Esce un film sulla politica italiana: “Lo sconcerto”. E’ diretto a quattro mani da Berlusconi e Fini

Ecco una prima immagine de' "Lo sconcerto"
Ecco una prima immagine de' "Lo sconcerto"

Dopo il successo de’ “Il Concerto” non poteva mancare un sequel all’incontrario. Berlusconi e Fini si sono  finalmente incontrati, anche se soltanto in una fiction. “Lo sconcerto” esce nelle sale in questi giorni e registra in tempo reale lo stato d’animo degli elettori. Racconta le vite parallele di un operaio e di un imprenditore nell’Italia di oggi. Il primo perde il lavoro, il secondo chiude l’azienda; entrambi tentano un confronto inutile con il mondo politico e affrontano con dignità un destino da clochard. “Lo sconcerto” è stato riconosciuto film di interesse artistico e culturale. Il Ministro Bondi si è detto “sconcertato per la lucidità di Fini e Berlusconi nel leggere il disagio del Paese. Ora speriamo che si mettano d’accordo veramente”. L’opera, che si chiude con il Papa che canta l’inno nazionale italiano, rappresenterà l’Italia al Festival di Venezia. Il curatore della mostra del cinema Marco Muller ha dichiarato: “spero solo che Fini e Berlusconi non si presentino al Lido perché rischiano di essere linciati. Lo sconcerto è un film che riesce pienamente nell’intento di dare sui nervi allo spettatore”.

Corruzione. Verdini ha un lapsus freudiano: “Quei soldi sono frutto dei loro, volevo dire dei miei sacrifici”.

Da Verdi a Verdini. La donna è mobile, l'Italia immobile
Da Verdi a Verdini. La donna è mobile, l'Italia immobile

Denis Verdini è sempre più nell’occhio del ciclone, Pieraccioni permettendo. I versamenti sul suo conto, che sarebbero stati effettuati da Carboni, sono peggio del carbonchio. Verdini avrebbe avuto un lapsus freudiano: “Quei soldi sono frutto dei loro, volevo dire dei miei sacrifici”. E davanti ai giornalisti era verde di rabbia, con notevole travaso di bile. Pecoraro Scanio, ex leader dei Verdi, ha detto: “Verdini è più verde di noi. Io ormai sono al verde e uno come Verdini servirebbe molto ai Verdi e dunque a me”.  Anche la moglie dell’esponente del PDL sarebbe coinvolta nel sinistro affare. Appassionata d’opera, soprattutto di Verdi, la signora Verdini sarebbe stata già ribattezzata “La Traviatina”, mentre l’augusto Denis, nelle sue contorsioni epigastriche, verrebbe già chiamato “Rigolettino”. Da Verdi a Verdini: questa è l’Italia.

Lo squalo sul Tevere e’ una verdesca? No e’ Verdini. L’esponente PDL ha visto il film “Lo squalo” piu’ di 1000 volte

Avvistata pinna di squalo: panico alla Tevere Expo. Ma era soltanto un playmobil
Avvistata pinna di squalo: panico alla Tevere Expo. Ma era soltanto un playmobil

Rivelazioni inquietanti sullo squalo avvistato sul Tevere. Non si tratterebbe di una verdesca ma del coordinatore del PDL e della P 3 Denis Verdini, la cui pinna dorsale e’ stata riconosciuta dai commessi della Camera dei Deputati. “Alla Camera” dice una fonte anonima “Verdini percorreva i corridoi zufolando l’ossessivo motivetto del film lo Squalo”. Sembra infatti che Denis  abbia visto il film di Spielberg piu’ di 1000 volte; conscerebbe a memoria sceneggiatura, montaggio e ogni singolo movimento di macchina. “Nella fontana del Parlamento” ha confessato Verdini ” avevo ricreato le scene della caccia. Il poliziotto Brody era diventato Prodi e il capitano Quint l’ammiraglio Tor di Quint, uno dei miei amici frequentatori di escort”. Ma perche’ Verdini avrebbe esibito la sua pinna sul fiume della capitale? Secondo un amico di infanzia “Denis ha una passione cosmica per la Tevere Expo; voleva farsi notare li’, ma non pensava di esser intercettato dai fotografi”. Per Berlusconi ” questa trasformazione di Verdini in un pesce viene incontro alla mia direttiva di restare muti. Perche’ avrebbe scelto lo squalo? Di certo Denis non e’ un pesce piccolo”. Proseguono intanto le ricerche sul fiume da parte di una task force di oceanografi nominata dal sindaco. Fra loro ci sono anche Folco Quilici e l’anima di Jacques Cousteau. “Tuteleremo la biodiversita’” ha detto Alemanno, “e se Verdini e’ uno squalo di certo non potra’ esser processato”.

P3 D. La nuova loggia in 3 dimensioni fa un accordo con la Pixar. Uscira’ un cartone sull’Italia: Noi Story

Benvenuti in Italia !!!
Benvenuti in Italia !!!

La P3 non perde tempo e diventa P3 D.  Il faccendiere Carboni e il sorprendente Lombardi tornano alla ribalta per ribadire che il destino del nostro Paese e’ sempre piu’ nella fiction e nei cartoni animati. “Abbiamo incontrato John Lasseter della Pixar” ha detto Carboni, “e siamo d’accordo di produrre un nuovo cartone in 3 D, questa volta per adulti. Si chiamera’ Noi Story”. Il cartone ripercorrera’ la storia della Repubblica italiana e dei suoi intrighi. “L’Italia e’ il Paese delle cospirazioni  e dovrebbe esser governato da Pol Plot” ha dichiarato il manovratore Lombardi; “Noi Story fara’ finalmente chiarezza sul lato piu’ oscuro dell’Italia. Con l’incasso del film vogliamo crescere e diventare P4 Turbo; cosi’ potremo gareggiare in formula 1 contro la Ferrari”. La collaborazione con la Pixar proseguira’ con Map, un cartone che svelera’ la mappa del potere mondiale. “Faremo un’operazione verita’” ha detto il premio Oscar John Lasseter. “Iniziare dall’Italia e’ doveroso, visto che voi italiani, da buoni compaesani di Pinocchio,  siete i burattinai piu’ bugiardi del mondo”.

Fa caldo al Governo. Fini: “Non ci faremo condizionare”. E nel suo ufficio vengono vietati i climatizzatori

Fa caldo al Governo e Fini punta sempre in alto verso le Cassiopee
Fa caldo al Governo e Fini punta sempre più in alto, oltre le Cassiopee

E’ proprio l’ufficio più afoso d’Italia quello del Presidente della Camera Fini. “E’ un momento molto caldo” ha detto Fini “ma non dobbiamo farci condizionare. Ho dato disposizioni ai commessi di disattivare tutti i climatizzatori”. Per Gasparri si tratta di “una mossa pubblicitaria. Fini non ha gradito il cambiamento climatico nel PDL e adesso fa un tentativo di ridurre le emissioni di CO2, ma è tardivo”. Secondo l’emittente la 7 “la scelta di Fini è coraggiosa perché così suderà 7 camicie”. Protestano i venditori di climatizzatori: “questa mossa di Fini ha provocato un’immediata emorragia nelle vendite. Sembra però che Berlusconi abbia introdotto nuovi incentivi nella manovra. Meno male”. Qualcuno ha ventilato l’ipotesi di un ritorno ai ventilatori, ma ad Alemanno, dopo lo scandalo dell’eolico, questa semplificazione proprio non piace. Piace invece al Ministro della Semplificazione Calderoli, che ha fatto mettere delle enormi pale nel suo ufficio: “mi auguro davvero che nessuno rompa le pale” ha dichiarato a tempografico.

Berlusconi a Cosentino “Dimissioni”. E il sottosegretario all’Economia risponde: “Missioni”

Rimasto solo anche Cosentino potrebbe giocare la carta della pin up
Rimasto solo anche Cosentino potrebbe giocare la carta della pin up

E’ durata ore ed ore la vicenda delle dimissioni del sottosegretario all’Economia Cosentino. L’esponente del PDL c’era o ci faceva quando Berlusconi gli diceva: “Dimissioni?”. Lui aveva capito “Dì missioni” e infatti rispondeva “Missioni”. C’è voluto tutto il bon ton di Gianni Letta per far capire a Cosentino che il Ministro della Difesa é La Russa e che solo lui può parlare di missioni. “E’ stata quasi una Dimission Impossible” ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, “ma quando Cosentino si è visto sventolare in faccia il cartellino rosso ha capito eccome”. Cosentino è parso amareggiato: “Non voglio fare digressioni, ma non sono avvezzo alle aggressioni e tanto meno alle dimissioni. Con Silvio, si sa, valgono solo le genuflessioni”. Ora Cosentino si è autoimposto gli arresti domiciliari: “La ragione è molto semplice. Con questo caldo rischio gli arresti cardiaci”.

Manovra. Berlusconi: “Macché maxiemendamento, qui ci vuole un Craxiemendamento”. Accordo con Obama per BP.

Berlusconi ha trovato il petrolio e canta "Oil is in the air"
Berlusconi ha trovato il petrolio e canta "Oil is in the air"

Il Cavaliere è scatenato. Non ce la fa più a reggere l’onda d’urto degli attacchi della magistratura. E deve chiudere la manovra, farlo in fretta, prima che la maggioranza si sfaldi. “Non basterà il maxiemendamento. Qui ci vuole un Craxiemendamento; con Bettino tutto sarebbe passato liscio. Quando c’era lui caro lei”. Berlusconi è preoccupato per le uscite di Tremonti sull‘austerity. “E’ roba da crisi petrolifera degli anni ’70. Non si può più parlare così perché gli elettori mi si stressano”. Silvio ha poi tirato fuori dal cilindro una delle sue idee geniali. “Ho fatto un sogno stanotte; mi sono svegliato e ho chiamato subito Obama. Manderemo l’ENI a raccogliere il petrolio della BP, arrestando la marea nera e rivendendo il greggio sui mercati internazionali. Obama si è trovato d’accordo e ha disposto un esproprio della piattaforma appaltandola alla nostra azienda energetica. Sono un genio anche della geopolitica. Lo slogan sarà ispirato a Madonna: Italians do it better”.

Scandalo Sarkozy: “Attaccano le mie riforme e le forme di mia moglie”

Sarkozy vuol vendere l'Eliseo ma non sa che voglio buttarlo dalla torre
Sarkozy vuol vendere l'Eliseo ma non sa che vogliono buttarlo dalla torre

Sarko non ci sta. Non avrebbe preso soldi dai magnati Bettencourt. E rilascia un’intervista  in cui fa outing su tante cose. “Vogliono trasformare la mia riforma delle pensioni in una riforma delle tensioni. Ho visto la Bettencourt due o tre volte in 17 anni, più tre che due ma sempre meno di quattro. L’Eliseo sta diventando un inferno. Non vogliono le riforme e allora attaccano le forme di mia moglie. Ora dicono che si è rifatta con i soldi della Bettencourt. Invece l’ho pagato io il conto, e tanto salato che stavamo per divorziare. Invito tutti a ritrovare la ragione e ad occuparsi dei veri problemi della Francia. Nessuno parla più ad esempio della Nazionale di calcio. Vi sembra normale? A me no. Farò causa a Domenech”. L’opposizione chiede le dimissioni e il Presidente replica: “Dimissioni no dismissioni si. Credo che l’Eliseo sia troppo costoso e vada venduto ai privati. Io posso trasferirmi alla Défense dove finalmente potrò difenderemi con l’aiuto di mio figlio. Alla vigilia del 14 luglio non vorrei proprio che l’Eliseo diventi una nuova Bastiglia”.