
Claudio Scajola ha dato l’addio al Governo con una poesia che tempografico ha intercettato e che pubblica integralmente.
Sor Scajola è arcicontento
di cambiare appartamento
ma esso reca nocumento
perché non c’è documento.
Quella casa l’ho comprata
nella piena convinzione
che essa non fosse rubata
né frutto di corruzione.
Del Paese lo sviluppo
ho nell’abito del cuore
ma se in scandalo io intruppo
non è poi storia d’amore.
Sono Claudio son Scajola
e rimango alla dimora
la reputazione vola
ma al Governo sarò ancora.
Ho un impegno che è solenne
e per pochi euro al mese
ci rimetto anche le penne
quante botte mi son prese.
Son Scajola non Marrazzo
che quei soldi dello Stato
consegnati ha al paparazzo
che alla fine l’ha fregato.
Ho investito nel mattone
perché tengo alla famiglia
con le brutte o con le buone
uscirò dalla fanghiglia.
Ché la casa è proprio mia
dal Governo vado via
declamando Ave Maria
Son Scajola e così sia.
Immagine tratta da www.flickr.com
