Dario Argento gira un nuovo thriller. Questa volta è su Fini e Berlusconi: “Profonda rissa”

Il Governo è in rosso ma anche in rissa e Dario Argento ne approfitta
Il Governo è in rosso ma anche in rissa e Dario Argento ne approfitta

Dario Argento era in piena crisi creativa quando ha avuto l’idea più geniale del momento. “La lotta fra Fini e Berlusconi è piena di colpi bassi e ho pensato che potesse esser interessante trasformarla in una storia pulp” ha detto il regista romano. “Il film ha inizio nella casa di Montecarlo, dove il cognato di Fini fugge da una mannaia automatica e prosegue a Roma alle assise del PDL dove vengono massacrati diversi esponenti”. Sembra poi che gli unici della corrente di Futuro e Libertà alla fine del film a rimanere vivi siano proprio gli Onorevoli La Morte e Della Vedova. “Sarebbe stato più giusto chiamare il film Inferno” ha concluso Argento, “ma l’avevo già fatto e proporre un sequel  sarebbe stato improprio. Profonda rissa è un titolo molto tradizionale, che fotografa perfettamente il momento vissuto dalle nostre istituzioni”

La casa a Montecarlo di Fini fu acquistata da Scajola? Dal voto di scambio alla casa di scambio

Chi ha comprato la Casa Bianca ad Obama? Berlusconi o Putin?
Chi ha comprato la Casa Bianca ad Obama? Berlusconi o Putin?

I politici a volte hanno slanci di generosita’. E’ notizia dell’ultima ora che la casa di Fini a Montecarlo sarebbe stata acquistata da Scajola; il tutto, come da copione ,all’insaputa del Presidente della Camera. E il rebus case dei nostri governanti si fa sempre piu’ inquietante. Sembra proprio che dal voto di scambio siamo arrivati alla casa di scambio. Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta. Chi ha comprato la casa a La Russa? Frattini o Calderoli? E La Russa a chi ha regalato l’appartamento? A una russa di sua conoscenza o alla Gelmini? Questo strano piana casa prende corpo giorno dopo giorno. Ora si capisce perché il prezzo delle case sembra non essere intaccato dalla crisi finanziaria. Tre quarti degli appartamenti nelle zone eleganti della Capitale sono in mano a un quinto dei Parlamentari. E’ un disegno questo dalle fondamenta solide che farà impallidire i palazzinari stile Caltagirone. In proposito Pier Ferdinando Casini ha chiarito: “Abito in una casa di Caltagirone e lo dico a scanso di equivoci per evitare che qualcuno faccia doppi sensi sulle mie trattative per rientrare nella Casa delle Liberta’”

Foto di Gaensler tratta da www.flickr.com

The White House

A 35 anni da “Lo squalo”, Steven Spielberg gira un film sul male oscuro della politica italiana: “Lo squallor”

Dallo squalo allo squallor
Dallo squalo allo squallor

“Lo squalo”, capolavoro di Steven Spielberg, torna idealmente nel nuovo film del regista statunitense, interamente realizzato nei palazzi del potere italiano. “Con Lo squallor ho voluto parlare del male oscuro della vostra politica” ha detto Spielberg. La storia parla di un mostro che non si vede e non si sente, ma che divora nei corridoi ed anfratti di Ministeri e Parlamento politici sempre piu’ consunti e corrotti. Negli Stati Uniti il film ha gia’ incassato i proventi di una manovra di Tremonti. Per Di Pietro “Lo squallor e’ un film palingenetico che mostra quanto la genetica della politica abbia bisogno di un autentico miglioramento. Tutti gli italiani devono vederlo”. A Berlusconi invece il film non e’ piaciuto: “Gia’ Lo squalo come La piovra mi ha fatto schifo, ma Lo squallor distrugge in profondita’ l’immagine dell’Italia e la mia personale. Io nelle sale italiane il film non lo faccio uscire”.

Fini fa il miracolo e resuscita Rutelli. L’Onorevole La Morte: “Siamo vivi”. E Futuro e Liberta’ paga il restauro del film di Lubitsch “Vogliamo vivere”

L'ottimismo di un'elettrice di Futuro e Libertà: "Voglio vivere"
L'ottimismo di un'elettrice di Futuro e Libertà: "Voglio vivere"

Non e’ che Rutelli fosse dato per morto. Il fatto e’ che lo era realmente e con tanto di vigor visto che nessuna delle sue proposte di legge e’ mai entrata in vigore. Ma la proiezione verso il futuro di Fini ha fatto il miracolo sul passato. Certo avremmo preferito la resurrezione di un Mazzini, di un Cattaneo, di un Cavour o di un De Gasperi, persone forse piu’ utili al Paese, ma sugli statisti i nostri politici, si sa, peccano di memoria corta. Sulla resurrezione di Rutelli l’On Donato La Morte ha commentato: “E’ la dimostrazione che siamo vivi, che il nostro cuore batte forte e che respiriamo a pieni polmoni. Altro che vagiti”. E per testimoniare questa profonda gioia di esistere Futuro e Liberta’ paghera’ il restauro di un vecchissimo film di Ernst Lubitsch. In Vogliamo vivere – che ha ispirato Bastardi senza gloria di Tarantino –  un gruppo di attori shakespeariani, grazie alla forza del teatro, beffa Hitler a Varsavia. E’ forse quello che presto accadra’ nel  teatrino del Parlamento al nostro Presidente del Consiglio?

Tempografico denuncia all’Antitrust i partiti politici per pubblicità ingannevole. Nei nomi si usa la parola libertà troppo liberamente e democrazia in modo totalitario

Libertà ma non nel nome dei partiti
Libertà ma non nel nome dei partiti

Tempografico ha rivolto oggi una denuncia alla Direzione Protezione Consumatori dell’Autorità Antitrust. Per noi i nomi di tutti i partiti italiani ingannano gli  elettori e andrebbero ritirati. Si abusa della parola libertà laddove la libertà non c’é. E’ libertà forse quella del PDL in cui chi non sta con il capo viene buttato fuori senza se e senza ma? E’ libertà per caso quella di Futuro e Libertà che – per non mostrarsi troppo indipendente e per le incertezze per l’appunto sul suo avvenire –  è costretta ad abbassare il capo ed astenersi sulla mozione di sfiducia nei confronti di un indagato sottosegretario alla giustizia? Francamente la parola libertà è svuotata di significato perché, manco a farlo apposta, si usa un pò troppo liberamente.   E quali sarebbero i valori dell’Italia dei Valori; forse i beni del partito che Tonino e il figlio Cristiano gestirebbero con una certa disinvoltura? Perfino sul  PD, malgrado le tanto decantate primarie, incombono ombre di oligarchia, con i D’Alema e Bersani che, in un empito di totalitarismo, tengono sotto schiaffo i peones di Camera e Senato. C’ è poi un’ipotesi di pubblicità comparativa fra PDL e PD che sgomenterebbe qualsiasi epigono del libero mercato: che differenza ci sarebbe fra Gianni Letta (PDL) e Enrico Letta (PD)? Noi da qui non ne vediamo, ma loro, semidei dell’alternanza, là rimangono e il potere rimbalza dall’uno all’altro . A noi non  rimane davvero che cantare una canzone: Letta it be.

Immagine tratta da www.flickr.com

http://www.flickr.com/photos/harrystaab/3652619667/sizes/m/in/photostream/

Il figlio di Bossi dedica una poesia al padre Umberto. “Mio padre è senatur/e sempre ce l’ha dur”

I versi di Renzo Bossi più che duri sono grossi
I versi di Renzo Bossi più che duri sono grossi

Ecco la poesia di Renzo Bossi dedicata al padre Umberto in esclusiva per tempografico.

Mio padre è senatur

e sempre ce l’ha dur

e legge la Ségur

e guarda Predatur.

Il dito medio in su

nel cielo verde blu

e Roma belzebù

ladrona sempre fu.

Umberto di Pontida

il mondo tutto sfida

è come alla corrida

sensibile  alle grida.

Umberto da Legnano

a volte un poco strano

ti prende quella mano

convince in un baleno.

Lui ama l’ermetismo

un poco anche il cubismo

ma per l’impressionismo

vuole il federalismo.

Berlusconi: “Voglio tutto”. E Letta gli regala un “Tutto” di Alighiero e Boetti. Ma e’ arte povera e non fa per il Cavaliere

Al Governo Tutto può succedere. E' la Commedia dell'Arte
Così fan Tutto
Al Governo Tutto può succedere. E' la Commedia dell'Arte
Al Governo Tutto può succedere. E’ la Commedia dell’Arte

 C’e’ tensione al Governo, ma Berlusconi non demorde e rialza la posta. “Voglio tutto” avrebbe detto ai suoi collaboratori in un empito di volonta’ e potenza. Proprio quello che ci vuole quando il delfino Fini subisce una metamorfosi trasformandosi in uno squalo. Per il Cavaliere non c’e’ piu’ un minuto da perdere e sembra che la sua clessidra sia sempre all’opera. E il fido Gianni Letta, per farlo subito contento e in assenza di lodi o balocchi, acquista per una cifra ragguardevole un “Tutto” di Alighiero e Boetti, uno dei massimi artisti italiani del dopoguerra. Ma quando Berlusconi – a cui in fondo il caos dell’opera lo rinfrancava sul fatto di non esser poi l’unico ad esser nei casini – ha scoperto che Boetti era interprete dell’arte povera, non ha voluto sentire ragioni: “Io non vorro’ mai avere a che fare con una cosa definita povera; nemmeno se valesse milioni”. Berlusconi ha quindi rifilato il lavoro a Piero Fassino con questa dedica: “Regalo a te questo Tutto visto che non sei piu’ Nulla”.

Gli Emirati Arabi: “No al Black Berry perché non è intercettabile”. Berlusconi: “Imponiamolo per legge in Italia”

Ecco un maxi sequestro di telefoni cellulari. Solo il Black Berry verrà restituito
Ecco un maxi sequestro di telefoni cellulari. Solo il Black Berry verrà restituito

Secondo le autorità investigative degli Emirati Arabi il Black Berry non è intercettabile. Presto sarà fuori legge. Ma da noi il fatto suscita più di una curiosità. Per Berlusconi “è arrivato il momento di imporlo per legge, così addio intercettazioni”.  L’Italia si appresta quindi a fare qualcosa di diametralmente opposto agli Emirati Arabi, suscitando le ire di Nokia e Apple. Per Franceschini del PD “mettere fuori legge l’I Phone provocherà un’ulteriore emorragia di voti nel PDL”. Ma sembra che Berlusconi farà recapitare il Black Berry nelle case di tutti gli italiani con registrato un suo messaggio video personale sui motivi della scelta. “Sono certo che gli italiani lo metteranno immediatamente in funzione per parlare finalmente in piena libertà. Ghe pensi mi;  e con questa mia brillante idea prendo anche il posto del telefono amico”.

Foto di djwudi tratta da www.flickr.com

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I finiani preparano lo scontro finale col Cavaliere. Schierati in prima linea La Morte e Della Vedova. Berlusconi: “Noi li sbraniamo con Lupi”

Rinasce AN e in prima linea Fini mette l'On. Della Vedova Nera
Rinasce AN e in prima linea Fini mette l'On. Della Vedova Nera

I finiani vanno all’attacco e vogliono lo scontro finale con Berlusconi. E così il Presidente della Camera schiera in prima linea due nomi self explaining: La Morte e Della Vedova. I due hanno letto entrambi una quarantina di volte l’Iliade, L’Orlando Furioso, Guerra e Pace e Viaggio al termine della notte. All’unisono hanno dichiarato: “Misery non deve morire ma Berlusconi si. Le armi risuoneranno su di lui e vedremo Veronica finalmente liberata da un peso, seppur vedova”. Ma Berlusconi non si arrende: “Gli sguinzaglio il fido Maurizio Lupi. Quello se li sbrana poiché non ha paura nemmeno di Granata”. Sembra che il Cavaliere si sia fatto portare una collezione intera di corni da Apicella, in trasferta nella sua natale Napoli. “Tra La Morte e Della Vedova preferisco il secondo anche perché, essendo un uomo, non sarei io. Ma qui c’è da fare gli scongiuri che Fini non recluti anche Alberto Tomba; contro di lui la nostra caduta sarebbe garantita”.

Immagine di Scott Kinmartin tratta da www.flickr.com

Black Widow Spider

Obama a Berlusconi: “I am doing fine and you?”. Il Cavaliere risponde: “I am fucking Fini”

Finché c'è Obama c'è speranza?
Finché c'è Obama c'è speranza?

Le telefonate fra Berlusconi e Obama potrebbero essere paragonate a quelle fra Mao e Nixon. I due si divertono, si vogliono bene, tentano pure il dialogo ma probabilmente non si capiscono. L’ultima è davvero grossa se è vero che Barack ha detto Berlusconi “I am doing fine and you?” e Silvio ha risposto molto prosaicamente “I am fucking Fini”. E non è finita lì perché Obama ha chiesto se Fini fosse una bella donna (“He’s she cute?”) e Berlusconi avrebbe risposto “Fini e non Cota. A lui ci pensa la Bresso”. Obama, che ha lodato Marchionne per il lavoro fatto alla Chrysler, ha aggiunto: “Fiat cinquecento is smart” e il Cavaliere ha precisato: “La Cinquecento non è la Smart e io guido solo Ferrari”. E meno male che i due si sono fermati qui. Siamo in estate e, visti i trascorsi, meglio evitare di parlare di abbronzature: “Yes we tan”.

Immagine di screenpunk tratta da www.flickr.com

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