
Scandalo dopo scandalo, l’Italia si risveglia con una nuova tegola sulle elezioni regionali. Le procure di Milano, Torino e Roma fanno arrivare un avviso di garanzia a tutti i candidati nelle principali Regioni italiane. Essi sarebbero rei di aver presentato dei listini prezzi al posto delle liste elettorali, definite ormai merce rara. In questi listini ogni candidato avrebbe dunque un suo prezzo. Per la candidata PD nel Lazio Emma Bonino, ad esempio, sarebbe indicato un tanto al chilo, ma nessuno purtroppo saprebbe dire quanto pesa dopo lo sciopero della fame e della sete. La Polverini e’ stata associata ad un quantitativo di cocaina ma anche qui, secondo gli esperti in Parlamento, i prezzi possono variare. Il Presidente Formigoni invece, coinvolto nell’inchiesta Oil for Food, troverebbe il proprio corrispettivo legato alla benzina, mentre per Giuliano Ferrara, che non e’ candidato ma stranamente era anch’egli sul listino, il calcolo verrebbe fatto sul barile di greggio. Ma il fatto piu’ clamoroso e’ il prezzo di Luca Zaia, il Ministro dell’Agricoltura candidato come Governatore del Veneto, il cui valore sul mercato elettorale sarebbe legato al prezzo della mozzarella di bufala campana DOP. “Giuro che avevo chiesto di essere legato al prosecco o al massimo al radicchio trevigiano. Qui c’e’ sicuramente la mano della camorra” ha dichiarato Zaia, che recentemente aveva commissariato il Consorzio della mozzarella. Suscita clamore infine la presenza di Berlusconi nel listino prezzi. Il suo valore sembrerebbe legato ai suoi centimetri in altezza ancorche’ con i tacchi e le zeppe. In serata il Presidente del Consiglio ha precisato a tempografico: ” Costo poco perche’ c’e’ crisi. Con i prezzi bassi pensiamo infatti di far ripartire i consumi. E l’inflazione della mia altezza e’ un’evenienza piuttosto improbabile”.
