Pubblichiamo la risposta ufficiale di Berlusconi al telegramma ricevuto da Bossi “Caro Umberto ti scrivo cosi’ mi sconquasso un po’ stop. Non sei molto lontano ma forte te lo diro’ stop. Da quando sei partito di testa qualcosa qui non va stop. Cosa ti scrivo e ti dico? Elezioni subito stop. E solo elezioni stop. Vertice PDL fra Silvio e Berlusconi terminato stop. C’e’ un me per le elezioni e l’altro me pure stop. Fini inabissato facendo il sub stop. Non capisce che spigole non votano stop. E Tulliani diventera’ uno scorfano stop. Stasera tu cassoeula io saute’ di cozze stop. Ce l’ho duro piu’ di te stop.
Bossi medita nuove elezioni per l'Anno che verra'...
Pubblichiamo integralmente il telegramma inviato oggi da Bossi a Berlusconi. “Caro Silvio ti scrivo cosi’ ci ridacchio un po’ stop. Sei molto lontano ma ti sono molto vicino stop. C’e’ una grossa novita’ e qualcosa non va stop. Voto indispensabile altrimenti secessione stop. Arcore sara’ nostra con tutta la tua villa stop. O elezioni o il Governo subira’ uno stop stop. Smettila di nasconderi dietro Feltri stop. Lo ha capito anche mia madre che poi e’ la nonna di Renzo stop. A Fini digli che ce l’hai duro come me stop. Mi fermo qui perche’ altrimenti spendo troppo stop.”. Berlusconi ha risposto laconicamente: “Ci sono solo due alternative o elezioni o iniezioni di fiducia per il Governo; a condizione pero’ che queste non gravino sul Servizio Sanitario Nazionale perche’ ho il fiato sul collo di Tremonti”
Esemplare di una delle quattro lettere postume di Cossiga
Che Cossiga fosse un tipo autoritario lo sapevano anche i nuraghe. Per questo la sua cerimonia funebre e’ stata quasi teutonica, con musiche di Buxtehude, Schutz e Bach. Il senatore a vita aveva chiesto espressamente alle autorita’ di non partecipare alla funzione. Con una certa sorpresa quindi i cronisti si son visti arrivare in sequenza Bersani, D’Alema, Franceschini, Enrico Letta e la Finocchiaro; praticamente l’intero vertice PD. Poi il chiarimento: Cossiga in una delle sue quattro lettere postume aveva scritto: “quelli del PD non contano e non conteranno piu’ nulla”. Cosi’ qualcuno ha visto D’Alema recitare l’Agnello di Dio, proprio lui che e’ un lupo, e Bersani fare la comunione pensando probabimente a quella dei beni. La Finocchiaro avrebbe voluto come colonna sonora “Accendi un diavolo in me” di Zucchero perche’ ha l’allergia per la muscia sacra. Paolo Bonaiuti invece, che si professava grande amico di Cossiga, ha cercato di intrufolarsi vestito da chierichetto ma, data la senescenza, e’ stato riconosciuto e buttato fuori in malo modo. Lui si che e’ sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e come tale un’autorita’. Eh gia’: al mondo accade anche questo e sara’ poi molto difficile per l’Agnello togliergli i peccati.
Bianconi del PDL va ormai all’arrembaggio del Quirinale. Un attacco degno di Jack Sparrow che rompe qualsiasi schema istituzionale. “Napolitano non e’ il Presidente della Repubblica, ma il leader occulto del quotidiano la Repubblica, visto che la Repubblica e’ esistita soltanto nei testi di Platone e forse nemmeno in quelli. Io sono contro la pena di morte ma per Napolitano l’impeachment ci vuole perche’ il Paese e’ alle corde”. La risposta di Napolitano non si e’ fatta attendere: “Mai parlare della corda in casa dell’impiccato. Bianconi prima mi attacca, poi vuole l’impeachment senza sapere cosa sia perche’ e’ tutto tranne che la pena capitale. Ma poi se per caso gli si parlasse di pena capitale la definirebbe come pena da scontare a Roma nel carcere di Regina Coeli. Io continuo a difendere l’istituzione anche se delle persone con un ruolo istituzionale destituiscono i poteri dello Stato istituzionalizzando attacchi alle istituzioni”. Nel frattempo Bianconi e’ stato ricoverato presso un Istituto di Ricovero e Cura di Roma. I medici parlano di una grave crisi nervosa dovuta alla fatica nell’interpretare il significato delle parole del Capo dello Stato. “I sofismi di Napolitano mi fanno uscire pazzo anche se e’ prematuro sapere quando potro’ essere dimesso dall’ospedale e dal Parlamento”
Dopo il "Ich bin ein Berliner" di Kennedy, eccheggia il "I am a newyorker" del Cavaliere d'Arcore
La moschea che verra’ costruita nei pressi di Ground Zero sara’ gemellata con quella in fase di realizzazione ad Arcore. Questo il risultato di una lunga negoziazione fra Silvio Berlusconi e Barack Obama in cui il Premier italiano avrebbe convinto il Presidente USA sul profondo significato politico di questa apertura. “Il piazzale in cui sorgera’ la moschea di Arcore sara’ chiamato Piano Terra. E’ da li’ che sono partito per fondare il mio impero economico e politico. Obama dovrebbe seguire le mie orme”. Tutti sappiamo che Berlusconi e’ per la liberta’ di culto e contro la liberta’ di stampa, ma questo accostamento fra New York ed Arcore e’ difficilmente comprensibile. “Kennedy diceva: “Ich bin ein Berliner”; e io oggi dico, “I am a newyorker” ha aggiunto il Cavaliere: “spero che un giorno Obama dica a sua volta: “io sono un arcorese”. Lo hanno gia’ detto in tempi non sospetti uomini del calibro 9 di Dell’Utri, Confalonieri, Mangano e nientepopodimeno che il fido Bonaiuti. Che Barack una volta tanto si fidi”.
Cosa avrebbe detto Bernadette su quanto accaduto ieri con migliaia di fedeli nel panico per un allarme bomba poi rientrato? E cosa avrebbe detto scoprendo che sarebbe stata proprio la Madonna di Lourdes a fare la fatidica telefonata per informare i responsabili del santuario sul pericolo che gli astanti stavano per correre? Certo la Madonna di Lourdes non sembra essere molto contenta della situazione. Intervistata da una medium, con tanto di diploma del comune di Lourdes, la Vergine avrebbe detto: “Questo era solo un avvertimento: sono stanca di ascoltare tutta questa gente che viene qui e che bestemmia perche’ trova la folla. Questo non e’ uno stadio calcistico”. Noi di tempografico non possiamo che trovarci d’accordo con lei. Ma non e’ dello stesso parere il Procuratore della Repubblica, che ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Ma sara’ poi in grado di far pervenire un avviso di garanzia alla Vergine Maria?
Quando politica e meteorologia van di pari passo: c'è una certa elettricità nell'aria
Per Umberto Bossi l’attuale divisione metereologica dell’Italia – al nord pioggia e freddo, al sud sole e alte temperature – “e’ il segno che sta finalmente maturando un clima di secessione. Del resto, c’era da aspettarselo dopo tutte queste emissioni di CO2 al Governo fra Berlusconi e Fini”. Secondo il leader della Lega Nord la pioggia e’ simbolo di vita mentre la siccita’ al sud fa capire quanto il Meridione d’Italia sia diventato arido, stanco e privo di idee. La divisione dell’Italia sarebbe dunque un disegno concepito dall’alto proprio attraverso le alte e le basse pressioni. Farebbe eccezione Roma, dove ai temporali fanno seguito ampie schiarite. E su Roma Bossi ha le idee molto chiare: “Affinche’ Roma non sia piu’ ladrona e’ meglio che torni il Papa Re. Sono certo poi che un Papa tedesco fara’ di Roma una citta’ aperta”
Montezemolo: "Il mio Cavallino rampante ruberà la pole al Cavaliere"
Luca Cordero di Montezemolo parla a tutto campo e vuole scendere in campo o meglio in pista contro Berlusconi. “Con lui il Paese e’ diventato una macchina a vapore. Dobbiamo tornare a correre, proprio come la Ferrari. Sono pronto a fondare un partito di Massa”. Ma il pilota della Ferrari non ne sa nulla e preferisce rimanere in silenzio stampa. “L’Italia non gira come dovrebbe. E’ per questo che sono in pole position per candidarmi Premier. Berlusconi ha una passione per le minigonne, ma non ha mai cambiato le gomme e ora non tiene piu’ il ritmo degli altri Paesi europei” ha aggiunto il leader della Ferrari. Berlusconi ha commentato sarcasticamente: “Il vero partito di Massa e’ il mio. E poi la Massa e’ finita. Montezemolo sta per perdere il giochino della Ferrarri e facendo la fine dei personaggi di Toy Story”
L’Italia e’ ormai un Paese senza idee. Si sente tanta stanchezza e una profonda divisione fra Nord e Sud. Con il film “Rotto in mezzo” un regista – che intende, come del resto gli attori, rimanere anonimo – racconta la storia della secessione del Sud dal Centro- Nord. Dalle ceneri della Campania nasce la Borbonia, che federa le altre regioni del Meridione in un empito di dignita’ sudista. La divisione provoca il ricompattamento della Padania e l’inevitabile guerra civile in cui Roma torna di diritto al Papa Re, che guarda caso e’ un barbaro federato proveniente dalla Baviera. Il film ha scosso le coscienze dei politici. Fini ha detto: “Rotto in mezzo dimostra a tutti che abbiamo proprio rotto e che occorre seriamente darsi una mossa”. Per Berlusconi “il film, pur mostrando un Sud finalmente attivo, e’ troppo pessimista e non e’ certo un prodotto da esportazione”. Bossi ha invece dato gia” ordine alle Camicie Verdi di imbracciare i fucili: “Partiremo da Venezia dove il film verra’ presentato in concorso. Se il Paese e’ davvero rotto in mezzo noi padani non vogliamo andarci di mezzo rimanendo in mezzo. Via col vento”.
Il PD non vuole andare al Governo e confermarsi Minoranza Nazionale. “Abbiamo una strategia chiara” ha detto Bersani; “30 anni di Berlusconi porteranno un effetto Grecia e cosi’ sara’ piu’ facile diventare i salvatori della Patria”. Il PD sa che con quelle facce le elezioni non puo’ vincerle. “Se non ha una faccia da spendere faccia almeno seria opposizione” ha dichiarato Fini. Il tandem Berlusconi Bossi si prepara all’ennesima prova di Governo ma con numeri molto risicati. “Ma noi daremo un sostegno esterno” ha detto D’Alema; “non siamo maturi per governare e io sono vicino alla pensione; perche’ allora stressarsi in una guerra di posizione? Saremo dunque fedeli alla strategia del tanto peggio tanto meglio”. Il problema e’ che, con degli emergenti come la Serracchiani e Renzi, per il PD non pare proprio esserci limite al peggio.