Tempografico denuncia all’Antitrust i partiti politici per pubblicità ingannevole. Nei nomi si usa la parola libertà troppo liberamente e democrazia in modo totalitario

Libertà ma non nel nome dei partiti
Libertà ma non nel nome dei partiti

Tempografico ha rivolto oggi una denuncia alla Direzione Protezione Consumatori dell’Autorità Antitrust. Per noi i nomi di tutti i partiti italiani ingannano gli  elettori e andrebbero ritirati. Si abusa della parola libertà laddove la libertà non c’é. E’ libertà forse quella del PDL in cui chi non sta con il capo viene buttato fuori senza se e senza ma? E’ libertà per caso quella di Futuro e Libertà che – per non mostrarsi troppo indipendente e per le incertezze per l’appunto sul suo avvenire –  è costretta ad abbassare il capo ed astenersi sulla mozione di sfiducia nei confronti di un indagato sottosegretario alla giustizia? Francamente la parola libertà è svuotata di significato perché, manco a farlo apposta, si usa un pò troppo liberamente.   E quali sarebbero i valori dell’Italia dei Valori; forse i beni del partito che Tonino e il figlio Cristiano gestirebbero con una certa disinvoltura? Perfino sul  PD, malgrado le tanto decantate primarie, incombono ombre di oligarchia, con i D’Alema e Bersani che, in un empito di totalitarismo, tengono sotto schiaffo i peones di Camera e Senato. C’ è poi un’ipotesi di pubblicità comparativa fra PDL e PD che sgomenterebbe qualsiasi epigono del libero mercato: che differenza ci sarebbe fra Gianni Letta (PDL) e Enrico Letta (PD)? Noi da qui non ne vediamo, ma loro, semidei dell’alternanza, là rimangono e il potere rimbalza dall’uno all’altro . A noi non  rimane davvero che cantare una canzone: Letta it be.

Immagine tratta da www.flickr.com

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