Parla una delle hostess di Gheddafi. “Il Colonnello ha letto il Vangelo e diventera’ cattolico”. Berlusconi: “Ora posso diventare musulmano”

Il Colonnello Gheddafi non finisce di stupire. Dopo lo show romano una delle giovani hostess e’ stata vista uscire dalla sua tenda, trafelata ma non troppo. Abordata dai cronisti la giovane ha detto: “Ho parlato tutta la notte col Colonnello. Lui mi ha letto passi del Vangelo e recitato a memoria il discorso della Montagna ma non quella di Maometto. Ha detto di essere un Papa boy e che presto si convertira’”. Gheddafi pero’ pensa sempre che l’Europa diventera’ islamica; “cio’ non mi impedira’ di rimanere un bastian contrario e come tale cattolico fino al midollo” ha aggiunto il rais. Silvio Berlusconi dal canto suo ha garantito la par condicio: “Se Muammar abbraccia Gesu’, io seguiro’ Maometto. Lo faro’ pero’ non appena terminato il ramadam”. Il fido Bonaiuti fara’ lo stesso ed e’ gia’ in preghiera dinanzi alla Moschea di Roma.
Immagine di Andy Ventura
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Elezioni. L’uninominale piace ad Unicredit. Profumo: “I conti torneranno ad essere correnti, ma bisogna votare”

Si prevedono elezioni a breve; questo dopo una riforma della legge elettorale in direzione uninominale. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione di Unicredit. L’ad Profumo ha detto: “Per Unicredit – in assenza dell’unicorno- l’uninominale e’ il massimo perche’ consentira’ di indirizzare i finanziamenti su candidati finalmente noti. La politica italiana spreca infatti i soldi in mille rivoli. Solo cosi’ i conti da torrenti potranno tornare ad essere correnti”. Ma con questa riforma il voto lo metteremo in banca? E quali saranno gli interessi percepiti? Nessuno di noi vorrebbe trovarsi due parlamentari al posto di uno, ma le banche rassicurano: “Gli investimenti saranno sempre in perdita e soprattutto in questo caso. Il dimagrimento del portafoglio politici e’ un atto dovuto, esattamente come i milioni di avvisi di garanzia ad essi notificati nella storia della nostra Repubblica”.
Marchionne licenziato dalla Fiat. “Sono un dirigente e non verro’ reintegrato”. Elkann: “Ho chiesto a Napolitano di assumere il governo tecnico dell’azienda”

Sergio Marchionne e’ stato licenziato in tronco dalla Fiat. La motivazione risiederebbe nella sua incapacita’ nel gestire le relazioni sindacali oltre alla ormai nota sindrome del maglioncino che proprio non va giu’ agli Elkann. L’ex ad di Fiat ha dichiarato: “Come dirigente non posso essere reintegrato da nessun giudice. Chiedo ai 3 operai di essere solidali con me”. Jaki Elkann da parte sua ha detto: “Ho chiesto al Presidente Napolitano di assumere il governo tecnico dell’azienda. Dobbiamo iniziare a carburare, siamo troppo lenti ed imballati. Il Presidente ha davvero una marcia in piu'”. Napolitano, seppur grato alla famiglia Elkann/Agnelli, per l’allettante proposta ha detto: “No al governo tecnico della Fiat. Su questo sono gia’ d’accordo con Berlusconi. La soluzione la troveremo in Parlamento. Credo che per salvare Fiat ci voglia proprio un progetto di unita’ nazionale”.
Tempografico scrive a Napolitano. “Presidente non ci far votare un’altra volta. Il Paese va in cenere e l’urna giusta non e’ quella elettorale ma quella funeraria”
Ecco la lettera che tempografico inviera’ l’8 settembre al Presidente Napolitano
Roma/Parigi/Boston, 8 settembre 2010
Illustre Presidente, Lei che ha i capelli bianchi pur non avendoli, comprendera’ la nostra preoccupazione per lo stato di attuazione della Costituzione. Quella materiale, che di materia non e’ fatta ma pur sempre di parole, condurrebbe al voto. Quella formale, che risiede nella conformazione oblunga della nostra Carta, tirata per i capelli e per la giacca da piu’ parti, consentirebbe in caso di crisi di Governo di non sciogliere le Camere, malgrado esse siano investite oggi da un’esplosione iconoclasta e vulcanica. Noi non vorremmo andare un’altra volta a votare, vedere le scuole chiuse per giorni e giorni che danno spazio a quelle fabbriche di ignoranza che oggi sono i partiti politici. Il Paese ha bisogno di respirare e non esser ridotto in cenere perche’ a quel punto l’urna elettorale lascerebbe il posto a quella funeraria. Presidente le Camere non sono aspirine da sciogliere nell’acqua, ma immaginiamo il suo mal di testa nel conversare con Berlusconi, Bossi, Fini e tutti gli altri commedianti. Tiri fuori i denti una volta per tutte, lei che e’ definito il “leone dormiente” a difesa della Costituzione affinche’ nessuno la chiami “tigre di Carta”. E speriamo che la sua costituzione, non materiale ne’ formale, ma fisica le permetta di portare avanti la sua linea moderata, proprio quella che Siracide definisce essenziale per non ammalarsi mai. Non si curi poi degli attacchi della stampa; ricordi Oscar Wilde che scriveva: “Il giornalismo e’ illeggibile mentre la letteratura non e’ letta”.
Con immenso affetto
La redazione di tempografico
In Inghilterra hanno la Camera dei Pari. In Italia presto la Camera dei Bari, dove siederanno tutti i politici imbroglioni. La sede a Bari vecchia.

Come si sa in Inghilterra uno dei rami del Parlamento e’ la Camera dei Pari, dove siedono fra gli altri una minoranza di Lord che tramanda il seggio ai propri eredi. In Italia i titoli nobiliari sono stati aboliti nel dopoguerra e, per ovviare ad una situazione di corruzione ed illegalita’ diffusa, sara’ presto approvata una riforma della Costituzione che vedra’ la creazione di un terzo ramo del Parlamento: la Camera dei Bari. Non vi si giochera’ a poker poiche’ di giochi e giochetti dei parlamentari ne abbiamo tutti piene le tasche. Ma sara’ un luogo di confronto concreto per gli inquisiti della politica. Ci saranno verosimilmente Dell’Utri e Verdini, ma spunteranno fuori anche personaggi della risma dell’ex Ministro della Sanita’ Francesco De Lorenzo, che fu travolto dall’inchiesta Mani Pulite del 1992, e Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, caduto in disgrazia per essersi fatto pagare una notte in un albergo a 7 stelle mentre era Ministro dell’Ambiente. Si discutera’ molto concretamente di appalti, finanziamenti, falsi in bilancio, corruzione e concussione, e forse perfino di lotta alla criminalita’ organizzata. Manco a farlo apposta la Camera dei Bari avra’ sede a Bari vecchia, proprio per consentire ai noti borseggiatori baresi di scippare con gusto i portaborse dei nostri Bari.
Striscia: Uomo Norma – Le Cose Piu Uguali Delle Altre.
| Dicono che la legge e’ uguale per tutti. Poi dicono anche che ci sono cose piu uguali di altre e che altre magari lo sono anche meno al punto che, come le leggi, e’ come se non ci fossero. Leggi tutto “Striscia: Uomo Norma – Le Cose Piu Uguali Delle Altre.” |
Berlusconi risponde a Bossi: “Elezioni e solo elezioni stop. Il vertice del PDL avvenuto fra me e me stop. C’e’ un me per le elezioni e un altro me pure stop”

Pubblichiamo la risposta ufficiale di Berlusconi al telegramma ricevuto da Bossi “Caro Umberto ti scrivo cosi’ mi sconquasso un po’ stop. Non sei molto lontano ma forte te lo diro’ stop. Da quando sei partito di testa qualcosa qui non va stop. Cosa ti scrivo e ti dico? Elezioni subito stop. E solo elezioni stop. Vertice PDL fra Silvio e Berlusconi terminato stop. C’e’ un me per le elezioni e l’altro me pure stop. Fini inabissato facendo il sub stop. Non capisce che spigole non votano stop. E Tulliani diventera’ uno scorfano stop. Stasera tu cassoeula io saute’ di cozze stop. Ce l’ho duro piu’ di te stop.
Telegramma di Bossi a Berlusconi: “O si vota o il Governo subira’ uno stop stop”. Berlusconi: “O elezioni o iniezioni di fiducia”

Pubblichiamo integralmente il telegramma inviato oggi da Bossi a Berlusconi. “Caro Silvio ti scrivo cosi’ ci ridacchio un po’ stop. Sei molto lontano ma ti sono molto vicino stop. C’e’ una grossa novita’ e qualcosa non va stop. Voto indispensabile altrimenti secessione stop. Arcore sara’ nostra con tutta la tua villa stop. O elezioni o il Governo subira’ uno stop stop. Smettila di nasconderi dietro Feltri stop. Lo ha capito anche mia madre che poi e’ la nonna di Renzo stop. A Fini digli che ce l’hai duro come me stop. Mi fermo qui perche’ altrimenti spendo troppo stop.”. Berlusconi ha risposto laconicamente: “Ci sono solo due alternative o elezioni o iniezioni di fiducia per il Governo; a condizione pero’ che queste non gravino sul Servizio Sanitario Nazionale perche’ ho il fiato sul collo di Tremonti”
Al funerale di Cossiga ci va mezzo PD. Eppure il senatore a vita aveva detto di non volere autorita’. Ma in una delle quattro lettere aveva anche chiarito: “quelli del PD non contano nulla”

Che Cossiga fosse un tipo autoritario lo sapevano anche i nuraghe. Per questo la sua cerimonia funebre e’ stata quasi teutonica, con musiche di Buxtehude, Schutz e Bach. Il senatore a vita aveva chiesto espressamente alle autorita’ di non partecipare alla funzione. Con una certa sorpresa quindi i cronisti si son visti arrivare in sequenza Bersani, D’Alema, Franceschini, Enrico Letta e la Finocchiaro; praticamente l’intero vertice PD. Poi il chiarimento: Cossiga in una delle sue quattro lettere postume aveva scritto: “quelli del PD non contano e non conteranno piu’ nulla”. Cosi’ qualcuno ha visto D’Alema recitare l’Agnello di Dio, proprio lui che e’ un lupo, e Bersani fare la comunione pensando probabimente a quella dei beni. La Finocchiaro avrebbe voluto come colonna sonora “Accendi un diavolo in me” di Zucchero perche’ ha l’allergia per la muscia sacra. Paolo Bonaiuti invece, che si professava grande amico di Cossiga, ha cercato di intrufolarsi vestito da chierichetto ma, data la senescenza, e’ stato riconosciuto e buttato fuori in malo modo. Lui si che e’ sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e come tale un’autorita’. Eh gia’: al mondo accade anche questo e sara’ poi molto difficile per l’Agnello togliergli i peccati.

