
Contro la fame la Fao suggerisce vespe fritte. In rivolta i produttori di patate

La notizia e’ ghiotta. La Fao si arrende: la fame nel mondo non si combatte con gli OGM e le nuove tecnologie ma mangiando insetti e lepidotteri. E’ questo il verdetto dell’ultimo vertice dell’agenzia dell’Onu per l’agricoltura e l’alimentazione. “Siamo rimasti con un pugno di mosche in mano” ha detto il Presidente della Fao Diouf; “e ci e’ venuta un’idea geniale: friggere insetti e lepidotteri”.
A Dakkar, capitale del Senegal, Diouf ha gia’ aperto un fast food in cui si servono vespe fritte e tagliata di mosca piccanti. Sul Nilo apriranno diversi punti di ristoro in cui consumare libellule al cartoccio. Pezzi pregiati pero’ saranno la zanzara tigre di Zanzibar, la coda di scorpione alla vaccinara e il tafano in salsa agrodolce.
In subbuglio i produttori di patate.
Sembra infatti che Mc Donald’s abbia tagliato gli acquisti dell’amato tubero a vantaggio di quello di insetti per lanciare prossimamente il gustosissimo Mosquito Meal.
Haiku della fiducia parte terza. “Sono Santanche’/Se salvo sara’ Silvio/Sapro’ che sono santa
Sono Santanche’
Se salvo sara’ Silvio
Sapro’ che sono santa
Della Vedova son
Finiano dell’ultima ora
Non l’ultima sia per Benedetto
Mi chiamano Cicchitto
Capo son di questo gruppo
Di succubi per trenta denari
Son Letta dell’opposizione
Solo sapessi cosa sia
Disse zelante lo zio
Brunetta son
Risveglio il Premier
E lo salvo nel mio piccolo
Hiaku della non crisi parte seconda. “Scadono i nove mesi/ E dovrei farlo nascere/In questa Camera di morte?”

Dalla Camera dei Deputati nuovi haiku dei parlamentari poco prima del voto di fiducia, che ha visto il trionfo del Premier. L’Italia s’è destra.
VI. Voto per la sopravvivenza
E se il Paese muore
Noi non vedrem tramonto
VII. La Camera e’ luogo chiuso
Ora voglio uscire fuori
E altra aria respirar
VIII. Ho perso la scheda
E il voto mio andra’ perso
Perso come il Governo
IX. Scadono i nove mesi
E dovrei farlo nascere
In questa Camera di morte?
X. Adoro la scheda bianca
Che immacolata e candida
Scivola nell’urna
Immagine di Esonoronte tratta da www.flickr.com
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Partono gli Haiku della crisi. “Ci chiamano peones/Ma sol pupazzi siamo/Sospesi all’albero di Natale”

E’ il giorno della fiducia e noi di tempografico vogliamo aver fiducia in un mondo migliore. E’ per questo che abbiamo deciso di pubblicare gli haiku della crisi, questi piccole perle poetiche scritte dai parlamentari su appositi pizzini ritrovati dai commessi. Questi sono i primi giunti in redazione. In giornata ne leggerete di sempre nuovi.
I. Lo scrutinio segreto
Del tradimento è l’anima
E l’arcan non svelerò
II. Votare la fiducia
Disse il capogruppo
Ma non più mio è quel gruppo
III. Ci chiamano peones
Ma sol pupazzi siamo
Sospesi all’albero di Natale
IV. Se Governo cade
Se sciolte son le Camere
Pensione e sinecura addio
V. Il discorso era alto
Ma nel baratro precipitiamo
Ché ali non ha il voto
Immagine di brtsergio tratta da www.flickr.com
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Anonimo scrive poesia sulla fiducia: “Il giorno che tu posti la fiducia… chi più ne ha più poi ne inciucia”

Tempografico ha ricevuto stamattina da un Pony Express una poesia anonima dedicata alla fiducia, tema caldo in questi giorni. Come di nostro solito riceviamo e pubblichiamo, avendo piena fiducia nel nostro pubblico che amiamo senza mozioni o fazioni.
Della fiducia infin arrivò il giorno
A Roma nell’inverno soleggiato
Pensavano di toglierlo di torno
Di liberarsi alfin di quel casato.
Nelle parole l’uom ha il suo talento
Riforme egli propon tutte d’un fiato
E quel discorso è un palpito, un portento
Il malumor è subito obliato.
“Ponete dunque l’escort nell’oblio
Voi uomini di fede e di coraggio
Se l’universo oggi è un pò più mio
E’ sol perché io sono stato saggio.
Per voi io lavorai, per il pianeta
Per le galassie e per tutte le stelle
Ho modellato come fosse creta
Quelle fanciulle che ora son più belle.
Poiché io sol trasformo e sogno e invento
E guardo a quelle cose per il bene
E non getto giammai parole al vento
Ma sempre a voi da me qualcosa viene.
Son generoso, buono, quasi santo
Non smetto mai di illuminar l’immenso
Se fino ad oggi non vi ho dato tanto
E’ sol perché c’è chi odia il mio censo.
Questa mozione orsù voi discacciate
Pel ben di tutta la Nazione
E a lavorar noi uomini lasciate
Poiché del ben sol noi abbiam nozione.
Perché son io l’uomo del cambiamento
Provoco rabbia sempre e in ogni stanza
Se devo dire quel che proprio sento
Sono una vittima della tracotanza.
E a te che vorresti la mia morte
Il giorno che tu posti la fiducia
Ti ricordai qual fosse vera sorte
E com chi più ne ha più poi ne inciucia”.
Immagine tratta da www.flickr.com
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Pier Silvio canta: ‘Alla fiera del West per due soldi un deputato mio padre compro'”
Pier Silvio Berlusconi ha passato la notte insonne, ma si e’ divertito a cantare con Apicella un libero adattamento di un vecchio brano di Angelo Branduardi che piu’ o meno faceva cosi’
Alla fiera del West
Per due soldi
Un deputato mio padre compro’
E venne Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E venne la Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E poi la Carfagna sulla Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
E infine poi Bocchino sulla Carfagna sulla Brambilla che accoppo’ Bossi che spense La Russa che brucio’ Calderoli che morse Bondi che picchio’ Gianni Letta che massacro’ Brunetta che alla villa mio padre compro’
Alla fiera del West
Per due soldi
Un deputato mio padre compro’
L’Uomo Norma: Il Supereroe Giuridico alla Ricerca della Norma Perduta
Dalla prigione Assange dedica una poesia ai potenti della terra. “Wikileaks non è Asterix ma realtà allo stato puro”

Dalla Torre di Londra Julian Assange vuole dire la sua. E farlo in versi per rimetter un pò di candore in questa intricata faccenda dei documenti secretati. Tempografico è il Wikileaks del prossimo secolo e pubblica senza nessun tipo di indugio.
Sono Assange e non Solange
E son uomo di sostanza
Se qualcosa c’è di étrange
Non è mera circostanza
Se i potenti della terra
Non san far diplomazia
Se si inventano una guerra
Chiaccherando con la zia
Io per voi lo devo dire
Dimostrarlo con gli scritti
E non ho soverchie mire
Ma sol rivelare i guitti
Questi tipi sovraumani
Che maneggiano le bombe
Che si sporcano le mani
E col gas fanno ecatombe
Di innocenti di civili
Che non pensano alla sorte
Che non san quanto siano vili
Quei politici di morte
Loro parlan di trattati
Di commercio solidale
Quanti uomini gabbati
Ché la storia è tutta uguale
Non esistono gli Obama
I Mugabe o i Sarkozy
Ma esiste solo una trama
Loro sono tutti lì
Non esiste la Corea
Il Sudan l’Afghanistan
Qui c’ è solo quell’idea
Che tutti prende per man
Quando parlano di bene
Hanno in mente la potenza
E qualcosa gliene viene
Se son pronti alla violenza
La gente deve sapere
Osservar quei documenti
Che decifrano le sfere
Il furor degli elementi
Wikileaks non è Asterix
Ma realtà allo stato puro
E perché non è Twin Peaks
Vogliono mettermi al muro.
Immagine di Thierry tratta da www.flickr.com
Tremonti istituisce un corpo di polizia per i conti pubblici: la Guardia di Finanziaria

Giulio Tremonti vuole la stabilità; quella dell’Italia, quella del Governo e soprattutto la sua. Per questo promuove un’idea che fa discutere, ma che potrebbe essere vincente. “L’imperativo è quello di istituire un nuovo corpo di polizia a tutela dei conti pubblici: la Guardia di Finanziaria” ha detto il Ministro dell’Economia; “assumeremo contabili e laureati in economia disoccupati per stare alle calcagna delle amministrazioni e farle spendere il meno possibile”. E per garantire il pareggio del bilancio, il Ministro metterà a disposizione dei funzionari dei veri e propri serpenti che fulmineranno all’istante i funzionari dello Stato responsabili delle ruberie. “Abbiamo acquistato 100 mamba 200 cobra e 400 crotali; così non direte più che sono io il serpente” ha aggiunto il titolare di via XX settembre. Il leader dell’IDV Di Pietro ha subito presentato un’interrogazione parlamentare per conoscere “la cifra sborsata dall’amministrazione per l’acquisto dei rettili e per pagare gli esperti che insegneranno agli agenti della Guardia di Finanziaria a come tenerli a bada; esperti particolarmente costosi perché provenienti dai 5 continenti”. Ma Tremonti non è preoccupato anzi: per ingraziarsi Bossi ha deciso che la Guardia di Finanziaria indosserà la camicia verde. “Non è vero che lo faccio per la Lega” ha concluso il Ministro; “è che in Italia siamo davvero al verde e i simboli per me restano molto importanti”.
Immagine di widdowquinn tratta da www.flickr.com
www.flickr.com/photos/widdowquinn/3484336004/sizes/m/


