Ecco la filastrocca di Fini: “O che Mirabello Silviondirondirondello”

Futuro e Libertà. I due elefanti acquistati dalla Tulliani grazie al superenalotto
Futuro e Libertà: i due elefanti regalati dalla Tulliani a Fini grazie al superenalotto

Dopo il discorso di Mirabello, e solo di fronte ai suoi fedelessimi, Gian Franco Fini, grazie ai fumi del lambrusco doc, si è lasciato scappare una filastrocca piuttosto originale che trascriviamo integralmente.

O che Mirabello Silviondirondirondello

O che Mirabello Silvioindirondinodà

Non c’è più il Governo te lo dice il buon Gianfranco

Non c’è più il Governo e La Russa se ne va

Faccio il mio partito proprio ora te lo dico

Faccio il mio partito tutto il resto è vanità

E su Montecarlo ti rimane proprio un tarlo

E su Montecarlo pure Feltri arrossirà

Amo Elisabetta e lo faccio senza fretta

Amo Elisabetta so l’invidia che ti fa

E poi sono bello sono meglio pure in quello

E poi sono bello e non nella terza età

Non son Cavaliere e non temo le tue fiere

Non son Cavaliere lo scherano perirà

Silvio vai a casa no ad accordi con la Chiesa

Silvio vai a casa che la gente apprezzerà

O che Mirabello Silviondirondirondello

O che Mirabello Silviondirondirondà

Processo breve. Berlusconi rinuncia. “Facciamola breve e lavoriamo per non fare piu’ processi e non solo alle intenzioni”

33870743 Affiche Le Procès Orson Welles
Il processo breve, brevissimo; il nuovo processo dell'Assurdo?

Il processo breve stava diventando una storia senza fine. Berlusconi ha capito che tempi cosi’ lunghi erano davvero incompatibili con un obiettivo cosi’ a breve. E il suo commento e’ stato laconico: “Facciamola breve, io ci rinuncio”. Poche parole utili per cogliere l’attimo fuggente e esser ricordati non a breve ma per sempre. Ma Silvio ha subito tirato  fuori dal cilindro una nuova singolare proposta. “Ho appena riletto Il processo di Kafka. Quello che sta succedendo a me e’ molto peggio di cio’ che vive Josef K. Bisogna lavorare a lungo termine per eliminare tutti i processi e non solo quelli alle intenzioni”. Alla domanda su come garantire  la certezza del diritto il Premier ha risposto: “Questi sono tempi in cui l’incertezza regna sovrana. La giustizia, come l’economia, vive oggi di rovesci piu’ che di diritti. Meglio attendere tempi migliori per riavviare i processi, soprattutto i miei”.

Gianni Letta fischiato al Festival di Venezia. Al grido di “A casa a casa” il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio risponde: “Ma non ho una passione per l’home video”.

Tarantino ha la ricetta per uscire dalla crisi di Governo
Tarantino ha la ricetta per uscire dalla crisi di Governo

Gianni Letta fischiatissimo all’inagurazione del Festival di Venezia. Qualcuno gli ha intimato di smetterla con il cinema al Governo, ma i più gli hanno detto esplicitamente di andare a casa e possibilmente non in quella di Scajola. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con la sua proverbiale faccia di bronzo, ha detto: “Non ho una passione particolare per l’home video, preferisco le sale e non capisco perché dovrei rimanere a casa a godermi il film”. Letta ha incontrato il Presidente della Giuria Quentin Tarantino, che gli ha illustrato la trama del suo nuovo film “Kill Silvio” in cui una giovane sedotta ed abbandonata dal nostro Presidente del Consiglio uccide uno ad uno tutti i suoi fidi collaboratori, da Bonaiuti a Bondi e allo stesso Letta prima dello scontro finale con Berlusconi. “Logico che il mio film non uscirà in Italia, ma ho promesso a Letta che se va a casa gli regalerò una copia privata in Blu Ray”. Capita l’antifona Letta se l’è data a gambe. Sembra poi che a casa abbia rivisto con la moglie il film con Alberto Sordi “Tutti a casa”. Ma ci arriverà davvero il Governo all’8 settembre?

Parla una delle hostess di Gheddafi. “Il Colonnello ha letto il Vangelo e diventera’ cattolico”. Berlusconi: “Ora posso diventare musulmano”

Il grande dittatore Gheddafi apre al Vangelo
Il grande dittatore Gheddafi apre al Vangelo

Il Colonnello Gheddafi non finisce di stupire. Dopo lo show romano una delle giovani hostess e’ stata vista uscire dalla sua tenda, trafelata ma non troppo. Abordata dai cronisti la giovane ha detto: “Ho parlato tutta la notte col Colonnello. Lui mi ha letto passi del Vangelo e recitato a memoria il discorso della Montagna ma non quella di Maometto. Ha detto di essere un Papa boy e che presto si convertira’”. Gheddafi pero’ pensa sempre che l’Europa diventera’ islamica; “cio’ non mi impedira’ di rimanere un bastian contrario e come tale cattolico fino al midollo” ha aggiunto il rais. Silvio Berlusconi dal canto suo ha garantito la par condicio: “Se Muammar abbraccia Gesu’, io seguiro’ Maometto. Lo faro’ pero’ non appena terminato il ramadam”. Il fido Bonaiuti fara’ lo stesso ed e’ gia’ in preghiera dinanzi alla Moschea di Roma.

Immagine di Andy Ventura

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Elezioni. L’uninominale piace ad Unicredit. Profumo: “I conti torneranno ad essere correnti, ma bisogna votare”

Dai torrenti ai fiumi di conti correnti?
Da torrenti a fiumi di conti correnti?

Si prevedono elezioni a breve; questo dopo una riforma della legge elettorale in direzione uninominale. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione di Unicredit. L’ad Profumo ha detto: “Per Unicredit – in assenza dell’unicorno- l’uninominale e’ il massimo perche’ consentira’ di indirizzare i finanziamenti su candidati finalmente noti. La politica italiana spreca infatti i soldi in mille rivoli. Solo cosi’ i conti da torrenti potranno tornare ad essere correnti”. Ma con questa riforma il voto lo metteremo in banca?  E quali saranno gli interessi percepiti? Nessuno di noi vorrebbe trovarsi due parlamentari al posto di uno, ma le banche rassicurano: “Gli investimenti saranno sempre in perdita e soprattutto in questo caso. Il dimagrimento del portafoglio politici e’ un atto dovuto, esattamente come i milioni di  avvisi di garanzia ad essi notificati nella storia della nostra Repubblica”.

Marchionne licenziato dalla Fiat. “Sono un dirigente e non verro’ reintegrato”. Elkann: “Ho chiesto a Napolitano di assumere il governo tecnico dell’azienda”

E Jaki rimase solo a bordo...
Jaki, il nuovo "Avvocato"?

Sergio Marchionne e’ stato licenziato in tronco dalla Fiat. La motivazione risiederebbe nella sua incapacita’ nel gestire le relazioni sindacali oltre alla ormai nota sindrome del maglioncino che proprio non va giu’ agli Elkann. L’ex ad di Fiat ha dichiarato: “Come dirigente non posso essere reintegrato da nessun giudice. Chiedo ai 3 operai di essere solidali con me”. Jaki Elkann da parte sua ha detto: “Ho chiesto al Presidente Napolitano di assumere il governo tecnico dell’azienda. Dobbiamo iniziare a carburare, siamo troppo lenti ed imballati. Il Presidente ha davvero una marcia in piu'”. Napolitano, seppur grato alla famiglia Elkann/Agnelli, per l’allettante proposta ha detto: “No al governo tecnico della Fiat. Su questo sono gia’ d’accordo con Berlusconi. La soluzione la troveremo in Parlamento. Credo che per salvare Fiat ci voglia proprio un progetto di unita’ nazionale”.

Tempografico scrive a Napolitano. “Presidente non ci far votare un’altra volta. Il Paese va in cenere e l’urna giusta non e’ quella elettorale ma quella funeraria”

Ecco la lettera che tempografico inviera’ l’8 settembre al Presidente Napolitano

Dalle urne elettorali all'urna funeraria

L’Italia in ballottaggio: urne elettorali o urna funeraria?

Roma/Parigi/Boston, 8 settembre 2010
Illustre Presidente, Lei che ha i capelli bianchi pur non avendoli, comprendera’ la nostra preoccupazione per lo stato di attuazione della Costituzione. Quella materiale, che di materia non e’ fatta ma pur sempre di parole, condurrebbe al voto. Quella formale, che risiede nella conformazione oblunga della nostra Carta, tirata per i capelli e per la giacca da piu’ parti, consentirebbe in caso di crisi di Governo di non sciogliere le Camere, malgrado esse siano investite oggi da un’esplosione iconoclasta e vulcanica. Noi non vorremmo andare un’altra volta a votare, vedere le scuole chiuse per giorni e giorni che danno  spazio a quelle fabbriche di ignoranza che oggi sono i partiti politici. Il Paese ha bisogno di respirare e non esser ridotto in cenere perche’ a quel punto l’urna elettorale lascerebbe il posto  a quella funeraria. Presidente le Camere non sono aspirine da sciogliere nell’acqua, ma immaginiamo il suo mal di testa nel conversare con Berlusconi, Bossi, Fini e tutti gli altri commedianti. Tiri fuori i denti una volta per tutte, lei che e’ definito il “leone dormiente” a difesa della Costituzione affinche’ nessuno la chiami “tigre di Carta”. E speriamo che la sua costituzione, non materiale ne’ formale, ma fisica le permetta di portare avanti la sua linea moderata, proprio quella che Siracide definisce essenziale per non ammalarsi mai. Non si curi poi degli attacchi della stampa; ricordi Oscar Wilde che scriveva: “Il giornalismo e’ illeggibile mentre la letteratura non e’ letta”.
Con immenso affetto
La redazione di tempografico

In Inghilterra hanno la Camera dei Pari. In Italia presto la Camera dei Bari, dove siederanno tutti i politici imbroglioni. La sede a Bari vecchia.

Pari o Bari?
Pari o Bari?

Come si sa in Inghilterra uno dei rami del Parlamento e’ la Camera dei Pari, dove siedono fra gli altri una minoranza di Lord che tramanda il seggio ai propri eredi. In Italia i titoli nobiliari sono stati aboliti nel dopoguerra e, per ovviare ad una situazione di corruzione ed illegalita’ diffusa, sara’ presto approvata una riforma della Costituzione che vedra’ la creazione di un terzo ramo del Parlamento: la Camera dei Bari. Non vi si giochera’ a poker poiche’ di giochi e giochetti dei parlamentari ne abbiamo tutti piene le tasche. Ma sara’ un luogo di confronto concreto per gli inquisiti della politica. Ci saranno verosimilmente Dell’Utri e Verdini, ma spunteranno fuori anche personaggi della risma dell’ex Ministro della Sanita’ Francesco De Lorenzo, che fu travolto dall’inchiesta Mani Pulite del 1992, e Alfonso Pecoraro Scanio dei Verdi, caduto in disgrazia per essersi fatto pagare una notte in un albergo a 7 stelle mentre era Ministro dell’Ambiente. Si discutera’ molto concretamente di appalti, finanziamenti, falsi in bilancio, corruzione e concussione, e forse perfino di lotta alla criminalita’ organizzata. Manco a farlo apposta la Camera dei Bari avra’ sede a Bari vecchia, proprio per consentire ai noti borseggiatori baresi di scippare con gusto i portaborse dei nostri Bari.