Premio Nobel per la pace mai più agli uomini. Nel 2010 forse ad Internet. Ma l’Italia propone la ruota e la televisione

Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota
Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota

Homini homini lupus, la vecchia teoria del tutti contro tutti  di Hobbes riprende piede e sconfigge quella del buon selvaggio di Rousseau. La prima conseguenza? Il premio Nobel per la pace non verrà più assegnato agli esseri umani poiché nessuno in fondo sarebbe veramente buono e meritevole, nemmeno il buon Obama. E’ così che Nicholas Negroponte, guru del Web, ha candidamente candidato al Nobel 2010 Internet. Negroponte, proprio per dimostrare che l’uomo non può esser buono, ha usato un ossimoro: “Internet è un ‘arma di educazione alla pace. Per questo tutti leggono Internet”. E non è mancata la risposta italica. Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha smentito l’esperto statunitense: “Io non conosco Internet e vivo benissimo in pace. Sono d’accordo sul principio di non candidare più uomini al Nobel per la pace, ma darei il premio alla ruota, una scoperta che ha cambiato la storia dell’uomo. Questo riconoscimento potrà anche servire a rimettere in moto il mercato dell’auto e magari a non chiudere la Fiat di Termini Imerese”. Ma il Ministro dell’Agricoltura Zaia non è d’accordo: “Lo so che Scajola è abbonato a Quattroruote, ma il vero motore del cambiamento nelle relazioni sociali è stata l’agricoltura. E ad essa che spetta il Nobel. Difendiamo la polenta”. Per Di Pietro “questo ritorno all’età della pietra è sintomo di decadenza del paese. Viviamo ormai in un mondo virtuale: perché allora non dare il Nobel alla Wii, grazie alla quale ho tirato più di un cazzotto a Berlusconi?”. Berlusconi in serata è intervenuto in modo molto autorevole: “Internet? E’ solo spazzatura; l’hanno capito perfino i cinesi. Credo che il vero motore della pace sia la televisione ed in particolare quella commerciale. La proposta dell’Italia andrà in quella direzione. Se non troveremo l’accordo nel Governo mi presenterò al Parlamento per il voto di fiducia”.

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Per Mastella un sabbatico con l’arte. Osserverà la lampada annuale di Boetti per essere il primo a vederla accesa.

A Mastella si accenderà la lampadina?
Molte lampadine si accendono nella testa di Mastella

Clemente Mastella non rimane con le mani in mano. Prima di lanciarsi in una nuova disfida politica si prende un anno sabbatico per riflettere e trovare una nuova strada per l’Italia. Il suo intento è naturalmente quello di accendere la lampadina con un’idea inedita e, perché no, geniale. Ma per far questo non ricorre alla Lampada di Aladino, no. A soccorrere il tenace Clemente è un artista dell’arte povera italiana: Alighiero e Boetti. “Ho scelto l’arte povera” ha dichiarato Mastella “per evitare speculazioni sui miei intenti. La definizione mi si attaglia perfettamente, dato che ho sempre affrontato la politica con spirito francescano”. In questa prospettiva Mastella ha optato per un’opera di Boetti del 1966: “La lampada annuale”. Questa particolare lampada si accenderebbe soltanto per 11 secondi all’anno e, nello spirito dell’artista torinese, “allude agli innumerevoli eventi che hanno luogo senza la nostra partecipazione e conoscenza”. Mastella ha chiarito che “essendo il primo a vedere la lampada annuale di Boetti accendersi per quel tempo così fugace, sarò in grado conoscere l’inconoscibile e spiegarlo agli italiani”. Visto che l’ex Ministro della Giustizia dovrà rimaner sveglio un anno intero, proprio per non perdere l’attimo, lo sponsor di questo ambizioso progetto sarà Illy Caffé. Ma la caffeina sarà poi sufficiente a tener sveglio il gioviale Clemente?

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Lamps

Tremonti: “Il Paese è triste. Presto il Ministero della Mestizia. Sarà affidato a Schifani”

Tremonti dalla stanza dei bottoni a quella dello psicanalista
Tremonti dalla stanza dei bottoni a quella dello psicanalista

L’Italia è un Paese fondamentalmente triste. Prenderne atto può portare molti voti . La depressione stringe nella sua morsa sempre più persone. E l’idea del Ministro Giulio Tremonti va oltre la finanza creativa: “Istituiremo presto un Ministero della Mestizia. Avrà il compito di seguire le persone tristi. Per il posto di Ministro avevamo pensato a Bondi, ma lui è già ai beni culturali e promuoveremo allora l’attuale Presidente del Senato Renato Schifani. Chi più mesto di lui?” ha dichiarato il Ministro dell’Economia. Dario Franceschini, ex segretario del PD, plaude all’iniziativa: “Altro che riforma della giustizia, riformare la mestizia presente in questo Paese è uno sforzo titanico. Io stesso non è che mi senta tanto bene”. Per Massimo Donadi capogruppo dell’Italia dei Valori “questa iniziativa sa tanto di moltiplicazione dei pani e dei Ministeri. E’ proprio una roba triste”. Il Premier Berlusconi  dal canto suo ha dichiarato: “Ho fatto dare l’annuncio a Giulio perché io non riesco ad esser triste. Avrei preferito chiamarlo Ministero della Malinconia, ma poi mi sono lasciato prendere la mano da quest’idea di mestizia perché dobbiamo rimestare tutta questa vecchia minestra del Paese e tornare al sorriso”. In serata il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha detto: “Questo pietismo verso chi è triste è solo vuota retorica. Dopo una decisione del genere la mestizia non può che aumentare. Per riprenderci dallo choc proporremo che almeno la psicanalisi sia totale carico del Servizio Sanitario Nazionale”.

Un ringraziamento a Luigi Simonetta per la splendida vignetta

Legittimo impedimento. C’è l’accordo bipartizan. D’Alema: “E’ questa la vera riforma del Paese. Varrà per tutto perché siamo tutti dei veri incompetenti”

Il capo di gabinetto del Presidente del Senato Clouseau
Il capo di gabinetto del Presidente del Senato Clouseau

Che l’espressione legittimo impedimento potesse andare oltre il campo della giustizia era palese, ma che la nostra classe politica ne prendesse atto in modo compatto non era certo di palmare evidenza. Eppure è accaduto. E’ stato trovato l’accordo su una vera riforma per il Paese. Gli eletti di Camera e Senato si dichiareranno finalmente legittimamente impediti.  E’ una presa d’atto importante.  Da oggi l’attività parlamentare si limiterà al chiacchericcio alla buvette; non ci sarà neanche più bisogno dell’aula, dove verrà costruita una palestra scioglipance.  L’ispettore Clouseau verrà nominato Presidente del Senato, mentre alla Camera ci sarà un ballottaggio fra Fantozzi e Fracchia. Unanime il giudizio del mondo politico, da far impallidire le maggioranze bulgare. Per Massimo D’Alema:  “Il legittimo impedimento è la parola passepartout perché siamo tutti dei veri incompetenti. Non dobbiamo nemmeno vergognarci di dirlo. E’ una nostra prerogativa”. E Berlusconi è d’accordo: “Anche gli inetti devono avere un posto di riguardo nel mondo. Io come politico so di esserlo e quindi è giusto che faccia parte della casta”. Trovata la soluzione per il varo delle leggi. Il Presidente del Consiglio nominerà  una camera bassa che dai sotterranei di Montecitorio scriverà e approverà le leggi. Per Umberto Bossi: “questi micro parlamentari saranno come i Nibelunghi della mitologia germanica o come gli Hobbit di Tolkien. Sottomessi ed operosi fino alla morte. Finalmente dei terun che lavuran. E’ una notizia”.

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Il PD è desaparecido. Bersani: “Ci candideremo alla guida dell’Argentina”

Argentina: Urquiza Park, futura residenza del leader Maximo D'Alema
Argentina: Urquiza Park, futura residenza del leader Maximo D'Alema

Il PD sta letteralmente scomparendo dalla scena politica italiana, travolto dalle divisioni interne e da correnti che in realtà sono marosi. Ieri Massimo D’Alema è stato pescato in un bar che cantava il vecchio adagio di Bobby Solo “Non c’è più niente da fare”. Gli faceva eco dall’altra parte Piero Fassino che, tentando un goffo approccio con l’elettorato Rom, è anche lui ricorso al repertorio di Solo cantando “Prendi questa mano zingara”. Un sondaggio impietoso condotto su 100 capi di Stato ha evidenziato come soltanto l’8% conosce il nome del segretario del PD. Perfino Barack Obama crede che sia Silvio Berlusconi il segretario del PD, ed è rimasto di sasso quando gli è stato comunicato che esiste un’opposizione in Italia. Il neo-segretario del PD Bersani è dunque bersaglio di una campagna di delegittimazione interna ed esterna senza precedenti. Ma Bersani non si arrrende a tira fuori dal cilindro un’idea geniale per far risorgere il PD. “Propongo un cambio di nome: da oggi ci chiameremo Partito Desaparecido. Ci presenteremo alle prossime elezioni argentine, dove contiamo di prendere voti sufficienti per andare al Governo. Italia e Argentina hanno radici comuni e non solo nel calcio” ha detto Bersani D’Alema ha trovato l’idea buona e si propone come leader del nuovo PD. Niente di più facile per il Leader Maximo: Bersani, commosso, ha sciolto il vecchio PD cantando anche lui una canzone di Bobby Solo: “Una lacrima sul viso”. Il PD è proprio Solo.

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Paraná, Argentina - Parque Urquiza / Urquiza Park

Berlusconi toglie le bende. Le rimetterà per la sua visita ufficiale in Egitto

Un'ortopanoramica del sorriso di Berlusconi
Un'ortopanoramica del sorriso di Berlusconi

Silvio Berlusconi ha tolto le bende ed è tornato più sorridente di prima. Il Presidente del Consiglio ha detto: “Sono stato fortunato; come sempre la dea bendata è stata dalla mia parte “. Pronta replica di Antonio Di Pietro dell’IDV, che ha fatto gli auguri al Premier raccomandandogli di non sentirsi troppo “un dio bendato”. E a Di Pietro ha subito risposto  il portavoce di Palazzo Chigi Paolo Buonaiuti con un laconico “meno male che Silvio tiè..”.  Berlusconi è in partenza per una visita ufficiale in Egitto. Il Presidente Mubarak il giorno del lancio del duomo in miniatura sul volto di Berlusconi aveva dichiarato: “A Silvio è andata di Luxor. Lo inviterò presto nel mio Paese”. E il Presidente del Consiglio, che è uomo di spirito, accettando l’invito ha detto: “Per la mia visita in Egitto rimetterò le bende; non tutti sanno infatti che sono appassionato di mummie. Pensate che ho visto tutti i film della Mummia e che presto intendo produrre quello in 3D. Chissà che non ci sia una particina anche per me”.

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Escono film inediti di Alfred Hitchcock. Secondo Giuliano Ferrara “L’uomo che sudava trippa” è un capolavoro cosmico

Il manifesto de' "L'uomo che sudava trippa"
Il manifesto de' "L'uomo che sudava trippa"

Escono tutti gli scheletri nell’armadio di Alfred Hitchcock; film girati e mai usciti nelle sale che ne rinnovano il mito. Dalle teche della Universal spunta “La donna che è triste due volte”, una storia d’amore strappalacrime che fa il verso al Dr. Zivago. Nel 1960, anno di “Psycho”, Hitchcock gira una pellicola visionaria: “Laico”, la storia di un prete cattolico che si sposa ben due volte e viene messo all’indice dal Papa. Del 1961 invece è “La finestra un pò sottile”, la storia di un uomo che origlia nella casa dei vicini grazie a degli infissi non proprio irresistibili. L’uomo che sudava trippa” invece  è del 1963 e racconta di un missionario africano le cui ghiandole sudorifere sono in grado di produrre salumi piuttosto pregiati che sfamano un’intera città vittima di una carestia. E su questo film Giuliano Ferrara si è voluto spendere più del dovuto: “E’ un capolavoro cosmico poiché, contrariamente al Pranzo di Babette, vedendo questo film ti si chiude lo stomaco per almeno un mese. In 20 giorni ho perso 15 chili. Un prodigio in verità”.

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In Veneto Rolex per gli assessori scambiati per bombe ad orologeria. Aperta un’inchiesta; non si sa se per terrorismo o corruzione

Orologi agli assessori: terrorismo o corruzione?
Orologi agli assessori: terrorismo o corruzione?

L’incubo terrorismo colpisce ancora e fa scambiare dei semplici orologi per bombe ad orologeria. Erano dei Rolex per gli assessori quelli fatti brillare stamattina dai Carabinieri presso la sede della Regione Veneto.   Il PM di Venezia ha aperto un’inchiesta ma si ignora se sia per terrorismo o per corruzione. Il neocandidato alla Presidenza della Regione e attuale Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia ha detto: “Basta con i regali di Natale. Io accetterò solo bottiglie di vino, salumi e formaggi tipici rigorosamente veneti. Non si capisce poi se i Rolex brillavano di loro o se sono stati fatti brillare dalle forze dell’ordine “. Un clima sinistro aleggia sulle elezioni regionali in Veneto e, si sa, la tensione fa davvero brutti scherzi.  Di Pietro dell’Italia dei Valori ha dichiarato: “Altro che terrorismo. Era ora di denunciare le regalie di orologi di lusso ai politici”.  E Pier Luigi Bersani ha aggiunto: “Ora spero che il PDL la smetta di parlare di giustizia ad orologeria. Questo è un chiaro caso di corruzione”. Ma Silvio Berlusconi in serata ha espresso un suo parere: “Il Rolex?  Ma quale corruzione! E’ un mio regalo ai rappresentanti del PDL della Giunta veneta. E’ forse corruzione se un politico fa un regalo a un politico? E poi li hanno fatti anche saltare in aria. Mi auguro vivamente che il PM indaghi i responsabili per procurato allarme”.

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Gli europarlamentari rinunciano alla missione diplomatica in Iran e vanno in vacanza a Petra

Gli europarlamentari rendono omaggioa Indiana Jones
Gli europarlamentari rendono omaggio a Indiana Jones

Non è il momento giusto per andare in Iran. Questo il ragionamento fatto dagli europarlamentari al termine di un serrato dibattito sui pro e contro della loro missione diplomatica in terra persiana. Esulta Barack Obama che ha parlato di “buon senso degli europarlamentari onde evitare il doppio senso di una missione in Iran che a me personalmente fa senso in tutti i sensi”. E’ sorto un problema però sul bilancio del Parlamento Europeo. Gli oltre 500.000 euro previsti per la missione andavano spesi in ogni caso. E l’idea è venuta proprio a Sergio Cofferati, membro della delegazione, appassionato di opera e di storia dell’arte antica. Gli europarlamentari hanno così trasformato la loro missione diplomatica in una vacanza a Petra in Giordania. Critiche sono state mosse dal Commissario Europeo all’industria Antonio Tajani: “E va bene che Indiana Jones è invecchiato, ma Cofferati dove crede di andare? Forse, visto che non decide più nulla, l’ex leader della CGIL  vuole prendere la residenza a Petra: è noto infatti che in origine ci vivevano i Trogloditi”. Critiche piovono anche dal PD con Nicola La Torre che ha dichiarato: “Se si trattava di visitare una delle sette meraviglie del mondo moderno era sufficiente venire a Roma al Colosseo. E poi Cofferati il cinese avrebbe fatto meglio ad organizzare un pelllegrinaggio alla Grande Muraglia. E’ noto che i suoi tentativi di egemonizzare il Partito Democratico finiscono sempre contro un muro. Perché allora non andare a Petra con Di Pietro?”.

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Superenalutto: vince chi prevede la data di morte. E fioccano le scommesse sulle suocere, ma anche sul Papa e Berlusconi

La Valle della morte, sede del Superenalutto
La Valle della morte, sede del Superenalutto

Con il nuovo anno torna d’attualità un tema sempre verde: la morte. La Sisal lancia un nuovo gioco d’azzardo: il superenalutto. Vince chi riesce ad indovinare la data della morte di una persona. Si può scommettere anche sull’ora, ma su questo punto ci saranno molte incertezze perché il tutto dipenderà dall’onestà dei medici legali. I vincitori non si guadagneranno di certo un posto in paradiso, ma di sicuro il funerale, la bara, i fiori e la messa gratis oltre ad un Requiem di Mozart o di Verdi a scelta cantato in loro onore. Molte le puntate sulle suocere, ma spiccano scommesse sulla morte del Presidente Berlusconi e Papa Ratzinger. Se Il Papa è dato 1/100, chi indovinerà la data della morte del Presidente del Consiglio verrà pagato 1000 volte . Manifestazioni spontanee di scommettitori sono in corso davanti a Palazzo Chigi e si prevedono veglie fino all’effettiva morte del Premier. Oltre a “tu scendi dalle stelle” intonano cori da stadio sullo stile “Devi morire!”. Sconsolato il segretario del PD Bersani: “Sulla mia morte non ha scommesso nessuno. Povero me!”. Ed è arrivata subito la replica di Silvio Berlusconi: “Ti credo. Bersani è già morto. Per quanto mi riguarda godo di ottima salute e invito la Sisal ad accettare puntate anche sulla mia resurrezione”.

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Sliding rocks at Racetrack Playa, Death Valley, CA