Il finiano La Morte presenta un Disegno di Legge contro la Monotonia. “Rischiamo di spegnerci”

Per La Morte il silenzio è un atto contro la monotonia

Donato La Morte, fedelissimo di Gian Franco Fini, vuole dare una seria scossa all’asfittico mondo istituzionale italiano. “Da troppo tempo la politica parla delle stesse cose nello stesso modo” ha detto l’esponente di Fli; “occorre uno strappo. Per questo ho presentato alla Camera un disegno di legge contro la monotonia”. Il DDL, che consta di una decina di articoli, prevede il reato di monotonia, con pene variabili dai 3 mesi ai 3 anni. “La lite fra Fini e Berlusconi mi annoia a morte” ha aggiunto il finiano; “è un chiaro segno della ripetitività della quale siamo prigionieri”. La Morte auspica quindi un cambiamento anche lessicale perché ” in Parlamento c’è un chiaro abuso, ad esempio, di termini quali bipartizan, bipolarismo, buvette e bistrot e la gente deve avere il diritto a non annoiarsi mai”. Il DDL prevede un pacchetto di 150 ore di corsi di formazione contro la monotonia e il regalo a tutti gli italiani di un dizionario dei sinonimi e dei contrari. “Questo per evitare di ricorrere sempre alle stesse parole”. Una parte del corso è dedicata anche al significato del silenzio. “Il silenzio è d’oro e io lo pratico anche Parlamento malgrado possa sembrare un ossimoro. Ora ad esempio mi taccio” ha concluso La Morte.

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Tempografico riscrive la Costituzione materiale di questo Paese. In principio i principi fondamentali

Tempografico prende carta, penna e calamaio e prova a riscrivere la Costituzione
Tempografico prende carta, penna e calamaio e prova a riscrivere la Costituzione

In tempo di immobilismo politico Tempografico prova a smuovere le acque e propone di riscrivere la Costituzione materiale di questo Paese. Di materiale per riflettere effetticamente ce n’è a iosa. Oggi ci occupiamo di principi fondamentali

Art. 1 – L’Italia è una Tirannide Oligarchica affondata nel lavoro.

La sovranità appartiene al popolo delle libertà, che la esercita al di là di ogni limite.

Art. 2 – La Tirannide riconosce e garantisce i diritti inviolabili di un solo uomo, sia come individuo sia sulle formazioni sociali ove si svolge il suo culto della personalità, e richiede l’inadempimento inderogabile dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno impari dignità sociale e sono diversi davanti all’unica legge più uguale delle altre senza ricorrere al sesso, alla lingua, alla religione, alle opinioni personali o alle condizioni personali e sociali.

E’ compito della Tirannide imporre ostacoli di ordine sociale ed economico che limitino la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i servi della gleba all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4 – La Tirannide riconosce a tutti i cittadini il diritto alla disoccupazione e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha la facoltà di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria incapacità di scegliere, un’attività o una funzione che concorra alla paralisi materiale o spirituale della società.

La seconda parte della costituzione di Tempografico e’ disponibile qui

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E’ il Governo del fare o del farsi le ragazze? Interrogazione parlamentare della Bindi

Per questioni di sesso il Governo dei fatti si ritrova fra i flutti

Dopo la vicenda di Ruby, la giovane marocchina protetta da Berlusconi, a Montecitorio ci si interroga sul significato di alcuni leit motiv della maggioranza. E piu’ che ci si interroga si vuole interrogare il Presidente del Consiglio e la coalizione tutta. La pasionaria Rosi Bindi, da sempre additata da tutti come una delle donne meno avvenenti della Storia della Repubblica, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Premier per sapere se –  alla luce delle ormai numerose vicende che vedono il Cavaliere al centro di poco chiare vicende a sfondo sessuale – l’espressione Governo del fare sia per caso riferita al farsi le ragazze coinvolte nei festini da Lele Mora e Fabrizio Corona. Per la Bindi “e’ questa la quintessenza del Governo, che piu’ che il Lodo esige il Godo, e per il quale l’unico oggetto del contendere e’ sempre e soltanto la donna”. La risposta di Berlusconi rispetto all’atto di sindacato ispettivo non si e’ fatta attendere: “Amo le donne e per me son necessarie piu’ del pan che mangio, piu’ dell’aria che spiro. Ci metto anche la Bindi perche’ no;  purche’ porti la gonnella voi sapete quel che fo”

Berlusconi alla questura: “Ruby è parente di Mubarak”. Ma potrebbe essere la figlia segreta di Barack Obama

Per la Sfinge di Giza Ruby non è parente di Mubarak e Berlusconi è un beduino

Ruby, la fantomatica minorenne protetta dal Cavaliere è parente del Presidente egiziano Mubarak? Da Giza la Sfinge ha smentito ma negli USA, dove il Presidente è in altre faccende affacendato poiché potrebbe tornare il terrorismo, qualcuno parla di una vaga somiglianza con Barack Obama. Chi ha visto la ragazza piangere ha farfugliato che lei e il Presidente sarebbero due gocce d’acqua. Sembra infatti che Obama stia masticando lacrime amare per la sua prossima sconfitta alle elezioni mid term, che avrà ripercussioni long term. Scoprire oggi che ha una figlia segreta non l’aiuterebbe granché, neanche con Michelle e il suo orto biologico. Nel frattempo anche l’ex Premier israeliano Barak ha telefonato a Berlusconi chiedendo di non essere coinvolto in questo scandalo e di erigere un muro di Olmertà. Ma sul cas Ruby Silvio è apparso più rubicondo che mai e ha dichiarato: “La telefonata in questura? Sapevo di essere intercettato e l’ho fatta apposta. Volevo verificare fino a che punto il Paese fosse disposto a seguirmi su questa boutade. Il risultato va ben oltre le mie aspettative, e ora si può tranquillamente andare al voto”.

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Marchionne: “la FIAT non decolla”. E Berlusconi propone un’alleanza con Alitalia

La FIAT non decolla e potrebbe finire a mare

Se Sergio Marchionne, ospite di Che tempo che fa, ha sparato a zero sul sistema industriale italiano, avrà avuto i suoi motivi. “Il fatto è che in Italia non facciamo utili e così la Fiat non può decollare” ha detto il leader dell’azienda torinese. Ma Berlusconi non ci sta: “Io ho i piedi per terra e non ho mai pensato che le macchine dovessero decollare. Se così fosse propongo un’alleanza Fiat/Alitalia, così Marchionne non accamperà più scuse”. Per Antonio Di Pietro dell’Italia Dei Valori “Marchionne fa voli pindarici se pensa di cambiare il sistema delle relazioni industriali del nostro Paese. Per me la FIAT presto diventerà FIOM”. Per il leader del PD Bersani “la Fiat sembra un’azienda del ‘500 ed è per questo che non riesce ad andare oltre la 500”. Insomma tutti attaccano Marchionne e dicono che parlerebbe più da canadese che da italiano. E Marchionne come si difende? “Se così stanno le cose da oggi userò soltanto il passaporto canadese” ha detto l’ad di FIAT. Qualcuno lo avrebbe già visto mettersi in fila per ottenere il visto per l’Italia. Buona fortuna Sergio.

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Berlusconi rinuncia al lodo Alfano. “E’ per gli uomini mentre io sono un superuomo”. E Storace si professa subumano

Presto in Italia un Governo di superuomini al di sopra della leggeIdea geniale quella venuta in mente al nostro Premier, non c’è che dire. Silvio Berlusconi rinuncia al lodo Alfano e di certo lui sa il perché. “La legge si applica agli uomini e non ai superuomini. Io faccio parte della seconda categoria. Dunque neanche la Costituzione mi riguarda” ha detto il Cavaliere da Arcore. Esulta il Popolo delle Libertà. E dinanzi al princeps legibus solutus non c’è più niente da fare. Ma nascono altre idee per farla franca. Così Francesco Storace, condannato per le sue brillanti azioni sull’anagrafe elettronica della Regione Lazio, si definisce subumano. “Anch’io pertanto non sono imputabile”; ma qualcuno gli ha ricordato che in tal modo non sarebbe nemmeno più candidabile. Per Antonio Di Pietro “se Berlusconi è un superuomo noi siamo dei superoi e lo sconfiggeremo”. Ma sembra che, dopo tante assurdità, in Germania, al cimitero parrocchiale di Rochen, Friedrich Nietzsche si sia più volte rivoltato nella tomba. Qualcuno avrebbe sentito la sua anima mormorare: “Di Pietro no per pietà. Lui proprio no”.

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Si disputeranno in Italia i Mondiali di Ping Pong. Battuta la Cina. Il Ministro Brambilla: “Siamo in palla”

L'Italia è schiacciata dalla ping pong mania

L’Italia ce l’ha fatta. Il traguardo è importante: i mondiali di Ping Pong si disputeranno in Lombardia, fra Arcore, Castellanza e Casalpusterlengo. Il Ministro Brambilla lo sottolinea: “abbiamo battuto i cinesi. Il Paese è in palla. Sono orgogliosa di questo traguardo”. Del resto è con il ping pong continuo delle Riforme fra Governo e Parlamento che abbiamo convinto il resto del mondo di rappresentare il Paese ideale per questa competizione. Per Bersani “il ping pong è ormai nella testa degli italiani e, in questo senso, siamo ormai tutti cinesi”. “Francamente mi rimbalza” ha detto caustico il leader dell’IDV Antonio Di Pietro, “il Paese non è in palla ma vive con la palla al piede di Berlusconi”. I cinesi, che volevano ospitare la manifestazione a Nanchino, faranno ricorso presso la Federazione Internazionale. Secondo il Ministro dello Sport “gli italiani possono al massimo aspirare ai mondiali di bocce; il ping pong è nel DNA della loro politica ma non del loro popolo”. Per la decisione finale si prevede un ping pong fra la Federazione e il Comitato Olimpico. Chi vincerà?

Ecco la poesia su tempografico scritta da Tremonti per il compleanno. Grazie signor Ministro

Riceviamo e pubblichiamo l’augurio in versi rivolto a tempografico dal nostro Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nella segreta speranza che la sua economia sia la nostra prodigalità, poiché siamo convinti che, in fondo, si possan trarre molti benefici dall’eccesso.

 

Tempografico fa un anno

E sono ancora Ministro

Io non ho subito danno

Ma il Paese è un pò sinistro

Oggi rido su Brunetta

E sbeffeggio il Cavaliere

Ma non so come si metta

Mezzo vuoto ora è il bicchiere

Ché l’Italia forse è in crisi

E’ invenzione dei giornali

Di bugiardi siamo intrisi

E non mancano poi i mali

Ma io son Giulio Tremonti

E conosco la materia

Non ci sono proprio sconti

E non manca la miseria

Della satira ho bisogno

E su base quotidiana

Tempografico è il mio sogno

Del bilancio è toccasana

Esso è fatto di parole

Mentre ai numeri io penso

Le parole non son sole

Ci riportano all’immenso

Mentre il numero è infinito

Si nasconde in ogni dove

Se fa parte poi del mito

Fa bilancio, non ci piove

Tempografico ci onori

Non ci induca in tentazione

Mai non dorma sugli allori

Ma raccolga la tenzone