Haiku hardcore ad Arcore. E le veline si laureano poetesse

Tempografico ha ricevuto in forma anonima gli haiku delle ragazze coinvolte da Lele Mora ed Emilio Fede nei festini ad Arcore di Silvio Berlusconi. E’ nostro dovere pubblicare questi testi che sono rivelatori forse piu’ delle intercettazioni

Scoperto il seno
Ballai fra satiri vogliosi
Ma il Cavaliere era inesistente

E’ l’ora del bunga bunga
Sono stanca dei tacchi
Ora che non ho piu’ indumenti

Lele mi osservava
E mi spingeva Emilio
Fra le spire sulfuree di Silvio

Sono trascorse tre ore
Dal ballo non si e’ capito
Chi papi portera’ all’alcova

Son giovane ma rotta
Nel vendere il corpo ai vecchi
Pero’ ripugna quel lezzo di morte

Lo giuro gli occhi miei grandi
Egli scruto’ con cura
Poi mi prese e fini’ la poesia

Ad ora tarda spento
E’ il desiderio
Che a quell’eta’ rimane tale

Pensavo alla Minetti cantante
Quella cieca con la voce d’angelo
Ma questa l’ha inviata il demonio

Con questa notte brava
Paghero’ le cambiali di mamma
Mai e poi mai dovra’ saperlo

Dietro ognuna di noi una storia
I corpi poi si confondono
Per esser solo carne da macello

Le Fiabe di Tempografico, Capitolo V: Il Senatore Pannolino

Il Senatore Pannolino

C’era una volta un senatore vecchio vecchio, vecchio forse quanto lo stesso Parlamento. Era un uomo da sempre abituato al compromesso e le tante rughe che abitavano la sua fronte erano espressione del numero di legislature in cui aveva calcato la scena della politica. Egli ne andava a fiero e arrivava a chiamarle: “gli anelli dell’albero della mia vita”.

Il senatore era da sempre stato ispirato ad una condotta misurata, senza particolari sussulti. Fu per questo che suscito’ un certo scalpore la presentazione di un suo personale disegno di legge sul rimborso dei pannolini. Dalle tribune politiche televisive egli aveva arringato le folle per spiegare l’impatto del costo dei pannollini sul bilancio di una famiglia con tre figli. “Una tassa assurda ed intollerabile” aveva tuonato il senatore con toni da predicatore del deserto; “e’ ora di mettere fine a questo scempio”.

Fiabe di Tempografico (c) 2011 Mabuse, Illustrazione Giodo

Nessuno avrebbe mai creduto che la sua proposta avrebbe raccolto le firme di tutti i senatori e di oltre sei settimi dei deputati, eppure ando’ proprio cosi’ perche’, direte voi, cosi’ va il mondo. Ma a qualcuno questa maggioranza bulgara modello Lines puzzava e non poco. E come dargli torto? Confrontando l’eta’ anagrafica media dei parlamentari ci si accorse, non senza meraviglia, che il Paese era una democrazia gerontocratica. I politici erano quasi tutti dei matusa, a volte anche piu’ dello stesso senatore pannolino – il nomignolo se l’era guadagnato con facilita’ – che ai piu’ pareva esser diventato parlamentare nella lontana alba dei tempi, quando per votare si doveva incidere la pietra. Dal medico curante del senatore si ebbe poi conferma che questi era affetto da incontinenza senile, cosi’ come tanti dei suoi colleghi che il clinico aveva in cura. Cosi’ e’ se vi pare dunque; tutto era chiaro, ma fu lo stesso senatore a rivelare in diretta al mondo intero che il suo gesto nobile era in verita’ un modo per tutelare, come se ce ne fosse ancora bisogno, il suo consistente gruzzolo investito in un paradiso fiscale.

Quella mattina la proposta doveva essere approvata dall’aula e il senatore, in qualita’ di relatore del provvedimento, era iscritto a parlare. Non si sentiva molto bene; il suo volto stanco e terreo lo rivelava oltremodo. Poi, durante la sua allocuzione, l’attenzione di tutti fu dirottata sul fuggi fuggi fra i suoi vicini di banco. Il senatore quella mattina si era dimenticato di mettersi il pannolino. Quando se ne accorse era troppo tardi perche’ il Transatlantico fu quasi sommerso dal suo fluido vitale. Questo portento – oltre allo sgomento e alle sensibili misure di profilassi decise dal Palazzo – provoco’ il naufragio della sua proposta di legge per assenza del numero legale. Oggi il prezzo dei pannolini e’ andato alle stelle cosi’ come il suo venerando senatore, che non ne avra’ piu’ bisogno.

Adulterare gli alimenti non è più reato. E arrivano la mozzarella fucsia e una bevanda al gusto di Parmigiano

Grazie a Calderoli cibi più colorati per la gioia dei bimbi

Calderoli vuole la semplificazione, ma questa volta si è davvero complicato un pò la vita. Grazie ad un nuovo rogo invernale di leggi, a suo dire inutili, da oggi adulterare il cibo non è più reato. E la fantasia al potere dei produttori di alimenti si è subito scatenata in un tourbillon di cibi cosiddetti Novel food. A Castellamare di Stabia è stata creata la mozzarella fucsia pischedelica che, per combattere la droga, verrà distribuita in tutte le discoteche campane, col beneplacito del Ministro della Salute Fazio. Nuove sgargianti colorazioni saranno inoltre disponibili a breve. C’è poi la Parmi Cola, una bevanda gassata al gusto di Parmigiano che in Italia non si vende, ma che sta spopolando in Iowa e in Arizona. Sembra che sul mercato saranno presto lanciate cozze e vongole che si aprono battendo le mani; sarà vietato portarle al concerto o allo stadio ma non a messa, dove si manterranno fresche pregando. Ma non finisce qui perché dopo le uova alla diossina tedesche ecco le uova alla morfina russe, concepite per lenire i dolori di pancia e dimenticare la gestione Putin/Medvedev. Calderoli ignora le critiche e rivendica la sua scelta: “Seppur adulterato sempre di cibo di tratta, e con la fame che c’è in giro non vedo come il fatto di accrescere l’offerta di alimenti possa essere criticabile. Mi auguro quindi che D’Alema e Bersani passino molto presto dallo Champagne alla Parmi Cola”.

Immagine tratta da www.flickr.com

Esce la Fiat Panis, la prima auto che fa il pane e che sfamera’ il mondo. Costera’ un sacco di grano

Non  la Fao, ne’ la Monsanto o gli OGM sfameranno questo mondo sempre piu’ vorace, ma la Fiat e il suo leader Marchionne. La casa automobilistica torinese  lancera’ a breve una macchina che mentre ti porta a casa fa il pane. “La Fiat Panis dara’ da mangiare agli operai di Mirafiori e non solo” ha dichiarato in maglioncino a V Marchionne. “Abbiamo gia’ accordi con i Governi di molti paesi in via di sviluppo per distribuire la macchina presso i bisognosi perche’ quest’auto e’ la quintessenza dell’utilitaria”. Da indiscrezioni sembra che la Fiat Panis costera’ un sacco di grano e che ci fara’ passare dall’ingorgo all’ingordo. In India poi hanno reclamato una macchina che produca  riso. Marchionne ha detto: “Per il momento restituiamo il sorriso alle famiglie di Mirafiori. Per il riso aspettate di vedere la Fiat Panis all’opera”. Preoccupata l’associazione dei dietologi italiani, che suggerisce di aggiungere al frumento broccoli o cavoli ripassati al fine di equilibrare la dieta. Un portavoce ha detto: “Col solo pane e senza verdure saranno cavoli amari”.

I bancomat sono sporchi come i bagni pubblici. Soldi sporchi non e’ solo piu’ un modo di dire

I bancomat sono pieni di batteri, anche di quelli piu’ resistenti agli antibiotici. Queste le conclusioni a cui e’ giunto il Ministero della Salute al termine di un’inchiesta denominata Nocche Pulite. Che i soldi fossero sporchi lo sapevamo, ma era solo una metafora. Oggi lo sono per davvero e in tutti i sensi. Per dare luogo ad una seria operazione di profilassi le autorita’ sanitarie hanno interpellato la mafia ed altri esperti nel lavaggio del danaro, incluse quelle banche svizzere dove i bancomat hanno l’aria immacolata.  La crisi aiutera’ sicuramente, visto che i soldi sono sempre di meno e che i prelievi agli sportelli diminuiscono di giorno in giorno. Mentre i produttori di salviettine igieniche propongono la distribuzione automatica all’atto dell’inserimento della tessera, i titolari di Amuchina vorrebbero spargene quantita’ industriali sulle citta’ grazie a potenti elicotteri. A Napoli nessuna preoccupazione perche’ i bancomat restano ad oggi i luoghi meno contaminati dai rifiuti. Lo ha riferito al direzione del Banco di Napoli.