ACCORDO TWITTER-MINISTERO GIUSTIZIA, IL PROCESSO BREVE E’ REALTA’: SENTENZE IN 140 CARATTERI. FINI SODDISFATTO

Processo in poche righe. Kafka si rivolterà nella tomba?
Processo in poche righe. Kafka si rivolterà nella tomba?

Da Praga sulla tomba di Kafka il nostro rinviato Rodion R Raskolnokov

Addio  interminabili processi, addio pesanti faldoni di atti, addio verbose requisitorie dei magistrati. Nasce il twitt-processo,  il processo che si celebra su internet in un volgere di clessidra. Gianfranco Fini è stato il fautore dell’accordo con Twitter che pone ancora una volta l’Italia all’avanguardia  e ricuce lo strappo con Berlusconi. “Non solo sarà salvaguardata la pubblicità del processo ma sarà addirittura potenziata grazie a internet” ha detto il Presidente della Camera. Ma la svolta epocale sta nei tempi: due giorni al massimo, dall’istruttoria (mezza giornata al massimo), al primo grado (una giornata), all’appello (poche ore) e fino alla Cassazione (45 minuti). Il dibattimento si farà su Twitter, la sintesi sarà dunque determinante e sta già facendo discutere l’avvocatura che teme per il futuro professionale dell’avvocato Niccolò Ghedini. Le sentenze dovranno essere scritte al massimo in 140 caratteri e direttamente da Twitter saranno notificate via SMS alle parti. Qualche perplessità è stata espressa da Magistratura Democratica, secondo la quale la raccolta delle prove sarà un po’ più complessa e il tempo per le intercettazioni sarà di pochi secondi, ma almeno il giusto processo è salvo. Berlusconi, in segno di distensione, si è impegnato a creare un sito telematico per le intercettazioni: si chiamerà Intercett.

Immagine di wircolac tratta da www.flickr.com

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