Ultim’ora: Il presidente della Repubblica ha firmato, su proposta del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi e di Gigi Simonetta, un decreto una tantum che nomina Aldo Brancher Ministro del Legittimo Impedimento con delega per l’attuazione del Federalismo ad Personam. Lo rende noto un comunicato della redazione di Tempografico. Il resto degli Italiani rimane senza portafoglio.
Brancher si farà processare. Napolitano: “Se lui è impedito io sono già morto”. Di Pietro: “No al legittimo impegolamento”

Il neo Ministro per il federalismo Brancher alla fine si farà processare. Il Presidente Napolitano ha voluto così. “Cosa avrebbe fatto se fosse vissuto all’epoca delle purghe staliniane?” ha detto il capo dello Stato. Così Brancher, che si era dichiarato legittimamente impedito per la gotta, dovrà presentarsi in udienza. Napolitano è stato caustico: “Se Brancher è impedito io sono già morto. Ma è morto solo il comunismo, mentre io cammino solo nei corridoi del Quirinale”. “Ce ne siamo accorti” ha replicato Berlusconi che ha criticato il Presidente: “fra lui e Lippi l’Italia s’è mesta”. E Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori ha detto: “Il legittimo impegolamento è una norma barabba che verrà sgangherata da una destra che fa scimpanzé del codice in barba ai principi consaguinei del diritto, ormai ridotto a un rovescio. Per non prendere un altro granchio me ne vado al mare a litigare con i paguri “.
Esce al cinema l’opera prima di Umberto Bossi: “Secession Impossible”.

Da tempo Bossi, che di cinema ne fa parecchio, voleva fare un film vero. Ed ecco Secession Impossible, un film ambientato durante la Guerra di Secessione americana. Bossi interpreta il generale Lee. “Lo abbiamo girato tutto lì” ha detto il leader della Lega Nord. “Noi siamo i nordisti per eccellenza, ma per fare la secessione in Italia non basta la guerra civile. Dobbiamo liberarci anche del Vaticano ed è per questo che io mangio ogni giorno gli strozzapreti” ha aggiunto Bossi. Per Zaia, neo-Governatore del Veneto, “il film è sublime e sarà in concorso al Festival di Venezia nella sezione Un certain ringard, dedicata ai film nostalgici e fuori moda. Per Roberto Cota invece, neo Governatore del Piemonte, “Secession impossible è un manifesto sull’orgoglio padano”. Ma nessuno ha ancora visto il manifesto del film; nemmeno la locandina.
Bossi è per imbracciare i fucili, anzi le baionette. “Voglio continuare a sparare cazzate”

Luigi Simonetta ci dà uno squarcio di Padania con il Senatur pronto ad imbracciare le baionette su un cavallo baio per arrivare alla baia dei Porci e magari inscenare una secessione, sempre se gliela fanno fare. Chissà? In ogni caso crediamo abbia detto: “Voglio continuare a sparare cazzate”.
Di Pietro indagato per truffa sui rimborsi elettorali. “Ho solo detto o il rimborso o la vita”

I rimborsi elettorali di Di Pietro sono veramente andati all’Italia dei Valori o sono stati investiti alla Borsa Valori? Questo è il nocciolo dell’inchiesta che si è abbattuta sull’ex leader del pool Mani Pulite. Di Pietro si è difeso: “Avevo detto all’addetto o i rimborsi o la vita, nel senso che senza quei danari l’Italia dei Valori non sarebbe valsa più nulla”. Questo parlar per metafora di certo non aiuta il leader dell’IDV, il cui valore elettorale si aggira oggi intorno al 6%. “Nessuno in Italia ha le mani pulite” ha tuonato Beppe Grillo “nemmeno l’Italia dei Valori che ora deve dimostrare che i suoi valori non erano solo vile pecunia”. Il figlio di Di Pietro Cristiano ha detto: “Mio padre è un santo. I soldi che ha sono solo quegli degli ex voto. Stava unicamente mettendo insieme un gruzzolo per costruire in Molise la Basilica di San Di Pietro. C’era già l’accordo del Cardinale Sepe. Naturalmente i lavori sarebbero stati affidati ad Anemone”.
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Fini intercede per intercettare il disegno di legge sulle intercettazioni
Propaganda Fide e le case ai politici. “Li volevamo tutti casa e chiesa e non casa chiusa”

In Vaticano sono amareggiati per l’avviso di garanzia al Cardinale Sepe, sospettato di corruzione. Secondo un portavoce anonimo di Piazza San Pietro “la dazione di case faceva parte di un piano di rigenerazione morale dei politici. Volevamo togliergli dalle case chiuse e farli diventare tutte persone casa e chiesa”. L’intento era di certo lodevole, visto il proliferare della prostituzione fra i frequentatori abituali di Camera e Senato, ma c’era bisogno di dare le case quando già esisteva la Casa della Libertà in cui tutti potevano essere accolti? Perché allora non creare alla luce del sole una Caritas de Luxe per tutti quei politici in trasferta e scioperati, accogliendogli in un refettorio per servirgli caviale e champagne ed educarli magari con la Messa in Si Minore di Bach o il Messia di Haendel? Troppa misericordia davvero per chi ha cuore solo per sé stesso e disconosce il significato di democrazia (ma poi è ma davvero esistito il Partito Democratico?), di cui però spesso si riempie la bocca.
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Full Tremonty. Per la manovra maxi spogliarello del Governo nelle citta’ italiane.

Il Governo italiano si mette a nudo per gli italiani. La manovra non e’ sufficiente, ma l’ultima idea del novello divo Giulio potrebbe togliere le castagne dal fuoco. Un maxi spogliarello di tutti i Ministri, proprio tutti, comprese Carfagna e Brambilla permettera’ di far quadrare i conti. Per vedere Brunetta nudo si paghera’ soltanto un euro date le dimensioni, ma per la Carfagna ce ne vorranno 20. Il piu’ caro? Tremonti: ben 50 euro, mentre Bondi, come bene culturale, sara’ gratis non avendo prezzo. “Il re e’ nudo” ha detto Bersani “eppure sono invidioso di non essere sulla passerella per mostrare le mie forme di Governo”. Intanto l’Olanda invita il Governo italiano ad esibirsi al quartiere a luci rosse di Amsterdam, mentre c’e’ chi gia’ parla di una super-trasferta a Las Vegas. “Full Tremonty spopolera’ in tutto il mondo” ha detto Tremonti “e incassera’ una cifra pari a trenta scudi fiscali”. Il nostro Ministro rimane dunque sugli scudi, questa volta senza veli.
Berlusconi e Fini. Cavaliere a cavallo. Fini: “Si al cavallo no al cavillo”
Fine di destra e sinistra. E il centro non si trova più

La politica è davvero senza bussola. Tremonti dice cose di sinistra, D’Alema a volte fa il gerarca, Alemanno pare afflitto da buonismo e Bertinotti è sempre più chic. L’elettore non sa più che pesci prendere e spesso si sveglia con la mano destra fuori posto e la sinistra che fa bizzarre circonvoluzioni. Con questa diaspora nessuno sa più dov’è il centro e perfino Casini, nomen omen, è confuso. Anche i segnali stradali soffrono dell’obbligo di svolta a destra o a sinistra e gli automobilisti il più delle volte tirano dritto. E’ Berlusconi la vera sintesi in tutto questo: egli è sempre uno e trino; occupa la destra, la sinistra, il centro. E’ l’uomo della consapevoleza totale ma senza totalitarismi. E così ha messo gli occhi sulla Total. In tempi di crisi della British Petroleum cosa c’è infatti di più ecumenico e democratico della benzina?
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