Gli uomini si dividono in tante categorie
Cosi tante che alla fine vengono chiamati solo uomini
Le Fiabe di Tempografico, Capitolo VI: Politicino
C’era una volta un Onorevole piccolo piccolo. Era piccolo piccolo fisicamente ma lo era ancor di piu’ moralmente. Cio’ voleva dire nella realta’ che la sua statura morale rasentava il suolo e uomini piu’ onesti, e dunque non Onorevoli, gli avevano piu’ di una volta consigliato di sotterarsi per vivere fra i suoi simili esseri del sottosuolo. Leggi tutto “Le Fiabe di Tempografico, Capitolo VI: Politicino”
I film impossibili di Tempografico: Full Mental Racket

Tempografico pubblica per la prima volta il soggetto di un film e si dichiara alla ricerca di potenziali produttori.
Turiddu è un aspirante picciotto che frequenta il corso di picciotteria applicata presso la Libera Università Provenzana di Corleone. L’istruttore è Sante, un uomo durissimo che apprende a lui e ad altri ribaldi giovani l’arte di raccogliere il pizzo, banco di prova supremo nel viaggio iniziatico di un mafioso. Sante spiega il condizionamento psicologico a cui sottoporre un negoziante e prende come esempio proprio il padre di Turiddu, che vende bombole del gas. Turiddu viene così inviato a chiedere il denaro al suo babbo. Lui non ha il coraggio e gli estorce soltanto la paghetta mensile. Per Sante, ignaro di come si sono realmente svolti i fatti, Turiddu diventa il modello che tutti dovrebbero seguire tanto da suscitare l’invidia di Carmelo, un mafioso in erba ambizioso e truce. Turiddu cade dunque vittima di un episodio di nonnismo: una notte viene svegliato dai suoi compagni e obbligato a tenere gli occhi aperti per vedere la filmografia completa di Tarkovskij. Sante sprona il giovane a fare di più e gli ingiunge di uccidere un negoziante che si rifiuta di pagare. Si dà il caso che il negoziante, un venditore catanese di carne di cavallo, è il cugino di sua mamma. Nella notte Turiddu prende il fucile ed uccide Sante.
Braccato, il giovane fugge in Vietnam, dove conosce una giovane prostituta che lo avvia nel circuito della mafia vietnamita. Turiddu diventa capo di un gruppo di ex Viet Cong che mette a ferro e fuoco Saigon imponendo il pizzo a tutti e, soprattutto, all’ambasciata italiana, dove l’ambasciatore è un palermitano doc. Turiddu diventa potentissimo quando arriva in città Carmelo per partecipare ai mondiali di Kung Fu. Carmelo lancia un guanto di sfida a Turiddu. I due si danno appuntamento in un Palazzetto dello Sport deserto. All’improvviso scoppia una bombola del gas che provoca un incendio, mentre un cecchino uccide Carmelo. E’ il padre di Turiddu che riporta il figlio a casa sulle note di Cavalleria Rusticana, mentre la fidanzata prostituta fa harakiri cantando la Butterfly.
Immagine tratta da www.flickr.com
Lettera di un allevatore al Presidente del Consiglio. “Ricondurre le pecore all’ovile”
Tempografico pubblica una lettera di un allevatore ciociaro inviata stamane al Presidente del Consiglio.
Caro Presidente, mentre mungo spremo le meningi per dire il giusto ma da li’ da sempre esce poco. A scuola non ero bravo con le virgole, ma tu non sei bravo con i punti del Governo. Qui anche le bestie si incazzano e meno male che non votano. Dicono che le mucche, quando scorreggiano, incrementano il rilascio di caldo nell’atmosfera; voi al Governo pero’ fate peggio e il clima li da voi e’ diventato proprio da caldana. Io perdo su ogni singolo litro di latte e ho una figlia che non vuole l’azienda. Se ne fotte del latte e dei derivati. Tutti dicono che e’ una bella giumenta, cosi’ pensavo di mandartela su ad Arcore perche’ magari ti piace. Lei si chiama Concetta, e’ un po’ sempliciotta ma ti piacera’ e le vorrai bene affinche’ si scafi un po’ perche’ e’ cafona parecchio. E se ci scappa anche qualcosa per mandare avanti le mucche mandamelo subito, anche un anticipo. Poi per il Governo, se posso darti un consiglio, fai il buon pastore che riconduce le pecore all”ovile. Lo dice sempre il prete e io lo ripeto perche’ lui ha il Verbo giusto. Capisco che La Russa e’ un caprone e Calderoli un cinghiale, ma tu sei un cane e sai come trattarli. Per l’anticipo mandamelo contante che ho debiti in banca altrimenti poi quelli si pappano tutto, proprio come Lele Mora. Con Concetta ti mando un po’ del nostro pecorino ma non pensare a cose sporche; e’ tutto quello che ho. Grazie e forza Milan, anche se io sono laziale.
Napoli Milan. La sfida scudetto e’ anche sulle escort. Procure in fuorigioco
Le escort potrebbero dare un calcio al calcio e prendere il posto dell’appassionnate duello fra Napoli e Milan per il campionato. Il duello fra le procure dei due capolouoghi, finalizzato ad accaparrarsi l’inchiesta su sesso, droga e Apicella ha assunto i connotati di una disfida calcistica, con squadre corte, pressing alto e tattica del fuorigioco. In off side sono cosi’ finiti i seni e le cosce di diverse escort e i pm hanno estratto piu’ volte il cartellino giallo a luci rosse. Mentre alcune soubrettes si chiedono come si fa ad avere un fallo laterale non essendo il visconte dimezzato, le ragazze dell’Olgettina si salvano in corner grazie ad un prodigioso intervento di Nicole Minetti, che ha stoppato di petto un tiro mancino di piatto di Ilda Bocassini. E da Napoli una colata lavica si e’ riversata sull’inchiesta, con nuove ragazze pronte ad entrare in campo per disputare i supplementari e giocarsi tutto ai rigori del freddo. Il risultato finale e’ uno 0 a 0 nudo e crudo, piu’ nudo che crudo perche’ la tavola ad Arcore e’ sempre imbandita e un piatto caldo non si nega a nessuno. Tutto questo proprio mentre le Procure vanno avanti, cercando di non rimanere in 10 uomini perche’ 10 ragazze per me io voglio dimenticare.
Napolitano fa il verso al Presidente del Consiglio. E ammette: “Sono comunista ma tu sei casinista”

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano si è rivolto oggi ufficialmente al Presidente del Consiglio con una missiva in versi. E’ la prima volta che si assiste ad uno strappo istituzionale di questo tipo poiché mai e poi mai la poesia era entrata a far parte delle relazioni istituzionali. Con questo atto Napolitano ha voluto sottolineare la profonda irritualità dell’attuale momento politico, richiamando il Premier ad un contegno quanto mai più consono alle prerogative della nazione.
Tempografico pubblica il testo del messaggio dal Colle
Sono Giorgio che dal Colle
Tu ritieni decollato
E se il drago non è molle
Esso è già decapitato
Tu mi scambi per Giovanni
Quello un pò fuori di testa
E continui a fare danni
Porti le ragazze in festa
Ma stavolta te lo dico
Tu l’hai fatta proprio grossa
Non hai proprio tu capito
Che il decreto è nella fossa
Questo bel federalismo
Devi fare in Parlamento
Non portare al parossismo
Della gente lo scontento
E rifletti sulle tasse
Che volevi diminuire
Predicavi tu alle masse
Ora non vuoi più sentire
Se dai ai sindaci il potere
Loro sanno cosa fare
Ma la gente vuol sapere
Prima di dover pagare
O mio caro Presidente
Stai cadendo in uno stagno
Eppur brilla la tua mente
Quando parli di guadagno
Chi c’hai intorno orsù respingi
Alle porte c’è il nemico
Presidente te lo dico
Devi spremer le meningi
Quella Lega di Governo
Vuol vederti scomparire
Vuole fare te morire
Il Ministro dell’Interno
Dunque sali al Quirinale
Perchè io sono comunista
Ma tu sei un casinista
E il decreto poi non vale.
Napolitano volta le spalle al federalismo. “E’ espressione di Federtasse ovvero un’entrata senza uscita”

Napolitano non ci sta. Il federalismo non s’ha da fare. Secondo il Presidente e’ un’entrata senza uscita.
Prevede tasse su tasse che provocheranno un rialzo del tasso di sconto e alla fine uno scorno per tutti gli italiani.
Dal Colle arriva il monito del Presidente: “Federtasse esiste e’ ora di dirlo e adesso occorre darsi da fare per smascherarla. Forse e’ dentro la stessa Agenzia delle Entrate”. Furiosa la Lega che studia una nuova secessione contro il Quirinale sull’Aventino. Per Bossi “il Presidente e’ ossessionato dalle tasse ma lui stesso e’ soltanto una vecchia imposta senza credito per il Paese”. Lo scontro istituzionale e’ aspro e chiama in causa gli istinti piu’ animali della nazione. Per Di Pietro “questo e’ sederalismo e non si deve sorprendere la Lega se viene mandata a quel Paese da sto’ Paese”. Dall’opposizione lodi al Presidente come primo uomo di sinistra contro le tasse. E da Roma parte una manifestazione di tassisti conto le tasse comunali introdotte dal federalismo. Un portavoce ha detto: “Il tassametro e’ solo nostro; il Sindaco rimanga al suo posto”
Sulla crisi il Governo ha deciso: “Santanché subito” by Smog
Per superare il problema delle escort, il Governo ha bisogno di una ruota di scorta. “Santanché subito” è la voce che circola fra i corridoi di Palazzo Chigi. E la Virago trasformista, geneticamente peggiorata, si fa sempre più avanti, acquisendo consensi alla Corte del Re, grazie alla sua capacità di essere in prima linea contro Prima Linea, guadagnando visibilità attraverso l’abbandono di trasmissioni televisive dove il non dire è meglio che il proferire e lo scomparire un modo per farsi vedere. Brava Daniela; sottosegretario che sa custodire il segreto delle stanze del potere, rimanere a galla malgrado le cadute di stile perpetue. edulcorate da una presenza scenica fatta di fard, botulino a iosa, canotto Mares, tailleur et de Milan e tacchi alti. Siamo ammirati da tanta insipienza divenuta potenza senza creanza evviva la danza.
Legge di stabilita’ finanziaria incostituzionale. Napolitano: “Senza stabilita’ non firmo la stabilita’”
La deflagrazione economica ha reso il quadro generale davvero molto incerto.
Ogni giorno assistiamo a fallimenti, licenziamenti, chiusure; tutto sembra andar male e l’ottimismo e’ l’ultimo baluardo contro la crisi. La legge di stabilita’ voluta dall’Europa e’ un ossimoro e un’llusione poiche’ nulla e’ stabile. soprattutto da noi in Italia. E’ per questo che Napolitano l’ha ritenuta incostituzionale. “Non posso firmare una legge che parla dell’inesistente” ha detto il Capo dello Stato. “Napolitano e’ affetto da instabilita’ neuronale” ha tuonato Tremonti da via XX settembre. “E’ evidente che in un mondo incerto l’unica cosa stabile e’ proprio l’instabilita’, e per questo non ne farei una questione meramente tassonomica”. Certo il documento di programmazione economico- finanziaria trasmesso al Quirinale era illeggibile, con troppi segni meno e nessun piu’. Mio, patria e famiglia: e’ questo il nuovo motto del Ministro dell’Economia che, vistosi Premier in pectore, ha snocciolato numeri ed equazioni incomprensibili ai tecnici di Napolitano. “Altro che lodo Alfano” ha dichiarato un Consigliere; “questa legge di stabilita’ e’ una sentenza che condanna a morte il bilancio dello Stato; in quanto tale e’ contraria alla nostra Costituzione”.



