
Renata Polverini non ha classe ma fantasia si. I dipendenti della Regione passano ore sui facebook? E lei prende provvedimenti. “Basta internet e via libera ad un intranet tutto fatto in casa” ha detto il Presidente della Regione Lazio. “Facebook non mi piace; è solo un covo di sovversivi”. E in poche ore per la Polverini si consuma su fb una delle più vistose emorragie di fan che il Web ricordi. Ma Renata sa come rispondere alle crisi. “Mi sono inventata un nuovo social network per i romani e i laziali. Con l’Antro de’ Noantri salveremo le nostre tradizioni sentendoci finalmente a casa nostra. Il sito sarà in romanesco, ciociaro e viterbese, e conterrà le ricette dei nostri principali piatti, dalla pajata alla coda alla vaccinara”. Per la Polverini “è ora di finirla con questi siti americani che formattano la nostra esistenza unica e piena di ideali patriottici”. Anche lei un giorno faceva parte della destra sociale, che ha poi saputo trasformare nella destra ciociaria grazie al Subiaco Ciociar Forum. L’Antro de’ Noantri piace molto anche ad Alemanno che ci ha già messo le foto del plastico del Gran Premio di Roma. “L’ho fatto alla faccia di quella faccia di bronzo di Bossi. Il Gran Premio torna qui, nell’Impero” .
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I conti pubblici non interessano molto gli italiani. Eppur si muovono, strisciano, permeano l’azione di Governo e la nostra economia; creano sacche di disoccupazione, malessere sociale, rivendicazioni in ogni dove. Il vero problema è che i conti non sono davvero pubblici, pochi ne conoscono la reale entità e dubitano loro stessi della correttezza dei dati. E’ stata dunque scelta la linea dell’incomunicabilità dei conti pubblici nel duplice senso del non comunicarli e non comprenderli. Ma quanto conta capire il dato sui conti pubblici? Noi di tempografico pensiamo che conti tanto. E pensiamo anche che non è nobile nasconderli dato che la realtà prima o poi chiederà il conto, come facciamo tutti quando andiamo al ristorante; anche se presto cesseremo di andarci perché i conti non ci torneranno più. E così ricominceremo a contare, come da piccoli, un numero dopo l’altro, impadronendoci nuovamente del fare di conto come di uno strumento di conoscenza e libertà. E poi ridiventeremo incontinenti, parlando di miliardi come di bruscolini, fusaglie e olive, tentando di raggiungere quel numero lontano e impossibile, quel conto che è pubblico ma al tempo stesso ignoto e misterioso. Quel conto di tutti i conti che per davvero non fa sconti.





