Riformerai. La nuova hit del Ministro Calderoli.

Grazie alle riforme torna Bruno Lauzi
Grazie alle riforme torna Bruno Lauzi

L’Italia è un Paese complicato e c’è davvero tanto bisogno di semplificazione fra norme, normette e cavilli di tutti i generi.  Il Ministro Calderoli ha le idee molto chiare in merito e, oltre alle leggi inutili, intende bruciare soprattutto i tempi. Tutti attendono spasmodicamente queste riforme di cui in fondo si è perso il senso e la dimensione. Così Roberto Calderoli, accompagnato  al pianoforte dal jazzista e Ministro Bobo Maroni, rispolvera e riadatta una vecchia hit degli anni ’60 che fa più o meno così:

Riformerai

Lo so riformerai

E quando tu

Sarai con me

Riformerai

Le stesse leggi che

Tu non volevi

Vedere intorno a te

E scoprirai

Che nulla è cambiato

Che sono restate

Le norme di sempre

E griderai

Quel giorno griderai

Ma non potrai

cambiarle più

Ti senti solo

Con la tua omertà

Ed è per questo che tu

Riformerai

Gli eredi di Bruno Lauzi, l’autore di “Ritornerai”, hanno citato in giudizio il Ministro Calderoli per plagio. Il Ministro ha dichiarato laconico: “La proprietà intellettuale? Ci vuole una bella riforma per abolirla. E la faremo”.

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Berlusconi in tensione con Napolitano. “Gli faccio venire il torcicolle”.

Dalla Terza Età alla Terza Repubblica
Dalla Terza Età alla Terza Repubblica

Silvio Berlusconi ce l’ha con Napolitano. Troppe le impuntature del Capo dello Stato contro le leggi ad personam del Cavaliere. Ma il Berlusca fa la sua professione di fede: “Insisterò fino alla morte. A Napolitano farò venire il torcicolle; il Colle ha troppo potere; perché allora il Presidente non sono io?”. Berlusconi ha mandato in dono a Napolitano un massaggiatore automatico e ha dichiarato: “Giorgio soffre i dolori dell’età e ha bisogno di cure. Sembra che l’ultimo decreto l’abbia stordito perché lo ha dovuto leggere in diagonale, con il collo piegato. E’ così che voglio piegare l’inquilino del Colle”. Per l’opposizione questi attacchi al Presidente della Repubblica sono “l’espressione peggiore della gerontofobia del Premier. Lui si specchia in Napolitano perché si vede già molto vecchio; vorrebbe essere al suo posto il prima possibile”. Replica il portavoce del Premier Paolo Bonaiuti che ha dichiarato: “Non capisco come la sinistra non apprezzi il nostro tentativo di passare dalla Terza Età alla Terza Repubblica”. E il centenario critico d’arte Gillo Dorfles ha detto a tempografico: “Berlusconi? Diamoci un taglio; ma non uno di Lucio Fontana: qui ci vuole un taglio vero perché lui per tutta la vita ha fatto solo dei trompe l’oeuil. Io, anche se non ci vedo più tanto bene, non mi faccio proprio ingannare“.

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Bersani: “Noi siamo la flopposizione”. Di Pietro: “L’IDV è la stopposizione”

Un'idea per far ripartire l'Italia
Un'idea per far ripartire l'Italia

Pier Luigi Bersani è consapevole di non aver vita facile nel suo disastrato PD . Il segretario si è speso in tutti i modi per le regionali, ma i risultati non sono arrivati. “E’ ora di prendere atto che non siamo più all’opposizione” ha dichiarato il leader democratico; “ormai mi sento alla flopposizione ovvero un fallimento dietro l’altro; questo ci consente di mantenerci in vita perché non costituiamo più un serio pericolo per la maggioranza”.  Per Adolfo Urso del PDL “le parole di Bersani sono sagge, ma devono tener conto della nostra proposta di tagliare i parlamentari, soprattutto quelli del PD. Io non dormirei sonni tranquilli”. E Di Pietro dell’Italia Dei Valori rincara la dose: “Flopposizione è un eufemismo per il PD attuale. Noi invece per l’IDV abbiamo coniato il termine di stopposizione. Questo Paese è fermo e per farlo ripartire occorre fermarlo un altro pò”. Per Berlusconi “questa improvvisa ondata di creatività della sinistra è la conferma che l’immaginazione non sarà mai al potere. Tra flop e stop gli italiani preferiscono le bionde, proprio come me”.

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Ecco la poesia inedita della Brambilla contro la Carfagna e la Gelmini. Berlusconi: “Peggio delle intercettazioni”

La Brambila legge le sue liriche e dichiara: "Non sono un soprano"
La Brambila legge le sue liriche e dichiara: "Ma non sono un soprano"

Il Ministro per il Turismo Maria Vittoria Brambilla, sulla scia di Sandro Bondi e di altri politici avvezzi a fare versi di vario tipo, si è lasciata andare ad uno sfogo arcadico contro le sue colleghe ministre. Ora teme che questa sua licenza poetica possa trasformarsi in un licenziamento dal Governo. Silvio Berlusconi ha contestato la pubblicazione della poesia. “Sono pagine intime. Qui andiamo al di là della privacy. E’ ora di mettere un freno anche a questa forma di espressione un pò troppo licenziosa. Inizieremo proprio da Sandro Bondi. Darò i suoi libri a Calderoli che, da par suo, ne potrà fare un immenso rogo”. Tempografico non si lascia intimidire e pubblica la poesia nella sua versione integrale.

Quando Mara è nel palazzo

Poco c’è da star allegri

Essa è peggio di un pupazzo

E non bastano i puledri

Ci vorrebber gli stalloni

Per scommetter su di loro

Che purtroppo Berlusconi

Parla ormai solo dell’oro.

La soccorre Maria Stella

Con un far professorale

Ci si mette pure quella

Ad infliggerci del male.

Ella parla di riforme

E percorre quello spazio

Egli osserva quelle forme

Non ascolta quello strazio.

E per me non c’è più storia

Perché Silvio non mi guarda

Dice: “Orsù Maria Vittoria

Tu non sei Maria Stuarda”

E mi sento così male

Che bevo una camomilla

La mia anima trasale

E non sono più Brambilla.

 

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Il Portaborze – Sorpresina di Pasqua

Portaborze (c) 2010 Giodo Bortaborze (c) 2010 Giodo
Devo prendere nella borsa la velina dell’Onorevole Sacripanti e spedirla al direttore della SettimanaPortaborze (c) 2010 Giodo Sarebbe bello se al posto di un foglio pieno di luoghi comuniPortaborze (c) 2010 Giodo
trovassi una ragazza dolce che si occupasse solo di me Ma sono certo che anche in quel caso sarebbe tutta per il direttore

Il PDL: “Il partito del non voto? Un nostro successo. Contiamo di arrivare al 100% così non si voterà più”

Un'immagine di Montecitorio nel XXII secolo
Un'immagine di Montecitorio nel XXII secolo

I vertici del PDL sono soddisfatti dall’esito delle elezioni; proprio in tutti i sensi. Ignazio La Russa, Ministro della Difesa, ha detto: “Il partito del non voto è una magnifica opportunità.  Se, come crediamo, crescerà l’astensionismo, alla fine, raggiunto il 100%,  non ci sarà più bisogno di votare. E allora istituiremo il coprifuoco notturno e i cittadini si sentiranno davvero protetti e liberi”. Gli ha fatto eco il Ministro dell’Economia Tremonti: “Il non voto è la vera libertà d’espressione. La gente ne ha piene le tasche delle elezioni; e le elezioni costano troppo alle tasche dello Stato. Quale migliore democrazia di quella che mantiene il benessere e la sicurezza delle persone nella libertà dell’astensione?”. L’idea è davvero suggestiva e al Premier Berlusconi non è sfuggita la grande opportunità di non ricandidarsi: “Non ce ne sarà bisogno. La carica di Premier diventerà ereditaria. Pier Silvio e Marina sono pronti a prendere il bastone del comando dopo la mia scomparsa che, non vi preoccupate, sarà di molto successiva a quella di D’Alema e Bersani”.  E dalla Libia sono subito giunti i complimenti di Ghedaffi che ha detto: “Silvio è stato geniale. Ha rincretinito gli italiani con la televisione e oggi nessuno va più a votare perché sono rimasti in pochi ad avere la capacità di intendere e di volere. Credo che sia una grande strategia. Ci rifletterò”. Laconica la risposta al Premier di Pier Luigi Bersani, a cui l’idea dell’opposizione permanente non sembra poi così malvagia: “Piuttosto che scomparire lavoriamo per ricostruire lentamente il PD. Poi, nel XXII secolo le cose cambieranno e sono certo che si tornerà a votare”.

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Dopo la riforma della sanità Obama affronta quella della santità. Lungo dialogo col Papa.

Obama e Ratzinger recitano insieme il rosario.
Obama e Ratzinger recitano insieme il rosario.

La Chiesa attraversa un brutto momento. I casi di pedofilia non denunciati gettano infatti una luce oscura sull’operato di alcuni alti prelati e anche Papa Ratzinger non è uscito indenne dalle critiche. Dagli Stati Uniti Obama assiste con preoccupazione a questa campagna di delegittimazione della Santa Sede e, in nome del dialogo ecumenico, lancia una proposta schock: “Riformiamo la santità”. Dopo la riforma della sanità  è il secondo obiettivo,  questa volta di portata planetaria, che il Presidente USA intende raggiungere. Dalla Casa Bianca Obama avrebbe dichiarato: “Mai più parlare di Santo subito. Il processo di beatificazione dovrà seguire nuove strade partendo magari, visto che siamo a Pasqua, proprio dall’agnello di Dio”. Da Roma è arrivato l’altolà del Segretario di Stato Bertone: “Capisco che la Chiesa entri a volte a gamba tesa sulla politica, ma è la prima volta che un capo di Stato si fa carico di faccende che riguardano solo noi e che andrebbero discusse dai concili”. E dall’Italia Silvio Berlusconi ha criticato Obama: “Santo subito non varrà per lui, ma per me vale eccome. Il mio processo di beatificazione è già iniziato e potrebbe concludersi quando sarò ancora in vita. Resto però favorevole alle riforme e sono quindi aperto ad altre soluzioni”. In serata Obama e il Papa hanno avuto una lunga telefonata. Dalla Santa Sede hanno fatto sapere che i due si sono limitati a recitare assieme  il rosario in inglese. Ratzinger infatti avrebbe deciso di mitigare il suo forte accento teutonico. Sono quindi arrivate le lamentele dell’arcivescovo di Canterbury: “L’americano non è l’inglese. Il Papa parli con noi”.

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Regionali: trionfa la Lega. Il senatur: “Ora dialetto in tutti gli autogrill”

La Lega propone il MC Veneto. Chi distinguerà l'Asiago dallo Schiz e dallo Zumelle?
La Lega propone il panino MC Veneto. Chi distinguerà l'Asiago dallo Schiz e dallo Zumelle?

La Lega cresce,  si fa largo e a volte straripa. E’ una forza politica che non finisce di sorprendere e con la quale il Cavaliere dovrà fare i conti giorno per giorno. E la Lega Nord chiede più spazio vitale, vuole emergere dal localismo ed occupare territori sempre più estesi. Stamane Umberto Bossi, il senatur, è stato molto chiaro: “In tutti gli autogrill si dovrà parlare in dialetto. E, visto che parliamo di autostrade, ho depositato un disegno di legge che avrà una corsia preferenziale” . La proposta piace al sindacato traduttori: “Proponiamo i sottotitoli in italiano, così che i turisti possano comprendere quello che generalmente viene biascicato”. Composta la reazione dell’Italia dei Valori che con Massimo Donadi ha spiegato: “Vorremmo che almeno il raccordo anulare di Roma sia espressione di tutte le lingue e sede dell’Accademia della Crusca”.  E Luca Zaia, neo Governatore del Veneto, ha parlato di un panino Mc Veneto da vendere negli autogrill: “Sarà a base di Asiago, Renàz, Schiz e Zumelle. Ci sarà un’etichetta in italiano che spiegherà i valori nutrizionali”.  Per Pier Luigi Bersani, leader del PD, quest’idea della lingua on the road vive il problema dei confini: “Come ci comporteremo sulla Salerno-Reggio Calabria che non è ancora finita?. Io non ci metto bocca ma la Lega ponga un freno alla lingua”.

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Elezioni: gli italiani presi per polli da spennare. E si affaccia lo spettro dell’affluenza aviaria.

Ci sono le elezioni ed è sempre il solito film: Galline in foga
Ci sono le elezioni ed è sempre il solito film: Galline in foga

I nostri politici ci prendono per polli in tutti i sensi. Non solo ci spennano con tasse e balzelli di tutti i tipi,  ma pretendono anche di farci andare a votare, magari in una bellissima giornata di primavera, in quelle scuole buie e dalle mura consumate, dentro a cabine elettorali in cui si respira un’aria stantia, immobile. Siamo uomini o caporali? Siamo elettori o polli? Perché allora non ci fanno trovare il becchime assieme alle schede elettorali?  E dentro alle cabine non sarebbe dunque meglio farci un bell’uovo e magari colorarlo di nero, visto il futuro che ci aspetta?  E poi c’è anche la Pasqua di mezzo e quale oggetto più dell’uovo può rappresentare fattivamente questo momento così propizio? Secondo un autorevole esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia sarebbe a rischio di un’affluenza aviaria; con queste cattive influenze politiche saremmo tutti diventati delle galline votanti. E quindi al posto della Bonino voteremo la Ovino, Formigoni diventerebbe Pegoroni e Cota il lutulento Mota. La Polverini sarebbe ribattezzata Porcellini ed esprimerebbe una flatulenza al posto di una preferenza. Ma che domenica bestiale direte… Eh si! Con quest’astensionismo crescente, i polli dalle urne sono passati direttamente a Farmville, una fattoria didattica che ci insegna che l’aviaria è davvero fra noi. Adesso però troviamo un vaccino per i mali delll’Italia, magari non della Novartis.

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