Armi USA a Taiwan. Crisi con la Cina. Ma sono solo pistole ad acqua. Protesta Greenpeace

Gli USA: a Taiwan pistole ad acqua per la pace
Gli USA: a Taiwan pistole ad acqua per la pace

Gli USA e la Cina sono ai ferri corti. Altro che G2. La contesa è sempre su Taiwan, la Repubblica separatista cinese formatasi sull’isola di Formosa a seguito della vittoria di Mao Zedong nel 1949 sul partito nazionalista (Kuomintang) di Chiang Kai-shek e il conseguente avvento del comunismo in Cina. Secondo il Premier Ju Jintao gli USA avrebbero venduto armi agli odiati taiwanesi per 6,4 miliardi di dollari. Ora i cinesi minacciano sanzioni e l’interruzione dei rapporti militari con gli Stati Uniti. Obama è stato svegliato nel corso della notte per rilasciare una dichiarazione distensiva. E il Ministro della Difesa Robert Gates gli ha riferito che la storia delle armi a Taiwan sarebbe una balla colossale. Gli USA avrebbero infatti esportato soltanto pistole ad acqua a Formosa e per soli 6,4 milioni di dollari. Ma la Cina non ci crede. “A nulla serve ora gettare acqua sul fuoco” ha detto un portavoce del Governo. Piovono poi sugli USA le critiche di Greenpeace. L’associazione ambientalista sostiene che “la fabbricazione di pistole ad acqua in tempi di siccità e cambiamenti climatici è un crimine contro l’umanità”. Obama ha dichiarato: “Abbiamo licenziato gli interpreti dell’ambasciata a Pechino. Hanno tradotto male il rapporto del nostro ufficio commerciale. Confermo che abbiamo esportato solo pistole ad acqua e ai cinesi dico: mettete dei fiori nei vostri cannoni”. E Silvio Berlusconi da Roma ha commentato: “Taiwan? Preferisco chiarmarla Formosa. La pistola ad acqua è una grande idea commerciale. Ne parlerò con il Ministro dello Sviluppo Economico Scajola. Le armi Beretta sono in crisi e questa potrebbe essere una soluzione esplosiva per il rilancio”.

Immagine di Nico Cavallotto tratta da www.flickr.com

*