Berlusconi e la villa a Lampedusa. “Non la compro perché è costruita sul suolo pubblico”. Dunque è già sua

Sulla villa di Lampedusa un nuovo psicodramma governativo

Silvio Berlusconi non compra la villa di Lampedusa. I tecnici del demanio gli hanno spiegato che è costruita sul suolo pubblico. In pratica la villa è già dello Stato. E, ammettendo che lo Stato sia del Premier, la villa sarebbe già di sua proprietà; inutile quindi spenderci dei soldi. Di Pietro si è prenotato per una vacanza: “Se la villa è di tutti voglio passarci un pò di tempo per poter parlare con i lampedusani, anche se entrambi avremo bisogno di ottimi  intepreti”. La villa sarà verosimilmente rimessa a nuovo e diventerà la residenza estiva del Presidente del Senato Schifani, siciliano di nascita, che ha il pallino per la pesca subacquea. Berlusconi intende confinarlo a Lampedusa per dirigere il flusso di immigrati. “Anche lui ha avuto i suoi problemi quando è arrivato a Roma. Ora gli tocca rivivere quest’esperienza dall’altro lato della barricata”. Ma i Lampedusani non vogliono Schifani. Tifano tutti per la Carfagna: “Mara rilancerà l’immagine dell’isola e di ogni suo uomo, che è a sua volta un’isola” avrebbe detto Andrea Camilleri, parafrasando il sommo bardo John Donne.  Il Ministro Maroni dal canto suo ha dichiarato: “L’Italia ha bisogno di un nuovo Risorgimento.  Un tempo vendemmo Nizza alla Francia in cambio di un aiuto  contro gli austriaci. Perché allora non vendere Lampedusa alla Libia così da dirottare i migranti su Malta?”. L’idea balzana poteva venire solo ad un leghista che, si sa, non prende voti in Sicilia. Cosa avrebbe detto se si fosse trattato di Courmayeur o di Livigno? Lo sa solo Umberto Bossi, che quest’anno ha suggerito al figlio di andare in vacanza sulla striscia di Gaza perché, secondo il Senatur, “dobbiamo andare avanti come dei kamikaze e, in questa prospettiva, abbiamo molto da imparare da Hamas”.