Le rime nuove di Bersani per Veltroni: “Battendo Berlusconi imporrem le nostre mani”

Ombre sul destino del PD. Ma qualcuno darà una mano
Ombre sul destino del PD. Ma qualcuno darà una mano

Bersani scrive a Veltroni ,scegliendo il dono della sintesi. Il segretario del PD, che non può fare boccacce né mai sarà Boccaccio, affida la sua risposta all’ex di turno con una serie di rime mica poi tanto banali, che tempografico ha acquisito segretamente. E sempre in gran segreto le trascriviamo per voi tempografisti:

Io ti scrivo caro Walter

E solletico il tuo ego

Perché non ti sono alter

Son nemico non lo nego.

Ma io penso già al futuro

Non scimmiotto i mirmidoni

E’ un momento molto duro

Per trionfar su Berlusconi.

Tu pontifichi da fuori

Scrivi lunghi documenti

Non mi dici “adesso muori”

Ma mi colmi di tormenti.

Io lo so che sei frustrato

e sei anche un pò felice

Ma il partito tormentato

Non necessita di antrace.

Serve pace e concordanza

Pane amore e fantasia

Religione e temperanza

Non buttiamo tutto via.

Poiché è forte il Cavaliere

E con Massimo egli inciucia

Mette tutti nel paniere

Le speranze a tutti brucia.

Ora basta divisioni

Noi non siam così lontani

E battendo Berlusconi

Imporrem le nostre mani.

Immagine di addrien

niente mani giunte, no, niente mani giunte

Bondi e Bindi testimonial delle insalate Bonduelle. “Stiamo freschi per sempre”

Con la disoccupazione il Governo ritorna alla terra
Con la disoccupazione il Governo ritorna alla terra

Lo slogan è: “Mangia Bonduelle e stai fresco per sempre”.  E per la prima volta un’azienda dell’agroalimentare affida la sua campagna pubblicitaria al volto di due politici che, francamente, non sembrano proprio rappresentare il ritratto della salute. Sandro Bondi e Rosi Bindi hanno firmato un contratto per l’arcinoto produttore di insalate. Bondi predilige il pollo, mentre Bindi va pazza per il tonno pazzo. Entrambi  poi sono per la scarola e contro Scajola. Berlusconi è stupito da tanto ardimento e, durante un incontro con Putin, si è detto pronto a far da testimonial per l’insalata russa, lasciando a Gheddafi l’onore di rappresentare quella clandestina di mare. Non siamo dunque più alla frutta, ma poco ci manca. L’assonanza fra i cognomi dei due politici e la Bonduelle ha creato però voci piuttosto dissonanti. Per Di Pietro, “la Bindi non può fare il pinzimonio con il demonio”, mentre Cicchitto ha criticato Bondi “perché il songino non è certo un pittore del Rinascimento”. Ma Sandro e Rosi si divertono, e non poco, lanciandosi giganteschi chicchi di mais. Ed entrambi convengono sul fatto che l’insalata mantiene giovani, malgrado il loro volto sia qua e là segnato da qualche rughetta.

Immagine di inpausa

http://www.flickr.com/photos/inpausa/4390242660/sizes/m/in/photostream/

Fini: “Divieto di burqa doveroso. Ma se lo mettano Letta e Bonaiuti così potranno evitare di andare a nascondersi”

Burqa Italia si presenterà alle elezioni?
Burqa Italia si presenterà alle elezioni?

Il Presidente della Camera fa outing sul burqa. “Vietarlo è doveroso opportuno per rispettare la dignità della donna”. Ma per gli uomini Fini avrebbe un’idea diversa. E che uomini!. “Il burqa potrebbe essere una soluzione adeguata per coloro che dovrebbero andare a nascondersi. Penso a uomini come Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, la cui dignità è sotto le babbucce”. Non si è fatta attendere la replica di Bonaiuti che, si sa, non conosce la poesia del silenzio: “Se io mi devo nascondere Fini non esiste. La sua presenza è un’illusione ottica, un ologramma. Mi dicono che lo hanno anche visto in un cinema 3 D”. Letta dal canto suo è stato più pacato: “Il burqa? Potrebbe essere un’esperienza quella di osservare il mondo senza che il mondo sappia chi sei”. L’operazione burqa piace molto a Bersani e al suo PD desaparecido: “Proporrò ai nostri esponenti di andare in giro col burqa targato PD. Sono pressoché certo che  così la gente si accorgerà della nostra esistenza e che finalmente si riparlerà di noi”

Immagine di twocentsworth

Swaggering Burqas

Esplode la Haiku fashion. Brunetta e Fassino, lo scontro è divino

Quando l'Haiku è su Fassino dal saké si passa al vino
Quando l'Haiku è su Fassino dal saké si passa al vino

Esplode la moda fra i politici di scambiarsi gli Haiku. Dopo il duello di prammatica fra Berlusconi e Fini, dalla retrovie spuntano Renato Brunetta e Piero Fassino, che mai e poi mai si sono amati né si ameranno. I due si sono rivolti degli Haiku self explaining, mentre Claudio Baglioni scriverà “Questo piccolo grande Haiku”, un pezzo di musica minimalista per minima moralia, nacchere e orchestra. Ma ecco a voi gli Haiku dei due esponenti del PDL e del PD (qual è la differenza?) dove lo scontro da terrestre si fa divino.

Fassino per Brunetta: Bieco centimetro/Carne e miniatura/Molosso hobbit

Brunetta per Fassino: Osso macilento/Triste grissino/Adagio lamentoso

Immagine di rogimmi

Palalido, Elezioni Politiche 2006: incontro Romano Prodi e Piero Fassino

Berlusconi e Fini si scambiano degli Haiku. Il Paese è ormai fatto di parole

Un poeta conta le sillabe del suo Haiku
Un poeta conta le sillabe del suo Haiku

Berlusconi e Fini comunicano ormai per monosillabi o quasi. L’ultima stravaganza è stata quella di adottare una composizione poetica di origine giapponese. L’Haiku consta solo di tre versi per un massimo di sette sillabe e, nella fattispecie,  si adatta molto bene a descrivere tutto il vuoto di una vita. Del resto il Paese è ormai fatto di sole parole; i fatti sono solo i tossicodipendenti.

Gianfranco Fini : Silvio maramaldo/Tigre di cartone/Sol televisione

Silvio Berlusconi:Fini minaccioso/Cane che non morde/Fuoco che non arde

Immagine di Chernobyl Bob

http://www.flickr.com/photos/chernobylbob/4281413373/sizes/z/

Il reverendo Jones: “Non brucio più il Corano ma brucio il lodo Al Fano”

Al Consiglio dei Ministri si ripassano le Tavole della Legge
Al Consiglio dei Ministri si ripassano le Tavole della Legge

Chissà cosa passa per la testa all’esaltato ed indeciso Reverendo Jones, leader di una setta di cristiano-anarcoidi? Tramontata l’idea di bruciare il Corano davanti a Ground Zero, l’anti talebano più talebano della cristianità prende una strada che sembra essere senza ritorno. “Non brucio più il Corano, ma brucio il lodo Al Fano” ha detto ai cronisti di Al Jazeera. “So che Al Fano è un imam di origine italiana che con il suo Lodo vuole infrangere ad ogni costo le Tavole della Legge. Fermiamo questa barbarie”. La notizia è subito rimbalzata in Italia dove il Ministro, rimasto basito, ha detto: “Ma quali Tavole! Quelle che voglio riformare sono le Favole della Legge, davanti alle quali le alte cariche dello Stato diventano degli stregoni da sconfiggere”. Anche il sottosegretario Bin Aiuti non crede ai suoi occhi: “Bruciare il lodo Alfano è molto più che un sacrilegio perché colpisce la dignità e sacralità del nostro Premier Pontifex Maximus. Parto subito per New York per fermare il Reverendo Jones”

Fini scrive a Berlusconi: “Se io mi dimetto tu sei un senza tetto”

Il postino ha appena aperto per errore la lettera di Fini a Berlusconi
Il postino ha appena aperto per errore la lettera di Fini a Berlusconi

Ecco la breve lettera inviata dal Presidente della Camera al Presidente del Consiglio

Caro Silvio,

voglio dare un consiglio al Presidente del Consiglio, che spero possa finalmente ascoltarlo. Smettila di chiedere le mie dimissioni a tutto il mondo. Hai provato per caso anche con Obama e Putin? E che Gheddafi ti ha promesso forse di farti Presidente del suo harem? Per farla breve, visto che tu continui ad assommare un’infinità di attimi sulle riforme, voglio dirti che rimarrò seduto sul mio scranno anche dovessi  sguinzagliarmi Bonaiuti per ripetermi le barzellette che racconti ai tuoi scherani su mia moglie. E’ atroce che ti ostini a pereguitare Fini. Se io mi dimetto tu sei un senza tetto perché il Governo cade e Bossi gode. Se non capisci questo sei proprio un uomo mesto. Come sta Alfano? Perché il suo Lodo non gode di buona salute. Sono stato a cena con un giudice ieri; volevo dirtelo per la tua colite. Se ce l’hai chiedi a Letta un pò di carbone vegetale; lui non ne ha proprio bisogno con tutto quello che deve digerire da te.

Saluto con affetto chi non è mai in difetto

Gianfranco

Ecco la filastrocca di Fini: “O che Mirabello Silviondirondirondello”

Futuro e Libertà. I due elefanti acquistati dalla Tulliani grazie al superenalotto
Futuro e Libertà: i due elefanti regalati dalla Tulliani a Fini grazie al superenalotto

Dopo il discorso di Mirabello, e solo di fronte ai suoi fedelessimi, Gian Franco Fini, grazie ai fumi del lambrusco doc, si è lasciato scappare una filastrocca piuttosto originale che trascriviamo integralmente.

O che Mirabello Silviondirondirondello

O che Mirabello Silvioindirondinodà

Non c’è più il Governo te lo dice il buon Gianfranco

Non c’è più il Governo e La Russa se ne va

Faccio il mio partito proprio ora te lo dico

Faccio il mio partito tutto il resto è vanità

E su Montecarlo ti rimane proprio un tarlo

E su Montecarlo pure Feltri arrossirà

Amo Elisabetta e lo faccio senza fretta

Amo Elisabetta so l’invidia che ti fa

E poi sono bello sono meglio pure in quello

E poi sono bello e non nella terza età

Non son Cavaliere e non temo le tue fiere

Non son Cavaliere lo scherano perirà

Silvio vai a casa no ad accordi con la Chiesa

Silvio vai a casa che la gente apprezzerà

O che Mirabello Silviondirondirondello

O che Mirabello Silviondirondirondà

Processo breve. Berlusconi rinuncia. “Facciamola breve e lavoriamo per non fare piu’ processi e non solo alle intenzioni”

33870743 Affiche Le Procès Orson Welles
Il processo breve, brevissimo; il nuovo processo dell'Assurdo?

Il processo breve stava diventando una storia senza fine. Berlusconi ha capito che tempi cosi’ lunghi erano davvero incompatibili con un obiettivo cosi’ a breve. E il suo commento e’ stato laconico: “Facciamola breve, io ci rinuncio”. Poche parole utili per cogliere l’attimo fuggente e esser ricordati non a breve ma per sempre. Ma Silvio ha subito tirato  fuori dal cilindro una nuova singolare proposta. “Ho appena riletto Il processo di Kafka. Quello che sta succedendo a me e’ molto peggio di cio’ che vive Josef K. Bisogna lavorare a lungo termine per eliminare tutti i processi e non solo quelli alle intenzioni”. Alla domanda su come garantire  la certezza del diritto il Premier ha risposto: “Questi sono tempi in cui l’incertezza regna sovrana. La giustizia, come l’economia, vive oggi di rovesci piu’ che di diritti. Meglio attendere tempi migliori per riavviare i processi, soprattutto i miei”.

Gianni Letta fischiato al Festival di Venezia. Al grido di “A casa a casa” il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio risponde: “Ma non ho una passione per l’home video”.

Tarantino ha la ricetta per uscire dalla crisi di Governo
Tarantino ha la ricetta per uscire dalla crisi di Governo

Gianni Letta fischiatissimo all’inagurazione del Festival di Venezia. Qualcuno gli ha intimato di smetterla con il cinema al Governo, ma i più gli hanno detto esplicitamente di andare a casa e possibilmente non in quella di Scajola. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con la sua proverbiale faccia di bronzo, ha detto: “Non ho una passione particolare per l’home video, preferisco le sale e non capisco perché dovrei rimanere a casa a godermi il film”. Letta ha incontrato il Presidente della Giuria Quentin Tarantino, che gli ha illustrato la trama del suo nuovo film “Kill Silvio” in cui una giovane sedotta ed abbandonata dal nostro Presidente del Consiglio uccide uno ad uno tutti i suoi fidi collaboratori, da Bonaiuti a Bondi e allo stesso Letta prima dello scontro finale con Berlusconi. “Logico che il mio film non uscirà in Italia, ma ho promesso a Letta che se va a casa gli regalerò una copia privata in Blu Ray”. Capita l’antifona Letta se l’è data a gambe. Sembra poi che a casa abbia rivisto con la moglie il film con Alberto Sordi “Tutti a casa”. Ma ci arriverà davvero il Governo all’8 settembre?