E’ il giorno della fiducia e noi di tempografico vogliamo aver fiducia in un mondo migliore. E’ per questo che abbiamo deciso di pubblicare gli haiku della crisi, questi piccole perle poetiche scritte dai parlamentari su appositi pizzini ritrovati dai commessi. Questi sono i primi giunti in redazione. In giornata ne leggerete di sempre nuovi.
Il giorno della fiducia è meglio passarlo in famiglia
Tempografico ha ricevuto stamattina da un Pony Express una poesia anonima dedicata alla fiducia, tema caldo in questi giorni. Come di nostro solito riceviamo e pubblichiamo, avendo piena fiducia nel nostro pubblico che amiamo senza mozioni o fazioni.
Pier Silvio Berlusconi ha passato la notte insonne, ma si e’ divertito a cantare con Apicella un libero adattamento di un vecchio brano di Angelo Branduardi che piu’ o meno faceva cosi’
Alla fiera del West
Per due soldi
Un deputato mio padre compro’
E venne Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne la Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E poi la Carfagna sulla Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E infine poi Bocchino sulla Carfagna sulla Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
Alla fiera del West
Per due soldi
Un deputato mio padre compro’
In prigione, Assange ha chiesto di leggere Asterix
Dalla Torre di Londra Julian Assange vuole dire la sua. E farlo in versi per rimetter un pò di candore in questa intricata faccenda dei documenti secretati. Tempografico è il Wikileaks del prossimo secolo e pubblica senza nessun tipo di indugio.
Italia: dal serpente monetario al Black Mamba dei conti pubblici
Giulio Tremonti vuole la stabilità; quella dell’Italia, quella del Governo e soprattutto la sua. Per questo promuove un’idea che fa discutere, ma che potrebbe essere vincente. “L’imperativo è quello di istituire un nuovo corpo di polizia a tutela dei conti pubblici: la Guardia di Finanziaria” ha detto il Ministro dell’Economia; “assumeremo contabili e laureati in economia disoccupati per stare alle calcagna delle amministrazioni e farle spendere il meno possibile”. E per garantire il pareggio del bilancio, il Ministro metterà a disposizione dei funzionari dei veri e propri serpenti che fulmineranno all’istante i funzionari dello Stato responsabili delle ruberie. “Abbiamo acquistato 100 mamba 200 cobra e 400 crotali; così non direte più che sono io il serpente” ha aggiunto il titolare di via XX settembre. Il leader dell’IDV Di Pietro ha subito presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere “la cifra sborsata dall’amministrazione per l’acquisto dei rettili e per pagare gli esperti che insegneranno agli agenti della Guardia di Finanziaria a come tenerli a bada; esperti particolarmente costosi perché provenienti dai 5 continenti”. Ma Tremonti non è preoccupato anzi: per ingraziarsi Bossi ha deciso che la Guardia di Finanziaria indosserà la camicia verde. “Non è vero che lo faccio per la Lega” ha concluso il Ministro; “è che in Italia siamo davvero al verde e i simboli per me restano molto importanti”.
Tagliate le tele dei tagli di Lucio Fontana alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La decisione è stata presa dalla sovrintendenza dopo un tormentato corpo a corpo col Ministro Bondi, che aveva chiesto una tregua, ma che hanno dovuto cedere di fronte alla furia iconoclasta dei curatori. I tagli di Fontana erano un simbolo della nostra arte contemporanea e il clamoroso gesto può essere paragonato soltanto alla distruzione dei Budda da parte dei Talebani, avvenuta negli anni ’90. Bondi ha commentato: “Ormai siamo arrivati ai tagli sui tagli. Per consolarmi vado a mangiarmi subito un pezzo di pizza al taglio”. Proteste dal mondo dell’arte contemporanea, con Christo che ha proposto di impacchettare i tagli superstiti e gli eredi di Mario Merz che hanno offerto gli igloo dell’artista per nascondere le opere del Maestro. Soddisfatto il Ministro Tremonti, che ha dichiarato: “L’opera di Fontana aveva un senso di esistere fino a quando ci fosse stato ancora qualcosa da tagliare. Oggi è diventata anacronistica, visto che noi italiani siamo tagliati fuori un pò da tutto. Meglio dunque rimuovere quei tagli dalla nostra memoria storica”.
Una mozione di sfiducia in forma poetica; ecco l’idea della troika Casini, Fini, Rutelli, nata per salvare il Paese dall’epifenomeno Silvio. I tre hanno concordato il testo in rima per rendere la procedura di voto molto più snella ed interessante. Saranno richiesti interventi in aula in forma di sonetto o di ode; la rapsodia sarà ammessa solo nei casi stabiliti dal nuovo Regolamento. Tempografico si è impadronito del testo della mozione e lo riproduce integralmente.
Camere chiuse per due settimane in attesa del voto di fiducia, previsto per il 14 dicembre. Ma al Senato il Presidente Schifani, imbeccato dal Premier, ha avuto un’idea brillante: organizzare Miss Parlamento. Mancava è vero solo questa competizione per trasformare la nostra politica in uno show business. Sfileranno tutte: dalla Finocchiaro alla Bindi alla Sbarbati; tutto il firmamento della nostra politica in gonnella, in barba ai proclami di dignità dei sessi e delle quote rosa. Per la dimissionaria Carfagna “occorrerebbe organizzare la competizione anche al maschile, proprio per dare, nella circostanza, pari opportunità agli uomini”. Ma Gasparri taglia corto: “che vinca una donna del PDL altrimenti si va ad elezioni, e candideremo Premier la Brambilla”. La Lega è in forte imbarazzo per mancanza di una candidata di peso e, proprio per questo, intende presentare la moglie di Borghezio, che però non è parlamentare. Il PD riconosce il valore di questa competizione: “Chi vincerà Miss Parlamento sarà candidata direttamente alle primarie”. Critico Nichi Vendola di Sinistra, Ecologia e Libertà: “Dovrebbero concorrere anche le impiegate e le commesse del Parlamento”. E Berlusconi gongola: “Con Miss Parlamento diamo un pò di ossigeno alla legislatura e facciamo capire agli italiani quanto un ricambio generazionale al femminile sia assolutamente indispensabile. E’ uno dei tanti motivi per andare al voto”.