Fini sul fuori onda: “Qualcuno mi ha doppiato. Ho solo detto che il premier confonde fra sesso e castità”

Il Governo è fuori....onda
Il Governo è fuori....onda

Il fuori onda di Gian Franco  Fini ha provocato uno tsunami nel Governo. Il Presidente della Camera ha precisato di non aver mai pronunciato le parole “il premier confonde consenso e immunità” ma piuttosto di aver detto “il premier confonde fra sesso e castità”. “Qualcuno ha doppiato il filmato imitando la mia voce” avrebbe aggiunto Fini.  Berlusconi che aveva chiesto a Fini un chiarimento pena il non volerlo più vedere ha dichiarato: “e va bene che produco film ma questa storia del doppiaggio sembra una scusa. E poi se Fini è doppiato dove sono i sottotitoli?”. Difende Fini il sindaco di Roma Alemanno: “Berlusconi non ha il monopolio delle battute. Men che meno quello delle battute fini. Gian Franco è stato strumentalizzato”. Fabrizio Corona ha chiarito in serata di esser stato lui a disporre il doppiaggio della voce di Fini e ha aggiunto: “Certo non pensavo di suscitare un fuori onda così anomalo. Credevo che fosse ben più grave il riferimento al sesso, ma non si finisce mai di conoscere il Cavaliere”. L’opposizione è ironica e con Bersani consiglia “a Berlusconi di produrre un nuovo film: Le onde del delfino”. Ondata di messaggi di solidarietà a Fini, che in una conferenza stampa ha detto: “ho deciso di prendere lezioni di surf. Dovrò imparare a cavalcare anche i fuori onda”.

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IN FRANCIA ESCE I QUATTROCENTO POLPI, FILM POSTUMO DI TRUFFAUT SULLA MAFIA

Un'immagine da I quattrocenti polpi
Un'immagine da I quattrocenti polpi

Dalla Francia con amore: esce a Parigi un film inedito di Truffaut del 1969 sulla mafia siciliana: I quattrocento polpi. Una vera e propria Piovra ante-litteram che all’epoca non uscì nelle sale per non suscitare un caso diplomatico con l’Italia, dopo la crisi  verificatasi nel 1966 all’uscita nel nostro Paese del film di Gillo Pontecorvo La battaglia di Algeri, che criticava ferocemente l’operato dei francesi nella guerra d’Algeria.  Per il Governo italiano questo lavoro postumo “è un grave vulnus per l’immagine del nostro Paese. E’  un film truffauldino, che non fa che ingannare gli spettatori”.  Per Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, “I quattrocento polpi è una pellicola menzognera che il pubblico non digerirà. Meglio un bello spaghetto alle vongole; loro sì che sono veraci”. Franco Frattini, Ministro degli Esteri, ha detto: “il film di Truffaut, oltre ad essere datato, presenta dei siciliani che parlano con accento francese; peggio dell’Ispettore Clouseau”. Ma il Centro Nazionale di Cinematografia francese ha chiarito: “I quattrocento polpi è solo il primo film di una tetralogia che racconta la crescita di un giovane pescatore mafioso di Aci Trezza. Seguiranno gli altri tre inediti: Tonni rubati, Non drammatizziamo… è solo questione di cozze  La spigola fugge”. Berlusconi, che ha chiamato in serata il Presidente francese Nicolas Sarkozy, ha dichiarato a tempo grafico: “Sulla vicenda dei film postumi di Truffaut ho parlato con Sarko. Mi ha promesso che farà uscire il film nella versione in dialetto siculo e senza sottotitoli. In Italia siamo invece d’accordo che il film uscirà unicamente nella versione francese con sottotitoli in latino. Credo che sarà davvero un grande successo”.

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BERLUSCONI: “ALLA RAI NIENTE PIU’ FICTION SU COSA NOSTRA MA SOLO SU CHIESA NOSTRA”

RAI: Dalla Piovra al Pesce San Pietro
RAI: Dalla Piovra al Pesce San Pietro

Su libri e film sulla mafia Silvio Berlusconi ha espresso un pensiero compiuto .  Dalle sue parole (“strozzerei chi li fa”) si capisce che non sono un prodotto di suo gradimento; questo non soltanto  per motivi personali ma piuttosto perché rovinerebbero l’immagine dell’Italia all’estero.  Scherzando con i giornalisti il Presidente del Consiglio ha detto: “Sono sufficiente io per fare figuracce con i capi di Stato. Ho chiesto al direttore generale della RAI di non produrre più fiction su Cosa Nostra come la Piovra, ma  piuttosto di concentrarsi su Chiesa Nostra; i film su papi, preti e martiri sono molto più seguiti e meno controverse”. Per l’opposizione “questo passaggio dalla Piovra al Pesce San Pietro è un altro durissimo colpo alla libertà d’espressione dei nostri autori”. La Conferenza Episcopale Italiana apprezza le idee del Cavaliere e propone da subito un gioco a premi collegato alla lotteria Italia intititolato Altari Tuoi. Per Emma Bonino, leader dei radicali, “questa nuova idea della TV confessionale è roba da Medio Evo. Propongo di spostare la sede della televisione pubblica  in via Gregorio VII” . E in serata è arrivata la notizia della nomina di Silvio Berlusconi a Cavaliere dell’Ordine di Malta.

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BONDI E IL CANE SUL TRENO: “PENSAVO NON CI FOSSE UN CANE”

La nuova star del cinema Al Canino
La nuova star del cinema Al Canino

Cani all’indice in Parlamento. Un’interrogazione parlamentare del PD chiede chiarimenti sulla presenza di un cane a bordo di un Eurostar, presenza che sarebbe vietata in base al Regolamento. Manco a farlo apposta, la cagnetta bastardina o meticcia che dir si voglia era in possesso del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi che, scusatosi pubblicamente con la pubblica opinione, ha dichiarato: “pensavo che su quel treno non ci fosse un cane”. Protesta l’associazione cinofili: “il Ministro chiarisca se il cane era sul treno o sotto a un treno”. E al cinema esce il remake di “Quel pomeriggio di un giorno da cani” con Al Canino. Tornano di moda i cartoni di Braccobaldo Bau, mentre nei teatri gli attori cani si prendono una bella rivincita, ottenendo parti importanti. Contagiato anche Silvio Berlusconi che, dopo le notizie sulla bolla di Dubai, avrebbe esclamato: “Mondo cane”.  E Beppe Grillo,  citando lo scrittore russo Bulgakov, avrebbe detto: “l’unica cosa nobile del Ministro Bondi? Il suo cuore di cane”.

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ABBRACCIO FRA TREMONTI E BRUNETTA. I DUE SI CANDIDANO AL PREMIO NOBEL PER LA PACE

Pace nel Governo: lavori in corso
Pace nel Governo: lavori in corso

Un abbraccio fraterno fra Tremonti e Brunetta per porre fine alle tensioni degli ultimi giorni. I due non si sopportano si sa e sembra che siano entrambi iscritti  all’Italia dei Rancori (https://www.tempografico.com/2009/11/05/italia-dei-rancori/); eppure oggi è scattata una solidarietà nuova. Tremonti avrebbe detto: “riconosco che Brunetta in economia è un gigante”; e il Ministro della Funzione Pubblica avrebbe replicato: “Tremonti? Un gran lavoratore. Sarà il mio testimonial per la campagna di comunicazione contro i fannulloni”.  Insomma i due alla fine si sarebbero capiti cosi’ bene tanto da candidarsi in coppia alla prossima edizione del Premio Nobel per la Pace, vinto quest’anno dal Presidente USA Obama. Ma per Di Pietro “questa campagna di pacificazione getta ulteriore fango sull’operato del Governo; a Brunetta e Tremonti assegnerei quindi il premio Nobel per la pece”. Brunetta interpellato sull’argomento da tempografico ha risposto laconico: “lasciatemi in pace”, mentre Tremonti – nel nome del suo credo in Dio patria e famiglia – ha detto: “scambiatevi un segno di pace”.  Per Berlusconi “è la vittoria della mia linea sulla dialettica interna. I miei ministri ieri sembravano falchi, ma oggi li ho convinti io a diventare colombe “.

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AGITAZIONE A TEMPOGRAFICO. RASKOLNIKOV: “NON SONO STAKANOV”

Scioperati o scioperanti?
Scioperati o scioperanti?

Sciopero di 48 Kbyte proclamato dal Consiglio di Sito di tempografico. L’agitazione nasce dal fatto che non sono stati assegnati ai redattori la quantità di Gigabyte promessi dalla proprietà. Per Raskolnikov  “lo sciopero è un atto dovuto visto che io non sono Stakanov”.  Mabuse invece ha parlato di “grave vulnus alla libertà d’espressione. Ci tolgono i Gigabyte per tapparci la bocca della verità. Propongo l’iniziativa “Adotta un Gigabyte a distanza”. Per la Poissonniere de la Rue de Seine “con questa decisione, da scioperati diventiamo scioperanti. Ho deciso di non fare più un youtube rimanendo all’addiaccio sulla Place de la Bastille”. Last but not least l’azionista ed amministratore unico Gian Lucio Battista ha espresso “profondo rammarico per le decisioni dei dipendenti di tempografico. Ho la mascella fuori posto e non è colpa mia se per comprarmi il byte ho dovuto sottrarre dei Gigabyte alle mie persone”. Solidarietà ai lavoratori di tempografico è giunta in serata dal segretario della CGIL Guglielmo Epifani che “ha definito questo come il primo sciopero realmente virtuale. Una pietra miliare nella storia del nostro sindacato”. 

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PAUSA PRANZO: LA PIZZA AL TAGLIO PRESTO IN FINANZIARIA

Pausa pranzo a Montecitorio
Pausa pranzo a Montecitorio

Da Piazza Montecitorio, Rodion R. Raskolnikov

Da fonti bene informate, nei palazzi romani della politica sembra stia montando un ampio movimento di contrari alle dichiarazioni del Ministro Rotondi. Sembra infatti che si stiano costituendo i Comitati per il riconoscimento delle pause pranzo e non solo: obiettivo inserire le pause esplicitamente tra i diritti costituzionali. Pare anche che i giuristi si stiamo concentrando su tre fattispecie: la pausa pranzo (diritto inalienabile e intangibile), la pausa caffé (almeno di due tipi: quella territoriale in ufficio e quella extraterritoriale al bar) e, per i lavoratori che fanno molti straordinari il “pranzo di Babette” ovvero pausa pranzo più cinema, un’ipotesi di lavoro attorno alla quale si sta creando un movimento trasversale. Ma nascono anche i primi dissapori: il Partito della Pizza Margherita giustamente rivendica il suo spazio (https://www.tempografico.com/2009/10/21/partito-della-pizza/) e vuole introdurre nella finanziaria la “Pizza al taglio ”.  Questa proposta è stata accolta con favore dal Ministro Tremonti. La Lega chiede invece menù  territoriali. “Mi rendo conto che mangiare polenta e osei a pranzo possa essere faticoso, ha dichiarato Umberto Bossi, ma le nostre tradizioni devono essere rispettate”.

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IL MINISTRO ROTONDI: “BASTA CON LA PAUSA PRANZO. MANGIAMO SOLO NOI”

Mensaddio
Mensaddio

L’attuazione del programma si sa è un vero dramma per qualsiasi Governo. Impossibile risulta poi attuare un programma che non c’è.  E allora si improvvisa, si inventa, si fanno giochi di prestigio. Oggi la nuova diavoleria è la critica della pausa pranzo.  Il Ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi l’ha definita “un danno per il lavoro. Per eliminarla del tutto ho proposto di farla rientrare nell’ipotesi di reato di interruzione di servizio”.  Il Ministro ha poi chiarito: “solo noi politici abbiamo veramente il diritto di mangiare. La gente che lavora si deve concentrare. Per noi parlare a tavola è già una cosa molto impegnativa”.  In profondo disaccordo il Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che ha definito “la pausa pranzo un patrimonio culturale del nostro Paese, un’ora d’aria dalla riforma Brunetta”. Per il PD “la pausa pranzo è un diritto riconosciuto dalla FAO. Certo che se mangia sempre e solo il Ministro niente di più facile che chiamarlo Rotondi, di fatto e di diritto”. E Beppe Grillo ha inveito nuovamente contro l’esecutivo. “Il Governo tolga pure la pausa pranzo ma si dia una lunga pausa per farci sognare un mondo senza fame né Berlusconi”. E Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori ha detto: “farò uno sciopero della fame contro l’abolizione della pausa pranzo proposta dal Ministro Rotondi, anche se in cuor mio so che digiunare forse non è il miglior modo per difendere il diritto di mangiare”.

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NASCE UN SUPERMINISTERO PER INTERNET. PROVENZANO SARA’ MINISTRO DEI POST?

C'era una volta il Web
C'era una volta il Web

Troppa libertà per internet e il Governo corre ai ripari.”Tutti questi blog che non legge nessuno dovranno comunque esser setacciati” avrebbe dichiarato il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Secondo indiscrezioni, per controllare internet, si darà nascita al Ministro dei Post. E fonti vicine al Premier recitano che l’incarico potrebbe esser affidato al boss Bernardo Provenzano, definito con i suoi pizzini “uno dei più grandi esperti di comunicazione dopo Marshall Mc Luhan”. Provenzano rimarrebbe agli arresti domiciliari presso il Ministero e l’incarico gli verrebbe affidato come lavoro socialmente utile. Insorge l’opposizione che con Bersani ha affermato che “Provenzano non ha mai usato il computer; non si possono dunque confondere i post elettronici con i post it”. Ma un portavoce del Governo avrebbe replicato: “il Governo è cosa nostra e non loro. C’è troppa democrazia nell’email e presto torneremo ai pizzini”. Anche il Partito della Pizza con il suo portavoce Francesco Bufala è intervenuto sulla questione: “noi siamo per la pizza e non per i pizzini. Giù le mani da internet”. In serata il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti ha smentito la notizia: “questa bufala è frutto della fantasia dei blogger di Tempografico. Presto saranno identificati e fermati gli autori di questo procurato allarme che peraltro ci teniamo a ringraziare per la brillante idea. A breve infatti il Ministro dei Post sarà realtà”.

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Spider Web Gravity Well

IL PAPA AGLI ARTISTI: “TROPPO SPESSO LA BELLEZZA E’ MENDACE”. E RAIUNO AFFIDA A BANFI LA FICTION: UN PARROCO IN FAMIGLIA

Un parroco in famiglia
Un parroco in famiglia

Benedetto XVI – nell’udienza odierna con gli artisti italiani organizzata nella cappella Sistina dall’arcivescovo Ravasi – non ha usato mezzi termini. Papa Ratzi, bersagliato dai flash, ha chiarito come “troppo spesso la bellezza sia mendace”, lodando apertamente tutti quegli artisti che nelle loro opere “fanno risaltare la bruttezza e l’orrore, autentica natura di questo mondo”. Fra i 500 presenti anche Terence Hill nella parte di Don Matteo; Nanni Moretti si è sostituito al Pontefice al termine della cerimonia declamando il versetto: “la messa è finita”, mentre Carla Fracci si è esibita con il Papa in un pas de Deus. Giudicata al di là del bene e del male la presenza di Liliana Cavani, mentre Antonello Venditti per il Pontefice ha cantato: “In questo mondo di preti”. Ma non sono mancate le polemiche: a Riccardo Cocciante è stato impedito di intonare “Bella senz’anima”; i fratelli Taviani invece sono stati scomunicati per aver girato il film “Kaos”, che a giudizio della Chiesa avrebbe dovuto parlare della Genesi e non di Pirandello. Fedele nei secoli alla demonizzazione della bellezza, il Papa ha voluto premiare come artista dell’anno Lino Banfi, che sarà presto protagonista della nuova fiction prodotta da Raiuno: “Un parroco in famiglia”.

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