Tempografico scrive a Napolitano. “Presidente non ci far votare un’altra volta. Il Paese va in cenere e l’urna giusta non e’ quella elettorale ma quella funeraria”

Ecco la lettera che tempografico inviera’ l’8 settembre al Presidente Napolitano

Dalle urne elettorali all'urna funeraria

L’Italia in ballottaggio: urne elettorali o urna funeraria?

Roma/Parigi/Boston, 8 settembre 2010
Illustre Presidente, Lei che ha i capelli bianchi pur non avendoli, comprendera’ la nostra preoccupazione per lo stato di attuazione della Costituzione. Quella materiale, che di materia non e’ fatta ma pur sempre di parole, condurrebbe al voto. Quella formale, che risiede nella conformazione oblunga della nostra Carta, tirata per i capelli e per la giacca da piu’ parti, consentirebbe in caso di crisi di Governo di non sciogliere le Camere, malgrado esse siano investite oggi da un’esplosione iconoclasta e vulcanica. Noi non vorremmo andare un’altra volta a votare, vedere le scuole chiuse per giorni e giorni che danno  spazio a quelle fabbriche di ignoranza che oggi sono i partiti politici. Il Paese ha bisogno di respirare e non esser ridotto in cenere perche’ a quel punto l’urna elettorale lascerebbe il posto  a quella funeraria. Presidente le Camere non sono aspirine da sciogliere nell’acqua, ma immaginiamo il suo mal di testa nel conversare con Berlusconi, Bossi, Fini e tutti gli altri commedianti. Tiri fuori i denti una volta per tutte, lei che e’ definito il “leone dormiente” a difesa della Costituzione affinche’ nessuno la chiami “tigre di Carta”. E speriamo che la sua costituzione, non materiale ne’ formale, ma fisica le permetta di portare avanti la sua linea moderata, proprio quella che Siracide definisce essenziale per non ammalarsi mai. Non si curi poi degli attacchi della stampa; ricordi Oscar Wilde che scriveva: “Il giornalismo e’ illeggibile mentre la letteratura non e’ letta”.
Con immenso affetto
La redazione di tempografico