Obama: “La priorità è creare lavoro. Altrimenti cosa farò fra tre anni?”

The magical Obama tour
The magical Obama tour

Un discorso a tutto tondo del Presidente Obama allo Stato dell’Unione di Washington davanti a parlamentari sempre più increduli sulle idee confuse di Barack. “La priorità è creare lavoro” ha detto il Presidente USA piuttosto teso, “altrimenti fra tre anni cosa farò da disoccupato?”. Dopo questa dichiarazione, l’indice di popolarità del Presidente ha guadagnato diversi punti. Agli americani piace proprio il fatto che Obama si veda già in fuori gioco per le prossime elezioni. Esultano i repubblicani che, dopo la vittoria nel Massachussets, pregustano nuove debacle  e chiamano il Presidente con un nuovo nomignolo:  Baracle. Ci sono grossi problemi anche sulla riforma della Sanità. Su quest’ultimo capitolo Obama ha messo il cerotto alla bocca dei suoi collaboratori, promettendogli però che gli verrà rimborsato dal Servizio Sanitario. Il Presidente ha anche garantito ai suoi elettori che verranno pagati i farmaci per tutti i mal di fegato causati dai suoi 13 mesi di presidenza.  “Se non riuscirò a fare la riforma della sanità ho già una via d’uscita onorevole” ha concluso Obama; “proporrò al Papa la riforma della santità; un corsia preferenziale verso la beatificazione per tutti quegli americani che hanno perso la vita perché non potevano pagarsi le cure: Santi subito”.  Sulla proposta la Santa Sede si è chiusa in un silenzio eloquente.

Foto di C4Chaos tratta da www.flickr.com

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Inghilterra, Crisi Labour: per le elezioni Gordon Brown diventa Gordon Green. Il leader dei Conservatori Cameron: “Un partito ad emissioni zero e voti anche”

Svolta Green di Brown per le elezioni Inglesi
Svolta Green di Brown per le elezioni Inglesi

La crisi del Labour Party in Inghilterra e’ profonda. Dall’avvento di Gordon Brown, succeduto come Primo Ministro al quasi intramontabile Tony Blair, la perdita di consensi e’ stata davvero consistente. E Brown ieri ha tirato fuori dal cappello una stravaganza degna del suo nome. “L’ambiente e’ il nostro nuovo motto. Nel partito non si respira un’aria salutare e abbiamo tutti necessita’ di rinverdire il nostro aspetto” ha dichiarato il Premier inglese alla stampa aggiungendo che “prima delle elezioni un cambio di nome del partito non e’ possibile; ed e’ per questo che il nome lo cambio io. Da Brown a Green per la salute e l’ambiente”. Reazioni confuse all’interno del Labour, dove un esponente che ha voluto rimanere anonimo ha parlato di “una situazione preoccupante, dove Brown vede l’erba del vicino sempre piu’ verde e ormai parla solo di quella; speriamo che almeno non la fumi”. Il Principe Carlo ha difeso Brown e ha detto: “Questa svolta verde del Labour mi trova d’accordo. Di lavoratori in questo Paese ce ne sono sempre meno e spero che Gordon Green sia d’accordo nel restituire queste braccia all’agricoltura biologica, magari partendo proprio dai miei possedimenti”. Per David Cameron, leader dei Conservatori, “quest’operazione di cosmesi elettorale del Labour non funzionera’. Loro vogliono essere il primo partito ad emissioni zero, ma cosi’ rischiano realmente di battere un primato nella storia della politica: quello di diventare la prima rappresentanza a restare al verde. Viva Green”.

Puglia: il candidato di D’Alema Boccia e’ stato bocciato. Bersani: “Vendola si e’ venduto meglio. Ma sospetto brogli”.

Il comitato elettorale del PD medita la bocciatura di Boccia
Il comitato elettorale del PD medita la bocciatura di Boccia

Storica implosione del PD. Alle primarie pugliesi trionfa il governatore uscente Nichi Vendola sul candidato PD sostenuto Massimo D’Alema, Francesco Boccia. A D’Alema non e’ stata sufficiente l’assistenza spirituale di Andy Wharol e il suo farsi in quattro per il partito. Il segretario del PD Pier Luigi Bersani ha dichiarato: “Riconosciamo la bocciatura di Boccia. Non c’e’ che dire Vendola si e’ venduto molto meglio. Ma sospettiamo brogli soprattutto a Bari, dove Nichi ha tirato fuori qualche asso dalla manica”. Vendola ha subito replicato a Bersani: “Adesso siamo Bari  e ora ci godiamo beatamente questo Brindisi. Il PD ha presentato un candidato fuori Lecce, vestendosi con abiti di troppa antica Foggia “.  Secondo Antonio di Pietro dell’Italia dei Valori “il PD non riesce ad uscire dalla melma. Racconteremo questa esperienza in un libro ispirato a Edgar Allan Poe: La pozza e il Vendola”. Se la ride invece Silvio Berlusconi che ha parlato di “un risultato storico che ha premiato il candidato piu’ giusto. Ormai il PD e’ palesemente battuto. E’ per questo che il PDL ha scelto come candidato Rocco Palese. Piu’ chiaro di cosi’!”

Foto di Eric Perrone, grazie a Flickr Commons

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Il Papa e Internet. “Noi lo chiameremo Santernet”. E al posto del Mouse ci sarà l’Emmaus

Religione e computer: dove i fili sono spirituali
Religione e computer: dove i fili sono spirituali

Il Papa è deciso ad adottare un linguaggio più religioso per le nuove tecnologie. In un’intervista esclusiva a tempografico il Pontefice ha espresso “la volontà di dare maggior risalto spirituale ai contenuti della rete”. Così, a Città del Vaticano il Web verrà ribattezzato Santernet, malgrado lo scetticismo di San Tommaso. Al posto del Mouse verrà impiegato l’Emmaus. PC starà per Personal Confessor, mentre l’Apple sarà proibito per il suo esplicito riferimento al peccato originale. Soddisfatta la CEI che con il Cardinal Bagnasco ha dichiarato: “L’elettronica rappresenta per noi una via verso la salvezza Eternet. Metteremo in rete milioni di sacerdoti attraverso la nostra banca voti “. E Benedetto XVI ha concluso: “Abbiamo anche studiato un nuovo cursore molto più efficace a forma di croce latina. E dal monitor arriverà periodicamente un monito per una vita virtuosa e casta. Infine le reti non saranno più LAN ma VAN proprio per ricordare a tutti che in ogni momento della nostra vita è presente il Vangelo”.

Foto di Jeff Howard liberamente tratta da www.flickr.com

God is our wireless provider

Bertinotti e la moglie si lasciano. Lella: “Fausto è diventato di destra”. Che si sia innamorato della Santanché?

Una mattina mi son svegliato con la faccetta nera
Una mattina mi son svegliato con la faccetta nera

Bertinotti divorzia dalla moglie Lella. E viene accusato proprio dalla sua dolce metà di aver operato un completo revirement della sua posizione politica. “Una mattina mi son svegliata e, invece di Bella Ciao, Fausto mi ha cantato Faccetta Nera” ha dichiarato a tempografico la signora Bertinotti. L’ex Presidente della Camera è stato poi visto nell’ufficio del sindaco Alemanno leggere ad alta voce brani di Casse Pipe di Celine, scrittore noto per le sue simpatie più che destrorse. Ma il motivo del divorzio sarebbe in realtà molto più prosaico. Bertinotti avrebbe perso la testa per l’ex leader della Destra Daniela Santanché e, secondo indiscrezioni, starebbe preparando il corteggiamento dotandosi del necessario armamentario del littorio. Così l’ex leader di Rifondazione Comunista ha cominciato a dare del voi a tutti e confessato di volersi recare in pellegrinaggio a Predappio e Salò. Qualcuno ha perfino visto a casa sua un altarino dedicato a Claretta Petacci. Per Paolo Ferrero, ex Ministro e direttore del blog www.sinistra.coma, “Bertinotti è alle soglie della sua seconda giovinezza in cui esprimerà il ritorno alla dottrina dello stato corporativo”. Felice Alessandra Mussolini che ha dichiarato: “Fausto è un grande acquisto. Ora nessuno potrà più gridare allarmi siam fascisti”.

Immagine di mharrsch liberamente tratta da www.flickr.com

Benito Mussolini at the Wax Museum at Fishermen's Wharf

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L’Antitrust. “Sulla giustizia il Governo garantisca la libera concorrenza. Approvato il processo breve si mantenga anche quello lungo”

La prima sentenza frutto del processo breve
Ecco la prima sentenza frutto del processo breve

L’Antitrust compie 20 anni e lo fa con un prestigioso convegno sulle telecomunicazioni.  Dal Palco di Piazza Verdi un commosso Antonio Catricalà, alla guida dell’Autorità da tre anni, descrivendo la storia dell’istituzione, si è fatto scappare un accenno sulla recente riforma del processo: “Il processo breve è una buona innovazione per il nostro sistema giudiziario, ma non è sufficiente a garantire la libertà di scelta degli attori e dei convenuti. L’Antitrust ritiene che vada mantenuta anche l’alternativa del processo lungo”. Critico Nicola La Torre del PD, che ha detto:  “La libera concorrenza riguarda le imprese e non le aule dei tribunali.  A meno che essendo Berlusconi Presidente del Consiglio da oggi si parli Tribunale srl e di Corte di Cassazione spa”. Anche nella maggioranza non sono mancati i commenti. Per Gian Franco Fini “il processo lungo dà più garanzie di certezza del diritto. L’idea di Catricalà non mi dispiace dunque e andrà ridiscussa a breve senza andare troppo per le lunghe”.  E Antonio di Pietro dell’IDV in serata ha tuonato da par suo: “Breve o lungo cosa cambia? La giustizia non c’è più. Che l’Antitrust garantisca dunque prima di tutto la libera concorrenza in democrazia”.

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La Lega denuncia lo yoghurt Activia per pubblicità ingannevole. Bossi: “Evitare che gli immigrati si definiscano regolari”

Quando la Lega la fa fuori dal vasetto
Quando la Lega la fa fuori dal vasetto

La Lega inaugura una campagna a tutto campo contro le pubblicità ingannevoli. E parte dallo yoghurt Activia, reo secondo il Carroccio di non regolizzare affatto la posizione degli immigrati clandestini che lo consumano. Umberto Bossi ha dichiarato: “Il messaggio che Activia renda regolari è ingannevole. Purtroppo i clandestini non si pongono il problema della stitichezza e vedono solo nell’acquisto di quello yoghurt un modo per diventare regolari”. Plauso della Coldiretti, che ha ribadito l’esigenza di consumare eclusivamente yoghurt freschi e a chilometro zero. Ma Bersani del PD non è d’accordo: “l’immigrazione a chilometro zero non è praticabile e questa storia dello yoghurt contiene fermenti di razzismo. Ci si fermi finché si è in tempo”. Il Codacons si schiera con gli immigrati e prepara una class action contro la Danone, proprietaria del marchio Activia, “per averli fuorviati sul concetto di regolarità”. In serata poi è arrivata la notizia che Granarolo sta lanciando una linea di yoghurt che avrà come testimonial il Ministro Brunetta. “Con Gnyomo abbiamo studiato una linea per chi soffre di intestino pigro o, come dice Brunetta, fannullone”. Per Activia si preannunciano dunque tempi davvero duri.

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Berlusconi: “Processo breve e plotoni di esecuzione in aula. Spero non comincino da me”

Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka
Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka

L’approvazione al Senato del processo breve è stata breve ed intensa. Ma non è mancato il colpo di scena: all’ultimo momento è stato presentato un emendamento in aula del Senato, scritto dall’Onorevole Donato La Morte, che prevede l’esecuzione della pena direttamente nelle aule dei tribunali immediatamente  dopo la sentenza. Berlusconi ha dichiarato: “Ci saranno plotoni di esecuzione presenti nei tribunali. Spero di non essere il primo a passare sulla loro strada. D’altra parte fino ad oggi solo la vita era breve e non si capisce perché non dovessero esserlo i processi”. Per il PD “questa riforma elimina definitivamente  la certezza del diritto, è contro i diritti dell’uomo e solo a favore dei diritti del nano.  Berlusconi non faccia la vittima tanto a lui chi l’ammazza?”.  Parole dure sono arrivate anche dalla Santa Sede da parte del portavoce padre Lombardi: “Questo processo breve porta solo alla barbarie. Ci auguriamo che Napolitano grazi tutti i condannati prima della sentenza definitiva”.  E il Ministro di Grazia e Giustizia Alfano ha replicato: “La Chiesa non condanni le condanne. Prima della riforma la giustizia era l’unica vera condannata a morte di questo Paese. Il processo breve non sarà lungo come quello di Kafka”.

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Premio Nobel per la pace mai più agli uomini. Nel 2010 forse ad Internet. Ma l’Italia propone la ruota e la televisione

Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota
Gira che ti rigira il Nobel per la pace andrà alla ruota

Homini homini lupus, la vecchia teoria del tutti contro tutti  di Hobbes riprende piede e sconfigge quella del buon selvaggio di Rousseau. La prima conseguenza? Il premio Nobel per la pace non verrà più assegnato agli esseri umani poiché nessuno in fondo sarebbe veramente buono e meritevole, nemmeno il buon Obama. E’ così che Nicholas Negroponte, guru del Web, ha candidamente candidato al Nobel 2010 Internet. Negroponte, proprio per dimostrare che l’uomo non può esser buono, ha usato un ossimoro: “Internet è un ‘arma di educazione alla pace. Per questo tutti leggono Internet”. E non è mancata la risposta italica. Il Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola ha smentito l’esperto statunitense: “Io non conosco Internet e vivo benissimo in pace. Sono d’accordo sul principio di non candidare più uomini al Nobel per la pace, ma darei il premio alla ruota, una scoperta che ha cambiato la storia dell’uomo. Questo riconoscimento potrà anche servire a rimettere in moto il mercato dell’auto e magari a non chiudere la Fiat di Termini Imerese”. Ma il Ministro dell’Agricoltura Zaia non è d’accordo: “Lo so che Scajola è abbonato a Quattroruote, ma il vero motore del cambiamento nelle relazioni sociali è stata l’agricoltura. E ad essa che spetta il Nobel. Difendiamo la polenta”. Per Di Pietro “questo ritorno all’età della pietra è sintomo di decadenza del paese. Viviamo ormai in un mondo virtuale: perché allora non dare il Nobel alla Wii, grazie alla quale ho tirato più di un cazzotto a Berlusconi?”. Berlusconi in serata è intervenuto in modo molto autorevole: “Internet? E’ solo spazzatura; l’hanno capito perfino i cinesi. Credo che il vero motore della pace sia la televisione ed in particolare quella commerciale. La proposta dell’Italia andrà in quella direzione. Se non troveremo l’accordo nel Governo mi presenterò al Parlamento per il voto di fiducia”.

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Per Mastella un sabbatico con l’arte. Osserverà la lampada annuale di Boetti per essere il primo a vederla accesa.

A Mastella si accenderà la lampadina?
Molte lampadine si accendono nella testa di Mastella

Clemente Mastella non rimane con le mani in mano. Prima di lanciarsi in una nuova disfida politica si prende un anno sabbatico per riflettere e trovare una nuova strada per l’Italia. Il suo intento è naturalmente quello di accendere la lampadina con un’idea inedita e, perché no, geniale. Ma per far questo non ricorre alla Lampada di Aladino, no. A soccorrere il tenace Clemente è un artista dell’arte povera italiana: Alighiero e Boetti. “Ho scelto l’arte povera” ha dichiarato Mastella “per evitare speculazioni sui miei intenti. La definizione mi si attaglia perfettamente, dato che ho sempre affrontato la politica con spirito francescano”. In questa prospettiva Mastella ha optato per un’opera di Boetti del 1966: “La lampada annuale”. Questa particolare lampada si accenderebbe soltanto per 11 secondi all’anno e, nello spirito dell’artista torinese, “allude agli innumerevoli eventi che hanno luogo senza la nostra partecipazione e conoscenza”. Mastella ha chiarito che “essendo il primo a vedere la lampada annuale di Boetti accendersi per quel tempo così fugace, sarò in grado conoscere l’inconoscibile e spiegarlo agli italiani”. Visto che l’ex Ministro della Giustizia dovrà rimaner sveglio un anno intero, proprio per non perdere l’attimo, lo sponsor di questo ambizioso progetto sarà Illy Caffé. Ma la caffeina sarà poi sufficiente a tener sveglio il gioviale Clemente?

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Lamps