
I nostri politici ci prendono per polli in tutti i sensi. Non solo ci spennano con tasse e balzelli di tutti i tipi, ma pretendono anche di farci andare a votare, magari in una bellissima giornata di primavera, in quelle scuole buie e dalle mura consumate, dentro a cabine elettorali in cui si respira un’aria stantia, immobile. Siamo uomini o caporali? Siamo elettori o polli? Perché allora non ci fanno trovare il becchime assieme alle schede elettorali? E dentro alle cabine non sarebbe dunque meglio farci un bell’uovo e magari colorarlo di nero, visto il futuro che ci aspetta? E poi c’è anche la Pasqua di mezzo e quale oggetto più dell’uovo può rappresentare fattivamente questo momento così propizio? Secondo un autorevole esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia sarebbe a rischio di un’affluenza aviaria; con queste cattive influenze politiche saremmo tutti diventati delle galline votanti. E quindi al posto della Bonino voteremo la Ovino, Formigoni diventerebbe Pegoroni e Cota il lutulento Mota. La Polverini sarebbe ribattezzata Porcellini ed esprimerebbe una flatulenza al posto di una preferenza. Ma che domenica bestiale direte… Eh si! Con quest’astensionismo crescente, i polli dalle urne sono passati direttamente a Farmville, una fattoria didattica che ci insegna che l’aviaria è davvero fra noi. Adesso però troviamo un vaccino per i mali delll’Italia, magari non della Novartis.
Immagine di mr happy tratta da www.flickr.com
