Vivere all’attico fa invecchiare. Berlusconi: “Sposteremo Palazzo Chigi in un bunker”

Sul grattacielo si invecchia: in alto i nostri cuori ma non i nostri volti
Sul grattacielo si invecchia: in alto i nostri cuori ma non i nostri volti

Uno studio americano conferma l’intuizione di Einstein. Vivere in alto fa invecchiare. E allora addio attico e superattico, stop a terrazze e mansarde. E’ l’ora dei rifugi antiatomici. Nicole Kidman ne ha acquistato uno dismesso vicino a Ginevra; d’un tratto impazza la mania dei bunker. Anche il Governo corre ai ripari. “Non ho proprio voglia di vedere le rughe scendere su Mara o su Maria Vittoria. Traslocheremo Palazzo Chigi in un bunker a Tor Bella Monaca e lì lavoreremo fino all’arrivo dell’Armata Rossa” ha detto Berlusconi in un empito di orgoglio. “Roma non è Berlino” ha replicato Di Pietro “e non vorremmo proprio tornare a quell’asse; consiglierei piutttosto a Berlusconi e alla Gelmini di passare all’asse da stiro; nel bunker a stirare le camicie di Silvio ce li vedo benissimo”. E su Fini il Cavaliere ha rincarato la dose: “Fini è arrivato troppo in alto; anche lui è invecchiato e in debito di ossigeno. Meno male che almeno la casa di Montecarlo di suo cognato non è all’attico perché è lassù che lo manderemo in esilio”.

Dossieraggio nel Governo. Esce un film verità. “Ombre grosse” di John Forca

L'inizio di "Ombre Grosse": l'infanzia di Fini
L'inizio di "Ombre Grosse": l'infanzia di Fini

Non esistono solo gli uomini di Governo ma anche i registi di Governo. Grazie alla ricerca alacre del Ministro del Turismo e Spettacolo Brambilla ecco spuntare l’oriundo John Forca, che racconta agli italiani l’epopea del dossieraggio sui politici dissenzienti. “Ombre grosse” è un film capolavoro sulla disinformazione in cui le case vengono rubate come i baci, le donne si infilano nei letti dei politici a loro insaputa, il Parlamento diventa un luogo oscuro in cui tutto accade affinché nulla cambi. Un film da oscar per coraggio e visionarietà. Avrebbe dovuto chiamarsi “Il Cavaliere Oscuro”, ma un film su Batman era recentemente uscito con lo stesso titolo. “Ombre grosse proietta ombre gigantesche sull’operato di alcuni politici italiani” ha detto Silvio Berlusconi “e restituisce dignità e verità all’azione di Governo”. Per la maggioranza l’attività di dossieraggio è figlia delle soap opera che ogni giorno si arricchiscono di inquietanti dettagli. E’ dell’ultima ora che la casa di Montecarlo non esiste e che l’appartamento di Tulliani, quello vero, si trova a via Gradoli, luogo cult dei trans. E’ il ritorno della transavanguardia?

La Linea D’Ombra – Doppietta Fini / Veltroni di Smog

Veltroni Papa Nero del Partito Democratico - Vignetta (c) 2010 Smog - Tempografico
Fini Dopo Mirabello - Un Giorno da Leone - Vignetta (c) 2010 Smog
Lo Smog della satira sta coprendo i cieli d’Italia… C’e’ indubbiamente un parallelo filologico e poetico tra due statisti d’ombra Italiani. Pare che i due gringos si siano incontrati sotto un ombrellone la scorsa estate, e siano entusiasti sostenitori del romanzo La Linea D’Ombra di Joseph Conrad. Che si apprestino a fondare una nuova linea politica, e naturalmente un nuovo partito d’unita’ nazionale? O che sponsorizzino una crema solare?

Le rime nuove di Bersani per Veltroni: “Battendo Berlusconi imporrem le nostre mani”

Ombre sul destino del PD. Ma qualcuno darà una mano
Ombre sul destino del PD. Ma qualcuno darà una mano

Bersani scrive a Veltroni ,scegliendo il dono della sintesi. Il segretario del PD, che non può fare boccacce né mai sarà Boccaccio, affida la sua risposta all’ex di turno con una serie di rime mica poi tanto banali, che tempografico ha acquisito segretamente. E sempre in gran segreto le trascriviamo per voi tempografisti:

Io ti scrivo caro Walter

E solletico il tuo ego

Perché non ti sono alter

Son nemico non lo nego.

Ma io penso già al futuro

Non scimmiotto i mirmidoni

E’ un momento molto duro

Per trionfar su Berlusconi.

Tu pontifichi da fuori

Scrivi lunghi documenti

Non mi dici “adesso muori”

Ma mi colmi di tormenti.

Io lo so che sei frustrato

e sei anche un pò felice

Ma il partito tormentato

Non necessita di antrace.

Serve pace e concordanza

Pane amore e fantasia

Religione e temperanza

Non buttiamo tutto via.

Poiché è forte il Cavaliere

E con Massimo egli inciucia

Mette tutti nel paniere

Le speranze a tutti brucia.

Ora basta divisioni

Noi non siam così lontani

E battendo Berlusconi

Imporrem le nostre mani.

Immagine di addrien

niente mani giunte, no, niente mani giunte

Bondi e Bindi testimonial delle insalate Bonduelle. “Stiamo freschi per sempre”

Con la disoccupazione il Governo ritorna alla terra
Con la disoccupazione il Governo ritorna alla terra

Lo slogan è: “Mangia Bonduelle e stai fresco per sempre”.  E per la prima volta un’azienda dell’agroalimentare affida la sua campagna pubblicitaria al volto di due politici che, francamente, non sembrano proprio rappresentare il ritratto della salute. Sandro Bondi e Rosi Bindi hanno firmato un contratto per l’arcinoto produttore di insalate. Bondi predilige il pollo, mentre Bindi va pazza per il tonno pazzo. Entrambi  poi sono per la scarola e contro Scajola. Berlusconi è stupito da tanto ardimento e, durante un incontro con Putin, si è detto pronto a far da testimonial per l’insalata russa, lasciando a Gheddafi l’onore di rappresentare quella clandestina di mare. Non siamo dunque più alla frutta, ma poco ci manca. L’assonanza fra i cognomi dei due politici e la Bonduelle ha creato però voci piuttosto dissonanti. Per Di Pietro, “la Bindi non può fare il pinzimonio con il demonio”, mentre Cicchitto ha criticato Bondi “perché il songino non è certo un pittore del Rinascimento”. Ma Sandro e Rosi si divertono, e non poco, lanciandosi giganteschi chicchi di mais. Ed entrambi convengono sul fatto che l’insalata mantiene giovani, malgrado il loro volto sia qua e là segnato da qualche rughetta.

Immagine di inpausa

http://www.flickr.com/photos/inpausa/4390242660/sizes/m/in/photostream/

Fini: “Divieto di burqa doveroso. Ma se lo mettano Letta e Bonaiuti così potranno evitare di andare a nascondersi”

Burqa Italia si presenterà alle elezioni?
Burqa Italia si presenterà alle elezioni?

Il Presidente della Camera fa outing sul burqa. “Vietarlo è doveroso opportuno per rispettare la dignità della donna”. Ma per gli uomini Fini avrebbe un’idea diversa. E che uomini!. “Il burqa potrebbe essere una soluzione adeguata per coloro che dovrebbero andare a nascondersi. Penso a uomini come Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, la cui dignità è sotto le babbucce”. Non si è fatta attendere la replica di Bonaiuti che, si sa, non conosce la poesia del silenzio: “Se io mi devo nascondere Fini non esiste. La sua presenza è un’illusione ottica, un ologramma. Mi dicono che lo hanno anche visto in un cinema 3 D”. Letta dal canto suo è stato più pacato: “Il burqa? Potrebbe essere un’esperienza quella di osservare il mondo senza che il mondo sappia chi sei”. L’operazione burqa piace molto a Bersani e al suo PD desaparecido: “Proporrò ai nostri esponenti di andare in giro col burqa targato PD. Sono pressoché certo che  così la gente si accorgerà della nostra esistenza e che finalmente si riparlerà di noi”

Immagine di twocentsworth

Swaggering Burqas

Esplode la Haiku fashion. Brunetta e Fassino, lo scontro è divino

Quando l'Haiku è su Fassino dal saké si passa al vino
Quando l'Haiku è su Fassino dal saké si passa al vino

Esplode la moda fra i politici di scambiarsi gli Haiku. Dopo il duello di prammatica fra Berlusconi e Fini, dalla retrovie spuntano Renato Brunetta e Piero Fassino, che mai e poi mai si sono amati né si ameranno. I due si sono rivolti degli Haiku self explaining, mentre Claudio Baglioni scriverà “Questo piccolo grande Haiku”, un pezzo di musica minimalista per minima moralia, nacchere e orchestra. Ma ecco a voi gli Haiku dei due esponenti del PDL e del PD (qual è la differenza?) dove lo scontro da terrestre si fa divino.

Fassino per Brunetta: Bieco centimetro/Carne e miniatura/Molosso hobbit

Brunetta per Fassino: Osso macilento/Triste grissino/Adagio lamentoso

Immagine di rogimmi

Palalido, Elezioni Politiche 2006: incontro Romano Prodi e Piero Fassino

Berlusconi e Fini si scambiano degli Haiku. Il Paese è ormai fatto di parole

Un poeta conta le sillabe del suo Haiku
Un poeta conta le sillabe del suo Haiku

Berlusconi e Fini comunicano ormai per monosillabi o quasi. L’ultima stravaganza è stata quella di adottare una composizione poetica di origine giapponese. L’Haiku consta solo di tre versi per un massimo di sette sillabe e, nella fattispecie,  si adatta molto bene a descrivere tutto il vuoto di una vita. Del resto il Paese è ormai fatto di sole parole; i fatti sono solo i tossicodipendenti.

Gianfranco Fini : Silvio maramaldo/Tigre di cartone/Sol televisione

Silvio Berlusconi:Fini minaccioso/Cane che non morde/Fuoco che non arde

Immagine di Chernobyl Bob

http://www.flickr.com/photos/chernobylbob/4281413373/sizes/z/

Il reverendo Jones: “Non brucio più il Corano ma brucio il lodo Al Fano”

Al Consiglio dei Ministri si ripassano le Tavole della Legge
Al Consiglio dei Ministri si ripassano le Tavole della Legge

Chissà cosa passa per la testa all’esaltato ed indeciso Reverendo Jones, leader di una setta di cristiano-anarcoidi? Tramontata l’idea di bruciare il Corano davanti a Ground Zero, l’anti talebano più talebano della cristianità prende una strada che sembra essere senza ritorno. “Non brucio più il Corano, ma brucio il lodo Al Fano” ha detto ai cronisti di Al Jazeera. “So che Al Fano è un imam di origine italiana che con il suo Lodo vuole infrangere ad ogni costo le Tavole della Legge. Fermiamo questa barbarie”. La notizia è subito rimbalzata in Italia dove il Ministro, rimasto basito, ha detto: “Ma quali Tavole! Quelle che voglio riformare sono le Favole della Legge, davanti alle quali le alte cariche dello Stato diventano degli stregoni da sconfiggere”. Anche il sottosegretario Bin Aiuti non crede ai suoi occhi: “Bruciare il lodo Alfano è molto più che un sacrilegio perché colpisce la dignità e sacralità del nostro Premier Pontifex Maximus. Parto subito per New York per fermare il Reverendo Jones”

Fini scrive a Berlusconi: “Se io mi dimetto tu sei un senza tetto”

Il postino ha appena aperto per errore la lettera di Fini a Berlusconi
Il postino ha appena aperto per errore la lettera di Fini a Berlusconi

Ecco la breve lettera inviata dal Presidente della Camera al Presidente del Consiglio

Caro Silvio,

voglio dare un consiglio al Presidente del Consiglio, che spero possa finalmente ascoltarlo. Smettila di chiedere le mie dimissioni a tutto il mondo. Hai provato per caso anche con Obama e Putin? E che Gheddafi ti ha promesso forse di farti Presidente del suo harem? Per farla breve, visto che tu continui ad assommare un’infinità di attimi sulle riforme, voglio dirti che rimarrò seduto sul mio scranno anche dovessi  sguinzagliarmi Bonaiuti per ripetermi le barzellette che racconti ai tuoi scherani su mia moglie. E’ atroce che ti ostini a pereguitare Fini. Se io mi dimetto tu sei un senza tetto perché il Governo cade e Bossi gode. Se non capisci questo sei proprio un uomo mesto. Come sta Alfano? Perché il suo Lodo non gode di buona salute. Sono stato a cena con un giudice ieri; volevo dirtelo per la tua colite. Se ce l’hai chiedi a Letta un pò di carbone vegetale; lui non ne ha proprio bisogno con tutto quello che deve digerire da te.

Saluto con affetto chi non è mai in difetto

Gianfranco