Madonna si presenta alle prossime elezioni come candidata Premier. Vincero’ perche’ Berlusconi e’ “Borderline” e io ancora “Like a virgin”

Lo slogan di Madonna alla conquista del mondo politico
Lo slogan di Madonna alla conquista del mondo politico

Berlusconi dovra’ guardarsi presto dalla pop star Veronica Luisa Ciccone. Madonna intende infatti presentarsi alle prossime elezioni come candidata Premier. “Il vostro Paese ha bisogno di una scossa. Avete troppi pesi; il Papa, Bossi, Berlusconi per non parlare di D’Alema. E’ grottesco” ha detto la cantante di origine italiana. “Se saro’ eletta portero’ i miei fan a Piazza San Pietro a cantare “Papa don’t preach””. Berlusconi intende prendere serie contromisure. Ha comprato i diritti della canzone di Bennato “Cosi’ non va Veronica” e questa volta si e’ capito il suo sfogo canoro  non sara’ rivolto alla ex moglie. Madonna e’ convinta che sara’ eletta: “Io sono il vero partito dell’amore. Gli italiani capiranno che Silvio e’ “Borderline” mentre io  ancora “Like a virgin”.

Striscia: Portaborze Balneare

Oggi mi ha chiamato l’Onorevole Sacripanti dalla spiaggia
Striscia Portaborze (c) 2010 Giodo
Mi ha detto che ha un mare di cose da fare
Striscia Portaborze (c) 2010 Giodo
e che dal mare gli viene meglio farle perché li non c’e’ ombra e tutto e’ alla luce del sole
Striscia Portaborze (c) 2010 Giodo
Le striscie di Giodo in esclusiva su Tempografico:

Portaborze: Quando la politica e’ un sottolavoro
L’Uomo Norma: Il Supereroe Giuridico

Berlusconi: “Siamo il partito dei fatti”. E Belen Rodriguez entra nel direttivo del PDL.

Il Governo dei fatti ha la propria visione dei fatti
Il Governo dei fatti ha la propria visione dei fatti

Berlusconi a tutto campo contro i transfughi, per dimostrare di essere ancora sulla breccia. “Siamo il partito dei fatti” ha dichiarato il Premier, “e i fatti per esser fatti vanno fatti con i fatti”. Un gioco di parole molto sottile, che rimane sibillino ma mica tanto. Belen Rodriguez, compagna di Fabrizio Corona, e recentemente accusata di consumare droga è entrata nel direttivo del PDL assieme a Renata Polverini.  Già in passato il coordinatore di Forza Italia Micciché fu indicato come potenziale cocainomane, mentre un’inchiesta della trasmissione Le Iene trovava tracce di cocaina sui capelli di un certo numero di parlamentari. Dunque ci chiediamo qual è l’offerta politica del Governo dei “fatti” se poi in politica son tutti “fatti”? Meno male che la RAI non manda più in onda la trasmissione “Il fatto” del compianto Enzo Biagi.

Foto di  Deadair tratta da www.flickr.com

http://www.flickr.com/photos/deadair/2210677187/sizes/m/in/photostream/

Dario Argento gira un nuovo thriller. Questa volta è su Fini e Berlusconi: “Profonda rissa”

Il Governo è in rosso ma anche in rissa e Dario Argento ne approfitta
Il Governo è in rosso ma anche in rissa e Dario Argento ne approfitta

Dario Argento era in piena crisi creativa quando ha avuto l’idea più geniale del momento. “La lotta fra Fini e Berlusconi è piena di colpi bassi e ho pensato che potesse esser interessante trasformarla in una storia pulp” ha detto il regista romano. “Il film ha inizio nella casa di Montecarlo, dove il cognato di Fini fugge da una mannaia automatica e prosegue a Roma alle assise del PDL dove vengono massacrati diversi esponenti”. Sembra poi che gli unici della corrente di Futuro e Libertà alla fine del film a rimanere vivi siano proprio gli Onorevoli La Morte e Della Vedova. “Sarebbe stato più giusto chiamare il film Inferno” ha concluso Argento, “ma l’avevo già fatto e proporre un sequel  sarebbe stato improprio. Profonda rissa è un titolo molto tradizionale, che fotografa perfettamente il momento vissuto dalle nostre istituzioni”

La casa a Montecarlo di Fini fu acquistata da Scajola? Dal voto di scambio alla casa di scambio

Chi ha comprato la Casa Bianca ad Obama? Berlusconi o Putin?
Chi ha comprato la Casa Bianca ad Obama? Berlusconi o Putin?

I politici a volte hanno slanci di generosita’. E’ notizia dell’ultima ora che la casa di Fini a Montecarlo sarebbe stata acquistata da Scajola; il tutto, come da copione ,all’insaputa del Presidente della Camera. E il rebus case dei nostri governanti si fa sempre piu’ inquietante. Sembra proprio che dal voto di scambio siamo arrivati alla casa di scambio. Gli inquirenti hanno aperto un’inchiesta. Chi ha comprato la casa a La Russa? Frattini o Calderoli? E La Russa a chi ha regalato l’appartamento? A una russa di sua conoscenza o alla Gelmini? Questo strano piana casa prende corpo giorno dopo giorno. Ora si capisce perché il prezzo delle case sembra non essere intaccato dalla crisi finanziaria. Tre quarti degli appartamenti nelle zone eleganti della Capitale sono in mano a un quinto dei Parlamentari. E’ un disegno questo dalle fondamenta solide che farà impallidire i palazzinari stile Caltagirone. In proposito Pier Ferdinando Casini ha chiarito: “Abito in una casa di Caltagirone e lo dico a scanso di equivoci per evitare che qualcuno faccia doppi sensi sulle mie trattative per rientrare nella Casa delle Liberta’”

Foto di Gaensler tratta da www.flickr.com

The White House

A 35 anni da “Lo squalo”, Steven Spielberg gira un film sul male oscuro della politica italiana: “Lo squallor”

Dallo squalo allo squallor
Dallo squalo allo squallor

“Lo squalo”, capolavoro di Steven Spielberg, torna idealmente nel nuovo film del regista statunitense, interamente realizzato nei palazzi del potere italiano. “Con Lo squallor ho voluto parlare del male oscuro della vostra politica” ha detto Spielberg. La storia parla di un mostro che non si vede e non si sente, ma che divora nei corridoi ed anfratti di Ministeri e Parlamento politici sempre piu’ consunti e corrotti. Negli Stati Uniti il film ha gia’ incassato i proventi di una manovra di Tremonti. Per Di Pietro “Lo squallor e’ un film palingenetico che mostra quanto la genetica della politica abbia bisogno di un autentico miglioramento. Tutti gli italiani devono vederlo”. A Berlusconi invece il film non e’ piaciuto: “Gia’ Lo squalo come La piovra mi ha fatto schifo, ma Lo squallor distrugge in profondita’ l’immagine dell’Italia e la mia personale. Io nelle sale italiane il film non lo faccio uscire”.

Fini fa il miracolo e resuscita Rutelli. L’Onorevole La Morte: “Siamo vivi”. E Futuro e Liberta’ paga il restauro del film di Lubitsch “Vogliamo vivere”

L'ottimismo di un'elettrice di Futuro e Libertà: "Voglio vivere"
L'ottimismo di un'elettrice di Futuro e Libertà: "Voglio vivere"

Non e’ che Rutelli fosse dato per morto. Il fatto e’ che lo era realmente e con tanto di vigor visto che nessuna delle sue proposte di legge e’ mai entrata in vigore. Ma la proiezione verso il futuro di Fini ha fatto il miracolo sul passato. Certo avremmo preferito la resurrezione di un Mazzini, di un Cattaneo, di un Cavour o di un De Gasperi, persone forse piu’ utili al Paese, ma sugli statisti i nostri politici, si sa, peccano di memoria corta. Sulla resurrezione di Rutelli l’On Donato La Morte ha commentato: “E’ la dimostrazione che siamo vivi, che il nostro cuore batte forte e che respiriamo a pieni polmoni. Altro che vagiti”. E per testimoniare questa profonda gioia di esistere Futuro e Liberta’ paghera’ il restauro di un vecchissimo film di Ernst Lubitsch. In Vogliamo vivere – che ha ispirato Bastardi senza gloria di Tarantino –  un gruppo di attori shakespeariani, grazie alla forza del teatro, beffa Hitler a Varsavia. E’ forse quello che presto accadra’ nel  teatrino del Parlamento al nostro Presidente del Consiglio?

Tempografico denuncia all’Antitrust i partiti politici per pubblicità ingannevole. Nei nomi si usa la parola libertà troppo liberamente e democrazia in modo totalitario

Libertà ma non nel nome dei partiti
Libertà ma non nel nome dei partiti

Tempografico ha rivolto oggi una denuncia alla Direzione Protezione Consumatori dell’Autorità Antitrust. Per noi i nomi di tutti i partiti italiani ingannano gli  elettori e andrebbero ritirati. Si abusa della parola libertà laddove la libertà non c’é. E’ libertà forse quella del PDL in cui chi non sta con il capo viene buttato fuori senza se e senza ma? E’ libertà per caso quella di Futuro e Libertà che – per non mostrarsi troppo indipendente e per le incertezze per l’appunto sul suo avvenire –  è costretta ad abbassare il capo ed astenersi sulla mozione di sfiducia nei confronti di un indagato sottosegretario alla giustizia? Francamente la parola libertà è svuotata di significato perché, manco a farlo apposta, si usa un pò troppo liberamente.   E quali sarebbero i valori dell’Italia dei Valori; forse i beni del partito che Tonino e il figlio Cristiano gestirebbero con una certa disinvoltura? Perfino sul  PD, malgrado le tanto decantate primarie, incombono ombre di oligarchia, con i D’Alema e Bersani che, in un empito di totalitarismo, tengono sotto schiaffo i peones di Camera e Senato. C’ è poi un’ipotesi di pubblicità comparativa fra PDL e PD che sgomenterebbe qualsiasi epigono del libero mercato: che differenza ci sarebbe fra Gianni Letta (PDL) e Enrico Letta (PD)? Noi da qui non ne vediamo, ma loro, semidei dell’alternanza, là rimangono e il potere rimbalza dall’uno all’altro . A noi non  rimane davvero che cantare una canzone: Letta it be.

Immagine tratta da www.flickr.com

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Il figlio di Bossi dedica una poesia al padre Umberto. “Mio padre è senatur/e sempre ce l’ha dur”

I versi di Renzo Bossi più che duri sono grossi
I versi di Renzo Bossi più che duri sono grossi

Ecco la poesia di Renzo Bossi dedicata al padre Umberto in esclusiva per tempografico.

Mio padre è senatur

e sempre ce l’ha dur

e legge la Ségur

e guarda Predatur.

Il dito medio in su

nel cielo verde blu

e Roma belzebù

ladrona sempre fu.

Umberto di Pontida

il mondo tutto sfida

è come alla corrida

sensibile  alle grida.

Umberto da Legnano

a volte un poco strano

ti prende quella mano

convince in un baleno.

Lui ama l’ermetismo

un poco anche il cubismo

ma per l’impressionismo

vuole il federalismo.

Berlusconi: “Voglio tutto”. E Letta gli regala un “Tutto” di Alighiero e Boetti. Ma e’ arte povera e non fa per il Cavaliere

Al Governo Tutto può succedere. E' la Commedia dell'Arte
Così fan Tutto
Al Governo Tutto può succedere. E' la Commedia dell'Arte
Al Governo Tutto può succedere. E’ la Commedia dell’Arte

 C’e’ tensione al Governo, ma Berlusconi non demorde e rialza la posta. “Voglio tutto” avrebbe detto ai suoi collaboratori in un empito di volonta’ e potenza. Proprio quello che ci vuole quando il delfino Fini subisce una metamorfosi trasformandosi in uno squalo. Per il Cavaliere non c’e’ piu’ un minuto da perdere e sembra che la sua clessidra sia sempre all’opera. E il fido Gianni Letta, per farlo subito contento e in assenza di lodi o balocchi, acquista per una cifra ragguardevole un “Tutto” di Alighiero e Boetti, uno dei massimi artisti italiani del dopoguerra. Ma quando Berlusconi – a cui in fondo il caos dell’opera lo rinfrancava sul fatto di non esser poi l’unico ad esser nei casini – ha scoperto che Boetti era interprete dell’arte povera, non ha voluto sentire ragioni: “Io non vorro’ mai avere a che fare con una cosa definita povera; nemmeno se valesse milioni”. Berlusconi ha quindi rifilato il lavoro a Piero Fassino con questa dedica: “Regalo a te questo Tutto visto che non sei piu’ Nulla”.