena per diventare vita, per farci sperare che esista davvero un altro domani.
Ma questa è un&#039;altra storia...

Torniamo al Chaos, dall&#039;ordine al disordine, suo contrario nel dizionario della lingua italiana, e alle povere mele buttate per terra, piene di lividi e senza più un ramo che le tenesse in palmo di mano... E, per giunta, spaccate a metà, con la pancia bianca in vista e il torsolo al vento... Che vergogna: ognuna alla ricerca della sua metà per tornare ad essere un tutto! Milioni di mele che rotolavano sul prato passando dalle braccia di una a quelle dell&#039;altra come in una quadriglia, cercandosi, trovandosi, stringendosi, staccandosi, dividendosi... E ancora oggi lo fanno.
Alcune, le più fortunate e ostinate, si sono ritrovate, ma sono pochissime. Le altre usano l&#039;attak. Finché tiene.
Io sono una restauratrice e riesco a incollare tutto senza crepe visibili. L&#039;inganno è il mio mestiere per sopravvivere. 
Ho avuto tante metà &quot;perfette&quot;, ma non avevano il mio stesso sapore, quindi me le sono scollate di dosso. 
E&#039; stato doloroso, ma necessario: preferisco essere una metà autentica che un tutto falso!
Fu così che nacque la Solitudine e la Commedia dell&#039;Arte.
Ogni giorno una nuova replica della stessa replica, una nuova maschera della stessa maschera.
Ogni giorno fino a quel giorno...
Sfogliando le pagine dell&#039;album della mia memoria, il suo volto mi apparve all&#039;improvviso. Era incollato in una mela perfetta, come quelle appese sull&#039;albero dell&#039;antico giardino.
&quot;Che bello!&quot; - pensai - &quot;Questa è una mela intera!&quot;. 

Fu così che nacque il Dubbio e il gioco d&#039;azzardo.
Ogni giorno una nuova scommessa della stessa scommessa, una nuova sfida della stessa sfida.
Ogni giorno fino a quel giorno...
Poi scomparve. Lo cercai ovunque, ma inutilmente e mi rassegnai all&#039;idea di aver avuto un&#039;allucinazione. Fu allora che per autolesionismo ripresi a fare uso di attak. Ma solo per poco. 
Ne sono uscita presto e da sola, senza crisi di astinenza né conseguenze visibili sulla mia pelle. Neanche una smagliatura!
Il Tempo continuava a scorrere senza pausa sulla sabbia della mia clessidra. Il Sole cedeva il posto alla Luna e la Luna, a sua volta, cedeva il posto al Sole, sempre puntuali all&#039;appello quotidiano. Mai un&#039;assenza o un ritardo segnati sul registro di classe! Mai un raffreddore o un&#039;influenza! Quei due scoppiavano di salute ed erano dei gran secchioni. Non andavano mai in vacanza, neanche quando le scuole erano chiuse! 
Ogni sera io chiudevo le stesse persiane e al mattino le aprivo di nuovo sul mio cortile immutato. 
Ogni giorno fino a quel giorno...
Aprendo la finestra per affacciarmi a guardare la solita Vita là fuori, mi accorsi di lui. Riconobbi il suo volto incollato nella solita mela che gli anni avevano un poco appassito. Fu allora che, osservandolo con attenzione, notai quella piccola ruga imprevista dalle rughe del Tempo. Una cicatrice sottile come un graffio d&#039;erba ricamata sulla sua pelle lucida...
&quot;Forse è un&#039;ammaccatura dovuta ad una caduta...&quot; - pensai - 
Ma non era così. 
L&#039;ennesima illusione scompariva all&#039;orizzonte...  
Fu così che nacque l&#039;Ipocrisia e il Circo.
Il mio eroe era rimasto incollato per tutti quegli anni alla sua falsa metà per non confessare il suo innocuo delitto. 
Ma l&#039;attak della sua fede inventata aveva ceduto alla luce paziente della Verità.  

Io non l&#039;ho denunciato. Non ce n&#039;era ragione. Il Mondo non mi avrebbe creduta.
Nessuno l&#039;ha condannato. Non c&#039;erano prove. Il Mondo gli avrebbe creduto.
Abbiamo fatto finta di niente, complici del Delitto Universale. Quello di tutti. Di tutte le Mele intere fasulle, fatte di due metà rassegnate che non si appartengono, ma che un po&#039; si 
somigliano. Quel tanto che basta per illudersi e illudere il mondo di essere un tutto. 
Fu così che nacque il Matrimonio misto e le Mele Renette.
Da allora l&#039;attak non si usa più: è nocivo e cancerogeno. 
Fa venire le rughe e la menopausa precoce. 
Il suo uso è consentito solo in Cartoleria.
Le Mele a metà hanno combattuto per i loro diritti e hanno vinto. Ora hanno anche un sindacato e una carta d&#039;identità intera. Possono votare e candidarsi alle elezioni.
Le Mele intere sono una rarità. Vivono in grandi ville recintate in collina.
Ogni tanto scendono dal loro piedistallo, ma solo per presenziare a qualche serata di beneficenza. Difficile incontrarle per strada, possiamo solo ammirarle, fotografate in abito da sera, tra le pagine dei rotocalchi mondani.

Io ho cambiato mestiere e ho imparato a scrivere.
Uso solo la mano destra, ma so raccontare la Verità al dritto e al rovescio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le mando una mia favola per sdrammatizzare il mio precedente commento</p>
<p>                             L&#8217;ALBERO DELLE MELE</p>
<p>C&#8217;era una volta un grande giardino abitato dal Sole.<br />
Non vi era traccia di buio perché la Luna non era stata ancora creata e il Tempo non aveva bisogno di scendere sulla pendola per scandire in parti uguali il confine tra la Notte e il Giorno.<br />
Nel giardino c&#8217;erano alberi pieni di fiori e di frutti dai mille colori.<br />
Questo posto non aveva un suo nome perché c&#8217;era solo Silenzio, e il Silenzio non sa leggere né scrivere. E&#8217; analfabeta.<br />
C&#8217;erano molti animali, ma  non c&#8217;erano pensieri, né buoni, né cattivi.<br />
C&#8217;erano solo suoni: di passi nell&#8217;erba, di fronde nel vento, di onde nel mare, di sbadigli di talpe e di canti di allodole.<br />
L&#8217;unico ad annoiarsi di tanta Armonia sempre uguale, era un bipede chiamato Uomo.<br />
Uomo non sapeva come perdere tempo per arrivare in ritardo al suo appuntamento con l&#8217;eterno presente. Era sempre puntuale!<br />
Fu così che nacque la Donna.<br />
Gli somigliava. Aveva solo i seni più gonfi, i capelli più lunghi e il sesso concavo.<br />
L&#8217;Uomo la guardò incuriosito e lei fece altrettanto. Non si scambiarono neanche una parola perché la Parola non era stata ancora creata.<br />
Si fiutarono. Si sfiorarono. Si confrontarono. Furono i loro sorrisi a riconoscersi: le loro dentature erano identiche!<br />
Fu così che nacque la prima coppia dell&#8217;Umanità.<br />
L&#8217;Uomo e le Donna passeggiavano mano nella mano nel giardino, senza una meta di Sonno perché non c&#8217;era ancora Stanchezza. Guardavano i frutti degli alberi, senza desiderio perché La Fame non esisteva.<br />
Giocavano con gli animali e con i fiori per ingannare il Tempo, ma il Tempo non c&#8217;era.</p>
<p>Un giorno la Donna trovò una mela rossa, caduta per sbaglio da un albero. La raccolse e sentì il suo profumo. Le sue labbra curiose si aprirono e i denti arditi la penetrarono.<br />
Fu così che nacque il Sapore.<br />
La Donna ne mangiò la metà e, estasiata da quel nuovo piacere, corse dall&#8217;Uomo per condividerlo con lui.<br />
L&#8217;uomo non si fece pregare due volte, e mangiò con avidità l&#8217;altra metà della mela.<br />
Ma il serpente, invidioso, fece la spia al padrone del giardino che, suo malgrado, fu costretto a punirli. Tutta colpa di una mela sugosa caduta da un albero!<br />
L&#8217;Uomo e la Donna furono cacciati dal giardino&#8230; Ma dove esiliarli? Bel problema! Non esisteva altro luogo al di fuori di quello&#8230;<br />
Fu così che nacque la Terra e, con lei, il Tempo e il Calendario, la Fame e la Sete, la Notte e il Giorno, il Caldo e il Freddo, la Vita e la Morte.<br />
Anche il Melo ebbe la sua punizione per essersi permesso di lasciar cadere sull&#8217;erba un suo frutto e di averlo fatto spartire dall&#8217;Uomo e dalla Donna. Tutte le sue mele furono condannate a cadere sulla terra tagliate in due metà apparentemente identiche una all&#8217;altra, ma che, in realtà, combaciavano con una soltanto: la loro.<br />
Fu così che nacque il Chaos, la fenditura dell&#8217;ordine delle cose che spalancò le porte alla confusione e al dizionario dei sinonimi e dei contrari che, da allora, è divenuto l&#8217;unico testo attendibile per risolvere l&#8217;inattendibilità della retorica furba dei Gatti e delle Volpi. Sono sempre loro, gli stessi che ingannarono l&#8217;ingenuo Pinocchio, ma non sono più soli: la favola li ha resi famosi in tutto il mondo e Walt Disney, con il suo cartone animato, li ha trasformati in vere e proprie star. Ora hanno anche un sito su Internet e un fan club.<br />
Hanno pubblicato un manuale dal titolo: &#8220;Promettere è meglio di dare&#8221; che è stato tradotto in tutte le lingue. Persino in latino. Per il Vaticano.   </p>
<p>Sono divenuti i burattinai delle parole senza voce che ogni giorno ascoltiamo in radio e in televisione o leggiamo su quotidiani e riviste. Recitano ogni giorno sulle nostre piazze, mossi da fili invisibili che scompaiono dalla nostra scena per diventare vita, per farci sperare che esista davvero un altro domani.<br />
Ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p>Torniamo al Chaos, dall&#8217;ordine al disordine, suo contrario nel dizionario della lingua italiana, e alle povere mele buttate per terra, piene di lividi e senza più un ramo che le tenesse in palmo di mano&#8230; E, per giunta, spaccate a metà, con la pancia bianca in vista e il torsolo al vento&#8230; Che vergogna: ognuna alla ricerca della sua metà per tornare ad essere un tutto! Milioni di mele che rotolavano sul prato passando dalle braccia di una a quelle dell&#8217;altra come in una quadriglia, cercandosi, trovandosi, stringendosi, staccandosi, dividendosi&#8230; E ancora oggi lo fanno.<br />
Alcune, le più fortunate e ostinate, si sono ritrovate, ma sono pochissime. Le altre usano l&#8217;attak. Finché tiene.<br />
Io sono una restauratrice e riesco a incollare tutto senza crepe visibili. L&#8217;inganno è il mio mestiere per sopravvivere.<br />
Ho avuto tante metà &#8220;perfette&#8221;, ma non avevano il mio stesso sapore, quindi me le sono scollate di dosso.<br />
E&#8217; stato doloroso, ma necessario: preferisco essere una metà autentica che un tutto falso!<br />
Fu così che nacque la Solitudine e la Commedia dell&#8217;Arte.<br />
Ogni giorno una nuova replica della stessa replica, una nuova maschera della stessa maschera.<br />
Ogni giorno fino a quel giorno&#8230;<br />
Sfogliando le pagine dell&#8217;album della mia memoria, il suo volto mi apparve all&#8217;improvviso. Era incollato in una mela perfetta, come quelle appese sull&#8217;albero dell&#8217;antico giardino.<br />
&#8220;Che bello!&#8221; &#8211; pensai &#8211; &#8220;Questa è una mela intera!&#8221;. </p>
<p>Fu così che nacque il Dubbio e il gioco d&#8217;azzardo.<br />
Ogni giorno una nuova scommessa della stessa scommessa, una nuova sfida della stessa sfida.<br />
Ogni giorno fino a quel giorno&#8230;<br />
Poi scomparve. Lo cercai ovunque, ma inutilmente e mi rassegnai all&#8217;idea di aver avuto un&#8217;allucinazione. Fu allora che per autolesionismo ripresi a fare uso di attak. Ma solo per poco.<br />
Ne sono uscita presto e da sola, senza crisi di astinenza né conseguenze visibili sulla mia pelle. Neanche una smagliatura!<br />
Il Tempo continuava a scorrere senza pausa sulla sabbia della mia clessidra. Il Sole cedeva il posto alla Luna e la Luna, a sua volta, cedeva il posto al Sole, sempre puntuali all&#8217;appello quotidiano. Mai un&#8217;assenza o un ritardo segnati sul registro di classe! Mai un raffreddore o un&#8217;influenza! Quei due scoppiavano di salute ed erano dei gran secchioni. Non andavano mai in vacanza, neanche quando le scuole erano chiuse!<br />
Ogni sera io chiudevo le stesse persiane e al mattino le aprivo di nuovo sul mio cortile immutato.<br />
Ogni giorno fino a quel giorno&#8230;<br />
Aprendo la finestra per affacciarmi a guardare la solita Vita là fuori, mi accorsi di lui. Riconobbi il suo volto incollato nella solita mela che gli anni avevano un poco appassito. Fu allora che, osservandolo con attenzione, notai quella piccola ruga imprevista dalle rughe del Tempo. Una cicatrice sottile come un graffio d&#8217;erba ricamata sulla sua pelle lucida&#8230;<br />
&#8220;Forse è un&#8217;ammaccatura dovuta ad una caduta&#8230;&#8221; &#8211; pensai &#8211;<br />
Ma non era così.<br />
L&#8217;ennesima illusione scompariva all&#8217;orizzonte&#8230;<br />
Fu così che nacque l&#8217;Ipocrisia e il Circo.<br />
Il mio eroe era rimasto incollato per tutti quegli anni alla sua falsa metà per non confessare il suo innocuo delitto.<br />
Ma l&#8217;attak della sua fede inventata aveva ceduto alla luce paziente della Verità.  </p>
<p>Io non l&#8217;ho denunciato. Non ce n&#8217;era ragione. Il Mondo non mi avrebbe creduta.<br />
Nessuno l&#8217;ha condannato. Non c&#8217;erano prove. Il Mondo gli avrebbe creduto.<br />
Abbiamo fatto finta di niente, complici del Delitto Universale. Quello di tutti. Di tutte le Mele intere fasulle, fatte di due metà rassegnate che non si appartengono, ma che un po&#8217; si<br />
somigliano. Quel tanto che basta per illudersi e illudere il mondo di essere un tutto.<br />
Fu così che nacque il Matrimonio misto e le Mele Renette.<br />
Da allora l&#8217;attak non si usa più: è nocivo e cancerogeno.<br />
Fa venire le rughe e la menopausa precoce.<br />
Il suo uso è consentito solo in Cartoleria.<br />
Le Mele a metà hanno combattuto per i loro diritti e hanno vinto. Ora hanno anche un sindacato e una carta d&#8217;identità intera. Possono votare e candidarsi alle elezioni.<br />
Le Mele intere sono una rarità. Vivono in grandi ville recintate in collina.<br />
Ogni tanto scendono dal loro piedistallo, ma solo per presenziare a qualche serata di beneficenza. Difficile incontrarle per strada, possiamo solo ammirarle, fotografate in abito da sera, tra le pagine dei rotocalchi mondani.</p>
<p>Io ho cambiato mestiere e ho imparato a scrivere.<br />
Uso solo la mano destra, ma so raccontare la Verità al dritto e al rovescio.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Cinque Fiabe in Cinque Righe di Chiara</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/06/02/cinque-fiabe-in-cinque-righe/comment-page-1/#comment-1177</link>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 02:56:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tempografico.com/?p=5054#comment-1177</guid>
		<description>Mi scusi, ma non riesco a capire il senso o la morale delle sue favole. Forse sono ottusa o poco perspicace, ma da scrittrice di favole, poesie, saggi, soggetti e sceneggiature, non avverto alcuna vena ironica, sarcastica o, tantomeno, metaforica in ciò che scrive. 

Fin dai tempi dei Greci e dei Romani trovava larga diffusione l’uso di raccontare favole, i cui protagonisti erano animali “pensanti” e “ parlanti”( gatto, topo, lupo, pecora, ecc.), che avevano lo scopo di “ educare “ a comportarsi secondo le regole accettate dalla maggioranza delle persone. Le favole venivano raccontate a voce e poi anche trascritte e raccolte in libri su cui potevano anche esercitarsi gli alunni nelle scuole : questo avvalora l’importanza didattica delle favole. Le favole sono storie di solito molto brevi in prosa o in versi che raccontano le vicende di uno o più animali, ma anche di persone o di cose; sono storie semplici ed immediate disegnano una situazione che si risolve rapidamente. Pochi tratti bastano a fissare la situazione: il racconto particolare arriva subito a conclusione perché ciò che importa non è la storia, ma la morale, un insegnamento che il lettore ricava dalla storia. La morale serve per ammonire e far riflettere chi legge; “brevità” e “chiusa moralistica “ sono dunque gli aspetti caratteristici del testo favolistica e dopo il tessuto narrativo (la trama), si ribalta il clima fantastico, e viene esplicitato il significato della storia. La funzione della storia non muta se, come talvolta avviene in Fedro, la sentenza è collocata al principio anziché alla fine.
Quello che voglio dire è che  le sue favole non trasmettono un messaggio sociale o politico, ma sono barzellettine senza capo, né coda e anche, mi permetto di dire, carenti da un punto di vista di scrittura letteraria... Cito: &quot;Il Transatlantico rimase deserto quel giorno, il giorno successivo e tutti i giorni che vennero dopo. Si seppe poi in un altro mondo che quel giorno era scoppiata la bomba atomica. I politici erano morti come tutti gli altri uomini, anche se si stentò a credere che essi fossero veri uomini come noi lo eravamo. Riposano in pace.&quot; Lascio a lei il verdetto finale... Chiedo venia per la mia sincerità! :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi scusi, ma non riesco a capire il senso o la morale delle sue favole. Forse sono ottusa o poco perspicace, ma da scrittrice di favole, poesie, saggi, soggetti e sceneggiature, non avverto alcuna vena ironica, sarcastica o, tantomeno, metaforica in ciò che scrive. </p>
<p>Fin dai tempi dei Greci e dei Romani trovava larga diffusione l’uso di raccontare favole, i cui protagonisti erano animali “pensanti” e “ parlanti”( gatto, topo, lupo, pecora, ecc.), che avevano lo scopo di “ educare “ a comportarsi secondo le regole accettate dalla maggioranza delle persone. Le favole venivano raccontate a voce e poi anche trascritte e raccolte in libri su cui potevano anche esercitarsi gli alunni nelle scuole : questo avvalora l’importanza didattica delle favole. Le favole sono storie di solito molto brevi in prosa o in versi che raccontano le vicende di uno o più animali, ma anche di persone o di cose; sono storie semplici ed immediate disegnano una situazione che si risolve rapidamente. Pochi tratti bastano a fissare la situazione: il racconto particolare arriva subito a conclusione perché ciò che importa non è la storia, ma la morale, un insegnamento che il lettore ricava dalla storia. La morale serve per ammonire e far riflettere chi legge; “brevità” e “chiusa moralistica “ sono dunque gli aspetti caratteristici del testo favolistica e dopo il tessuto narrativo (la trama), si ribalta il clima fantastico, e viene esplicitato il significato della storia. La funzione della storia non muta se, come talvolta avviene in Fedro, la sentenza è collocata al principio anziché alla fine.<br />
Quello che voglio dire è che  le sue favole non trasmettono un messaggio sociale o politico, ma sono barzellettine senza capo, né coda e anche, mi permetto di dire, carenti da un punto di vista di scrittura letteraria&#8230; Cito: &#8220;Il Transatlantico rimase deserto quel giorno, il giorno successivo e tutti i giorni che vennero dopo. Si seppe poi in un altro mondo che quel giorno era scoppiata la bomba atomica. I politici erano morti come tutti gli altri uomini, anche se si stentò a credere che essi fossero veri uomini come noi lo eravamo. Riposano in pace.&#8221; Lascio a lei il verdetto finale&#8230; Chiedo venia per la mia sincerità! <img src='http://www.tempografico.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Veltroni fa i versi delle elezioni. &#8220;Fui sindaco amato / Mai piu&#8217; lo saro&#8217;&#8221; di Michael Carabini</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/05/26/veltroni-fa-i-versi-delle-elezioni-fui-sindaco-amato-mai-piu-lo-saro/comment-page-1/#comment-1168</link>
		<dc:creator>Michael Carabini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2011 17:19:23 +0000</pubDate>
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		<description>In senso politico un popolo si definisce come una comunita di cittadini dotati politicamente delle stesse capacita&#039; e legati da una regola comune all&#039;interno di uno spazio pubblico. Fondata sul popolo la democrazia e anche il regime che fa partecipare ogni cittadino alla vita pubblica perche tutti possano occuparsi degli affari comuni. La democrazia esige uno spazio pubblico di deliberazione e decisione che e&#039; anche &#039;educazione comunitaria per l&#039;uomo considerato naturalmente politico e sociale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In senso politico un popolo si definisce come una comunita di cittadini dotati politicamente delle stesse capacita&#8217; e legati da una regola comune all&#8217;interno di uno spazio pubblico. Fondata sul popolo la democrazia e anche il regime che fa partecipare ogni cittadino alla vita pubblica perche tutti possano occuparsi degli affari comuni. La democrazia esige uno spazio pubblico di deliberazione e decisione che e&#8217; anche &#8216;educazione comunitaria per l&#8217;uomo considerato naturalmente politico e sociale.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Berlusconi e la villa a Lampedusa. &#8220;Non la compro perché è costruita sul suolo pubblico&#8221;. Dunque è già sua di offshore banking</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/04/08/berlusconi-e-la-villa-a-lampedusa-non-la-compro-perche-e-costruita-sul-suolo-pubblico-dunque-e-gia-sua/comment-page-1/#comment-1079</link>
		<dc:creator>offshore banking</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 17:51:05 +0000</pubDate>
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		<description>Pochi giorni e la notizia e stata smentita il proprietario come ha sostenuto anche Paolo Mieli durante una puntata di Ballaro non ha venduto la villa al premier ne sembra intenzionato a farlo. Subito arriva la replica di Ghedini Berlusconi ha preso contatti col proprietario per comprare quella villa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni e la notizia e stata smentita il proprietario come ha sostenuto anche Paolo Mieli durante una puntata di Ballaro non ha venduto la villa al premier ne sembra intenzionato a farlo. Subito arriva la replica di Ghedini Berlusconi ha preso contatti col proprietario per comprare quella villa.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Immigrazione: visto a vista per i Libici. Chi s&#8217;è visto c&#8217;ha il visto di Immigrazione: visto a vista per i Libici. Chi s’è visto c’ha il visto &#124; Politica Italiana</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/04/04/immigrazione-visto-a-vista-per-i-libici-chi-se-visto-cha-il-visto/comment-page-1/#comment-1045</link>
		<dc:creator>Immigrazione: visto a vista per i Libici. Chi s’è visto c’ha il visto &#124; Politica Italiana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 03:46:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] via&#160;http://www.tempografico.com/2011/04/04/immigrazione-visto-a-vista-per-i-libici-chi-se-visto-cha-il-v...     AKPC_IDS += &quot;30177,&quot;;Popularity: unranked [?]  Posted by admin on aprile 5th, 2011 Tags: Estero, Gheddafi, Guerra Libica, Libia               Share &#124; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] via&nbsp;<a href="http://www.tempografico.com/2011/04/04/immigrazione-visto-a-vista-per-i-libici-chi-se-visto-cha-il-v.." rel="nofollow">http://www.tempografico.com/2011/04/04/immigrazione-visto-a-vista-per-i-libici-chi-se-visto-cha-il-v..</a>.     AKPC_IDS += &quot;30177,&quot;;Popularity: unranked [?]  Posted by admin on aprile 5th, 2011 Tags: Estero, Gheddafi, Guerra Libica, Libia               Share | [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Nasce la Croce Grossa, l&#8217;associazione che fa la voce grossa contro chi ci mette in croce di business</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/03/09/nasce-la-croce-grossa-lassociazione-che-fa-la-voce-grossa-contro-chi-ci-mette-in-croce/comment-page-1/#comment-1022</link>
		<dc:creator>business</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 19:11:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.tempografico.com/?p=4618#comment-1022</guid>
		<description>Non lo e pienamente il poter mettere una croce su un nome primariamente promosso dalle oligarchie scelto a discapito di altri quattro competitors di facciata piu complementari che alternativi.. .Crede che il Grillismo non abbia sbocco pratico e che non dia una soluzione complessa a problemi complessi con cui ci si trova a confrontarsi oggi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non lo e pienamente il poter mettere una croce su un nome primariamente promosso dalle oligarchie scelto a discapito di altri quattro competitors di facciata piu complementari che alternativi.. .Crede che il Grillismo non abbia sbocco pratico e che non dia una soluzione complessa a problemi complessi con cui ci si trova a confrontarsi oggi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217; Otto Marzo &#8211; M&#8217;arzo e Lotto! Vignetta di Grillo di editor</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/03/08/l-otto-marzo-marzo-e-lotto-vignetta-di-grillo/comment-page-1/#comment-910</link>
		<dc:creator>editor</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 02:13:05 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;8 m&#039;arzo, l&#039;otto e un quarto faccio colazione,l&#039;otto e mezzo inizio a lavorà (Loriana Dichiara)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;8 m&#8217;arzo, l&#8217;otto e un quarto faccio colazione,l&#8217;otto e mezzo inizio a lavorà (Loriana Dichiara)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217; Otto Marzo &#8211; M&#8217;arzo e Lotto! Vignetta di Grillo di Grillo</title>
		<link>http://www.tempografico.com/2011/03/08/l-otto-marzo-marzo-e-lotto-vignetta-di-grillo/comment-page-1/#comment-909</link>
		<dc:creator>Grillo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 01:52:54 +0000</pubDate>
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		<description>In effetti questa vignetta ha la data di scadenza. &quot;Il nove marzo, m&#039;arzo e nove&quot; non suona altrettanto bene. E&#039; che avevo il mal di testa, ecco.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In effetti questa vignetta ha la data di scadenza. &#8220;Il nove marzo, m&#8217;arzo e nove&#8221; non suona altrettanto bene. E&#8217; che avevo il mal di testa, ecco.</p>
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