Dopo la riforma della sanità Obama affronta quella della santità. Lungo dialogo col Papa.

Obama e Ratzinger recitano insieme il rosario.
Obama e Ratzinger recitano insieme il rosario.

La Chiesa attraversa un brutto momento. I casi di pedofilia non denunciati gettano infatti una luce oscura sull’operato di alcuni alti prelati e anche Papa Ratzinger non è uscito indenne dalle critiche. Dagli Stati Uniti Obama assiste con preoccupazione a questa campagna di delegittimazione della Santa Sede e, in nome del dialogo ecumenico, lancia una proposta schock: “Riformiamo la santità”. Dopo la riforma della sanità  è il secondo obiettivo,  questa volta di portata planetaria, che il Presidente USA intende raggiungere. Dalla Casa Bianca Obama avrebbe dichiarato: “Mai più parlare di Santo subito. Il processo di beatificazione dovrà seguire nuove strade partendo magari, visto che siamo a Pasqua, proprio dall’agnello di Dio”. Da Roma è arrivato l’altolà del Segretario di Stato Bertone: “Capisco che la Chiesa entri a volte a gamba tesa sulla politica, ma è la prima volta che un capo di Stato si fa carico di faccende che riguardano solo noi e che andrebbero discusse dai concili”. E dall’Italia Silvio Berlusconi ha criticato Obama: “Santo subito non varrà per lui, ma per me vale eccome. Il mio processo di beatificazione è già iniziato e potrebbe concludersi quando sarò ancora in vita. Resto però favorevole alle riforme e sono quindi aperto ad altre soluzioni”. In serata Obama e il Papa hanno avuto una lunga telefonata. Dalla Santa Sede hanno fatto sapere che i due si sono limitati a recitare assieme  il rosario in inglese. Ratzinger infatti avrebbe deciso di mitigare il suo forte accento teutonico. Sono quindi arrivate le lamentele dell’arcivescovo di Canterbury: “L’americano non è l’inglese. Il Papa parli con noi”.

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Regionali: trionfa la Lega. Il senatur: “Ora dialetto in tutti gli autogrill”

La Lega propone il MC Veneto. Chi distinguerà l'Asiago dallo Schiz e dallo Zumelle?
La Lega propone il panino MC Veneto. Chi distinguerà l'Asiago dallo Schiz e dallo Zumelle?

La Lega cresce,  si fa largo e a volte straripa. E’ una forza politica che non finisce di sorprendere e con la quale il Cavaliere dovrà fare i conti giorno per giorno. E la Lega Nord chiede più spazio vitale, vuole emergere dal localismo ed occupare territori sempre più estesi. Stamane Umberto Bossi, il senatur, è stato molto chiaro: “In tutti gli autogrill si dovrà parlare in dialetto. E, visto che parliamo di autostrade, ho depositato un disegno di legge che avrà una corsia preferenziale” . La proposta piace al sindacato traduttori: “Proponiamo i sottotitoli in italiano, così che i turisti possano comprendere quello che generalmente viene biascicato”. Composta la reazione dell’Italia dei Valori che con Massimo Donadi ha spiegato: “Vorremmo che almeno il raccordo anulare di Roma sia espressione di tutte le lingue e sede dell’Accademia della Crusca”.  E Luca Zaia, neo Governatore del Veneto, ha parlato di un panino Mc Veneto da vendere negli autogrill: “Sarà a base di Asiago, Renàz, Schiz e Zumelle. Ci sarà un’etichetta in italiano che spiegherà i valori nutrizionali”.  Per Pier Luigi Bersani, leader del PD, quest’idea della lingua on the road vive il problema dei confini: “Come ci comporteremo sulla Salerno-Reggio Calabria che non è ancora finita?. Io non ci metto bocca ma la Lega ponga un freno alla lingua”.

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Elezioni: gli italiani presi per polli da spennare. E si affaccia lo spettro dell’affluenza aviaria.

Ci sono le elezioni ed è sempre il solito film: Galline in foga
Ci sono le elezioni ed è sempre il solito film: Galline in foga

I nostri politici ci prendono per polli in tutti i sensi. Non solo ci spennano con tasse e balzelli di tutti i tipi,  ma pretendono anche di farci andare a votare, magari in una bellissima giornata di primavera, in quelle scuole buie e dalle mura consumate, dentro a cabine elettorali in cui si respira un’aria stantia, immobile. Siamo uomini o caporali? Siamo elettori o polli? Perché allora non ci fanno trovare il becchime assieme alle schede elettorali?  E dentro alle cabine non sarebbe dunque meglio farci un bell’uovo e magari colorarlo di nero, visto il futuro che ci aspetta?  E poi c’è anche la Pasqua di mezzo e quale oggetto più dell’uovo può rappresentare fattivamente questo momento così propizio? Secondo un autorevole esperto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia sarebbe a rischio di un’affluenza aviaria; con queste cattive influenze politiche saremmo tutti diventati delle galline votanti. E quindi al posto della Bonino voteremo la Ovino, Formigoni diventerebbe Pegoroni e Cota il lutulento Mota. La Polverini sarebbe ribattezzata Porcellini ed esprimerebbe una flatulenza al posto di una preferenza. Ma che domenica bestiale direte… Eh si! Con quest’astensionismo crescente, i polli dalle urne sono passati direttamente a Farmville, una fattoria didattica che ci insegna che l’aviaria è davvero fra noi. Adesso però troviamo un vaccino per i mali delll’Italia, magari non della Novartis.

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Bonino/Polverini: duello all’ultimo verso. Quando la poesia si sposa col potere

Ecco un piede intento a scrivere un verso. Ma è della Bonino o della Polverini?
Ecco un piede intento a scrivere un verso. Ma è della Bonino o della Polverini?

Con questi versi Emma Bonino si rivolge ai propri elettori, chiudendo una campagna elettorale all’insegna del volemose male.

Vota Emma e non Renata

Per il ben della Regione

Ché della ragion veduta

Questa è sola la canzone.

Per il Lazio il buon governo

Spetta solo alla Bonino

Solo lei puor dir buongiorno

Che si vede dal mattino

Non si è fatta attendere la riposta della Polverini, impegnata in ultimo pellegrinaggio al Divino Amore.

Sono io sono Renata

Quella santa vera donna

La Bonino è avvelenata

E non porta mai la gonna.

Io non pratico l’aborto

Ed aborro lo spinello

Il cilicio adesso porto

E votar devi anche quello.

Sempre più incerto l’esito delle urne. Con questi versi appassionati le due candidate hanno confermato la loro campagna perfettamente simmetrica. Ora la parola, non quella poetica ahimé, passa davvero agli elettori. Innalzate i Vostri cuori.

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Foot Sole

Napoleone Bonaparte profetizzò l’avvento di Silvio. Ritrovata intervista del 4 maggio 1821 pubblicata da un giornale parigino

Il futuro di Silvio nel modellino di Napoleone
Il futuro di Silvio nel modellino di Napoleone

Un giorno prima di morire Napoleone Bonaparte rilasciò un’intervista ad un giornaletto parigino di quartiere “L’Eco di Montmartre” in cui profetizzava il futuro potere della stampa e l’avvento di un uomo in guerra con tutti, proprio come lui.  Ecco il testo integrale dell’intervista che tempografico pubblica in esclusiva.

Maestà come sta?

Benissimo, potrei dire che non mi sono mai sentito così bene.

Come vede il futuro della Francia?

Difficile, senza il sottoscritto, ma la Francia è la Francia e non l’Inghilterra; quindi andrà avanti da Francia,  Italia permettendo.

Perché si riferisce all’Italia, un Paese ancora dilaniato dalle divisioni politiche e culturali?

Questo non cambierà di sicuro, anche se l’Italia un giorno sarà una nazione unita. Di certo ci darà sempre filo da torcere, almeno nel calcio, uno sport che hanno inventato gli odiati inglesi e che si affermerà con forza nel XX secolo, divenendo perfino uno strumento di pressione politica.

E cosa ci può dire d’altro dell’Italia?

Che ci sarà qualcuno un giorno che mi prenderà come modello, ma avendo capito che la guerra non si fa più sui campi di battaglia ma solo sulla propaganda. Sarà un uomo ambizioso come me, non alto di statura con un amore smisurato per se stesso. Si chiamerà Silvio.

Ma ne è certo?

Si; avrà in mano tutta la stampa  e dirà quel che vorrà sempre e comunque. La stampa un giorno avrà mezzi infiniti per arrivare in casa della gente e condizionarne la vita. Quest’uomo sarà davvero grande; mai tanto amato e odiato al tempo stesso.

Cambierà forse il sistema metrico/decimale?

In un certo senso si perché percorrerà grandi distanze in pochi attimi. Sarà sempre sulla bocca di tutti, nel bene e nel male. Una sorta di dono dell’ubiquità.

Se potesse dargli un consiglio cosa gli direbbe?

Molto semplice. Di andare in esilio a Sant’Elena prima che sia troppo tardi e di scrivere laggiù il suo memoriale. Solo così facendo sarà ricordato in eterno.

 

 

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Giro Girotonto. Il primo stupidario parzialmente scremato e interamente globalizzato

 

Ecco due osservatori ONU alle prese con le elezioni regionali italiane
Ecco due osservatori ONU alle prese con le elezioni regionali italiane

Tiger Woods fa il suo mea culpa mentre l’ amante ex porno star pubblica online 122 sms ad alto contenuto erotico: “Voglio che le persone conoscano la verità”. Ed esce in sala “Sex in the Woods”.

 Il sextoy più caro del mondo è francese e fabbricato Place Vendôme. In oro 18 carati e 117 diamanti, per il raffinato compagno dei ricchi clienti della Maison Victor bisognerà sborsare 40.000 €… E a Napoli commentano: “Parigi val bene una fessa”

  
Dopo la Francia, che ha visto trionfare nel nome della rosa il Partito Socialista è il turno dell’Italia di recarsi alle urne. Roberto Saviano reclama osservatori ONU per un voto sicuro e regolare. In tempo d’elezioni Pirandello avrebbe detto: Onu nessonu centomila.


  “Sono una donna del 2010 ma ho una testa pensante”. Italia Caruso ventottenne ex miss-ex velina mancata è la nuova recluta del PDL a Cosenza. Voglio portare innovazione. E uno sguardo giovane. E spettacolo. Un’immagine di bellezza. E… ma questo lo dico solo a Papi Silvio”

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La vendetta è un piatto che si mangia freddo. Un emigrato Ghanese chiama Silvio Berlusconi Bohaene il suo terzogenito per “omaggiare un grande capo politico di cui mi piace tutto e a cui devo il mio permesso di soggiorno”. E Silvio I ringrazia cantando una canzone dei Neri per caso.

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Bersani risponde a Berlusconi con un’ode. “Se tu solo sei solo son più di te”

Una folla per le poesie di Bersani? E' veramente solo?
Una folla per le poesie di Bersani E' veramente solo?

Il leader del PD Pier Luigi Bersani non regge il colpo di aver visto laurearsi poeta Silvio Berlusconi. Anche lui dunque si è voluto cimentare con i versi, memore de “Le ceneri di Gramsci” di Pier Paolo Pasolini. Bersani ha così dichiarato a tempografico: “Silvio occupa tutti gli spazi possibili. Ora impazza con le sue poesie e l’ode A Veronica incui tenta una riconciliazione con la sua ex moglie è particolarmente inquietante. E poi non diciamo fesserie: lui solo? E io che dovrei dire, che sono costretto a raccattarmi la Bonino?”. Anche Bersani ha scelto tempografico per farsi conoscere come novello Omero. Ma il cieco aedo gradirebbe davvero un pugno di versi alla cieca?

Sei tu solo sei solo son più di te

Silvio che calpesti quei corridoi

fra Costituzioni ottriate

avvisi di garanzia

un giorno qualcuno ti porterà via

varcherai il confine

scimmiottando Bettino

ma ora proprio ora

provo invidia per te

tu così vincente eppur nano

a cui i soldi hanno restituito i capelli

sempre sarai ricordato

non sempre amato

ma visto condottiero

io costretto in un’espressione seria

prego che il PD non muoia

e rimembrerò il tuo sorriso

tu che hai vinto la noia

io ho studiato a Frattocchie

sudando con Marx e Marcuse

quando in mezzo all’oceano cantavi

fra pin up e signori parvenu

avevi disegnato già l’etere

delle tue televisioni

tutti quegli spot confusi all’orizzonte

e grandi spazi

su cui costruire il tuo consenso

io di fronte a te

non so più cos’é l’immenso

certo non io forse tu

guardo la vita a testa in giù.

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Il PDL è guardato a lista. Il TAR boccia il ricorso. Ed esce il film “Camera con lista”

"Camera con lista" è il film di Barbareschi grazie al quale il PDL vincerà il ricorso al Consiglio di Stato?
"Camera con lista" è il film di Barbareschi grazie al quale il PDL vincerà il ricorso al Consiglio di Stato?

Renata è disperata. Dopo la nuova bocciatura del TAR nessuno sa più cosa fare. Ci sarà, ancora una volta, il Consiglio di Stato, ma che consiglio si può dare ad una ghenga tanto sgangherata? E nel PDL i malumori crescono. Berlusconi ha detto: “Ormai ci guardano a lista. E che… forse abbiamo la peste?”. E per la manifestazione di sabato è stato preparato un listone gigante con milioni di firme per non mandare il partito in malora. La candidata PDL si rivolge alle mamme e diventa testimonial del latte in Polverini della Nestlé. E al cinema Luca Barbareschi produce un instant movie. Si chiama “Camera con lista” e racconta la storia di come nacque la lista del PDL in una stanza della Camera dei Deputati, con i nomi dei candidati scritti, cancellati e riscritti, e la sopresa finale, con la Bonino (un Barbareschi ingobbito e livido) che penetra nella stanza dei bottoni e scrive in lista i nomi di tutti i Presidenti degli USA defunti da cui la bocciatura. Questo film verrà proiettato durante l’udienza al Consiglio di Stato. “Racconta i fatti come sono veramente avvenuti” ha dichiarato il regista, attore e parlamentare del PDL. “La mia interpretazione è molto convincente e questa volta sono certo che il Consiglio di Stato ammetterà il ricorso”. La Bonino ha annunciato battaglia: “Non ho visto il film. So che è stato messo nella lista delle opere italiani da presentare al Festival di Cannes; e sono certa che verrà bocciato”.

Immagine di elena torre tratta da www.flickr.com

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