Polverini vieta Facebook ai dipendenti. Crollano i fan e lei ricorre ai ripari con un nuovo social network: l’Antro de’ Noantri

Ecco le foto segnaletiche dei dipendenti della Regione Lazio che vanno su facebook

Renata Polverini non ha classe ma fantasia si. I dipendenti della Regione passano ore sui facebook? E lei prende provvedimenti. “Basta internet e via libera ad un intranet tutto fatto in casa” ha detto il Presidente della Regione Lazio. “Facebook non mi piace;  è solo un covo di sovversivi”. E in poche ore  per la Polverini si consuma su fb una delle più vistose emorragie  di fan che il Web ricordi. Ma Renata sa come rispondere alle crisi. “Mi sono inventata un nuovo social network per i romani e i laziali. Con l’Antro de’ Noantri salveremo le nostre tradizioni sentendoci finalmente a casa nostra. Il sito sarà in romanesco, ciociaro e viterbese, e conterrà le ricette dei nostri principali piatti, dalla pajata alla coda alla vaccinara”. Per la Polverini “è ora di finirla con questi siti americani che formattano la nostra esistenza unica e piena di ideali patriottici”. Anche lei un giorno faceva parte della destra sociale, che ha poi saputo trasformare nella destra ciociaria grazie al Subiaco Ciociar Forum. L’Antro de’ Noantri piace molto anche ad Alemanno che ci ha già messo le foto del plastico del Gran Premio di Roma. “L’ho fatto alla faccia di quella faccia di bronzo di Bossi. Il Gran Premio torna qui, nell’Impero” .

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Diventa mamma a 54 anni e l’embrione era congelato da 20. Va in tilt l’anagrafe

Ecco un papà nonno. Provate ora ad immaginare la mamma

A Lucca una donna di 54 anni, a cui era stato impiantato un embrione congelato da più di 20 anni, ha dato alla luce un figlio. Il piccolo è stato chiamato Bo Frost e qualcuno ha detto che avrebbe già i capelli bianchi. Un fatto sensazionale, che ha scomodato il Presidente Napolitano e convinto la sua dolce Clio a riprendere in considerazione una gravidanza in nome dei Fratelli d’Italia. Ma all’anagrafe di Lucca non ci hanno capito più nulla e la registrazione di Bo Frost è stata, ironia della sorte, congelata dal pubblico ufficiale. Per Berlusconi “le mamme nonne sono più mamme che nonne; perché la Bindi non ci pensa anche lei? Così non la chiameremo più nonna Papera”. Ma Gian Franco Fini gela il Premier: “Lui è contro la fecondazione eterologa, ma vuole avere solo rapporti con le mogli degli altri. Ma Elisabetta non sarà mai sua; me lo ha detto Gaucci”. Per Di Pietro “l’Italia ha bisogno di nuove generazioni e non ha importanza se i bambini nascono nei reparti di geriatria, vista la gerontocrazia che sta al Governo”.

Nessuno parla più di conti pubblici. Questo non è nobile e presto ci sarà una resa dei conti

Fare nuovamente di conto perché i conti contano ma non tornanoI conti pubblici non interessano molto gli italiani. Eppur si muovono, strisciano, permeano l’azione di Governo e la nostra economia; creano sacche di disoccupazione, malessere sociale, rivendicazioni in ogni dove. Il vero problema è che i conti non sono davvero pubblici, pochi ne conoscono la reale entità e dubitano loro stessi della correttezza dei dati. E’ stata dunque scelta la linea dell’incomunicabilità dei conti pubblici nel duplice senso del non comunicarli e non comprenderli. Ma quanto conta capire il dato sui conti pubblici? Noi di tempografico pensiamo che conti tanto. E pensiamo anche che non è nobile nasconderli dato che la realtà prima o poi chiederà il conto, come facciamo tutti quando andiamo al ristorante; anche se presto cesseremo di andarci perché i conti non ci torneranno più. E così ricominceremo a contare, come da piccoli, un numero dopo l’altro, impadronendoci nuovamente del fare di conto come di uno strumento di conoscenza e libertà. E poi ridiventeremo incontinenti, parlando di miliardi come di bruscolini, fusaglie e olive, tentando di raggiungere quel numero lontano e impossibile, quel conto che è pubblico ma al tempo stesso ignoto e misterioso. Quel conto di tutti i conti che per davvero non fa sconti.

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Parla Marrazzo: “Fra Berlusconi e Fini c’e’ una love affair e la lite serve solo a depistare”

Roma: no al Gran Premio si al Gay PridePiero Marrazzo fa outing e gossip. “Sono stato fatto fuori da Silvio; e’ evidente. Ora esco dal PD e faccio il transfugo nell’Italia degli Afrori” ha dichiarato l’ex Presidente della Regione Lazio, coinvolto quest’anno in uno scandalo transessuale che ne ha provocato le dimissioni. Poi si toglie anche un macigno dalla scarpa. “E’ evidente che Fini e Berlusconi sono innamorati. Chi disprezza compra ed e’ proprio inutile nascondersi dietro il dito medio di Bossi”. Per Marrazzo la lite fra Fini e Berlusconi serve solo a depistare possibili indagini. “Consiglio ai due statisti di fondare un triumvirato con Nichi Vendola. Che Roma diventi finalmente capitale mondiale del Gay Pride e non sede di un banalissimo Gran Premio di Formula 1.”. A Palazzo Chigi intanto qualcuno mugugna. Sembra che Gianni Letta non fosse minimamente al corrente della faccenda. “Per forza”, ha rivelato il sottosegretario Bonaiuti, “anche lui e’ segretamente innamorato di Silvio”. Chissa’ se adesso l’Italia seguira’ la Spagna sulla strada del matrimonio gay. All’orizzonte si profila dunque un nuovo conflitto di interessi.

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Il Vaticano contro il Nobel per la fecondazione assistita. Un portavoce anonimo: “Con meno bambini ci sono meno tentazioni”

Ecco l'immagine che il Papa non vorrebbe mai vedere
Ecco l'immagine che il Papa non vorrebbe mai vedere

Che il Vaticano sia contro la fecondazione assistita è un fatto di non agevole comprensione. Ma che addirittura si scagliasse contro la scelta di conferire il premio Nobel al ricercatore inglese Robert Edwards, a capo dell’equipe di scienziati che nel 1978  fece nascere la prima bambina grazie alle tecniche di fecondazione assistita, è a dir poco paradossale. Tuttavia la Santa Sede non parla mai a vanvera. Un portavoce anonimo ha confessato a tempografico: “La Chiesa si sbraccia tanto sulla politica demografica; la realtà è che siamo i primi a volere meno bambini. Perché? Perché con meno bambini ci sono meno tentazioni. Per la legge dei grandi numeri si riducono così quelle situazioni antipatiche che, negli ultimi anni, sono finite sotto i riflettori”.  Rosi Bindi, la pasionaria cattolica del PD ha dichiarato: “Con la fecondazione assistita assistiamo quotidianamente a nascite di bambini che poi hanno bisogno di assistenza, anche psichiatrica”. Per Bersani invece “il miglioramento genetico conferirà al popolo del PD un aspetto più bello e più sano. Pensate a un PD senza Rosi Bindi o a un Bersani dalla chioma fluente”. E il premier  Berlusconi non è mancato all’appello: “Il PDL è un partito fecondo, mentre il PD rimarrà sterile anche con la spremitura di tutti gli ormoni di questo mondo”.

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Dopo “La pecora nera” di Celestini, Bonaiuti gira “La pecora vera” ovvero la ballata dei pazzi di Palazzo Chigi

 

Un branco di pecore invade Palazzo Chigi. E' l'ultima scena de' "La pecora vera"
Un branco di pecore invade Palazzo Chigi. E' l'ultima scena de' "La pecora vera"

Esce in questi giorni il film di Ascanio Celestini “La pecora nera”, presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia. Il film è dedicato all’universo della malattia mentale, un male di cui non tutti sono consapevoli. Ma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, che ha visto il film, ha preso subito coscienza del suo stato e si è dato da fare per scrivere una sceneggiatura sulla sua esperienza a Palazzo Chigi. “Con la pecora vera dedico un ritratto a me stesso e a quel Centro di Igiene Mentale qual è la sede del nostro Governo” ha detto Bonaiuti, “un posto dove non mancano le scenate isteriche e i momenti in cui l’aria si taglia con il coltello”. “Quella sceneggiatura è aria fritta” ha replicato Silvio Berlusconi, “con La pecora vera Paolo voleva vivere un giorno da leone, ma non ci riuscirà nemmeno stavolta”. Sky ha già acquistato i diritti televisivi del film. L’amministratore delegato Tom Mockridge ha detto: “Trasmetteremo il film in 3D per dimostrare tutta la deformità dell’entourage di Silvio Berlusconi. La pecora vera è un film verità sull’alienazione vissuta dagli uomini del Cavaliere”. Sarà strano, ma da queste parti si sente  già puzza di Oscar.

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Caro Bersani sei l’opposto dell’opposizione e devi tornare al tuo posto

Ecco come un elettore del PD guarderebbe Bersani
Ecco come un elettore del PD guarderebbe Bersani

Rivolgiamo al segretario del PD questa garbatissima missiva

Caro Bersani,

per trovare il posto giusto al PD abbiamo paura che tu debba fare l’opposto di ciò che tu chiami opposizione. Non vorremmo tornare a Marx e nemmeno a Marcuse, ma vedere la Serracchiani e Renzi sghignazzare dinanzi alla tua insipienza ci fa molto male, perché loro non sono certo migliori di te. L’opposizione deve in qualche modo opporsi a quanto sta accadendo, ma l’impressione invece che ci sia piena acquiescenza allo stato di quiescenza di questo Paese, che soffre per delle ferite che ormai sanguinano da anni e che potrebbero non più cicatrizzarsi. Anche tu sei un disoccupato caro Pier Luigi, poiché non è perché ti pagano lo stipendio da parlamentare che si può dire che stai facendo un lavoro. Lo sappiamo tutti che è facile criticare ma, nella circostanza, poi mica tanto, visto che niente è stato fatto e la critica al nulla è a sua volta il nulla. Di certo tu non puoi dire come il Premier “lasciatemi lavorare” perché davanti al tuo banco del Parlamento non c’è nessun orizzonte ma il vuoto cosmico.  C’è sempre una prima volta e sei sempre in tempo per iniziare a lavorare. Ma sarà possibile?.

I tuoi detrattori elettronici di tempografico

Ciarrapico invoca la kippah, ma alla Camera arriva il burqa. Fini: “Servirà a velocizzare lo scrutinio segreto”

Gli Onorevoli della Lega rifiutano il burqa e optano per la maschera anti gas
Gli Onorevoli della Lega rifiutano il burqa e optano per la maschera anti gas

L’On. Ciarrapico consiglia a Fini di ordinare le kippah, ma Gian Franco guarda sempre al Futuro, anche a costo di sacrificare la Libertà. Plaude il centrosinistra per l’apertura di Fini al mondo islamico. Perché il Presidente della Camera è stufo delle lungaggini e perversioni dello scrutinio segreto. “Lo scrutinio segreto è pieno di spinte, palpeggiamenti, molestie di vario genere” ha detto Fini. “Da oggi useremo il burqa; i deputati, cambiando posto, potranno votare per alzata di mano. Tutto sarà più veloce e pulito”.  Gongola il Colonnello Gheddafi, che conferma come “l’Italia abbia deciso di abbracciare il Corano”. Per il Ministro dell’Interno Maroni “la legge obbliga le persone a farsi riconoscere”, ma Di Pietro ribatte: “Nel nostro Parlamento meglio non farsi riconoscere. L’idea del burqa è in tal senso ottima. Chiamandomi Di Pietro sarei anche tentato dalla lapidazione”.

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I finiani chiedono un vertice di maggioranza. Nascerà il Tugurio delle Libertà?

Ecco il Tugurio delle Libertà
Ecco il Tugurio delle Libertà

I finiani sgomitano. Fra proclami video, messaggi audio, spot televisivi, post e altre diavolerie della comunicazione, sono alla ricerca spasmodica di uscire dal buco in cui malauguratamente si sono cacciati. Dopo la vicenda della casa di Montecarlo c’è chi parla già di Tugurio delle Libertà poiché la baracca sarebbe anche troppo. Mario Capanna mette a disposizione il suo nome ma la Capanna delle Libertà ricorderebbe troppo quella dello zio Tom e Bossi la stigmatizzerebbe immediatamente con esternazioni razziali. Insomma c’è fermento ma soprattutto confusione e, prima che i cavoli diventino amari, i finiani chiedono un vertice di maggioranza. Berlusconi però è tranchant: “Non c’è più maggioranza è evidente. E anche se ci fosse loro, non avendo una base, non potrebbero essere al vertice”. E’ un tentativo strisciante di logorare di Fini, in attesa di sapere di chi sia questa benedetta casa di Montecarlo, che si appresta a diventare il santuario dei senza tetto. Ieri un pullmann è partito da Roma con un gruppo di 50 sfrattati dell’ultima ora. Il loro portavoce Giovanni Condomino ha detto: “Se la casa non è di nessuno sarà nostra. Divideremo un metro quadro a testa, anche se nessuno di noi è come Brunetta”. Come dargli torto?

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House proud?