Mubarak presto in esilio in Italia. Lo attende una nuova citta’: Mubarakkopoli

In lontananza Mubarak dice addio al suo Egitto

La dinastia Mubarak e’ in via d’estinzione, con buona pace di Cheope e anche di Ramses II. L’ex Presidente egiziano e’ stato molto chiaro sulla sua prossima destinazione. Verra’ presto in Italia, dove Della Valle gli mettera’ a disposizione delle rovine da restaurare per farne una nuova citta’: Mubarakkopoli. Sara’ la patria di tutti i baraccati d’Italia, il luogo di ristoro per i senza dimora e di ritrovo per i Rom cacciati da Roma. E poi Mubarak diventera’ italiano e con il suo Quarto Polo sfidera’ gli altri tre ai quattro cantoni. E il suo popolo sara’ pieno di letizia e nella letizia rivoluzionera’ l’Italia perche’ anche nel nostro Paese i politici vivono ormai in una sorta di apartheid, e il vecchio buon Hosni emendera’ la partitocrazia in nome della barakkocrazia, dove tutti sono poveri ma sperano in un’Italia migliore e lontana da questa brutta classe che piu’ che dirigente e’ digerente perche’ mangia soltanto. E avremo anche noi le piramidi, magari sotto il sole di Pozzuoli, e aspireremo all’ascesa al cielo proprio come gli architetti di Saqqara. Purche’ non ci impongano nuove e potenti dinastie, perche’ baraccati lo saremo, ma non vorremmo tornare ad esserlo anche moralmente perche’ non possiamo piu’ permetterci di essere giu’ di morale, altrimenti non vale.

Esce un film sulle speculazioni finanziarie prodotto dai Lehman Brothers: “La vita è bolla”

La speculazione finanziaria morde il petrolio, le materie prime, le commodities agricole, in pratica quasi tutto lo scibile umano. Da quando sono stati chiusi in casa i Lehman Brothers hanno sposato la causa dei Marx Brothers e oggi, a tre anni dal fallimento in borsa, si  lanciano in un’ atroce commedia che fa il verso a Wall Street. Ne’  “La vita e’ bolla”, che uscira’ sullo schermo nei futures, vedremo il mondo della finanza dal buco della serratura, con i miliardari di turno che speculano sul lardo e sulle vongole, mentre  giovani avventurieri  si rovinano per il grano che, ahime’, per una volta non produce abbastanza denaro. Nel film il Dow si trasforma in Down perche’ e’ sempre in flessione, Standards & Poors si riduce a Poors perche’ tali diventano coloro che ci investono i loro risparmi. Esilarante la scena in cui un investitore dice: “viviamo tempi di merda” dopo aver perso tutto in investimenti sull’indice francese Cac 40. Il film si conclude con una scazzotata fra Morgan e Stanley che non riescono a staccare il dividendo, ma il finale e’ a sorpresa. Secondo il Ministro dell’Economia Tremonti “La vita e’ bolla e’ un film che racconta fuori tempo il nostro tempo. Ma la crisi non e’ finita e mi aspetto un degno sequel”.

Della Valle restaura il Colosseo. E lo stivale diventa il Paese dei calzolai, dove tutti si fanno le scarpe

L’Italia non e’ piu’ un Paese di preti, santi e navigatori ma di ciabattini. E’ questa la conclusione dell’Accademia dei Georgofoli, che ha stabilito come in politica ma non solo, tutti provino a farsi le scarpe. Cosi’ Fini modella una polacchina a Berlusconi perche’ quest’ultimo pensa sia una ragazza piu’ che  una calzatura, mentre Matteo Renzi ha scelto per Bersani una Church, suggerendogli cosi’ di  andare a vivere in esilio a Londra, proprio come Mazzini fece un tempo.
Finalmente  si e’  capito  perche’ l’Italia ha la forma di uno stivale. Ma la preoccupazione attuale e’ che i produttori made in China stanno tentando a loro volta di fare le scarpe ai nostri industriali.
E’ per questa ragione che Diego Della Valle ha scelto di investire 25 milioni di euro per il restauro del Colosseo. I lavori verranno eseguiti lento pede e senza troppa pubblicita’ per la Tod’s. Ma quello che Della Valle non dice e’ che, una volta restaurato il monumento, i turisti potranno accedervi solo con le sue scarpe. Dato che il Colosseo riceve milioni di visitatori all’anno la Tod’s fara’ un affare colossale. Ci saranno scarpe per tutti, anche per i cinesi.
E l’Italia andra’ avanti ancora, fino al prossimo calcio nel sedere.