Barbareschi scrive la lettera d’addio a Futuro e Libertà. “Così è se vi pare”

Futuri esponenti di Futuro e Libertà

Riceviamo e pubblichiamo la lettera d’addio al partito Futuro e Libertà inviata dall’attore Luca Barbareschi a Gianfranco Fini.

Caro Gianfranco, siamo al finale di partita o forse di partito. E’ stato fatto molto rumore per nulla, ma non sarò avaro di parole nel dirti che ero stanco di questa commedia degli equivoci. Tu sei un borghese gentiluomo, ma io mi sono sentito tradito peggio di Otello. E non faccio il Tartufo o peggio il furbo alla Scapino, tanto per intenderci. Penso che più che quattro gatti siete sei personaggi in cerca d’autore.

Io lascio questo partito e così è se vi pare. Lo so che voi state aspettando, ma non sarò certo io a fare la parte di Godot. Non provare a darmi appuntamento alla bottega del caffè perché io proprio non me lo bevo. Siete ormai solo vecchi rinoceronti e non c’è proprio storia. Con voi mi sono sentito protagonista si, ma del teatro dell’assurdo, che mi piace fino ad un certo punto.

Il Presidente del Consiglio mi ha invitato a casa sua ad Arcore e per voi è stata la cena delle beffe. Tu pensavi di essere un volpone ma la tua è una maschera nuda e non mi importa se questa è la dodicesima notte che non dormi. Mi appresto a portare in teatro un lavoro di Pinter: Tradimenti. E’ tutto chiaro? Non ti nascondo che il Cavaliere è il mio Principe di Homburg e come lui merita la grazia, non soltanto la mia. Tu sei in una tempesta senza fine, mentre il re si diverte. Ti saluto dalle nuvole. Luca

De Niro al Festival di Sanremo: “Cambiare Canalis”. E Clooney lo stende

De Niro non si è scatenato a Sanremo

Robert De Niro è perplesso sul Festival di Sanremo. Non ha gradito l’intervista con Gianni Morandi ed Elisabetta Canalis e si sarebbe lasciato scappare in diretta un’espressione sibillina: “cambiare Canalis”. L’emorragia di consenso del festival è stata immediata;  il 70% degli spettatori ha subito cambiato canale e non è più tornato più su RAIUNO. Masi ha detto che tratterrà il cachet del divo americano per il danno procurato. Sulla riviera è poi arrivato in incognito George Clooney, che ha avvicinato De Niro e lo ha colpito con uppercut fulminante alla “Toro Scatenato” candidandosi per il remake del film sul pugile Jake La Motta. De Niro si è scusato e ha dichiarato: “come la Canalis non sa l’inglese io non so l’italiano. Se ho detto qualcosa di sbagliato è per tracotanza”. Morandi vuole tenere tutti uniti e, riferendosi a De Niro,  ha parlato proprio di Stati Uniti spiegando che la Canalis non ha studiato in Virginia e come lui si sia trovato spiazzato rispetto alla “freddezza di Bob”. Intanto la gara prosegue con Vecchioni, di nome e di fatto, favorito per la vittoria finale.

Poster di Luis Fernandoreis tratto da www.flickr.com

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Il Premier parla alla Camera. E’ il discorso del che. E applaude solo la Santanché

Fuori da Montecitorio la folla attende il discorso del cheIl Premier riferisce alla Camera sul caso Ruby. Camera oggi gremita da persone infatuate dal gossip. Per la prima volta infatti tutti i 63o parlamentari sono stipati come bestie nei banchi e i commessi sudano sette camicie per tenerli a bada.  Non c’è voto di fiducia, non è in discussione la tenuta del Governo, ma loro sono tutti là. E tutti hanno visto “Il discorso del Re”, il film sul balbuziente Giorgio VI alle prese con un Cagliostro della logopedia. Ma il Presidente del Consiglio non stenta; lui è sempre attento alla comunicazione e ben pettinato. Il suo è proprio “il discorso del che” ovvero che fare? Che dire? Che programmare? Che difendere? “E pensare che Che era un comunista” ha detto il Premier. L’unico applauso convinto è venuto dalla Santanché, che ha molto apprezzato il discorso del che “perché pone i quesiti giusti per il Paese”. Le opposizioni hanno dal canto loro replicato in modo netto dicendo all’unisono: che orrore! Il discorso del che è rimbalzato sui siti internet di tutto il mondo e su di esso il Presidente Obama ha subito esclamato: “What?”. E improvvisamente, nei pollai di tutto il mondo le galline hanno cominciato a fare coccoché.  Il nostro capo del Governo riesce sempre a stupire checché ne dicano i suoi detrattori. Siamo sicuri infatti che su questo discorso, magari fra 60 anni, si girerà un film, e quel film sarà candidato all’Oscar senza che sia niente di che.

Le Fiabe di Tempografico, Capitolo VI: Politicino

C’era una volta un Onorevole piccolo piccolo. Era piccolo piccolo fisicamente ma lo era ancor di piu’ moralmente. Cio’ voleva dire nella realta’ che la sua statura morale rasentava il suolo e uomini piu’ onesti, e dunque non Onorevoli, gli avevano piu’ di una volta consigliato di sotterarsi per vivere fra i suoi simili esseri del sottosuolo. Leggi tutto “Le Fiabe di Tempografico, Capitolo VI: Politicino”

I film impossibili di Tempografico: Full Mental Racket

Titoli di coda di Full Mental Racket

Tempografico pubblica per la prima volta il soggetto di un film e si dichiara alla ricerca di potenziali produttori.

Turiddu è un aspirante picciotto che frequenta il corso di picciotteria applicata presso la Libera Università Provenzana di Corleone. L’istruttore è Sante, un uomo durissimo che apprende a lui e ad altri ribaldi giovani l’arte di raccogliere il pizzo, banco di prova supremo nel viaggio iniziatico di un mafioso. Sante spiega il condizionamento psicologico a cui sottoporre un negoziante e prende come esempio proprio il padre di Turiddu, che vende bombole del gas. Turiddu viene così inviato a chiedere il denaro al suo babbo. Lui non ha il coraggio e gli estorce soltanto la paghetta mensile. Per Sante, ignaro di come si sono realmente svolti i fatti,  Turiddu diventa il modello che tutti dovrebbero seguire tanto da suscitare l’invidia di Carmelo, un mafioso in erba ambizioso e truce. Turiddu cade dunque vittima di un episodio di nonnismo: una notte viene svegliato dai suoi compagni e obbligato a tenere gli occhi aperti per vedere la filmografia completa di Tarkovskij.  Sante sprona il giovane a fare di più e gli ingiunge di uccidere un negoziante che si rifiuta di pagare. Si dà il caso che il negoziante, un venditore catanese di carne di cavallo, è il cugino di sua mamma. Nella notte Turiddu prende il fucile ed uccide Sante.

Braccato, il giovane fugge in Vietnam, dove conosce una giovane prostituta che lo avvia nel circuito della mafia vietnamita. Turiddu diventa capo di un gruppo di ex Viet Cong che mette a ferro e fuoco Saigon imponendo il pizzo a tutti e, soprattutto, all’ambasciata italiana, dove l’ambasciatore è un palermitano doc. Turiddu diventa potentissimo quando arriva in città Carmelo per partecipare ai mondiali di Kung Fu. Carmelo lancia un guanto di sfida a Turiddu. I due si danno appuntamento in un Palazzetto dello Sport deserto. All’improvviso scoppia una bombola del gas che provoca un incendio, mentre un cecchino uccide Carmelo. E’ il padre di Turiddu che riporta il figlio a casa sulle note di Cavalleria Rusticana, mentre la fidanzata prostituta fa harakiri cantando la Butterfly.

Immagine tratta da www.flickr.com

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Lettera di un allevatore al Presidente del Consiglio. “Ricondurre le pecore all’ovile”

Tempografico pubblica una lettera di un allevatore ciociaro inviata stamane al Presidente del Consiglio.
Caro Presidente, mentre mungo spremo le meningi per dire il giusto ma da li’ da sempre esce poco. A scuola non ero bravo con le virgole, ma tu non sei bravo con i punti del Governo. Qui anche le bestie si incazzano e meno male che non votano. Dicono che le mucche, quando scorreggiano, incrementano il rilascio di caldo nell’atmosfera; voi al Governo pero’ fate peggio e il clima li da voi e’ diventato proprio da caldana. Io perdo su ogni singolo litro di latte e ho una figlia che non vuole l’azienda. Se ne fotte del latte e dei derivati. Tutti dicono che e’ una bella giumenta, cosi’ pensavo di mandartela su ad Arcore perche’ magari ti piace. Lei si chiama Concetta, e’ un po’ sempliciotta ma ti piacera’ e le vorrai bene affinche’ si scafi un po’ perche’ e’ cafona parecchio. E se ci scappa anche qualcosa per mandare avanti le mucche mandamelo subito, anche un anticipo. Poi per il Governo, se posso darti un consiglio, fai il buon pastore che riconduce le pecore all”ovile. Lo dice sempre il prete e io lo ripeto perche’ lui ha il Verbo giusto. Capisco che La Russa e’ un caprone e Calderoli un cinghiale, ma tu sei un cane e sai come trattarli. Per l’anticipo mandamelo contante che ho debiti in banca altrimenti poi quelli si pappano tutto, proprio come Lele Mora. Con Concetta ti mando un po’ del nostro pecorino ma non pensare a cose sporche; e’ tutto quello che ho. Grazie e forza Milan, anche se io sono laziale.

Napoli Milan. La sfida scudetto e’ anche sulle escort. Procure in fuorigioco

Le escort potrebbero dare un calcio al calcio e prendere il posto dell’appassionnate duello fra Napoli e Milan per il campionato. Il duello fra le procure dei due capolouoghi, finalizzato ad accaparrarsi l’inchiesta su sesso, droga e Apicella ha assunto i connotati di una disfida calcistica, con squadre corte, pressing alto e tattica del fuorigioco. In off side sono cosi’ finiti i seni e le cosce di diverse escort e i pm hanno estratto piu’ volte il cartellino giallo a luci rosse. Mentre alcune soubrettes si chiedono come si fa ad avere un fallo laterale non essendo il visconte dimezzato, le ragazze dell’Olgettina si salvano in corner grazie ad un prodigioso intervento di Nicole Minetti, che ha stoppato di petto un tiro mancino di piatto di Ilda Bocassini. E da Napoli una colata lavica si e’ riversata sull’inchiesta, con nuove ragazze pronte ad entrare in campo per disputare i supplementari e  giocarsi tutto ai rigori del freddo. Il risultato finale e’ uno 0 a 0 nudo e crudo, piu’ nudo che crudo perche’ la tavola ad Arcore e’ sempre imbandita e un piatto caldo non si nega a nessuno. Tutto questo proprio mentre le Procure vanno avanti, cercando di non rimanere in 10 uomini perche’ 10 ragazze per me io voglio dimenticare.

Napolitano fa il verso al Presidente del Consiglio. E ammette: “Sono comunista ma tu sei casinista”

Fratelli d'Italia temono nuove tasse federali

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano si è rivolto oggi ufficialmente al Presidente del Consiglio con una missiva in versi. E’ la prima volta che si assiste ad uno strappo istituzionale di questo tipo poiché mai e poi mai la poesia era entrata a far parte delle relazioni istituzionali. Con questo atto Napolitano ha voluto sottolineare la profonda irritualità dell’attuale momento politico, richiamando il Premier ad un contegno quanto mai più consono alle prerogative della nazione.

Tempografico pubblica il testo del messaggio dal Colle

Sono Giorgio che dal Colle

Tu ritieni decollato

E se il drago non è molle

Esso è già decapitato

Tu mi scambi per Giovanni

Quello un pò fuori di testa

E continui a fare danni

Porti le ragazze in festa

Ma stavolta te lo dico

Tu l’hai fatta proprio grossa

Non hai proprio tu capito

Che il decreto è nella fossa

Questo bel federalismo

Devi fare in Parlamento

Non portare al parossismo

Della gente lo scontento

E rifletti sulle tasse

Che volevi diminuire

Predicavi tu alle masse

Ora non vuoi più sentire

Se dai ai sindaci il potere

Loro sanno cosa fare

Ma la gente vuol sapere

Prima di dover pagare

O mio caro Presidente

Stai cadendo in uno stagno

Eppur brilla la tua mente

Quando parli di guadagno

Chi c’hai intorno orsù respingi

Alle porte c’è il nemico

Presidente te lo dico

Devi spremer le meningi

Quella Lega di Governo

Vuol vederti scomparire

Vuole fare te morire

Il Ministro dell’Interno

Dunque sali al Quirinale

Perchè io sono comunista

Ma tu sei un casinista

E il decreto poi non vale.