
Tutti zitti oggi. E’ il giorno del supremo silenzio. La prima mosca che vola verrà abbattuta. Perfino le zanzare si sono rintanate nelle paludi. Qualcuno mormora ma lo fa in casa con la radio accesa. I titoli delle società telefoniche sono crollati perché i cellulari sono tutti spenti. Ma ecco levarsi piccoli battiti, rumori indistinti, un colpo poi un altro e un altro ancora. Ha un senso tutto ciò? Ascoltiamo la confessione di un politico: “Ho imparato ad usare l’alfabeto Morse e adesso mi è molto utile per non farmi intecercettare. Certo ha i suoi inconvenienti quando l’interlocutore non lo conosce alla perfezione e capisce fischi per fiaschi ma piano piano stiamo facendo passi avanti”. Sembra che Berlusconi tenga sempre vicino a sé Letta, che ha perfino scritto un saggio su Samuel Morse. “Contro la morsa delle intercettazioni ben venga Morse” avrebbe detto il Premier. Ma Fini saggiamente tace: “Berlusconi non ha speranze perché io ed i miei stiamo studiando l’esperanto, una lingua che i servi del Cavaliere non potranno mai imparare” ha detto il Presidente della Camera.
