
Era ora di dirlo; i nostri politici sono semi-analfabeti. E il coraggio nel rivelarlo all’opinione pubblica non è mancato al segretario del Partito Democratico Bersani, che ha parlato “di un’impellente necessità di tornare ad Itaca. Rimpiango la scuola quadri del PC di Frattocchie, dove fra Marcuse e Brecht, c’era anche tempo per le figurine Panini di Veltroni”. I politici non sanno leggere? Non proprio, ma il fatto è che non leggono. Un recente sondaggio delle Iene ha evidenziato come soltanto l’1,33 % periodico dei nostri parlamentari sa che “I miserabili” è un romanzo di Victor Hugo, mentre oltre il 90% crede sia una fiction sulla politica italiana. Ma Bersani intende mettere fine a questo stadio di ignoranza molto poco filosofica. “Ogni giorno stamperemo milioni di volantini affinché i nostri esponenti tornino a leggere. Inizieremo dalla pubblicazione di “Pinocchio” a puntate per spiegare meglio tutte le bugie di Berlusconi” ha dichiarato il leader del PD. E D’Alema già parla di Partito Tipografico e di “un ritorno ai caratteri mobili di Gutenberg per smuovere questa politica ristagnante”. Ma Berlusconi critica le “idee” della sinistra: “Il Partito Tipografico? E’ già un mio marchio, dato che detengo la maggiore quota di mercato dell’editoria italiana. Se il PD vuole davvero trovare una strada per la politica deve tornare all’età della pietra ed insegnare ai suoi a fare le amigdale”. In serata Fassino ha accolto il suggerimento del Premier: “Ha ragione: io stesso ho fatto fatica da piccolo a guadagnare la stazione eretta. Con Bersani poi, il PD è veramente alla Preistoria”.
Immagine di stefano principato tratta da www.flickr.com

