Berlusconi aveva fotocopiato la tesi in una copisteria ante-litteram che si chiamava Copiaset. Da lì scopiazzò il nome di Mediaset, dopo aver messo dentro la sua tesi tre capitoli interi di “Yolanda la figlia del Corsaro Nero”, perché tanto poi non l’avrebbe letta nessuno. E andò realmente così. Al suo esame di laurea il relatore gli chiese di cantare una canzone di Trenet e il Presidente della Commissione si commosse al punto da farne le lodi. Da Copiaset a Mediaset con furore

Ecco le intercettazioni fra Berlusconi e Fini. Fra i due una love affair?

Tempografico riceve da fonte anonima, chissà quanto attendibile, il testo di un’intercettazione telefonica fra Berlusconi e Fini. I due non sono poi così nemici come sembrano vediamo perché.
B: “Gianfranco come stai?”
F: “Bene, sto registrando un video contro di te”
B: “Picchia duro mi raccomando, più tu picchi e più aumento i picchi di consenso”
F: “Però ricordati di me”
B: “Questa sera che non hai da fare. Era una bella canzone di Venditti”
F: “Preferisco ci vorrebbe un amico”
B: “Ma nessuno deve saperlo. Io infatti sto usando il telefono di Bondi”
F: “E Barbareschi perché l’hai messo al Gruppo Misto?”
B: “Non è né carne né pesce. Ultimo giro sulla ruota. Senti ma la casa di Montecarlo è libera?”
F: “Eccome. Ne hai bisogno?”
B: “Era per dare asilo politico alla Minetti”
F: “Ti faccio portare le chiavi da Urso”
B: “Preferirei che me le portasse Della Vedova”
F: “Mi fido più di La Morte”
B: “Io mi sto già toccando”
F: “E noi quando ci vediamo?”
B: “Alla Camera e mi raccomando fai come sempre: non essere super partes. Dobbiamo toglierci dalle scatole Giulio”
F: “Con lui non si lega giusto? Ma si potenzia la Lega”
B: “E’ insostenibile, ma non abbiamo trovato nulla sul suo conto. E poi si è occupato delle mie aziende e mi tiene per le palle”
F: “Un pò come tutte le tue donne”
B: “Si ma lui te lo lascio tutto”
F: “Ho Granata sull’altra linea. Che faccio lo rendo esplosivo?”
B: “Vai pure e io gli sguinzaglio La Russa”
F: “E pensare che quello non ha capito proprio nulla”
B: “Però ci crede. E’ quello il bello. Io però mi fido solo della Santanché”
F: “Si scatenala contro di me. Lo sai che vado pazzo per la sua aggressività”
B: “Ma non sei il suo tipo. Lei vorrebbe accalappiare tua moglie”
F: “Forse si può fare; ne parlo con mio cognato e ti faccio sapere”
Immagine tratta da www.flickr.com
Riforma della Giustizia nel PD: Ostruzione o O’Struzzone? by Smog
Il leader del PD Bersani è stato visto stamattina, assieme ad Enrico Letta, sulla spiaggia di Ostia in tenuta sportiva. I due però non facevano per nulla footing, come i comuni mortali lì presenti, ma provavano un nuovo tipo di insabbiatura che consiste nel porre solo la testa sotto la sabbia. Qualcuno ha subito ricollegato questa innaturale postura allo struzzo e, tentando di carpire notizie dallo staff dei due eminenti esponenti dell’opposizione, ha desunto che il PD si prepara proprio a passare dall’ostruzionismo allo struzzonismo, forse per non ricadere nel trasformismo di giolittiana memoria. Finito l’esercizio ginnico i due sono stati assistiti dai medici: si temevano infatti dolori da torcicollo e invece sono state riscontrate malinconie da obtorto collo. Nel pomeriggio gli onorevoli sono tornati alla chetichella alla Camera e, con sorpresa, hanno scoperto che il provvedimento sulla riforma della giustizia era stato da poco insabbiato. Chi semina sabbia…
Le microstorie fanno la Storia. Carlomagno non sapeva leggere

Carlomagno non era mai andato a scuola. Ricordava Carlo Martello e le sue spade affilate; mai una parola di suo nonno sulla poesia. Cosi’ fondo’ le scuole, ma non c’erano libri e nessuno ricorda piu’ come fossero fatti i banchi.
Henry Kissinger era a Roma quella notte e in un locale di Trastevere si era fatto servire un piatto di bombolotti alla romana. In ragione del pesante intingolo dormi’ inquieto, sognando inquisizioni e apocalissi. Il giorno dopo gli USA lanciavano uno degli ultimi disperati attacchi in Nord Vietnam.
Schubert gettò via la partitura. Non amava più la sua musica e si sentiva affaticato. Disse a se stesso di aver lasciato il lavoro a metà, ma che non ci avrebbe più rimesso le mani. Ma qualcuno ce le mise al suo posto e fu una fortuna.
Von Ribbentropp e Molotov si guardarono negli occhi senza l’ombra di un sorriso. Poi firmarono il patto di non aggressione che altro non era che un’ammissione della contrarieta’ alla pace da parte degli uomini; soltanto un modo un po’ piu’ stupido per ingentilire la guerra.
Mohammed Atta aveva le mani sulla cloche e nelle sue orecchie risuonavano le preghiere di un lontano minareto. Abbasso’ lo sguardo sulla citta’ ignara che diventava sempre sempre piu’ grande. Grande, verticale, mastodontica…
Disegno di cliff1066™ tratto da www.flickr.com
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Gheddafi avrà un posto nel Governo italiano. Ministro per i giovani al posto della Meloni, che passa all’agricoltura.

Muhammar Gheddafi al centro del prossimo rimpasto del Governo italiano. Secondo indiscrezioni il raìs starebbe per sbarcare a Lampedusa su un cabinato di 32 metri. Ora il Premier lo vuole vicino a sé al Consiglio dei Ministri. Gheddafi otterrebbe il passaporto italiano grazie ad un suo antenato di Bergamo Alta per la gioia di Umberto Bossi. Per il colonnello si prevede il Ministero dei Giovani; Gheddafi prenderebbe il posto di Giorgia Meloni , che è in predicato per l’agricoltura, un dicastero particolarmente alla frutta. Galan dall’agricoltura andrebbe alla cultura, mentre Bondi dai beni culturali si trasferirebbe ai beni religiosi. Ma sono solo speculazioni. Gheddafi ha promesso un mare di petrolio a Tremonti, ma è Alemanno che chiede tanto oro nero proprio per quel colore così significativo nella sua esistenza. Mentre Tripoli brucia Roma gela e l’arrivo del colonnello è atteso con particolare trepidazione. L’opposizione parla di golpe e invoca una rivoluzione dal basso anche se Brunetta sta con la maggioranza. Per Di Pietro “Gheddafi serve a Berlusconi per prendere cura del suo gineceo. Tanto vale parlare di Ministero delle Giovani”. Per Piero Fassino, dalla costituzione fisica sempre più esile, “si calpesta la Costituzione ogni giorno e con Gheddafi l’Italia entra ufficialmente fra i paesi del Medio Oriente”. Arriverà o non arriverà? Intanto il colonnello non dice più “resto qui fino alla morte”, ma cita inconsapevolmente il Garibaldi di “o Roma o morte”.
Ecco il memoriale di Lola Mirtillo: “Ore 10: from Olgettina with love”

Spunta un nuovo oscuro personaggio nella vicenda dei festini di Arcore. Si chiama Lola Mirtillo e, come Lele Mora, avrebbe procacciato incontro ad Arcore per il Premier. Pubblichiamo una pagina del suo memoriale segreto.
Martedì 23 febbraio 2010: Ore 9: Dal letto chiamo Lele mangiando mele. Ore 9 e 30: faccio la doccia zufolando Apicella poi chiamo mia sorella. Ore 10: “From Olgettina with love” è il testo di un sms per Fede, che è fuori sede. Ore 11: salgo sulla mia Mercedes Pagoda che tutto il mondo goda. Ore 11 e 30: verso in banca 5000 della prima sera e non ricordo più com’era. Ore 12 e 15: al bar prendo una piadina e ho più fame di stamattina. Ore 13: in palestra faccio gli addominali che non sono tutti uguali. Ore 14 e 30: bevo una tisana e non ditemi che non sono sana. Ore 15 e 30: chiamo Tuby, Roemi, Sicol e Lara e la cosa non è chiara. Ore 16 e 30: guardo una telenovela e la storia è sempre quela. Ore 17 e 30: faccio l’idromassaggio a gennaio come a maggio. Ore 18 e 30: controllo il conto in banca e il contante non mi manca. Ore 19 e 30: cena a lume di candela e mi sento molto sola. Ore 21 e 30: mi precipito alla villa manco fossi la sora Camilla. Ore 22 e 30: discuto con Emilio e Lele che hanno sempre molto fiele. Ore 24: è arrivato il Presidente buon bunga bunga non mente.
Immagine di bartmaguire
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Dai Promessi Sposi ai Promessi Processi by Smog
Barbareschi scrive la lettera d’addio a Futuro e Libertà. “Così è se vi pare”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera d’addio al partito Futuro e Libertà inviata dall’attore Luca Barbareschi a Gianfranco Fini.
Caro Gianfranco, siamo al finale di partita o forse di partito. E’ stato fatto molto rumore per nulla, ma non sarò avaro di parole nel dirti che ero stanco di questa commedia degli equivoci. Tu sei un borghese gentiluomo, ma io mi sono sentito tradito peggio di Otello. E non faccio il Tartufo o peggio il furbo alla Scapino, tanto per intenderci. Penso che più che quattro gatti siete sei personaggi in cerca d’autore.
Io lascio questo partito e così è se vi pare. Lo so che voi state aspettando, ma non sarò certo io a fare la parte di Godot. Non provare a darmi appuntamento alla bottega del caffè perché io proprio non me lo bevo. Siete ormai solo vecchi rinoceronti e non c’è proprio storia. Con voi mi sono sentito protagonista si, ma del teatro dell’assurdo, che mi piace fino ad un certo punto.
Il Presidente del Consiglio mi ha invitato a casa sua ad Arcore e per voi è stata la cena delle beffe. Tu pensavi di essere un volpone ma la tua è una maschera nuda e non mi importa se questa è la dodicesima notte che non dormi. Mi appresto a portare in teatro un lavoro di Pinter: Tradimenti. E’ tutto chiaro? Non ti nascondo che il Cavaliere è il mio Principe di Homburg e come lui merita la grazia, non soltanto la mia. Tu sei in una tempesta senza fine, mentre il re si diverte. Ti saluto dalle nuvole. Luca
De Niro al Festival di Sanremo: “Cambiare Canalis”. E Clooney lo stende

Robert De Niro è perplesso sul Festival di Sanremo. Non ha gradito l’intervista con Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis e si sarebbe lasciato scappare in diretta un’espressione sibillina: “cambiare Canalis”. L’emorragia di consenso del festival è stata immediata; il 70% degli spettatori ha subito cambiato canale e non è più tornato più su RAIUNO. Masi ha detto che tratterrà il cachet del divo americano per il danno procurato. Sulla riviera è poi arrivato in incognito George Clooney, che ha avvicinato De Niro e lo ha colpito con uppercut fulminante alla “Toro Scatenato” candidandosi per il remake del film sul pugile Jake La Motta. De Niro si è scusato e ha dichiarato: “come la Canalis non sa l’inglese io non so l’italiano. Se ho detto qualcosa di sbagliato è per tracotanza”. Morandi vuole tenere tutti uniti e, riferendosi a De Niro, ha parlato proprio di Stati Uniti spiegando che la Canalis non ha studiato in Virginia e come lui si sia trovato spiazzato rispetto alla “freddezza di Bob”. Intanto la gara prosegue con Vecchioni, di nome e di fatto, favorito per la vittoria finale.
Poster di Luis Fernandoreis tratto da www.flickr.com
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