| Oggi ho accompagnato l’Onorevole in aula
ha presentato un’interrogazione a risposta orale sembra quasi di tornare a scuola meno male pero’ che qui non si danno i voti |
In Europa è crisi euro. In Italia crisi neuro. Il Ministro della Salute: “Rivedere la legge Basaglia”

La bancarotta greca trascinerà l’euro con sé? Non è dato saperlo al momento. In queste ore l’Eurogruppo è ancora in conclave per definire l’uscita da questa situazione sulfurea, suscitando le ire del Pontefice, che teme la concorrenza sulle fumate bianche. E l’Italia? Per il Ministro dell’Economia Tremonti l’economia ha tenuto malgrado alcune diseconomie. Le preoccupazioni sono di ben altra natura. La politica italiana è ormai un campo di battaglia quotidiano, un’Iliade sine die senza dei, né idee né eroi. All’ira di D’Alema fa seguito quella di Berlusconi, poi quella di Fini e di tutti gli altri a ruota, con Antonio Di Pietro che ha letteralmente defenestrato uno dei suoi collaboratori; per fortuna che il suo ufficio alla Camera è al piano terra e il malcapitato se l’è cavata con la lussazione dell’osso sacro. Il Paese ha bisogno di riforme, questo lo sanno anche le pantegane romane e non. Ma la crisi che l’Italia sta attraversando è una crisi neuro ed è davvero preoccupante. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio ha riscontrato un’impennata nel consumo di psicofarmaci ed ansiolitici, mentre esplodono le iscrizioni nelle palestre di boxe ed arti marziali e dei gruppi di adulti sono stati visti saltare sui gonfiabili. Per Fazio “occorre rimettere mano alla legge Basaglia. Il Paese ha necessità di salute mentale e non c’è altra strada che quella di un piano edilizio per la costruzione di nuove strutture sanitarie per accogliere queste persone”. Guido Bertolaso, scosso dopo che l’Aquila gli ha rifiutato la cittadinanza onoraria, ha già prenotato un posto letto e ha dichiarato: “Ma lasciate gli appalti alla Protezione Civile. La cura dell’alienazione mentale è un’urgenza del Paese. Lasciateci lavorare”.
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Alemanno: “Er Monnezza è romano ed è nostro. L’ho nominato curatore de la Festa de’ Noantri”. Milian: “Insulti da D’Alema per aver accettato la nomina”

Gianni Alemanno ha davvero avuto un’intuizione geniale sopravanzando il pur astuto Massimo D’Alema, che voleva cooptare Tomas Milian nel PD (leggi https://www.tempografico.com/2010/05/06/dalema-dopo-il-vada-a-farsi-fottere/) . Ieri sera il isindaco di Roma ha chiamato Tomas Milian, impegnato a Miami nella realizzazione della nuova serie “Miami mi ami”, gli ha proposto un seggio al consiglio comunale per il PDL e la nomina a curatore e commissario della trasteverina “Festa de’ Noantri”. E’ un Miliam sorridente quello che su Skype, accettando l’ingiuriosa nomina, ha dichiarato con un marcato accento cubano: “Alemanno è un vecchio rincoionito fascista e su’ moglie è na’ cozza; ho accettato perché la festa de’ noantri è la sagra dell’insulto e l’idea de fa n’ carro co tutti li comunisti morti da Stalin a Berlinguer, e fra poco pure quello stronzo de’ Fidel, e de cantà a la meglio anima de li mortacci vostra me fa impazzì”. E D’Alema come c’è rimasto? “Massimo m’ha detto di andare a farmi fottere; da par mio gli ho risposto: portame tu’ sorella, ricevendo la solidarietà de quel giornalista sfigato, tale Sallusti der Giornale che ho pure mannato affanculo per quella ere moscia der cazzo”. Milian arriverà domani a Roma e sarà accolto da un comitato d’onore davvero prestigioso: ci saranno da Alvaro Vitali a Carmen Russo, da Pippo Franco a Pamela Prati e dulcis in fundo Flavio Briatore, che però sarà orfano di Elisabetta Gregoraci, impegnata col suo nuovo amante. Alemanno ha espresso la sua soddisfazione facendo il verso a Er Monnezza: “Me dicono sempre che nun ce’ capisco un cazzo ma io per sta città continuo a farme er mazzo”.
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D’Alema dopo il “vada a farsi fottere”: “Candidiamo il Monnezza; con il turpiloquio possiamo guadagnare 10 punti”

Il “vada a farsi fottere” rivolto al vice direttore de “Il Giornale” Sallusti ha le sue conseguenze politiche. Ora Massimo D’Alema ha le idee più che chiare: “Ho cercato Tomas Milian per farlo tornare in Italia. Con il suo turpiloquio de er Monnezza unito al mio, il PD potrà guadagnare 10 punti. La gente è incazzata nera e aumenta l’impiego di contumelie e parolacce di ogni genere. Penso che quest’operazione darà i suoi frutti. Dirò a quel coglione di Bersani di darsi una mossa”. Il segretario del PD ha subito annuito. L’idea di D’Alema piace anche a Di Pietro: “Con il Monnezza credo che almeno in Campania l’alleanza potrà prendere tanti voti. Lì Monnezza su Munnezza vinceremo di sicuro”. Intervistato dalla CNN l’attore di origine cubana ha detto: “Tornare in Italia? Perché no? E’ un Paese de’ merda che ha più di un cazzo per culo, ma è vero che lì l’insulto potrebbe portare molti voti”. Non si è fatta attendere la reazione del capogruppo alla camera del PDL Fabrizio Cicchitto: “Er Monnezza? E’ solo una testa di cazzo criptocomunista. Spero che quei rottinculi della nostra ambasciata non gli rilascino il visto. Così quei minchioni della RAI ne parleranno solo a Chi l’ha visto”. L’attrice Luciana Litizzetto è dispota anche a sposare Milian purché diventi subito italiano: “Lui è un genio della parolaccia. E poi è sempre stato un uomo affascinante”. In serata il PD ha tenuto il suo vertice a Trastevere al ristorante “Da Cencio alla parolaccia”. D’Alema, offeso da un cameriere, è andato in escandescenza esclamando: “Mi hai rotto il cazzo e adesso chiamo Marrazzo perché si occupi del tuo culo”.
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Ecco la poesia dell’addio di Scajola al Governo. Sor Scajola è arcicontento di cambiare appartamento

Claudio Scajola ha dato l’addio al Governo con una poesia che tempografico ha intercettato e che pubblica integralmente.
Sor Scajola è arcicontento
di cambiare appartamento
ma esso reca nocumento
perché non c’è documento.
Quella casa l’ho comprata
nella piena convinzione
che essa non fosse rubata
né frutto di corruzione.
Del Paese lo sviluppo
ho nell’abito del cuore
ma se in scandalo io intruppo
non è poi storia d’amore.
Sono Claudio son Scajola
e rimango alla dimora
la reputazione vola
ma al Governo sarò ancora.
Ho un impegno che è solenne
e per pochi euro al mese
ci rimetto anche le penne
quante botte mi son prese.
Son Scajola non Marrazzo
che quei soldi dello Stato
consegnati ha al paparazzo
che alla fine l’ha fregato.
Ho investito nel mattone
perché tengo alla famiglia
con le brutte o con le buone
uscirò dalla fanghiglia.
Ché la casa è proprio mia
dal Governo vado via
declamando Ave Maria
Son Scajola e così sia.
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Carla Bruni: “Parigi Ville des Lumières (città dei lumi), Roma Ville des Poussières (polveri)”. Incidente diplomatico. Alemanno: “Napoleone era italiano”

Incidente diplomatico fra Italia e Francia dopo il blitz in incognito a Roma di Carla Bruni, sbarcata nella capitale per acquistare le puntarelle per il maritino Nicolas. La Bruni si sarebbe lasciata scappare un commento poco simpatico al settimanale gossip Paris Match: “Tutti sanno che Parigi è la Ville des Lumières (Città dei Lumi), mentre Roma è ormai la ville des Poussières (Città delle Polveri). E’ troppo sporca, il sindaco dovrebbe vedere come ho visto io le pantegane che attraversano sulle strisce pedonali. Non si può andare avanti così”. Alemanno si è infuriato e, ricordando il suo passato, ha picchiato duro: “Perché Carla Bruni non si butta dalla Tour Effeil? Roma sporca? E’ una leggenda metropolitana. I francesi si ricordino che Napoleone era italiano. Roma non si discute, si ama”. E’ per l’appunto l’AMA l’azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti nella capitale; dall’AMA fanno sapere che con la raccolta differenziata non ci sono state grosse differenze. Sulla questione è poi intervenuto il deputato napoletano del PDL Italo Bocchino, noto napoletano doc: “Che a Roma ci sia un problema di pulizia lo sanno anche a Tiblisi. Gianni deve fare qualcosa in fretta. Potrebbe farsi aiutare dall’ambasciatore americano con il quale ha già pulito dei muri imbrattati. Oggi Napoli è di sicuro più pulita rispetto alla capitale”. Non è sorpreso Di Pietro, leader dell’IDV, che ha parlato di “una città sporca esattamente come il suo sindaco”. Ma a difesa di Alemanno è intervenuto il Ministro della Difesa La Russa, che ha tuonato: “Per ripulire Roma ci vorrebbe un bel coprifuoco di 48 ore. Lo sto per proporre ad Alemanno. Penso che si farà. O Roma o Orte”.
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Onda nera. Proposta di Obama: “Coloriamola di blu e traferiamola in Grecia”. Avvistata onda bianca sul Mar Nero.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama è in visita sui luoghi del disastro ecologico più vasto dai tempi del Pleistocene. Alla vista della grande macchia nera Obama è apparso letteralmente sconvolto. “Questa macchia di petrolio è il simbolo della nostra decadenza” – ha dichiarato alla stampa l’uomo più importante del mondo – “propongo che l’onda nera venga subito trasferita sul Mar Egeo. La Grecia ha bisogno di turismo per rimettere in sesto i conti. Sono sicuro che sui luoghi della Guerra del Peloponneso accorreranno molti curiosi. Intanto ho convocato gli esperti della Disney Pixar per colorare l’onda nera di blu”. Inoltre, per esaminare attentamente l’entità del danno, sono stati chiamati dei sommozzatori molto particolari dal nome suggestivo: i subprime. “Stanno facendo il loro lavoro” – ha detto il capo della Protezione Civile americana Bertolusa – “siamo certi che questa macchia nera è una bolla speculativa che ha soltanto bisogno di essere risciacquata”. Sembra che fra questi subprime ci sia anche l’ex amministratore delegato di Lehman Brothers, Richard Fuld. Intanto sul Mar Nero, al largo di Yalta, è stata avvistata un’onda bianca. Non ne è chiara ancora la composizione, ma esulta il Ministro italiano per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha dichiarato: “Dopo l’onda nera, l’onda bianca ristabilisce le pari opportunità; ora siamo in attesa dell’onda gialla al largo di Okinawa; speriamo però che non succeda nulla sul Mar Morto dove è in vacanza Bocchino”.
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L’Uomo Norma by Giodo – Tutta la certezza del diritto
Berlusconi: “Mai dato del traditore a Fini. L’ho chiamato Giuda, che è un personaggio del Vangelo”

Silvio Berlusconi non ha preso bene la secessione finiana, ben più grave della sognata e mai realizzata secessione padana. Stamane a Palazzo Chigi ha convocato una conferenza stampa telegrafica: “Non ho mai dato del traditore a Fini. L’ho chiamato Giuda, che è un personaggio del Vangelo e del disegno divino. Ho chiamato il Santo Padre prima di usare quell’appellativo e lui mi ha autorizzato. Fini dovrebbe ringraziarmi”. Non si è fatta attendere la replica di Gian Franco Fini, che ha detto laconico: “Io non mi sono mai venduto per 30 denari come alcuni miei ex compagni di partito”. Il Ministro della Difesa è intervenuto tentando un’inutile conciliazione: “Intervengo a difesa di entrambi, ma ho mandato l’esercito sotto casa di Gian Franco perché la sua secessione è davvero anticostituzionale”. E sulla querelle è intervenuto anche l’epurato Italo Bocchino che ha detto: “Sono stato costretto a dimettermi ma non voglio avere un aspetto dimesso. Ho dato le dimissioni per farmi i muscoli. Da oggi invece che alla Camera andrò in palestra. Altro che Giuda: diventerò un Cristone. Poi seguirò le orme di Schwarzenegger, candidandomi come Governatore della Campania”.
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Bocchino: “Io puro vengo pure epurato”. Lamorte: “Sto con Fini fino alla morte”

Italo Bocchino si è dimesso da vicecapogruppo del PDL. La corrente interna si è fatta sentire più di quella del golfo, costringendo i dissidenti a delle prese di posizione forti. Bocchino, amareggiato, ha detto: “Sono un puro e vengo pure epurato”; il gioco di parole è piaciuto particolarmente a un fedelissimo del Presidente della Camera, Donato Lamorte, che ha sussurrato: “Sto con Fini fino alla morte”. E la giornata politica è stata tutta all’insegna del calembour ; prima con il vice Presidente della Camera Maurizio Lupi che ha chiarito la sua posizione dicendo: “Lupi non sta con l’UPI” (il partito di Rutelli Unione per l’Italia ); poi con il vice Ministro per il commercio con l’estero Urso che ha ironizzato: “Non vendere la pelle dell’Urso prima di averlo ammazzato”; e infine con il sottosegretario Gianni Letta, che da par suo ha dichiarato: “Letta ha letto a letto prendiamone atto”, mentre Paolo Bonaiuti, invidioso del collega di Palazzo Chigi, in serata se ne è uscito dicendo: “Dio ti aiuti Bonaiuti”; tutta l’opposizione, inclusa quella extraparlamentare, per la prima volta nella storia della Repubblica gli ha dato ragione. In tarda serata è arrivato Bondi e tutti sono scappati per non ascoltare il suo trito e ritrito refrain sui Tremonti Bondi.
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