SATELLITE ITALIANO LANCIATO DALL’IRAN. E A TEHERAN ORA VEDONO TELETUSCOLO

In tv c'è Khamenei quasi quasi me ne andrei
In tv c'è Khamenei quasi quasi me ne andrei

Allarme nella comunità internazionale. Ieri l’Iran ha lanciato  un satellite italiano costruito dalla ditta Gavazzi. Un portavoce del Governo di Teheran ha chiarito che questo lancio ha finalità del tutto pacifiche ovvero la possibilità per gli iraniani di vedere le tv locali italiane. “Gli iraniani sono appassionati dalla tv italiana spazzatura. Ci piacciono le litigate dei burini su Teletuscolo, le vendite di Bresaola su Video Sondrio e soprattutto le procaci vallette di Tele Radio Sibari”.  Sembra che il Presidente Ahmadinejad abbia acquistato in una televendita un quadro di Renato Guttuso credendo che fosse del calciatore Gennaro Gattuso. E la guida suprema Ali Khamenei avrebbe proposto di dare asilo politico a Vanna Marchi e al mago Do Santos.  Per Silvio Berlusconi “questa è la conferma del successo del made in Italy e l’autentica espressione che la democrazia è arrivata in Iran”.  Critico il leader del PD Pier Luigi Bersani secondo il quale “purtroppo il trash è senza confini e l’Italia un Paese sempre più satellite; continuiamo a girare intorno ai veri problemi e ora ci concentriamo perfino sulle televisioni che non sono di proprietà del Presidente del Consiglio”.

foto di Dennis Sylvester Hurd tratta da www.flickr.com

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ACCORDO TWITTER-MINISTERO GIUSTIZIA, IL PROCESSO BREVE E’ REALTA’: SENTENZE IN 140 CARATTERI. FINI SODDISFATTO

Processo in poche righe. Kafka si rivolterà nella tomba?
Processo in poche righe. Kafka si rivolterà nella tomba?

Da Praga sulla tomba di Kafka il nostro rinviato Rodion R Raskolnokov

Addio  interminabili processi, addio pesanti faldoni di atti, addio verbose requisitorie dei magistrati. Nasce il twitt-processo,  il processo che si celebra su internet in un volgere di clessidra. Gianfranco Fini è stato il fautore dell’accordo con Twitter che pone ancora una volta l’Italia all’avanguardia  e ricuce lo strappo con Berlusconi. “Non solo sarà salvaguardata la pubblicità del processo ma sarà addirittura potenziata grazie a internet” ha detto il Presidente della Camera. Ma la svolta epocale sta nei tempi: due giorni al massimo, dall’istruttoria (mezza giornata al massimo), al primo grado (una giornata), all’appello (poche ore) e fino alla Cassazione (45 minuti). Il dibattimento si farà su Twitter, la sintesi sarà dunque determinante e sta già facendo discutere l’avvocatura che teme per il futuro professionale dell’avvocato Niccolò Ghedini. Le sentenze dovranno essere scritte al massimo in 140 caratteri e direttamente da Twitter saranno notificate via SMS alle parti. Qualche perplessità è stata espressa da Magistratura Democratica, secondo la quale la raccolta delle prove sarà un po’ più complessa e il tempo per le intercettazioni sarà di pochi secondi, ma almeno il giusto processo è salvo. Berlusconi, in segno di distensione, si è impegnato a creare un sito telematico per le intercettazioni: si chiamerà Intercett.

Immagine di wircolac tratta da www.flickr.com

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SCORSESE: “A ROMA HO SCOPERTO FILM INEDITI DI ANTONIONI. OSSESSIONE REPORTER E’ PROFETICO”

Eclissi del cinema
Film eclissati

Da sempre Martin Scorsese studia il cinema italiano e contribuisce alle iniziative di restauro dei vecchi film, e alla loro diffusione. Oggi  l’autore di “Taxi Driver” e “Cape Fear” ha annunciato di aver ritrovato – a Roma presso la tomba di Cecilia Metella sull’Appia Antica –  dei film di Michelangelo Antonioni, regista culto del cinema italiano, scomparso due anni fa all’età di 95 anni. Si tratta di quattro pellicole inedite.  C’è “La disavventura”, cortometraggio che documenta l’incontro/scontro a tavola fra Antonioni e Berlusconi, che confonde “Beauty Point” con “Zabriskie point”; un’esilarante prova da cabarettista del Presidente del Consiglio dinanzi all’attonito autore di “Blow up”. “Il rantolo” registra due ore di vita di due spettatori che hanno appena finito di vedere il film di Antonioni “Il Grido” del 1957. C’è poi la versione integrale di nove ore del film “L’eclisse”, che si chiama per l’appunto “L’eclisse totale”, con un piano sequenza di 17 minuti in cui lo schermo è tutto nero con una musica assordante  (qualcuno ha parlato di “pianto sequenza”). Ma per Scorsese il vero capolavoro è “Ossessione Reporter”, seguito ideale di “Professione reporter”, un film sul mondo dell’informazione nel XXI secolo, con le notizie che passano la barriera encefalica delle persone mentre stanno dormendo. “Questo film del 1984 descrive una situazione da 1984,  che non è altro che l’operazione di lobotomia subita da tutto il mondo dell’informazione italiana” ha detto Scorsese.  Da indiscrezioni dell’ultima ora si è saputo che su “Ossessione reporter” interverrà pesantemente la censura: sarà vietato ai maggiori di 12 anni e ne verrà consentita la visione solo all’ultimo spettacolo ovvero alle 22 e 30.

foto di tizianoj tratta da www.flickr.com

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VIA AL TEST ANTIDROGA PER GLI ONOREVOLI. CICCHITTO DA’ L’ESEMPIO: “MI RIFIUTO DI FARLO”

Oggi in Parlamento
Oggi in Parlamento?

Cicchitto 10 e lode. Nella Repubblica delle banane spunta un test antidroga per gli onorevoli; ed è subito polemica. Il capogruppo del PDL alla Camera Fabrizio Cicchitto ha voluto smarcarsi parlando di “logica perversa” e rifiutando così di sottoporsi al test.  Ma non è l’unico. Intervistato dal TG1 Pierferdinando Casini, leader dell’UDC, avrebbe detto “è un’iniziativa lodevole, ma non vedo perché proprio io, con la mia specchiata vita da parlamentare, dovrei sottopormi a questa sceneggiata. Non mi drogo punto, e basta la mia parola”.   E per il Presidente della Camera Gian Franco Fini questa “nuova diavoleria del test antidroga lanciata dal mio amico, il sindaco di Roma Alemanno, è improvvida. Infatti non hanno lasciato abbastanza tempo ai parlamentari per disintossicarsi. Ora capisco perché Gianni me ne parlò già sei mesi fa. Occorrono maggiori tempi tecnici”. Insomma sembra proprio che ad oggi il test lo abbia fatto soltanto il sindaco di Roma con esiti del tutto imprevisti: risultati negativi al controllo antidroga i capelli del primo cittadino romano erano però pieni di uova di pidocchio. Ad Alemanno non è stata quindi consentita la tradizionale visita alle scuole della città.

DOPO “FARE FUTURO” DI FINI NASCE LA FONDAZIONE DI LA RUSSA: “FARE SILURO”

Hiroshima mon amour?
Hiroshima mon amour?

Le fondazioni si sa aiutano la politica a cercare spazi, convergenze, dibattiti, idee, pensieri, parole ma principalmente denari per le campagne elettorali, anche quando la gente è al verde. Gian Franco Fini con la sua fondazione “Fare Futuro” ha aperto una breccia importante in questo senso. Ma oggi c’è un allievo che vorrebbe superare il maestro; qualcuno dirà un nano sulle spalle di un gigante, ma pur sempre un Ministro della Repubblica. Ignazio La Russa guida il dicastero della Difesa ed ha annunciato oggi la costituzione della sua fondazione, “Fare Siluro”. “Ho combattuto tutta la mia vita e oggi voglio dare un senso compiuto alla mia aggressività. Con Fare Siluro vogliamo parlare di  guerra in tempo di pace” ha dichiarato La Russa “Non si tratterà di guerra-lampo né di trincea. E soprattutto questa fondazione nasce affinché la guerra non sia fredda ovvero in mano unicamente ai pensatori, agli strateghi e ai giocatori di scacchi” ha aggiunto. Nel board di Fare Siluro sono stati chiamati guerrafondai della prima ora quali Bush padre e figlio, Ahmadinejad, Kim Jong II e Robert Mugabe. Il 6 agosto, anniversario della bomba atomica su Hiroshima, ci sarà la prima riunione della Fondazione nell’atollo di Mururoa. Verrà proiettato il film “Il dottor Stranamore” cui farà seguito un test nucleare. Ma da Palazzo Chigi Berlusconi ha parlato chiaro: “Ho appena silurato il Ministro della Difesa per la sua troppa intraprendenza. Ha dimenticato di mettere nel board della fondazione Putin e il sottoscritto. Gli ricordo che la guerra dei trent’anni ebbe inizio con la defenestrazione di Praga. Chissà cosa porterà l’odierna defenestrazione di Roma? “.

immagine di Maradentro tratta da www.flickr.com

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IL PD A RISCHIO ESTINZIONE. INTERVIENE IL WWF: “NON COMPROMETTERE LA BIODIVERSITA’ POLITICA”

Le mani sul PD
PD: il vecchio e il nuovo

Non è un mistero. Per il PD il futuro è molto incerto. Battere il PDL alle prossime elezioni è davvero un’impresa disperata. I sondaggi parlano quotidianamente di emorragia dei consensi. E poi ci sono i transfughi; quelli che fanno casini e quelli che vanno con Casini; insomma, una mezza Caporetto. Bersani ha dichiarato lo stato di crisi del partito e chiesto la cassa integrazione per i funzionari. Ma dal WWF giunge un grido di allarme senza precedenti: “Il PD è a rischio estinzione e abbiamo il dovere di non compromettere la biodiversità politica. Potete immaginare un mondo senza la genetica di Piero Fassino e Rosy Bindi? Intervenga il Ministero dell’Ambiente e dichiari il PD Parco Nazionale”. E il Ministro Stefania Prestigiacomo ha accolto con entusiasmo la proposta: “creeremo una riserva di voti per il PD. Ho parlato a lungo con D’Alema e lui mi ha garantito che i suoi sono disposti a rinunciare per sempre di andare al Governo, una cosa che non è proprio nel loro DNA”. Ma per il leader dei Verdi Angelo Bonelli la proposta è irricevibile: “altro che biodiversità; quelli del PD con tutte le loro chiacchere hanno accresciuto in modo esponenziale le emissioni di CO2. Per colpa loro oggi l’Italia rischia di pagare delle multe pesanti sul mancato rispetto del Protocollo di Kyoto. Che lascino a noi i loro seggi in Parlamento; qua fuori inizia a far freddo”.

immagine tratta da www.flickr.com

100 years of living

IL PDL ALLE CORDE. FINI FA CAUSA A BERLUSCONI. “CON LA FININVEST HA ABUSATO DEL MIO NOME”

In un mondo di ciechi beato chi c'ha un occhio
In un mondo di ciechi beato chi c'ha un occhio

Il PDL è nella burrasca. Che i suoi leader non andassero d’accordo non è un fatto nuovo. Ma che il Presidente della Camera Gian Franco Fini facesse causa al Premier Silvio Berlusconi era altamente improbabile. Eppure è accaduto. “Porto in tribunale Berlusconi perché per anni ha abusato del mio nome. Con la Fininvest Berlusconi non solo è diventato milionario, ma ha anche preso il potere. Ora mi dovrà risarcire” ha dichiarato Fini ai microfoni del TG1. Il Presidente del Consiglio si è dichiarato sgomento. “Fini dovrebbe ringraziarmi. E’ vero che la Fininvest contiene il suo nome, ma il successo di questa azienda dovrebbe fargli pensare che oggi egli può presentarsi agli elettori italiani sotto i migliori auspici. E’ come se per anni avessi detto alla gente investite in Fini”. Per Fedele Confalonieri, Presidente del Gruppo Fininvest, “il problema è esiste, ma è facilmente superabile. Ho già l’assenso del senatore Lamberto Dini.  Cambiamo il nome in Dininvest”. Per Antonio Di Pietro “questa disputa terminologica è la prova che il PDL non è una casa né una cosa. Insomma non è un bel niente “, mentre il leader del PD Bersani definisce “la Dininvest più che un’azienda un dinosauro, che presto sarà estinto”.

Articolo collegato: Rutelli fonda Alleanza per L’Italia e con Allianz assicura i suoi elettori

foto di Giuseppe Nicoloro tratta da www.flickr.com

BERLUSCONI Silvio

L’UNESCO: “VILLA CERTOSA E’ PATRIMONIO DELL’UMANITA'”. BERLUSCONI: “DECISIVA LA PRESENZA DI FANCIULLE IN FIORE”

Patrimonio dell'inanità
Patrimonio dell'inanità?

L’Unesco ha deciso.  Villa Certosa, residenza sarda del Premier Silvio Berlusconi, è stata riconosciuta Patrimonio dell’Umanità. Non si conoscono ancora le motivazioni ma per Berlusconi è chiaro come “la presenza di bellezze al bagno sia stata decisiva. E poi Villa Certosa ha tutte le porte aperte, proprio come il Colosseo “.  Commentando la decisione  Flavio Briatore avrebbe dichiarato  : “capisco che  non sono il Presidente del Consiglio, ma cosa direbbe l’Unesco se vedesse le bellezze che frequentano la mia discoteca Billionaire?”.  Per il fotografo Fabrizio Corona “Berlusconi corona il sogno della sua vita.  Certo è che  se la sua villa è Patrimonio dell’Umanità lui resta un autentico reperto archeologico”.  Vittorio Sgarbi attacca l’ONU: “più che di Nazioni Unite si dovrebbe parlare di Nazioni Unte. Villa Certosa è un obbrobrio in tutti i sensi e io l’avrei dichiarata Patrimonio dell’Inanità “. Koichiro Matsuura, direttore generale dell’Unesco ha chiarito: “sono giapponese e la nostra cultura riconosce un valore allo hara kiri. Per questo ho deciso di mettere il nostro bollino su Villa Certosa”. Decisione kamikaze dunque, che ha avuto il plauso di Osama Bin Laden: “l’Occidente è decadente; qualcuno mi ha detto che a breve anche il ranch di George W.  Bush e la dacia di Vladimir Putin saranno dichiarati Patrimonio dell’Umanità. “.

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TOPOLINO FA OUTING: DA OGGI CHIAMATEMI DIABOLIK

Io buono? Arrosto forse
Il Rattopardo

Dal nostro plurinviato Rodion R Raskolnikov

“Nulla sarà più come prima, da oggi chiamatemi Diabolik. Lascio Minnie per Eva Kant”. Dalle colonne del Corriere della Sera Topolino rivela la sua nuova identità e  spiazza la generazione dei bamboccioni che lo ha seguito per anni.  “Ho già chiuso un accordo con la Banda Bassotti per dare l’assalto al forziere di Zio Paperone. Pippo? Resta il migliore amico non mio ma dei cani” avrebbe aggiunto Topolino. Secondo fonti Disney “il personaggio a 70 anni era un pò tirato per i capelli e aveva proprio bisogno di un lifting” .  Il topo eroe ha anche fatto sapere che i nipoti  Tip e Tap sono stati mandati all’estero per completare gli studi: sembra che stiano frequentando un esclusivo Master in Papelli tenuto a Corleone da Macchia Nera.

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NASCE IL PRIMO PARTITO VERAMENTE TRASVERSALE: L’ITALIA DEI RANCORI

 

Che per caso ce l'hai con me?
Che per caso ce l'hai con me?

“Rancorosi di tutta Italia unitevi”.  Con questo grido di guerra,  Marco Travaglio, dal pulpito di “Anno Zero” lancia il suo progetto politico. “Vogliamo accogliere tutti coloro che ce l’hanno con qualcuno. Il nostro motto è homo homini lupus ovvero tutti contro tutti”. Silvio Berlusconi ha fatto sapere di volersi subito iscrivere: “Non sopporto  Travaglio come lui non sopporta me; credo che la dialettica di questa nuova formazione politica  sarà degna del vecchio Partito Comunista russo”.  Anche Gian Franco Fini aderisce: “non posso vedere né Berlusconi né Travaglio. Sono il vero profeta dell’Italia dei Rancori”.  E se Bersani e Franceschini intendono proporre un’ulteriore partecipazione incrociata, José Mourinho ha rifiutato di iscriversi, dichiarando stizzito: “Io ce l’ho con tutti e quindi con nessuno” .  E Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori avrebbe chiarito: “Con l’Italia dei Rancori abbiamo superato il grado di sopportazione degli italiani.  Per questo temo che avrà un grande successo. E proprio perché detesto  questa operazione di cosmesi politica mi iscriverò”.

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