Allarme vulcani. Bertolaso: “Si rischia ad Ischia”. Bossi: “E chi se ne infischia”

Bertolaso ha un'eruzione sul naso
Bertolaso ha un'eruzione sul naso

Il capo della Protezione Civile Bertolaso è preoccupato per un’imminente ritorno in attività dei vulcani italiani. In questi giorni, da Napoli a Stromboli fino a Catania, si assiste ad un susseguirsi di allarmi e psicosi che la dicono lunga sulla situazione esplosiva che sta vivendo il nostro Paese. “Chi rischia è Ischia” avrebbe detto Bertolaso in conferenza stampa a Palazzo Chigi di fronte a un Berlusconi a cui le eruzioni piacciono in particolar modo. Per Fini “la colata lavica si abbatterà presto sul Governo”, mentre Bossi avrebbe dichiarato: “Ischia è a sud di Legnano; dunque chi se ne infischia”. Il leader del PD Bersani ha raccomandato a Berlusconi  di “non scherzare col fuoco”.  Gli aeroporti italiani sono stati chiusi in via precauzionale. “Abbiamo preso quest’occasione al volo” avrebbero dichiarato i sindacati. “Del resto l’Alitalia, con tutto quel personale di terra, perché poi dovrebbe volare?”.  A Catania, per scongiurare il peggio, hanno lanciato l’idea di un gemellaggio fra l’Etna e il vulcano giapponese Fuji. Il Sindaco Stancanelli ha detto. “l’unione fa la forza e noi col nostro tonno facciamo un ottimo sushi. Speriamo che non piaccia solo ai giapponesi”. In serata è arrivata la bocciatura del nuovo Ministro dell’Agricoltura Galan, che ha tuonato: “il sushi non è un prodotto del territorio siciliano. Temo che, non rispettando la natura e l’identità, l’Etna potrebbe presto avere un sussulto. Intervenga la Protezione Civile affinché quel pesce sia subito cucinato”.

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L’opinione di Ernesto Gialli della Loggia. “Quando accendo il computer faccio il loggion”

In Italia sono molti i Gialli della Loggia
In Italia sono molti i Gialli della Loggia

Nell’ultima fatica del saggista Giovan Battista Bleak dal titolo “Italia: De Profundis o Requiem?” si descrive il nostro Paese come un’entità postarcaica, postminimalista, postindustriale, postesistenzialista e paraterminale; una nazione priva di guida, alla mercé dell’immigrazione sfrenata e clandestina in cui perfino il latino è lingua morta ammazzata. Non c’è modo di scuotersi perché le forze telluriche italiane sono in letargo e oggi nessuno potrebbe dire “Eppur si muove”. Resta solo la Loggia con il suo disegno di controllo delle coscienze, un afflato unico di riscossa in cui gli uomini di buona volontà riversano il loro talento, la loro voglia di fare futuro ma non alla Fini. Perché negli italiani impera il conformismo, il piatto adeguamento verso il basso e l’accidia da travet post guerra fredda, dove i giochi sono fatti e non c’è più da lottare, sudare ma solo piangersi addosso. La Loggia invece ingloba, rastrella, raccoglie e non semina; tiene tutto per sè, per i suoi rappresentanti e pochi sono coloro che affrontano questo viaggio iniziatico. La Loggia c’est moi avrebbe detto Flaubert e lo dico anch’io perchè della Loggia porto il nome, il blasone e l’onore di questo tempo. Quando accendo il computer faccio il loggion, quando torno a casa penso all’alloggio e a tutte le sue assonanze. Lascio le dissonanze alla musica di Stockhausen, il cui nome è un programma che tutti si augurano non elettorale.  E al nostro Presidente del Consiglio dico ancora una volta che la sua idea di Loggia è stata geniale, che questo è un concetto da rafforzare Fino o non Fini, Bossi o non Bossi, Casini o non Casini. La Loggia è il domani di questo Paese, forse l’ieri e anche l’oggi, ma non confondiamo i piani. Abbiamo tutta la vita davanti.

Ernesto Gialli della Loggia

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Il Portaborze Dimezzato

Portaborze Dimezzato (c) Giodo 2010 Portaborze Dimezzato (c) 2010 Giodo
L’Onorevole Sacripanti mi ha detto di voler diventare Senatore da troppi anni si aggira per i corridoi della Camera
Portaborze dimezzato (c) 2010 Giodo Portaborze Dimezzato (c) 2010 Giodo
e in Senato c’e’ la meta’ della gente speriamo pero’ che allora non dimezzino anche me

L’editoriale di Angelo Panenero. La sarta di Berlusconi ricucirà lo strappo con Fini

L'editorialista Panenero nutre le pagine di tempografico
L'editorialista Panenero nutre le pagine di tempografico

E’ di questi giorni la notizia di un grave strappo nel Governo fra i due principali leader del PDL.  Berlusconi e Fini sono alle corde, seppur ancora non impiccati, ed è grave il vulnus arrecato all’azione di Governo tanto che il rumore si è sentito fino a Vilnius in Lituania. Da Arcore Berlusconi spinge per una soluzione condivisa che passerebbe dall’uso della carta visa, con la quale mandare in vacanza un pò di parlamentari onde evitare che passino i confini con Fini. Fini dal canto suo spinge per il testamento biologico perché è logico che il Cavaliere abbia i giorni contati; lo dice anche il vecchio Franco Tatò; e con Tatò  non si scherza.  La Lega tenta un’azione bipartizan per le riforme perché l’azione della maggioranza è rafferma. In queste sabbie mobili Bossi è fiscale e richiama gli alleati sul federalismo fiscale come madre di tutte le battaglie; nel frattempo suo figlio Renzo inciampa nel sostegno alla nazionale ai mondiali, mentre Lippi parla di distonia riferendosi sia ai Bossi che alla mancata convocazione di Toni della Roma. E’ così che spunta dal cilindro una soluzione creativa del Cavaliere, che ha richiamato in forze la sua sarta Rita per tentare di ricucire lo strappo con Fini. Nessuno ha mai visto questa Rita ad Arcore e qualcuno dell’entourage del caimano parla di una escort che assomiglierebbe alla vedova Almirante da giovane. C’è ottimismo che il Governo si ricompatti proprio su questo aspetto edonistico visto che si sposa perfettamente con la politica delle pari opportunità di questo esecutivo,  che ha peraltro un numero di Ministri perfettamente dispari.

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Il figlio di Bossi ai mondiali non tiferà per l’Italia. “Sono per il Camerun. Se vincono non ci sarà più immigrazione”

Renzo Bossi: prove tecniche di nazionale padana
Renzo Bossi: prove tecniche di nazionale padana

Renzo Bossi ama far parlare di sé.  “A giugno ai mondiali di calcio non tiferò per l’Italia ma per il Camerun” avrebbe dichiarato ai microfoni di Radio Padania. “Se i camerunensi vincessero i mondiali ci sarebbbe  un effetto traino sulla loro economia e una conseguente diminuzione dell’immigrazione nel nostro Paese” avrebbe concluso il delfino e figlio del  fondatore della Lega Nord.  Se il PD critica il giovane Bossi “che sputa bile contro la sua bandiera aggiungendo verde al verde”, ci sono voci politiche più accondiscendenti. Di Pietro: “Renzo Bossi non tifa? Tanto meglio per noi.  Altrimenti il calcio glielo avrei dato io”. Conferma questa linea Ignazio La Russa che ha parlato di “inutile tifo secessionista che necessiterebbe dell’intervento delle Forze Armate. Contro le folgorazioni di Renzo Bossi invieremo la nostra Folgore”.  Più pragmatico Bobo Maroni, il ministro dell’Interno leghista: “L’idea di Renzo è suggestiva. Ma ci vorrebbe una finale con la Nigeria, e magari il Ghana al terzo posto. Allora sì che l’impatto sull’immigrazione sarebbe positivo”. E José Mourinho, allenatore dell’Inter, ha concluso: “Il Camerun in capo al mondo? Non ci credo. Per me è zeru tituli. Io la penso così E’too?”

La poesia sullo strappo di Fini commuove il PDL. Il Cavaliere: “Gianfranco è il nuovo Sandro Penna”

Nessuno ha davvero idea di quali siano i fini di Fini
Nessuno ha davvero idea di quali siano i fini di Fini

Il Governo va avanti a versi.  Rimandato il Consiglio dei Ministri sine die a causa dell’oscura nube che paralizza l’azione governativa, i leader PDL si danno alla poesia. E questa volta è Fini che parla del proprio strappo con insolito ardore. Berlusconi, dall’alto delle sue 77 case editrici, dichiara: “Pubblicherei subito le poesie di Fini, che a me sembrano quelle di Sandro Penna che negli anni ’60 declamava: E’ bello lavorare/Nel buio di una stanza/Con la testa in vacanza/Lungo un azzurro mare”. Tempografico ha messo le mani sui versi del Presidente della Camera e pubblica uno dei suoi 99 canti, quello sullo strappo con Silvio

 

Ho strappato divelto

quella pagina oscura

imprecato all’alba

contro quel che non c’è

non abbiate paura

noi faremo il futuro

e faremo le cose.

Silvio è solo oramai

il Palazzo un deserto

Bonaiuti crucciato

di passare la vita

con il re esautorato

noi faremo il futuro

e faremo le rose.

Chi mi segue saprà

che noi siamo il domani

forse il dopodomani

se la Lega soccombe

perché il federalismo

va bloccato al confine

e lo decideremo

nelle nostre dimore

noi faremo il futuro

e faremo le case

non faremo le Chiese

ma le coppie di fatto

forse l’eutanasia

e faremo un trapianto

di idee nuove per tutti

noi faremo il futuro

prepariamo il siluro.

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Derby Roma Lazio. Totti: “Che vinca il migliore”. Rocchi: “No il peggiore”. Decisivo il fattore camposanto

Derby Roma Lazio: tra i vari scongiuri c'è chi conta sul fattore camposanto
Derby Roma Lazio: tra i vari scongiuri c'è chi conta sul fattore camposanto

E’ febbre derby a Roma. Per la Roma vale lo scudetto, per la Lazio la salvezza. I giocatori e la città tutta sono in fibrillazione. Non si accettano scommesse perché l’incertezza è davvero assoluta. E Totti si esprime attraverso una delle sue consuete riflessioni filosofiche: “Che vinca il migliore cioé noi. Lo scudetto ce serve come er pane. E abbiamo fatto quadrato perché volemo er pan carré. Alla Lazio lasciamo e’ caciotte”. Più compassata la risposta del laziale Tommaso Rocchi. “Noi i peggiori? Lo sappiamo da tempo e non solo per la classifica. Ma il calcio è un pò come la politica dove il peggio ha spesso la meglio. Giocheremo poi col lutto al braccio per la scomparsa di un nostro dirigente e contiamo quindi sul fattore camposanto”. Rossella Sensi, Presidente della Roma, ha voluto precisare: “Vince la Roma; non c’è storia se non quella romana e romanista. La Lazio? Decisiva solo per la bonifica dell’agro pontino”. Ma Claudio Lotito, Presidente dei biancocelesti, tenta una mediazione: “Il pareggio sarebbe più giusto. Noi siamo in lutto; perché allora sparare sulla crocerossa? Ieri ho pianto tutta la notte pensando ad oggi e proiettandomi nel domani. Ci dobbiamo salvare e a questo punto ci serve questo punto; punto”.

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Caos voli. Sciopero dei treni. Nebbia sulle autostrade. Mare forza 10. Zaia: “Torno al somarello”

L'Italia del futuro adotterà il risciò
L'Italia del futuro adotterà il risciò

Una concomitanza di fattori ha bloccato il traffico in tutti i sensi.  Mentre la nube del vulcano tiene a terra gli aerei – e questa volta non solo quelli dell’Alitalia –  i sindacati dei ferrovieri indicono uno sciopero di 48 ore, le autostrade chiudono per un nebbione senza precedenti e il mare forza 10 relega le navi nei porti.  L’ex Ministro dell’Agricoltura e neo Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che di sostenibilità se ne intende, ha dichiarato: “Da oggi torno al somarello. Non inquina, è fedele e… chi va piano va sano e va lontano”. Pronta la replica del Ministro dei Trasporti Matteoli: “Ricordo il partito dell’Asinello, ma non credo proprio a questo tipo di trasporto. Zaia prenda la bicicletta. Noi ci stiamo attivando per un accordo con la comunità cinese per l’impiego del risciò”. Anche il Ministro della Pubblica Istruzione Gelmini non è d’accordo con Zaia. “Noi vorrei che molti dei nostri scolari fossero d’incanto trasformati in mezzi di trasporto”.  Il sindaco Alemanno indice una domenica a Roma a piedi: “Non potranno circolare neanche i bambini in triciclo”, mentre il Ministro della Difesa La Russa ha convinto il sindaco di Milano Moratti ad adottare per un giorno il coprifuoco. Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori la vede a modo suo. “Io rimarrò  sul mio banco in Parlamento. Piuttosto che dare retta a questi asini meglio rimanere immobili; tanto è tutto il Paese ad esser fermo”. 

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Caso Emergency. Berlusconi scrive a Karzai. “Caro Amid ti scrivo così mi distruggo un pò”

Berlusconi sulle orme del cattivo Strada
Berlusconi vuole riprendere il cattivo Strada

Caso Emergency. Tempografico ha messo le mani sulla lettera del Premier Berlusconi al Capo del Governo afgano Amid Karzai.  Eccola per voi in esclusiva.

Caro Amid ti scrivo, così mi distruggo un pò. Scherzi a parte (un programma pieno di amenità che potrai vedere sulle mie reti Mediaset), ho bisogno di dirti che quei tre volontari di Emergency non c’entrano proprio nulla. Sono il primo a dire che Gino Strada è un talebano, ma lo è soltanto in senso figurato; figurati se quello imbraccia il mitra! Non farebbe male ad una mosca. E’ che gli avete cucito un vestito addosso e lui vi ripaga criticandovi col bisturi.

Ma vedi Karzai, noi siamo lì per aiutare il tuo popolo a venire fuori da quella melma e tu non puoi mettere di mezzo i tuoi magistrati, che sono sicuramente collegati con il pool di Milano, e far arrestare tre poveri Cristi o Maometti che dir si voglia, accusandoli di voler organizzare un attentato contro un tuo Ministro. Credi davvero che siamo interessati a quella polveriera che è il tuo Paese o che siamo lì perché  gli americani si sono inventati questa diavoleria del terrorismo?

Vedi Amid dovresti farti una bella vacanza a Villa Certosa, fra una seadas e una velinas, per cambiarti un pò le idee. Ora, dico sul serio, ma perché non vieni e porti con te i tre volontari? Secondo me sarebbe un modo per avere lì tutte le televisioni del mondo e magari fare qualche scatto hard. Amid torna in te, prendi il primo aereo con i tre e vieni in Sardegna. Ti faccio vedere i Nuraghe, ma ricordati di portarmi un kilim che lo regaliamo a Bonaiuti per tenerlo buono. Lui non ne sa molto, come su tutto, ma è un fedele cane da riporto. Io te lo affiderei per qualche mese. Avresti un ruolo per lui nel tuo Governo? Sono certo che fra un Ministro che salta per aria e l’altro, troveresti il modo di far saltare anche lui.

Ti saluto da Arcore che spero tu non confonda con hard core

Attendo tuo immediato riscontro

Tuo immenso

Cavaliere Silvio Berlusconi

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