Lo squalo sul Tevere e’ una verdesca? No e’ Verdini. L’esponente PDL ha visto il film “Lo squalo” piu’ di 1000 volte

Avvistata pinna di squalo: panico alla Tevere Expo. Ma era soltanto un playmobil
Avvistata pinna di squalo: panico alla Tevere Expo. Ma era soltanto un playmobil

Rivelazioni inquietanti sullo squalo avvistato sul Tevere. Non si tratterebbe di una verdesca ma del coordinatore del PDL e della P 3 Denis Verdini, la cui pinna dorsale e’ stata riconosciuta dai commessi della Camera dei Deputati. “Alla Camera” dice una fonte anonima “Verdini percorreva i corridoi zufolando l’ossessivo motivetto del film lo Squalo”. Sembra infatti che Denis  abbia visto il film di Spielberg piu’ di 1000 volte; conscerebbe a memoria sceneggiatura, montaggio e ogni singolo movimento di macchina. “Nella fontana del Parlamento” ha confessato Verdini ” avevo ricreato le scene della caccia. Il poliziotto Brody era diventato Prodi e il capitano Quint l’ammiraglio Tor di Quint, uno dei miei amici frequentatori di escort”. Ma perche’ Verdini avrebbe esibito la sua pinna sul fiume della capitale? Secondo un amico di infanzia “Denis ha una passione cosmica per la Tevere Expo; voleva farsi notare li’, ma non pensava di esser intercettato dai fotografi”. Per Berlusconi ” questa trasformazione di Verdini in un pesce viene incontro alla mia direttiva di restare muti. Perche’ avrebbe scelto lo squalo? Di certo Denis non e’ un pesce piccolo”. Proseguono intanto le ricerche sul fiume da parte di una task force di oceanografi nominata dal sindaco. Fra loro ci sono anche Folco Quilici e l’anima di Jacques Cousteau. “Tuteleremo la biodiversita’” ha detto Alemanno, “e se Verdini e’ uno squalo di certo non potra’ esser processato”.

P3 D. La nuova loggia in 3 dimensioni fa un accordo con la Pixar. Uscira’ un cartone sull’Italia: Noi Story

Benvenuti in Italia !!!
Benvenuti in Italia !!!

La P3 non perde tempo e diventa P3 D.  Il faccendiere Carboni e il sorprendente Lombardi tornano alla ribalta per ribadire che il destino del nostro Paese e’ sempre piu’ nella fiction e nei cartoni animati. “Abbiamo incontrato John Lasseter della Pixar” ha detto Carboni, “e siamo d’accordo di produrre un nuovo cartone in 3 D, questa volta per adulti. Si chiamera’ Noi Story”. Il cartone ripercorrera’ la storia della Repubblica italiana e dei suoi intrighi. “L’Italia e’ il Paese delle cospirazioni  e dovrebbe esser governato da Pol Plot” ha dichiarato il manovratore Lombardi; “Noi Story fara’ finalmente chiarezza sul lato piu’ oscuro dell’Italia. Con l’incasso del film vogliamo crescere e diventare P4 Turbo; cosi’ potremo gareggiare in formula 1 contro la Ferrari”. La collaborazione con la Pixar proseguira’ con Map, un cartone che svelera’ la mappa del potere mondiale. “Faremo un’operazione verita’” ha detto il premio Oscar John Lasseter. “Iniziare dall’Italia e’ doveroso, visto che voi italiani, da buoni compaesani di Pinocchio,  siete i burattinai piu’ bugiardi del mondo”.

Fa caldo al Governo. Fini: “Non ci faremo condizionare”. E nel suo ufficio vengono vietati i climatizzatori

Fa caldo al Governo e Fini punta sempre in alto verso le Cassiopee
Fa caldo al Governo e Fini punta sempre più in alto, oltre le Cassiopee

E’ proprio l’ufficio più afoso d’Italia quello del Presidente della Camera Fini. “E’ un momento molto caldo” ha detto Fini “ma non dobbiamo farci condizionare. Ho dato disposizioni ai commessi di disattivare tutti i climatizzatori”. Per Gasparri si tratta di “una mossa pubblicitaria. Fini non ha gradito il cambiamento climatico nel PDL e adesso fa un tentativo di ridurre le emissioni di CO2, ma è tardivo”. Secondo l’emittente la 7 “la scelta di Fini è coraggiosa perché così suderà 7 camicie”. Protestano i venditori di climatizzatori: “questa mossa di Fini ha provocato un’immediata emorragia nelle vendite. Sembra però che Berlusconi abbia introdotto nuovi incentivi nella manovra. Meno male”. Qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un ritorno ai ventilatori, ma ad Alemanno, dopo lo scandalo dell’eolico, questa semplificazione proprio non piace. Piace invece al Ministro della Semplificazione Calderoli, che ha fatto mettere delle enormi pale nel suo ufficio: “mi auguro davvero che nessuno rompa le pale” ha dichiarato a tempografico.

Berlusconi a Cosentino “Dimissioni”. E il sottosegretario all’Economia risponde: “Missioni”

Rimasto solo anche Cosentino potrebbe giocare la carta della pin up
Rimasto solo anche Cosentino potrebbe giocare la carta della pin up

E’ durata ore ed ore la vicenda delle dimissioni del sottosegretario all’Economia Cosentino. L’esponente del PDL c’era o ci faceva quando Berlusconi gli diceva: “Dimissioni?”. Lui aveva capito “Dì missioni” e infatti rispondeva “Missioni”. C’è voluto tutto il bon ton di Gianni Letta per far capire a Cosentino che il Ministro della Difesa é La Russa e che solo lui può parlare di missioni. “E’ stata quasi una Dimission Impossible” ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, “ma quando Cosentino si è visto sventolare in faccia il cartellino rosso ha capito eccome”. Cosentino è parso amareggiato: “Non voglio fare digressioni, ma non sono avvezzo alle aggressioni e tanto meno alle dimissioni. Con Silvio, si sa, valgono solo le genuflessioni”. Ora Cosentino si è autoimposto gli arresti domiciliari: “La ragione è molto semplice. Con questo caldo rischio gli arresti cardiaci”.

Manovra. Berlusconi: “Macché maxiemendamento, qui ci vuole un Craxiemendamento”. Accordo con Obama per BP.

Berlusconi ha trovato il petrolio e canta "Oil is in the air"
Berlusconi ha trovato il petrolio e canta "Oil is in the air"

Il Cavaliere è scatenato. Non ce la fa più a reggere l’onda d’urto degli attacchi della magistratura. E deve chiudere la manovra, farlo in fretta, prima che la maggioranza si sfaldi. “Non basterà il maxiemendamento. Qui ci vuole un Craxiemendamento; con Bettino tutto sarebbe passato liscio. Quando c’era lui caro lei”. Berlusconi è preoccupato per le uscite di Tremonti sull‘austerity. “E’ roba da crisi petrolifera degli anni ’70. Non si può più parlare così perché gli elettori mi si stressano”. Silvio ha poi tirato fuori dal cilindro una delle sue idee geniali. “Ho fatto un sogno stanotte; mi sono svegliato e ho chiamato subito Obama. Manderemo l’ENI a raccogliere il petrolio della BP, arrestando la marea nera e rivendendo il greggio sui mercati internazionali. Obama si è trovato d’accordo e ha disposto un esproprio della piattaforma appaltandola alla nostra azienda energetica. Sono un genio anche della geopolitica. Lo slogan sarà ispirato a Madonna: Italians do it better”.

Scandalo Sarkozy: “Attaccano le mie riforme e le forme di mia moglie”

Sarkozy vuol vendere l'Eliseo ma non sa che voglio buttarlo dalla torre
Sarkozy vuol vendere l'Eliseo ma non sa che vogliono buttarlo dalla torre

Sarko non ci sta. Non avrebbe preso soldi dai magnati Bettencourt. E rilascia un’intervista  in cui fa outing su tante cose. “Vogliono trasformare la mia riforma delle pensioni in una riforma delle tensioni. Ho visto la Bettencourt due o tre volte in 17 anni, più tre che due ma sempre meno di quattro. L’Eliseo sta diventando un inferno. Non vogliono le riforme e allora attaccano le forme di mia moglie. Ora dicono che si è rifatta con i soldi della Bettencourt. Invece l’ho pagato io il conto, e tanto salato che stavamo per divorziare. Invito tutti a ritrovare la ragione e ad occuparsi dei veri problemi della Francia. Nessuno parla più ad esempio della Nazionale di calcio. Vi sembra normale? A me no. Farò causa a Domenech”. L’opposizione chiede le dimissioni e il Presidente replica: “Dimissioni no dismissioni si. Credo che l’Eliseo sia troppo costoso e vada venduto ai privati. Io posso trasferirmi alla Défense dove finalmente potrò difenderemi con l’aiuto di mio figlio. Alla vigilia del 14 luglio non vorrei proprio che l’Eliseo diventi una nuova Bastiglia”.

Intecettazioni. Il giorno del silenzio. I politici: “Impariamo l’alfabeto Morse”. E Fini studia l’esperanto

Samuel Morse soccorre Berlusconi. Chi l'avrebbe mai detto?
Samuel Morse soccorre Berlusconi. Chi l'avrebbe mai detto?

Tutti zitti oggi. E’ il giorno del supremo silenzio. La prima mosca che vola verrà abbattuta. Perfino le zanzare si sono rintanate nelle paludi. Qualcuno mormora ma lo fa in casa con la radio accesa. I titoli delle società telefoniche sono crollati perché i cellulari sono tutti spenti. Ma ecco levarsi piccoli battiti, rumori indistinti, un colpo poi un altro e un altro ancora. Ha un senso tutto ciò? Ascoltiamo la confessione di un politico: “Ho imparato ad usare l’alfabeto Morse e adesso mi è molto utile per non farmi intecercettare. Certo ha i suoi inconvenienti quando l’interlocutore non lo conosce alla perfezione e capisce fischi per fiaschi ma piano piano stiamo facendo passi avanti”. Sembra che Berlusconi tenga sempre vicino a sé Letta, che ha perfino scritto un saggio su Samuel Morse. “Contro la morsa delle intercettazioni ben venga Morse” avrebbe detto il Premier. Ma Fini saggiamente tace: “Berlusconi non ha speranze perché io ed i miei stiamo studiando l’esperanto, una lingua che i servi del Cavaliere non potranno mai imparare” ha detto il Presidente della Camera.

Il pugno a Barbato? Un cazzotto alla crisi. Un calcio, vista la Nazionale, non sarebbe stato credibile

Un onorevole si affretta per presentare il suo disegno di legge
Un onorevole si affretta a presentare il suo disegno di legge

L’On. Barbato alla Camera ha preso un cazzotto e non si sa da chi.  Nessuno infatti ha visto partire il pugno, ma fatto sta che l’esponente dell’Italia dei Valori è all’ospedale con una prognosi di 15 giorni. Qualche collega mormora: “Era solo un cazzotto alla crisi da parte della Divina Provvidenza. Un calcio, dopo la figuraccia ai mondiali, non sarebbe stato credibile”.  Un pugno dato da uno , nessuno, centomila dunque. Forse, riducendo i parlamentari, sarà più facile per i commessi tenerli a bada ad assicurare la sicurezza del dibattito. C’è chi dice che sono volate parole un pò forti, ma il Parlamento è il regno della chiacchera e non è dignitoso trasformarlo in un ring. La vittima dell’aggressione Barbato ha dichiarato a tempografico: “Ho intenzione di mettere una taglia di 1000 euro sull’autore del misfatto. Di più non ne vale di sicuro ma, conoscendo i colleghi,  facendo così sono pressoché sicuro di identificare il colpevole. Da oggi poi nessuno potrà più accusare i Parlamentari di non fare un cazzotto”.