Il Papa e Internet. “Noi lo chiameremo Santernet”. E al posto del Mouse ci sarà l’Emmaus

Religione e computer: dove i fili sono spirituali
Religione e computer: dove i fili sono spirituali

Il Papa è deciso ad adottare un linguaggio più religioso per le nuove tecnologie. In un’intervista esclusiva a tempografico il Pontefice ha espresso “la volontà di dare maggior risalto spirituale ai contenuti della rete”. Così, a Città del Vaticano il Web verrà ribattezzato Santernet, malgrado lo scetticismo di San Tommaso. Al posto del Mouse verrà impiegato l’Emmaus. PC starà per Personal Confessor, mentre l’Apple sarà proibito per il suo esplicito riferimento al peccato originale. Soddisfatta la CEI che con il Cardinal Bagnasco ha dichiarato: “L’elettronica rappresenta per noi una via verso la salvezza Eternet. Metteremo in rete milioni di sacerdoti attraverso la nostra banca voti “. E Benedetto XVI ha concluso: “Abbiamo anche studiato un nuovo cursore molto più efficace a forma di croce latina. E dal monitor arriverà periodicamente un monito per una vita virtuosa e casta. Infine le reti non saranno più LAN ma VAN proprio per ricordare a tutti che in ogni momento della nostra vita è presente il Vangelo”.

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God is our wireless provider

Bertinotti e la moglie si lasciano. Lella: “Fausto è diventato di destra”. Che si sia innamorato della Santanché?

Una mattina mi son svegliato con la faccetta nera
Una mattina mi son svegliato con la faccetta nera

Bertinotti divorzia dalla moglie Lella. E viene accusato proprio dalla sua dolce metà di aver operato un completo revirement della sua posizione politica. “Una mattina mi son svegliata e, invece di Bella Ciao, Fausto mi ha cantato Faccetta Nera” ha dichiarato a tempografico la signora Bertinotti. L’ex Presidente della Camera è stato poi visto nell’ufficio del sindaco Alemanno leggere ad alta voce brani di Casse Pipe di Celine, scrittore noto per le sue simpatie più che destrorse. Ma il motivo del divorzio sarebbe in realtà molto più prosaico. Bertinotti avrebbe perso la testa per l’ex leader della Destra Daniela Santanché e, secondo indiscrezioni, starebbe preparando il corteggiamento dotandosi del necessario armamentario del littorio. Così l’ex leader di Rifondazione Comunista ha cominciato a dare del voi a tutti e confessato di volersi recare in pellegrinaggio a Predappio e Salò. Qualcuno ha perfino visto a casa sua un altarino dedicato a Claretta Petacci. Per Paolo Ferrero, ex Ministro e direttore del blog www.sinistra.coma, “Bertinotti è alle soglie della sua seconda giovinezza in cui esprimerà il ritorno alla dottrina dello stato corporativo”. Felice Alessandra Mussolini che ha dichiarato: “Fausto è un grande acquisto. Ora nessuno potrà più gridare allarmi siam fascisti”.

Immagine di mharrsch liberamente tratta da www.flickr.com

Benito Mussolini at the Wax Museum at Fishermen's Wharf

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L’Antitrust. “Sulla giustizia il Governo garantisca la libera concorrenza. Approvato il processo breve si mantenga anche quello lungo”

La prima sentenza frutto del processo breve
Ecco la prima sentenza frutto del processo breve

L’Antitrust compie 20 anni e lo fa con un prestigioso convegno sulle telecomunicazioni.  Dal Palco di Piazza Verdi un commosso Antonio Catricalà, alla guida dell’Autorità da tre anni, descrivendo la storia dell’istituzione, si è fatto scappare un accenno sulla recente riforma del processo: “Il processo breve è una buona innovazione per il nostro sistema giudiziario, ma non è sufficiente a garantire la libertà di scelta degli attori e dei convenuti. L’Antitrust ritiene che vada mantenuta anche l’alternativa del processo lungo”. Critico Nicola La Torre del PD, che ha detto:  “La libera concorrenza riguarda le imprese e non le aule dei tribunali.  A meno che essendo Berlusconi Presidente del Consiglio da oggi si parli Tribunale srl e di Corte di Cassazione spa”. Anche nella maggioranza non sono mancati i commenti. Per Gian Franco Fini “il processo lungo dà più garanzie di certezza del diritto. L’idea di Catricalà non mi dispiace dunque e andrà ridiscussa a breve senza andare troppo per le lunghe”.  E Antonio di Pietro dell’IDV in serata ha tuonato da par suo: “Breve o lungo cosa cambia? La giustizia non c’è più. Che l’Antitrust garantisca dunque prima di tutto la libera concorrenza in democrazia”.

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La Lega denuncia lo yoghurt Activia per pubblicità ingannevole. Bossi: “Evitare che gli immigrati si definiscano regolari”

Quando la Lega la fa fuori dal vasetto
Quando la Lega la fa fuori dal vasetto

La Lega inaugura una campagna a tutto campo contro le pubblicità ingannevoli. E parte dallo yoghurt Activia, reo secondo il Carroccio di non regolizzare affatto la posizione degli immigrati clandestini che lo consumano. Umberto Bossi ha dichiarato: “Il messaggio che Activia renda regolari è ingannevole. Purtroppo i clandestini non si pongono il problema della stitichezza e vedono solo nell’acquisto di quello yoghurt un modo per diventare regolari”. Plauso della Coldiretti, che ha ribadito l’esigenza di consumare eclusivamente yoghurt freschi e a chilometro zero. Ma Bersani del PD non è d’accordo: “l’immigrazione a chilometro zero non è praticabile e questa storia dello yoghurt contiene fermenti di razzismo. Ci si fermi finché si è in tempo”. Il Codacons si schiera con gli immigrati e prepara una class action contro la Danone, proprietaria del marchio Activia, “per averli fuorviati sul concetto di regolarità”. In serata poi è arrivata la notizia che Granarolo sta lanciando una linea di yoghurt che avrà come testimonial il Ministro Brunetta. “Con Gnyomo abbiamo studiato una linea per chi soffre di intestino pigro o, come dice Brunetta, fannullone”. Per Activia si preannunciano dunque tempi davvero duri.

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Berlusconi: “Processo breve e plotoni di esecuzione in aula. Spero non comincino da me”

Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka
Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka

L’approvazione al Senato del processo breve è stata breve ed intensa. Ma non è mancato il colpo di scena: all’ultimo momento è stato presentato un emendamento in aula del Senato, scritto dall’Onorevole Donato La Morte, che prevede l’esecuzione della pena direttamente nelle aule dei tribunali immediatamente  dopo la sentenza. Berlusconi ha dichiarato: “Ci saranno plotoni di esecuzione presenti nei tribunali. Spero di non essere il primo a passare sulla loro strada. D’altra parte fino ad oggi solo la vita era breve e non si capisce perché non dovessero esserlo i processi”. Per il PD “questa riforma elimina definitivamente  la certezza del diritto, è contro i diritti dell’uomo e solo a favore dei diritti del nano.  Berlusconi non faccia la vittima tanto a lui chi l’ammazza?”.  Parole dure sono arrivate anche dalla Santa Sede da parte del portavoce padre Lombardi: “Questo processo breve porta solo alla barbarie. Ci auguriamo che Napolitano grazi tutti i condannati prima della sentenza definitiva”.  E il Ministro di Grazia e Giustizia Alfano ha replicato: “La Chiesa non condanni le condanne. Prima della riforma la giustizia era l’unica vera condannata a morte di questo Paese. Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka”.

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Premio Nobel per la pace mai più agli uomini. Nel 2010 forse ad Internet. Ma l’Italia propone la ruota e la televisione

Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota
Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota

Homini homini lupus, la vecchia teoria del tutti contro tutti  di Hobbes riprende piede e sconfigge quella del buon selvaggio di Rousseau. La prima conseguenza? Il premio Nobel per la pace non verrà più assegnato agli esseri umani poiché nessuno in fondo sarebbe veramente buono e meritevole, nemmeno il buon Obama. E’ così che Nicholas Negroponte, guru del Web, ha candidamente candidato al Nobel 2010 Internet. Negroponte, proprio per dimostrare che l’uomo non può esser buono, ha usato un ossimoro: “Internet è un ‘arma di educazione alla pace. Per questo tutti leggono Internet”. E non è mancata la risposta italica. Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha smentito l’esperto statunitense: “Io non conosco Internet e vivo benissimo in pace. Sono d’accordo sul principio di non candidare più uomini al Nobel per la pace, ma darei il premio alla ruota, una scoperta che ha cambiato la storia dell’uomo. Questo riconoscimento potrà anche servire a rimettere in moto il mercato dell’auto e magari a non chiudere la Fiat di Termini Imerese”. Ma il Ministro dell’Agricoltura Zaia non è d’accordo: “Lo so che Scajola è abbonato a Quattroruote, ma il vero motore del cambiamento nelle relazioni sociali è stata l’agricoltura. E ad essa che spetta il Nobel. Difendiamo la polenta”. Per Di Pietro “questo ritorno all’età della pietra è sintomo di decadenza del paese. Viviamo ormai in un mondo virtuale: perché allora non dare il Nobel alla Wii, grazie alla quale ho tirato più di un cazzotto a Berlusconi?”. Berlusconi in serata è intervenuto in modo molto autorevole: “Internet? E’ solo spazzatura; l’hanno capito perfino i cinesi. Credo che il vero motore della pace sia la televisione ed in particolare quella commerciale. La proposta dell’Italia andrà in quella direzione. Se non troveremo l’accordo nel Governo mi presenterò al Parlamento per il voto di fiducia”.

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Per Mastella un sabbatico con l’arte. Osserverà la lampada annuale di Boetti per essere il primo a vederla accesa.

A Mastella si accenderà la lampadina?
Molte lampadine si accendono nella testa di Mastella

Clemente Mastella non rimane con le mani in mano. Prima di lanciarsi in una nuova disfida politica si prende un anno sabbatico per riflettere e trovare una nuova strada per l’Italia. Il suo intento è naturalmente quello di accendere la lampadina con un’idea inedita e, perché no, geniale. Ma per far questo non ricorre alla Lampada di Aladino, no. A soccorrere il tenace Clemente è un artista dell’arte povera italiana: Alighiero e Boetti. “Ho scelto l’arte povera” ha dichiarato Mastella “per evitare speculazioni sui miei intenti. La definizione mi si attaglia perfettamente, dato che ho sempre affrontato la politica con spirito francescano”. In questa prospettiva Mastella ha optato per un’opera di Boetti del 1966: “La lampada annuale”. Questa particolare lampada si accenderebbe soltanto per 11 secondi all’anno e, nello spirito dell’artista torinese, “allude agli innumerevoli eventi che hanno luogo senza la nostra partecipazione e conoscenza”. Mastella ha chiarito che “essendo il primo a vedere la lampada annuale di Boetti accendersi per quel tempo così fugace, sarò in grado conoscere l’inconoscibile e spiegarlo agli italiani”. Visto che l’ex Ministro della Giustizia dovrà rimaner sveglio un anno intero, proprio per non perdere l’attimo, lo sponsor di questo ambizioso progetto sarà Illy Caffé. Ma la caffeina sarà poi sufficiente a tener sveglio il gioviale Clemente?

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Lamps

Cinema. Tornano i Monthy Python con un film su Berlusconi: Il censo della vita

Un discreto tentativo di recuperare il diritto di voto
Un discreto tentativo di recuperare il diritto di voto

Nessuno può mettere in dubbio che Berlusconi sia ricco. Ma che da questa ricchezza ne traesse un sistema di vita valido per l’intero orbe terracqueo pochi lo affermavano. Dopo oltre 25 anni di assenza, i Monthy Python tornano insieme con un film sulla vita di Silvio Berlusconi, la personalità più discussa d’Europa. “Il censo della vita” è un’allegoria su come le democrazie moderne presto sposeranno un sistema rappresentativo censitario. Il film inizia con il sogno di un commercialista che viene ucciso dalla caduta di milioni di soffocanti modelli 740 . Ma i 740 sono in via d’estinzione: come può infatti uno che non ha redditto presentare la dichiarazione dei redditi? Il film racconta come il diritto di voto verrà progressivamente tolto a tutti coloro che non raggiungono un certo stile di vita. La prima vittima? Fausto Bertinotti, l’ex leader di Rifondazione Comunista che, non avendo più un seggio in Parlamento, torna a fare il garzone in una drogheria. “Il censo della vita è un film sulla perdita di senso di questa vita” ha dichiarato il regista Terry Gilliam. “Berlusconi è solo il profeta di un processo di portata globale. E’ per questo che viene votato. La gente conosce il proprio futuro e non intende provocare l’ira degli dei”. E’ la ragione per la quale “Il censo della vita” è piaciuto moltissimo al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, che ha dichiarato: “Il film sarà proiettato in tutte le scuole italiane. E anche i bidelli dovranno vederlo”.

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"I'd love to help if you have some money on you"

Cinema: è boom per i film sulla crisi economica. “Via con l’aumento” candidato all’Oscar?

Un'immagine di "Otto euro e mezzo"
Un'immagine di "Otto euro e mezzo"

Il cinema batte la crisi con la crisi. Fioccano nelle sale i film che parlano  della congiuntura negativa della nostra economia; storie di reietti dal mondo del lavoro, quasi un ritorno al neorealismo degli anni ’40 e ’50 ma con una cifra molto più cinica. E’ così per il nuovo film di Gabriele Muccino: “L’ultimo cacio”, una storia della progressiva clochardizzazione di un povero produttore di pecorino romano. Molto apprezzata la nuova fatica di Mimmo Calopresti ispirato a Fellini: “Otto euro e mezzo” inizia proprio dalla lettura dell’estratto del conto bancario di un travet della Pubblica Amministrazione angariato da Brunetta. Si parla molto poi di un film pieno di speranza ispirato al realismo magico di Frank Capra: “Via con l’aumento” – la storia di un sindacalista che strappa un aumento del 1000% per gli operai di una fabbrica di panini alle soglie della cassa integrazione –  è piaciuto molto al Ministro delle Sviluppo Economico Scajola, che ne ha caldeggiato la candidatura all ‘Oscar. Christian De Sica ha deciso di impegnarsi socialmente con “Termini Imerese”, un film sulla chiusura della FIAT in Sicilia. L’attore romano ha detto a tempografico: “Con Termini Imerese ha termine la mia esperienza con il cinema. Da oggi mi dedicherò al teatro con un testo sui nostri ferrovieri  alle prese con i treni veloci: Stazione Termini”. Berlusconi in serata ha dichiarato: “La crisi non c’è. Lo dimostra il successo del nostro cinema, che ha fatto di una crisi immaginaria una splendida opportunità per fare quattrini. Io andrò comunque a vedere con Giulio Tremonti “I miserabili” perché, come lui, amo Victor Hugo”. Il Premier non sa che “I miserabili” non è né  un film sulla crisi né tantomeno una riduzione del romanzo di Hugo, ma solo l’ennesimo j’accuse sulla politica italiana. Buon per lui.

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Tremonti: “Il Paese è triste. Presto il Ministero della Mestizia. Sarà affidato a Schifani”

Tremonti dalla stanza dei bottoni a quella dello psicanalista
Tremonti dalla stanza dei bottoni a quella dello psicanalista

L’Italia è un Paese fondamentalmente triste. Prenderne atto può portare molti voti . La depressione stringe nella sua morsa sempre più persone. E l’idea del Ministro Giulio Tremonti va oltre la finanza creativa: “Istituiremo presto un Ministero della Mestizia. Avrà il compito di seguire le persone tristi. Per il posto di Ministro avevamo pensato a Bondi, ma lui è già ai beni culturali e promuoveremo allora l’attuale Presidente del Senato Renato Schifani. Chi più mesto di lui?” ha dichiarato il Ministro dell’Economia. Dario Franceschini, ex segretario del PD, plaude all’iniziativa: “Altro che riforma della giustizia, riformare la mestizia presente in questo Paese è uno sforzo titanico. Io stesso non è che mi senta tanto bene”. Per Massimo Donadi capogruppo dell’Italia dei Valori “questa iniziativa sa tanto di moltiplicazione dei pani e dei Ministeri. E’ proprio una roba triste”. Il Premier Berlusconi  dal canto suo ha dichiarato: “Ho fatto dare l’annuncio a Giulio perché io non riesco ad esser triste. Avrei preferito chiamarlo Ministero della Malinconia, ma poi mi sono lasciato prendere la mano da quest’idea di mestizia perché dobbiamo rimestare tutta questa vecchia minestra del Paese e tornare al sorriso”. In serata il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha detto: “Questo pietismo verso chi è triste è solo vuota retorica. Dopo una decisione del genere la mestizia non può che aumentare. Per riprenderci dallo choc proporremo che almeno la psicanalisi sia totale carico del Servizio Sanitario Nazionale”.

Un ringraziamento a Luigi Simonetta per la splendida vignetta