Al funerale di Cossiga ci va mezzo PD. Eppure il senatore a vita aveva detto di non volere autorita’. Ma in una delle quattro lettere aveva anche chiarito: “quelli del PD non contano nulla”

Esemplare di una delle quattro lettere postume di Cossiga
Esemplare di una delle quattro lettere postume di Cossiga

Che Cossiga fosse un tipo autoritario lo sapevano anche i nuraghe. Per questo la sua cerimonia funebre e’ stata quasi teutonica, con musiche di Buxtehude, Schutz e Bach. Il senatore a vita aveva chiesto  espressamente alle autorita’ di non partecipare alla funzione. Con una certa sorpresa quindi i cronisti si son visti arrivare in sequenza Bersani, D’Alema, Franceschini, Enrico Letta e la Finocchiaro; praticamente l’intero vertice PD. Poi il chiarimento: Cossiga in una delle sue quattro lettere postume aveva scritto: “quelli del PD non contano e non conteranno piu’ nulla”. Cosi’ qualcuno ha visto D’Alema recitare l’Agnello di Dio, proprio lui che e’ un lupo, e Bersani fare la comunione pensando probabimente  a quella dei beni. La Finocchiaro avrebbe voluto come colonna sonora “Accendi un diavolo in me” di Zucchero perche’ ha l’allergia per la muscia sacra. Paolo Bonaiuti invece, che si professava grande amico di Cossiga, ha cercato di intrufolarsi vestito da chierichetto ma, data la senescenza, e’ stato riconosciuto e buttato fuori in malo modo. Lui si che e’ sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e come tale un’autorita’. Eh gia’: al mondo accade anche questo e sara’ poi molto difficile per l’Agnello togliergli i peccati.