Il nostro cavaliere è davvero in difficoltà, ma l’uomo è pieno di risorse e c’è da aspettarsi di tutto.
Nelle donne l’orgasmo attiva 30 aree cerebrali. In Berlusconi ben 74, come i suoi anni

Quando una donna raggiunge l’orgasmo attiva ben 30 aree cerebrali. Lavorerebbero l’ipotalamo, il nucleo accumbens, e il nucleus caudato, responsabili rispettivamente di piacere e memoria. La sensazionale scoperta di uno psichiatra statunitense verrà presentata a Neuroscience 2010, dove anche il Governo italiano terrà la sua convention annuale. Si è saputo infatti che allo studio si sarebbe sottoposto anche il nostro Presidente del Consiglio, con l’inaspettato risultato di sollecitare ben 74 aree cerebrali ad ogni orgasmo, una per ogni anno di età. “E’ per questo che amo le donne” ha dichiarato il Cavaliere; “grazie a loro posso riattivare pensieri positivi e continuare a lavorare fino a notte fonda”. Il cervello del Premier è stato studiato a fondo da un’équipe di neuropsichiatri, che avrebbero confermato la presenza di aree sconosciute in altri individui. Ci sarebbe il nucleus Alfano, che il Presidente attiverebbe ogni volta che sente parlare di giustizia, mentre il nucleus bugnato entrerebbe in azione proprio quando il Premier ha un incontro ravvicinato con Gian Franco Fini. Bersani leader del PD ha irriso a Berlusconi: “Se lui lavora fino a notte fonda per dirci che la sua testa si attiva con il sesso, è notte fonda per l’Italia”. Per Di Pietro dell’IDV invece “il cervello di Berlusconi è davvero insondabile se contiene più di 70 aree di rigore; ora capisco perché impose al Milan di Sacchi il gioco a zona”
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Fini e Berlusconi in Bilico / Vignetta Smog
Il finiano La Morte presenta un Disegno di Legge contro la Monotonia. “Rischiamo di spegnerci”

Donato La Morte, fedelissimo di Gian Franco Fini, vuole dare una seria scossa all’asfittico mondo istituzionale italiano. “Da troppo tempo la politica parla delle stesse cose nello stesso modo” ha detto l’esponente di Fli; “occorre uno strappo. Per questo ho presentato alla Camera un disegno di legge contro la monotonia”. Il DDL, che consta di una decina di articoli, prevede il reato di monotonia, con pene variabili dai 3 mesi ai 3 anni. “La lite fra Fini e Berlusconi mi annoia a morte” ha aggiunto il finiano; “è un chiaro segno della ripetitività della quale siamo prigionieri”. La Morte auspica quindi un cambiamento anche lessicale perché ” in Parlamento c’è un chiaro abuso, ad esempio, di termini quali bipartizan, bipolarismo, buvette e bistrot e la gente deve avere il diritto a non annoiarsi mai”. Il DDL prevede un pacchetto di 150 ore di corsi di formazione contro la monotonia e il regalo a tutti gli italiani di un dizionario dei sinonimi e dei contrari. “Questo per evitare di ricorrere sempre alle stesse parole”. Una parte del corso è dedicata anche al significato del silenzio. “Il silenzio è d’oro e io lo pratico anche Parlamento malgrado possa sembrare un ossimoro. Ora ad esempio mi taccio” ha concluso La Morte.
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Tempografico riscrive la Costituzione materiale di questo Paese. In principio i principi fondamentali

In tempo di immobilismo politico Tempografico prova a smuovere le acque e propone di riscrivere la Costituzione materiale di questo Paese. Di materiale per riflettere effetticamente ce n’è a iosa. Oggi ci occupiamo di principi fondamentali
Art. 1 – L’Italia è una Tirannide Oligarchica affondata nel lavoro.
La sovranità appartiene al popolo delle libertà, che la esercita al di là di ogni limite.
Art. 2 – La Tirannide riconosce e garantisce i diritti inviolabili di un solo uomo, sia come individuo sia sulle formazioni sociali ove si svolge il suo culto della personalità, e richiede l’inadempimento inderogabile dei doveri di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3 – Tutti i cittadini hanno impari dignità sociale e sono diversi davanti all’unica legge più uguale delle altre senza ricorrere al sesso, alla lingua, alla religione, alle opinioni personali o alle condizioni personali e sociali.
E’ compito della Tirannide imporre ostacoli di ordine sociale ed economico che limitino la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscano il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i servi della gleba all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4 – La Tirannide riconosce a tutti i cittadini il diritto alla disoccupazione e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha la facoltà di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria incapacità di scegliere, un’attività o una funzione che concorra alla paralisi materiale o spirituale della società.
La seconda parte della costituzione di Tempografico e’ disponibile qui
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E’ il Governo del fare o del farsi le ragazze? Interrogazione parlamentare della Bindi

Dopo la vicenda di Ruby, la giovane marocchina protetta da Berlusconi, a Montecitorio ci si interroga sul significato di alcuni leit motiv della maggioranza. E piu’ che ci si interroga si vuole interrogare il Presidente del Consiglio e la coalizione tutta. La pasionaria Rosi Bindi, da sempre additata da tutti come una delle donne meno avvenenti della Storia della Repubblica, ha presentato un’interrogazione parlamentare al Premier per sapere se – alla luce delle ormai numerose vicende che vedono il Cavaliere al centro di poco chiare vicende a sfondo sessuale – l’espressione Governo del fare sia per caso riferita al farsi le ragazze coinvolte nei festini da Lele Mora e Fabrizio Corona. Per la Bindi “e’ questa la quintessenza del Governo, che piu’ che il Lodo esige il Godo, e per il quale l’unico oggetto del contendere e’ sempre e soltanto la donna”. La risposta di Berlusconi rispetto all’atto di sindacato ispettivo non si e’ fatta attendere: “Amo le donne e per me son necessarie piu’ del pan che mangio, piu’ dell’aria che spiro. Ci metto anche la Bindi perche’ no; purche’ porti la gonnella voi sapete quel che fo”
Berlusconi alla questura: “Ruby è parente di Mubarak”. Ma potrebbe essere la figlia segreta di Barack Obama

Ruby, la fantomatica minorenne protetta dal Cavaliere è parente del Presidente egiziano Mubarak? Da Giza la Sfinge ha smentito ma negli USA, dove il Presidente è in altre faccende affacendato poiché potrebbe tornare il terrorismo, qualcuno parla di una vaga somiglianza con Barack Obama. Chi ha visto la ragazza piangere ha farfugliato che lei e il Presidente sarebbero due gocce d’acqua. Sembra infatti che Obama stia masticando lacrime amare per la sua prossima sconfitta alle elezioni mid term, che avrà ripercussioni long term. Scoprire oggi che ha una figlia segreta non l’aiuterebbe granché, neanche con Michelle e il suo orto biologico. Nel frattempo anche l’ex Premier israeliano Barak ha telefonato a Berlusconi chiedendo di non essere coinvolto in questo scandalo e di erigere un muro di Olmertà. Ma sul cas Ruby Silvio è apparso più rubicondo che mai e ha dichiarato: “La telefonata in questura? Sapevo di essere intercettato e l’ho fatta apposta. Volevo verificare fino a che punto il Paese fosse disposto a seguirmi su questa boutade. Il risultato va ben oltre le mie aspettative, e ora si può tranquillamente andare al voto”.
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Vignetta di Smog – Bertolaso e la munnezza: Rambo o Rombo con patate?
Vignetta di Smog – Ecco l’Amleto berlusconiano: “Mi lodo o non mi lodo?”
Le Fiabe di tempografico. Capitolo IV – Il Senatore che pettinava le bambole

C’era una volta un vecchio Senatore.
Era già stato capogruppo, sottosegretario, Vice Ministro e Ministro; aveva aspirato perfino alla Presidenza del Consiglio ma senza mai riuscirci…
Ora si trascinava per i banchi con indolenza; lo sapevano tutti che era ormai a fine carriera e che raramente lo avresti trovato in aula.
Preso dalla malinconia il Senatore si dava a lunghe passeggiate per la città. Una volta lo ritrovarono in una zona di periferia che si era perso e qualcuno cominciò a manifestare perplessità sui suoi orizzonti di vita futura.
Ma quella mattina il Senatore aveva bisogno di silenzio ed aria pulita. Così si fece accompagnare in macchina dall’autista in un grande parco situato a poca distanza dal centro città.
Lo passeggiava in lungo e in largo per trovare armonia, guardando con invidia gli sfaccendati praticanti di footing e le colf che portavano i bambini a giocare nella radura soleggiata.
Gli si avvicinò una bimba di 5 anni intenta a giocare con la sua bambola bionda e scarmigliata. La bambina, rivolgendosi proprio a lui, disse: “Mi aiuteresti a pettinarla?”.
Il Senatore, malgrado l’età veneranda, aveva ancora molti capelli e portava sempre con sé il suo stagionato pettine d’osso. “Ma certo, rispose; ecco guarda è semplice, basta non chiedermi di fare le treccine”.
E così aiutò la bimba nel suo intento e lei gli sorrideva perché non gli pareva vero che un vecchio come lui potesse dedicare del tempo alla sua bambola inanimata.
Qualche giorno dopo il vecchio tornò al Senato. Aveva una luce nuova negli occhi, come se all’improvviso avesse ritrovato una qualche motivazione. Prese la parola durante il question time e, nel bel mezzo della sua interrogazione al Ministro dell’Interno sulla sicurezza nei parchi pubblici, tirò fuori una bambola nuova di zecca e cominciò a pettinarle con foga i riccioli dorati.
Il Presidente della seduta richiamò il Senatore a tenere un contegno consono al momento istituzionale. La risposta fu immediata e suonò più o meno in questi termini: “Presidente sono mesi che mi dite che non faccio più nulla, che mi accusate di passare il tempo a pettinare le bambole. Ecco, vedete, volevo riconoscere che è vero; e vi dico anche che la cosa mi rilassa e che mi sento rinascere”.
Per molti pettinare le bambole era sinonimo del dolce far nulla. Ma il Senatore non la intendeva in questo modo.
Il fatto è che in poco tempo dalle bambole passò ai suoi colleghi. Si aggirava per i corridoi presso il Transatlantico pettinando uomini e donne dell’opposizione dalle capigliature folte e vaporose.
Qualcuno disse: “Meno male che il Presidente del Consiglio è calvo, altrimenti come avremmo potuto fermarlo?”.
Un bel giorno ebbe termine la legislatura e il Senatore non fu più ricandidato.
Qualcuno dice che, per non andare in pensione, si trasferì in Cina per lavorare in una grande fabbrica di giocattoli; qualcun altro racconta di averlo visto tentare di pettinare i clown al circo.
Nessuno sa in realtà dove si trovi.
Ma intanto, in Parlamento, maggioranza e opposizione continuano a pettinar bambole.




