
Riceviamo e pubblichiamo la lettera d’addio al partito Futuro e Libertà inviata dall’attore Luca Barbareschi a Gianfranco Fini.
Caro Gianfranco, siamo al finale di partita o forse di partito. E’ stato fatto molto rumore per nulla, ma non sarò avaro di parole nel dirti che ero stanco di questa commedia degli equivoci. Tu sei un borghese gentiluomo, ma io mi sono sentito tradito peggio di Otello. E non faccio il Tartufo o peggio il furbo alla Scapino, tanto per intenderci. Penso che più che quattro gatti siete sei personaggi in cerca d’autore.
Io lascio questo partito e così è se vi pare. Lo so che voi state aspettando, ma non sarò certo io a fare la parte di Godot. Non provare a darmi appuntamento alla bottega del caffè perché io proprio non me lo bevo. Siete ormai solo vecchi rinoceronti e non c’è proprio storia. Con voi mi sono sentito protagonista si, ma del teatro dell’assurdo, che mi piace fino ad un certo punto.
Il Presidente del Consiglio mi ha invitato a casa sua ad Arcore e per voi è stata la cena delle beffe. Tu pensavi di essere un volpone ma la tua è una maschera nuda e non mi importa se questa è la dodicesima notte che non dormi. Mi appresto a portare in teatro un lavoro di Pinter: Tradimenti. E’ tutto chiaro? Non ti nascondo che il Cavaliere è il mio Principe di Homburg e come lui merita la grazia, non soltanto la mia. Tu sei in una tempesta senza fine, mentre il re si diverte. Ti saluto dalle nuvole. Luca
